<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-19799005</id><updated>2011-07-28T10:00:41.650-07:00</updated><title type='text'>Documenti</title><subtitle type='html'>DOCUMENTI</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://documentii.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://documentii.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>valbormidaviva</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02972272074723678648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>42</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19799005.post-5019536773795099225</id><published>2010-05-14T05:36:00.000-07:00</published><updated>2010-05-14T05:38:45.495-07:00</updated><title type='text'>data base del centro di documentazione patrizio fadda</title><content type='html'>&lt;a href="http://cid-a802298aa11f3328.skydrive.live.com/self.aspx/.Public/archivio%20cdpf%20dati%20principali.pdf#resId/A802298AA11F3328!116"&gt;http://cid-a802298aa11f3328.skydrive.live.com/self.aspx/.Public/archivio%20cdpf%20dati%20principali.pdf#resId/A802298AA11F3328!116&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19799005-5019536773795099225?l=documentii.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://documentii.blogspot.com/feeds/5019536773795099225/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19799005&amp;postID=5019536773795099225' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/5019536773795099225'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/5019536773795099225'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://documentii.blogspot.com/2010/05/data-base-del-centro-di-documentazione.html' title='data base del centro di documentazione patrizio fadda'/><author><name>valbormidaviva</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02972272074723678648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19799005.post-5421058392084911588</id><published>2009-03-19T01:59:00.000-07:00</published><updated>2009-03-19T02:05:24.265-07:00</updated><title type='text'>nuova legge sul danno ambientale:bisogna sorvegliare e partecipare alla definizione dell' accordo!!!</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 30 dicembre 2008 , n. 208&lt;br /&gt;   Testo  del  decreto-legge  30 dicembre  2008,  n. 208 (in Gazzetta&lt;br /&gt;   Ufficiale n. 304 del 31 dicembre 2008), coordinato con la legge di&lt;br /&gt;   conversione 27  febbraio  2009,  n. 13  (in questa stessa Gazzetta&lt;br /&gt;   Ufficiale  alla pag. 1), recante: «Misure straordinarie in materia&lt;br /&gt;   di risorse idriche e di protezione dell'ambiente».&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;                               Art. 2.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                          Danno ambientale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;span style="font-family:arial;font-size:130%;"&gt; 1.  Nell'ambito  degli  strumenti  di  attuazione  di interventi di&lt;br /&gt;bonifica  e  messa  in  sicurezza  di  uno  o  piu' siti di interesse&lt;br /&gt;nazionale,  al  fine della stipula di una o piu' transazioni globali,&lt;br /&gt;con  una  o  piu'  imprese (( interessate, )) pubbliche o private, in&lt;br /&gt;ordine alla spettanza e alla quantificazione degli oneri di bonifica,&lt;br /&gt;degli  oneri  di ripristino, nonche' del danno ambientale di cui agli&lt;br /&gt;articoli  18  della  legge  8  luglio 1986, n. 349, e 300 del decreto&lt;br /&gt;legislativo  3  aprile 2006, n. 152, e degli altri eventuali danni di&lt;br /&gt;cui lo Stato o altri enti pubblici territoriali possano richiedere il&lt;br /&gt;risarcimento,   il   Ministero   dell'ambiente  e  della  tutela  del&lt;br /&gt;territorio  e  del  mare puo', (( sentiti l'Istituto superiore per la&lt;br /&gt;protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) di cui all'articolo 28 del&lt;br /&gt;decreto-legge  25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni,&lt;br /&gt;dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e )) la Commissione di valutazione&lt;br /&gt;degli investimenti e di supporto alla programmazione e gestione degli&lt;br /&gt;interventi  ambientali  (COVIS) di cui all'articolo 2 del decreto del&lt;br /&gt;Presidente  della  Repubblica  14 maggio 2007, n. 90,&lt;span style="font-size:180%;color:#ff6666;"&gt; predisporre uno&lt;br /&gt;schema   di  contratto,  che  viene  ((  concordato  con  le  imprese interessate  e )) comunicato a regioni, province e comuni e reso noto alle  associazioni ed ai privati interessati mediante idonee forme di pubblicita'  nell'ambito delle risorse di bilancio disponibili per lo scopo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#ff6666;"&gt;  2.  Entro  trenta giorni dalle comunicazioni e pubblicazioni di cui al comma 1, gli enti ed i soggetti interessati possono fare pervenire (( ai partecipanti alla conferenza di cui al comma 3 note di commento )) sullo schema di contratto.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:arial;font-size:180%;"&gt;3.  Previa  assunzione,  sullo  schema  di  transazione, del parere&lt;br /&gt;dell'Avvocatura  generale  dello  Stato, il Ministero dell'ambiente e&lt;br /&gt;della  tutela del territorio e del mare svolge, nei successivi trenta&lt;br /&gt;giorni,  una conferenza di servizi decisoria, fra i soggetti pubblici&lt;br /&gt;aventi titolo, per acquisire e comporre gli interessi di cui ciascuno&lt;br /&gt;risulti portatore, ai sensi dell'articolo 14-ter della legge 7 agosto&lt;br /&gt;1990,  n.  241,  in  quanto  applicabile.  Le  determinazioni assunte all'esito  della  conferenza  sostituiscono  a tutti gli effetti ogni atto    decisorio    comunque    denominato   di   competenza   delle amministrazioni  partecipanti,  o  comunque invitate a partecipare ma risultate assenti, alla predetta conferenza.&lt;br /&gt;  4.  Acquisite  le  determinazioni  di  cui al comma 3, lo schema di contratto   di   transazione,  sottoscritto  per  accettazione  dalla impresa,  e' trasmesso alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per l'autorizzazione  da parte del Consiglio dei Ministri, sulla proposta del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.&lt;br /&gt;  5.  La stipula del contratto di transazione, non novativo, conforme allo  schema autorizzato ai sensi del comma 4, comporta abbandono del contenzioso  pendente  e  preclude ogni ulteriore azione per rimborso degli  oneri  di  bonifica  e  di ripristino ed ogni ulteriore azione risarcitoria per il danno ambientale, ai sensi dell'articolo 18 della legge 8 luglio 1986, n. 349, o della Parte VI del decreto legislativo 3  aprile  2006,  n.  152,  nonche'  per  le  altre eventuali pretese risarcitorie  azionabili dallo Stato e da enti pubblici territoriali, per  i  fatti  oggetto  della  transazione.  ((  Sono fatti salvi gli accordi transattivi gia' stipulati alla data di entrata in vigore del presente  decreto,  nonche'  gli  accordi  transattivi  attuativi  di&lt;br /&gt;accordi di programma gia' conclusi a tale data )).&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;  (( 5-bis. La stipula del contratto di transazione comporta altresi'&lt;br /&gt;la  facolta' di utilizzare i terreni o singoli lotti o porzioni degli&lt;br /&gt;stessi,  in  conformita'  alla loro destinazione urbanistica, qualora&lt;br /&gt;l'utilizzo  non risulti incompatibile con gli interventi di bonifica,&lt;br /&gt;alla  luce  del  contestuale decreto direttoriale di approvazione del&lt;br /&gt;progetto di messa in sicurezza e di bonifica del suolo e della falda,&lt;br /&gt;sia  funzionale  all'esercizio  di  un'attivita'  di  impresa  e  non&lt;br /&gt;contrasti  con  eventuali  necessita'  di  garanzia  dell'adempimento&lt;br /&gt;evidenziate nello schema di contratto )).&lt;br /&gt;  6. Nel caso di inadempimento, anche parziale, da parte dei soggetti&lt;br /&gt;privati   delle   obbligazioni   dagli  stessi  assunte  in  sede  di&lt;br /&gt;transazione  ((  nei confronti del )) Ministero dell'ambiente e della&lt;br /&gt;tutela  del territorio e del mare, (( quest'ultimo )), previa diffida&lt;br /&gt;ad adempiere nel termine di trenta giorni, puo' dichiarare risolto il&lt;br /&gt;contratto  di  transazione.  In tal caso, le somme eventualmente gia'&lt;br /&gt;corrisposte   dai  suddetti  soggetti  privati  sono  trattenute  dal&lt;br /&gt;Ministero  dell'ambiente  e della tutela del territorio e del mare in&lt;br /&gt;acconto  dei  maggiori importi definitivamente dovuti per i titoli di&lt;br /&gt;cui al comma 1.&lt;br /&gt;  7.  (( I soli proventi )) di spettanza dello Stato, derivanti dalle&lt;br /&gt;transazioni  di  cui  al presente articolo, (( introitati a titolo di&lt;br /&gt;risarcimento  del  danno  ambientale )), sono versati all'entrata del&lt;br /&gt;bilancio dello Stato per essere riassegnati, con decreto del Ministro&lt;br /&gt;dell'economia e delle finanze, allo stato di previsione del Ministero&lt;br /&gt;dell'ambiente  e  della  tutela  del  territorio  e  del mare, per le&lt;br /&gt;finalita'   previamente   individuate   con   decreto   del  Ministro&lt;br /&gt;dell'ambiente  e  della tutela del territorio e del mare, di concerto&lt;br /&gt;con  il  Ministro  dell'economia  e delle finanze. (( Nei casi in cui&lt;br /&gt;nella  transazione  sia  previsto che la prestazione complessivamente&lt;br /&gt;dovuta   dall'impresa   o  dalle  imprese  abbia  carattere  soltanto&lt;br /&gt;pecuniario,  le  modalita'  e le finalita' di utilizzo della quota di&lt;br /&gt;proventi  diversa  da  quella introitata a titolo di risarcimento del&lt;br /&gt;danno ambientale sono definite negli strumenti di attuazione )).&lt;br /&gt;  8.  Ferme restando le disposizioni di cui agli articoli 14 e 16 del&lt;br /&gt;decreto  legislativo 30 marzo 2001, n. 165, all'avvio delle procedure&lt;br /&gt;di  cui  alla Parte VI del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152,&lt;br /&gt;provvede  il  Ministro  dell'ambiente e della tutela del territorio e&lt;br /&gt;del  mare  se  il  danno ambientale e' quantificabile in un ammontare&lt;br /&gt;uguale  o  superiore  a  dieci milioni di euro, ovvero i titolari dei&lt;br /&gt;competenti  uffici  dirigenziali  generali  se  l'ammontare del danno&lt;br /&gt;ambientale e' inferiore.&lt;br /&gt;  9.  Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi&lt;br /&gt;o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;       &lt;br /&gt;                    Riferimenti normativi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;             - Si riporta il testo dell'art. 18, della legge 8 luglio&lt;br /&gt;          1986,   n.   349,   recante   «Istituzione   del  Ministero&lt;br /&gt;          dell'ambiente  e  norme  in  materia di danno ambientale.»,&lt;br /&gt;          pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 15 luglio 1986, n. 162,&lt;br /&gt;          S.O.:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;             «Art. 18. - 1. Abrogato.&lt;br /&gt;             2. Abrogato.&lt;br /&gt;             3. Abrogato.&lt;br /&gt;             4. Abrogato.&lt;br /&gt;             5. Le associazioni individuate in base all'art. 13 della&lt;br /&gt;          presente  legge  possono  intervenire nei giudizi per danno&lt;br /&gt;          ambientale   e   ricorrere   in   sede   di   giurisdizione&lt;br /&gt;          amministrativa per l'annullamento di atti illegittimi.&lt;br /&gt;             6. Abrogato.&lt;br /&gt;             7. Abrogato.&lt;br /&gt;             8. Abrogato.&lt;br /&gt;             9. Abrogato.&lt;br /&gt;             9-bis. Abrogato.&lt;br /&gt;             9-ter. Abrogato.».&lt;br /&gt;             -  Si riporta il testo dell'art. 300, del citato decreto&lt;br /&gt;          legislativo 3 aprile 2006, n. 152:&lt;br /&gt;             «Art.  300  (Danno ambientale). - 1. E' danno ambientale&lt;br /&gt;          qualsiasi   deterioramento   significativo   e  misurabile,&lt;br /&gt;          diretto   o   indiretto,   di   una   risorsa   naturale  o&lt;br /&gt;          dell'utilita' assicurata da quest'ultima.&lt;br /&gt;             2. Ai sensi della direttiva 2004/35/CE costituisce danno&lt;br /&gt;          ambientale  il deterioramento, in confronto alle condizioni&lt;br /&gt;          originarie, provocato:&lt;br /&gt;              a)  alle  specie e agli habitat naturali protetti dalla&lt;br /&gt;          normativa  nazionale  e  comunitaria  di  cui alla legge 11&lt;br /&gt;          febbraio  1992,  n.  157,  recante  norme per la protezione&lt;br /&gt;          della   fauna   selvatica,   che   recepisce  le  direttive&lt;br /&gt;          79/409/CEE  del  Consiglio  del  2  aprile 1979; 85/411/CEE&lt;br /&gt;          della  Commissione  del  25  luglio 1985 e 91/244/CEE della&lt;br /&gt;          Commissione  del  6  marzo  1991 ed attua le convenzioni di&lt;br /&gt;          Parigi  del  18  ottobre  1950  e di Berna del 19 settembre&lt;br /&gt;          1979, e di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8&lt;br /&gt;          settembre   1997,   n.  357,  recante  regolamento  recante&lt;br /&gt;          attuazione   della   direttiva   92/43/CEE   relativa  alla&lt;br /&gt;          conservazione   degli   habitat  naturali  e  seminaturali,&lt;br /&gt;          nonche'  della flora e della fauna selvatiche, nonche' alle&lt;br /&gt;          aree  naturali  protette di cui alla legge 6 dicembre 1991,&lt;br /&gt;          n. 394, e successive norme di attuazione;&lt;br /&gt;              b)  alle acque interne, mediante azioni che incidano in&lt;br /&gt;          modo  significativamente  negativo  sullo  stato ecologico,&lt;br /&gt;          chimico  e/o  quantitativo  oppure sul potenziale ecologico&lt;br /&gt;          delle  acque  interessate,  quali  definiti nella direttiva&lt;br /&gt;          2000/60/CE,  ad  eccezione  degli  effetti  negativi cui si&lt;br /&gt;          applica l'art. 4, paragrafo 7, di tale direttiva;&lt;br /&gt;              c)  alle acque costiere ed a quelle ricomprese nel mare&lt;br /&gt;          territoriale  mediante  le azioni suddette, anche se svolte&lt;br /&gt;          in acque internazionali;&lt;br /&gt;              d)  al  terreno,  mediante qualsiasi contaminazione che&lt;br /&gt;          crei  un  rischio  significativo  di  effetti nocivi, anche&lt;br /&gt;          indiretti,  sulla  salute umana a seguito dell'introduzione&lt;br /&gt;          nel   suolo,  sul  suolo  o  nel  sottosuolo  di  sostanze,&lt;br /&gt;          preparati,    organismi    o   microrganismi   nocivi   per&lt;br /&gt;          l'ambiente».&lt;br /&gt;             -   Si   riporta  il  testo  dell'art.  28,  del  citato&lt;br /&gt;          decreto-legge  25  giugno  2008,  n.  112,  convertito, con&lt;br /&gt;          modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133:&lt;br /&gt;             «Art.  28  (Misure per garantire la razionalizzazione di&lt;br /&gt;          strutture  tecniche  statali).  - 1. E' istituito, sotto la&lt;br /&gt;          vigilanza  del  Ministro  dell'ambiente  e della tutela del&lt;br /&gt;          territorio   e   del  mare,  l'Istituto  superiore  per  la&lt;br /&gt;          protezione e la ricerca ambientale (ISPRA).&lt;br /&gt;             2.  L'ISPRA  svolge le funzioni, con le inerenti risorse&lt;br /&gt;          finanziarie strumentali e di personale, dell'Agenzia per la&lt;br /&gt;          protezione  dell'Ambiente  e  per  i servizi tecnici di cui&lt;br /&gt;          all'art.  38  del  decreto legislativo n. 300 del 30 luglio&lt;br /&gt;          1999  e  successive  modificazioni, dell'Istituto Nazionale&lt;br /&gt;          per  la fauna selvatica di cui alla legge 11 febbraio 1992,&lt;br /&gt;          n. 157 e successive modificazioni, e dell'Istituto Centrale&lt;br /&gt;          per  la Ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare&lt;br /&gt;          di cui all'art. 1-bis del decreto-legge 4 dicembre 1993, n.&lt;br /&gt;          496,  convertito, con modificazioni, dalla legge 21 gennaio&lt;br /&gt;          1994,   n.   61,   i  quali,  a  decorrere  dalla  data  di&lt;br /&gt;          insediamento  dei commissari di cui al comma 5 del presente&lt;br /&gt;          articolo, sono soppressi.&lt;br /&gt;             3. Con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela&lt;br /&gt;          del  territorio  e del mare, da adottare di concerto con il&lt;br /&gt;          Ministro   dell'economia   e   delle  finanze,  sentite  le&lt;br /&gt;          Commissioni parlamentari competenti in materia di ambiente,&lt;br /&gt;          che   si   esprimono  entro  venti  giorni  dalla  data  di&lt;br /&gt;          assegnazione,  sono  determinati, in coerenza con obiettivi&lt;br /&gt;          di funzionalita', efficienza ed economicita', gli organi di&lt;br /&gt;          amministrazione  e  controllo,  la  sede,  le  modalita' di&lt;br /&gt;          costituzione  e  di  funzionamento,  le  procedure  per  la&lt;br /&gt;          definizione e l'attuazione dei programmi per l'assunzione e&lt;br /&gt;          l'utilizzo   del  personale,  nel  rispetto  del  contratto&lt;br /&gt;          collettivo  nazionale  di lavoro del comparto degli enti di&lt;br /&gt;          ricerca e della normativa vigente, nonche' per l'erogazione&lt;br /&gt;          delle  risorse  dell'ISPRA.  In sede di definizione di tale&lt;br /&gt;          decreto  si tiene conto dei risparmi da realizzare a regime&lt;br /&gt;          per effetto della riduzione degli organi di amministrazione&lt;br /&gt;          e  controllo degli enti soppressi, nonche' conseguenti alla&lt;br /&gt;          razionalizzazione   delle  funzioni  amministrative,  anche&lt;br /&gt;          attraverso  l'eliminazione delle duplicazioni organizzative&lt;br /&gt;          e  funzionali, e al minor fabbisogno di risorse strumentali&lt;br /&gt;          e logistiche.&lt;br /&gt;             4.  La  denominazione  “Istituto  superiore per la&lt;br /&gt;          protezione   e   la   ricerca   ambientale   (ISPRA)”&lt;br /&gt;          sostituisce,   ad  ogni  effetto  e  ovunque  presente,  le&lt;br /&gt;          denominazioni:    “Agenzia    per    la    protezione&lt;br /&gt;          dell'Ambiente   e  per  i  servizi  tecnici  (APAT)”,&lt;br /&gt;          “Istituto    Nazionale   per   la   fauna   selvatica&lt;br /&gt;          (INFS)”  e  “Istituto  Centrale  per la Ricerca&lt;br /&gt;          scientifica e tecnologica applicata al mare (ICRAM)”.&lt;br /&gt;             5.   Per  garantire  l'ordinaria  amministrazione  e  lo&lt;br /&gt;          svolgimento  delle  attivita'  istituzionali fino all'avvio&lt;br /&gt;          dell'ISPRA,  il  Ministro  dell'ambiente e della tutela del&lt;br /&gt;          territorio  e  del  mare,  con proprio decreto, da emanarsi&lt;br /&gt;          entro  trenta  giorni  dalla  data di entrata in vigore del&lt;br /&gt;          presente    decreto,    nomina   un   commissario   e   due&lt;br /&gt;          subcommissari.&lt;br /&gt;             6.  Dall'attuazione  dei  commi  da  1  a 5 del presente&lt;br /&gt;          articolo,  compresa  l'attivita'  dei  commissari di cui al&lt;br /&gt;          comma  precedente,  non  devono  derivare  nuovi o maggiori&lt;br /&gt;          oneri a carico della finanza pubblica.&lt;br /&gt;             6-bis.  L'Avvocatura dello Stato continua ad assumere la&lt;br /&gt;          rappresentanza  e la difesa dell'ISPRA nei giudizi attivi e&lt;br /&gt;          passivi   avanti   le   Autorita'  giudiziarie,  i  collegi&lt;br /&gt;          arbitrali, le giurisdizioni amministrative e speciali.&lt;br /&gt;             7.   La  Commissione  istruttoria  per  l'IPPC,  di  cui&lt;br /&gt;          all'art.   10   del  regolamento  di  cui  al  decreto  del&lt;br /&gt;          Presidente  della  Repubblica  14  maggio  2007,  n. 90, e'&lt;br /&gt;          composta  da  ventitre  esperti,  provenienti  dal  settore&lt;br /&gt;          pubblico    e    privato,    con   elevata   qualificazione&lt;br /&gt;          giuridico-amministrativa,  di  cui  almeno  tre  scelti fra&lt;br /&gt;          magistrati  ordinari,  amministrativi  e  contabili, oppure&lt;br /&gt;          tecnico-scientifica.&lt;br /&gt;             8.  Il presidente viene scelto nell'ambito degli esperti&lt;br /&gt;          con elevata qualificazione tecnico-scientifica.&lt;br /&gt;             9.   Il   Ministro  dell'ambiente  e  della  tutela  del&lt;br /&gt;          territorio  e  del  mare procede, con proprio decreto, alla&lt;br /&gt;          nomina  dei  ventitre  esperti,  in  modo  da  adeguare  la&lt;br /&gt;          composizione  dell'organo alle prescrizioni di cui al comma&lt;br /&gt;          7.  Sino  all'adozione  del  decreto  di  nomina  dei nuovi&lt;br /&gt;          esperti,  lo  svolgimento  delle attivita' istituzionali e'&lt;br /&gt;          garantito  dagli  esperti in carica alla data di entrata in&lt;br /&gt;          vigore del presente decreto.&lt;br /&gt;             10.  La  Commissione di valutazione degli investimenti e&lt;br /&gt;          di supporto alla programmazione e gestione degli interventi&lt;br /&gt;          ambientali  di  cui  all'art.  2  del regolamento di cui al&lt;br /&gt;          decreto  del Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n.&lt;br /&gt;          90,  e'  composta  da ventitre membri di cui dieci tecnici,&lt;br /&gt;          scelti   fra  ingegneri,  architetti,  biologi,  chimici  e&lt;br /&gt;          geologi, e tredici scelti fra giuristi ed economisti, tutti&lt;br /&gt;          di  comprovata  esperienza,  di  cui  almeno tre scelti fra&lt;br /&gt;          magistrati ordinari, amministrativi e contabili.&lt;br /&gt;             11.  I  componenti  sono  nominati ai sensi dell'art. 2,&lt;br /&gt;          comma  3,  del regolamento di cui al decreto del Presidente&lt;br /&gt;          della   Repubblica   14   maggio   2007,   n.   90,   entro&lt;br /&gt;          quarantacinque  giorni  dalla data di entrata in vigore del&lt;br /&gt;          presente decreto-legge.&lt;br /&gt;             12.  La  Commissione  continua  ad  esercitare  tutte le&lt;br /&gt;          funzioni di cui all'art. 2, comma 2, del regolamento di cui&lt;br /&gt;          al  decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio 2007,&lt;br /&gt;          n.  90,  provvedendovi,  sino  all'adozione  del decreto di&lt;br /&gt;          nomina dei nuovi componenti, con quelli in carica alla data&lt;br /&gt;          di entrata in vigore del presente decreto.&lt;br /&gt;             13.  Dall'attuazione  dei  commi  da 7 a 12 del presente&lt;br /&gt;          articolo  non  devono  derivare  nuovi  o  maggiori oneri a&lt;br /&gt;          carico della finanza pubblica».&lt;br /&gt;             -  Si  riporta  il  testo  dell'art.  2, del decreto del&lt;br /&gt;          Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n. 90, recante:&lt;br /&gt;          «Regolamento  per  il  riordino  degli  organismi  operanti&lt;br /&gt;          presso  il  Ministero  dell'ambiente  e  della  tutela  del&lt;br /&gt;          territorio    e    del   mare,   a   norma   dell'art.   29&lt;br /&gt;          del decreto-legge  4  luglio  2006, n. 223, convertito, con&lt;br /&gt;          modificazioni,   dalla legge   4  agosto  2006,  n.  248.»,&lt;br /&gt;          pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 10 luglio 2007, n. 158,&lt;br /&gt;          S.O.:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;             «Art. 2 (Commissione di valutazione degli investimenti e&lt;br /&gt;          di supporto alla programmazione e gestione degli interventi&lt;br /&gt;          ambientali).  -  1.  Dalla  data  di  entrata in vigore del&lt;br /&gt;          presente  regolamento  la  Commissione tecnico scientifica,&lt;br /&gt;          istituita  ai  sensi  dell'art. 14, comma 7, della legge 28&lt;br /&gt;          febbraio  1986,  n.  41, e del decreto del Presidente della&lt;br /&gt;          Repubblica  23  novembre  1991,  n.  438,  e'  ridenominata&lt;br /&gt;          “Commissione  di  valutazione degli investimenti e di&lt;br /&gt;          supporto  alla  programmazione  e gestione degli interventi&lt;br /&gt;          ambientali”.&lt;br /&gt;             2.  La  Commissione  ai sensi del presente regolamento e&lt;br /&gt;          secondo   le  direttive  generali  impartite  dal  Ministro&lt;br /&gt;          dell'ambiente  e  della  tutela  del  territorio e del mare&lt;br /&gt;          svolge,  nell'ambito  della  sua  autonomia  valutativa,  i&lt;br /&gt;          seguenti compiti:&lt;br /&gt;              a)   si   esprime   in   merito   alla  valutazione  di&lt;br /&gt;          fattibilita'  tecnico-economica con particolare riferimento&lt;br /&gt;          all'analisi  costi  benefici  in relazione alle iniziative,&lt;br /&gt;          piani  e  progetti di prevenzione, protezione e risanamento&lt;br /&gt;          ambientale  del  Ministero dell'ambiente e della tutela del&lt;br /&gt;          territorio e del mare;&lt;br /&gt;              b)  svolge  le funzioni di consulenza tecnico-giuridica&lt;br /&gt;          al   Ministro   ed   alle   strutture   ministeriali  sugli&lt;br /&gt;          interventi,   iniziative  e  programmi  di  competenza  del&lt;br /&gt;          Ministero;&lt;br /&gt;              c)  svolge  le  funzioni  di  nucleo  di  valutazione e&lt;br /&gt;          verifica  degli  investimenti pubblici ai sensi della legge&lt;br /&gt;          17 maggio 1999, n. 144;&lt;br /&gt;              d)  si esprime su ogni altro intervento che il Ministro&lt;br /&gt;          o   le   strutture  dirigenziali  del  Ministero  intendano&lt;br /&gt;          sottoporre   alla   valutazione   tecnica,   scientifica  e&lt;br /&gt;          giuridica della Commissione;&lt;br /&gt;              e)  provvede agli eventuali altri adempimenti assegnati&lt;br /&gt;          da leggi o regolamenti.&lt;br /&gt;             3.  La  Commissione e' composta da trentatre membri, tra&lt;br /&gt;          cui  il  Presidente,  aventi  una  comprovata  esperienza e&lt;br /&gt;          competenza  in  una o piu' discipline attinenti l'attivita'&lt;br /&gt;          della  Commissione stessa, nominati con incarico di esperto&lt;br /&gt;          anche  tra  il personale delle pubbliche amministrazioni. I&lt;br /&gt;          suddetti  componenti sono nominati con decreto del Ministro&lt;br /&gt;          dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.&lt;br /&gt;             4. Con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela&lt;br /&gt;          del  territorio e del mare, di natura non regolamentare, si&lt;br /&gt;          provvede  a disciplinare le modalita' di funzionamento e di&lt;br /&gt;          organizzazione interni della Commissione».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;             -  Si  riporta  il testo dell'art. 14-ter, della legge 7&lt;br /&gt;          agosto  1990,  n.  241,  recante «Nuove norme in materia di&lt;br /&gt;          procedimento  amministrativo  e  di  diritto  di accesso ai&lt;br /&gt;          documenti   amministrativi.»,   pubblicato  nella  Gazzetta&lt;br /&gt;          Ufficiale 18 agosto 1990, n. 192:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;             «Art. 14-ter (Lavori della conferenza di servizi). - 01.&lt;br /&gt;          La  prima riunione della conferenza di servizi e' convocata&lt;br /&gt;          entro  quindici  giorni  ovvero,  in  caso  di  particolare&lt;br /&gt;          complessita'  dell'istruttoria,  entro  trenta giorni dalla&lt;br /&gt;          data di indizione.&lt;br /&gt;             1.  La  conferenza  di  servizi assume le determinazioni&lt;br /&gt;          relative all'organizzazione dei propri lavori a maggioranza&lt;br /&gt;          dei presenti.&lt;br /&gt;             2. La convocazione della prima riunione della conferenza&lt;br /&gt;          di servizi deve pervenire alle amministrazioni interessate,&lt;br /&gt;          anche  per  via  telematica  o  informatica,  almeno cinque&lt;br /&gt;          giorni prima della relativa data. Entro i successivi cinque&lt;br /&gt;          giorni,  le  amministrazioni  convocate possono richiedere,&lt;br /&gt;          qualora   impossibilitate  a  partecipare,  l'effettuazione&lt;br /&gt;          della   riunione   in  una  diversa  data;  in  tale  caso,&lt;br /&gt;          l'amministrazione   procedente  concorda  una  nuova  data,&lt;br /&gt;          comunque entro i dieci giorni successivi alla prima.&lt;br /&gt;             3.  Nella  prima riunione della conferenza di servizi, o&lt;br /&gt;          comunque   in   quella   immediatamente   successiva   alla&lt;br /&gt;          trasmissione  dell'istanza  o  del  progetto  definitivo ai&lt;br /&gt;          sensi   dell'art.   14-bis,   le   amministrazioni  che  vi&lt;br /&gt;          partecipano  determinano  il  termine  per l'adozione della&lt;br /&gt;          decisione conclusiva. I lavori della conferenza non possono&lt;br /&gt;          superare  i novanta giorni, salvo quanto previsto dal comma&lt;br /&gt;          4.  Decorsi  inutilmente  tali  termini,  l'amministrazione&lt;br /&gt;          procedente  provvede  ai  sensi  dei  commi  6-bis  e 9 del&lt;br /&gt;          presente articolo.&lt;br /&gt;             4.  Nei  casi in cui sia richiesta la VIA, la conferenza&lt;br /&gt;          di  servizi  si  esprime dopo aver acquisito la valutazione&lt;br /&gt;          medesima ed il termine di cui al comma 3 resta sospeso, per&lt;br /&gt;          un  massimo  di novanta giorni, fino all'acquisizione della&lt;br /&gt;          pronuncia  sulla  compatibilita'  ambientale. Se la VIA non&lt;br /&gt;          interviene nel termine previsto per l'adozione del relativo&lt;br /&gt;          provvedimento,  l'amministrazione  competente si esprime in&lt;br /&gt;          sede  di  conferenza  di  servizi, la quale si conclude nei&lt;br /&gt;          trenta  giorni  successivi al termine predetto. Tuttavia, a&lt;br /&gt;          richiesta  della maggioranza dei soggetti partecipanti alla&lt;br /&gt;          conferenza  di  servizi, il termine di trenta giorni di cui&lt;br /&gt;          al  precedente  periodo e' prorogato di altri trenta giorni&lt;br /&gt;          nel  caso  che si appalesi la necessita' di approfondimenti&lt;br /&gt;          istruttori.&lt;br /&gt;             5.  Nei  procedimenti  relativamente  ai  quali sia gia'&lt;br /&gt;          intervenuta la decisione concernente la VIA le disposizioni&lt;br /&gt;          di  cui  al  comma 3 dell'art. 14-quater, nonche' quelle di&lt;br /&gt;          cui  agli articoli 16, comma 3, e 17, comma 2, si applicano&lt;br /&gt;          alle   sole  amministrazioni  preposte  alla  tutela  della&lt;br /&gt;          salute,  del  patrimonio storico-artistico e della pubblica&lt;br /&gt;          incolumita'.&lt;br /&gt;             6.   Ogni   amministrazione   convocata  partecipa  alla&lt;br /&gt;          conferenza  di  servizi  attraverso un unico rappresentante&lt;br /&gt;          legittimato,  dall'organo  competente, ad esprimere in modo&lt;br /&gt;          vincolante  la  volonta'  dell'amministrazione  su tutte le&lt;br /&gt;          decisioni di competenza della stessa.&lt;br /&gt;             6-bis.  All'esito dei lavori della conferenza, e in ogni&lt;br /&gt;          caso    scaduto   il   termine   di   cui   al   comma   3,&lt;br /&gt;          l'amministrazione   procedente   adotta  la  determinazione&lt;br /&gt;          motivata  di  conclusione  del  procedimento,  valutate  le&lt;br /&gt;          specifiche  risultanze  della  conferenza  e  tenendo conto&lt;br /&gt;          delle posizioni prevalenti espresse in quella sede.&lt;br /&gt;             7. Si considera acquisito l'assenso dell'amministrazione&lt;br /&gt;          il cui rappresentante non abbia espresso definitivamente la&lt;br /&gt;          volonta' dell'amministrazione rappresentata.&lt;br /&gt;             8.  In  sede  di  conferenza  di  servizi possono essere&lt;br /&gt;          richiesti, per una sola volta, ai proponenti dell'istanza o&lt;br /&gt;          ai  progettisti  chiarimenti o ulteriore documentazione. Se&lt;br /&gt;          questi  ultimi  non  sono  forniti  in  detta sede, entro i&lt;br /&gt;          successivi   trenta   giorni,   si  procede  all'esame  del&lt;br /&gt;          provvedimento.&lt;br /&gt;             9.  Il provvedimento finale conforme alla determinazione&lt;br /&gt;          conclusiva  di  cui al comma 6-bis sostituisce, a tutti gli&lt;br /&gt;          effetti,  ogni  autorizzazione,  concessione,  nulla osta o&lt;br /&gt;          atto  di  assenso  comunque  denominato di competenza delle&lt;br /&gt;          amministrazioni   partecipanti,   o   comunque  invitate  a&lt;br /&gt;          partecipare ma risultate assenti, alla predetta conferenza.&lt;br /&gt;             10. Il provvedimento finale concernente opere sottoposte&lt;br /&gt;          a  VIA  e'  pubblicato,  a  cura del proponente, unitamente&lt;br /&gt;          all'estratto della predetta VIA, nella Gazzetta Ufficiale o&lt;br /&gt;          nel  Bollettino  regionale in caso di VIA regionale e in un&lt;br /&gt;          quotidiano   a   diffusione  nazionale.  Dalla  data  della&lt;br /&gt;          pubblicazione  nella Gazzetta Ufficiale decorrono i termini&lt;br /&gt;          per eventuali impugnazioni in sede giurisdizionale da parte&lt;br /&gt;          dei soggetti interessati».&lt;br /&gt;             -  Si  riporta  il  testo  degli  articoli  14 e 16, del&lt;br /&gt;          decreto  legislativo  30 marzo 2001, n. 165, recante «Norme&lt;br /&gt;          generali  sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle&lt;br /&gt;          amministrazioni   pubbliche.»,  pubblicati  nella  Gazzetta&lt;br /&gt;          Ufficiale 9 maggio 2001, n. 106, S.O.:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;             «Art.  14  (Indirizzo  politico-amministrativo) (Art. 14&lt;br /&gt;          del  decreto  legislativo  n.  29 del 1993, come sostituito&lt;br /&gt;          prima dall'art. 8 del decreto legislativo n. 546 del 1993 e&lt;br /&gt;          poi  dall'art. 9 del decreto legislativo n. 80 del 1998). -&lt;br /&gt;          1.  Il  Ministro  esercita  le  funzioni di cui all'art. 4,&lt;br /&gt;          comma  1.  A  tal fine periodicamente, e comunque ogni anno&lt;br /&gt;          entro  dieci  giorni  dalla  pubblicazione  della  legge di&lt;br /&gt;          bilancio,  anche sulla base delle proposte dei dirigenti di&lt;br /&gt;          cui all'art. 16:&lt;br /&gt;              a) definisce obiettivi, priorita', piani e programmi da&lt;br /&gt;          attuare  ed  emana  le  conseguenti  direttive generali per&lt;br /&gt;          l'attivita' amministrativa e per la gestione;&lt;br /&gt;              b)  effettua,  ai  fini  dell'adempimento  dei  compiti&lt;br /&gt;          definiti  ai  sensi  della  lettera  a),  l'assegnazione ai&lt;br /&gt;          dirigenti  preposti  ai  centri  di  responsabilita'  delle&lt;br /&gt;          rispettive amministrazioni delle risorse di cui all'art. 4,&lt;br /&gt;          comma  1,  lettera  c),  del presente decreto, ivi comprese&lt;br /&gt;          quelle  di  cui all'art. 3 del decreto legislativo 7 agosto&lt;br /&gt;          1997, n. 279, e successive modificazioni e integrazioni, ad&lt;br /&gt;          esclusione  delle  risorse  necessarie per il funzionamento&lt;br /&gt;          degli  uffici  di  cui al comma 2; provvede alle variazioni&lt;br /&gt;          delle  assegnazioni  con le modalita' previste dal medesimo&lt;br /&gt;          decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279, tenendo altresi'&lt;br /&gt;          conto  dei  procedimenti  e  subprocedimenti  attribuiti ed&lt;br /&gt;          adotta gli altri provvedimenti ivi previsti.&lt;br /&gt;             2.  Per  l'esercizio delle funzioni di cui al comma 1 il&lt;br /&gt;          Ministro  si  avvale  di  uffici di diretta collaborazione,&lt;br /&gt;          aventi  esclusive  competenze di supporto e di raccordo con&lt;br /&gt;          l'amministrazione, istituiti e disciplinati con regolamento&lt;br /&gt;          adottato ai sensi dell'art. 17, comma 4-bis, della legge 23&lt;br /&gt;          agosto  1988,  n.  400.  A  tali uffici sono assegnati, nei&lt;br /&gt;          limiti   stabiliti  dallo  stesso  regolamento:  dipendenti&lt;br /&gt;          pubblici  anche  in posizione di aspettativa, fuori ruolo o&lt;br /&gt;          comando;   collaboratori  assunti  con  contratti  a  tempo&lt;br /&gt;          determinato  disciplinati  dalle  norme di diritto privato;&lt;br /&gt;          esperti  e  consulenti  per  particolari professionalita' e&lt;br /&gt;          specializzazioni con incarichi di collaborazione coordinata&lt;br /&gt;          e continuativa. All'atto del giuramento del Ministro, tutte&lt;br /&gt;          le  assegnazioni  di  personale, ivi compresi gli incarichi&lt;br /&gt;          anche   di   livello  dirigenziale  e  le  consulenze  e  i&lt;br /&gt;          contratti,  anche  a  termine,  conferiti nell'ambito degli&lt;br /&gt;          uffici  di  cui al presente comma, decadono automaticamente&lt;br /&gt;          ove  non  confermati entro trenta giorni dal giuramento del&lt;br /&gt;          nuovo  Ministro.  Per  i  dipendenti pubblici si applica la&lt;br /&gt;          disposizione  di  cui all'art. 17, comma 14, della legge 15&lt;br /&gt;          maggio  1997, n. 127. Con lo stesso regolamento si provvede&lt;br /&gt;          al riordino delle segretarie particolari dei Sottosegretari&lt;br /&gt;          di  Stato.  Con  decreto adottato dall'autorita' di governo&lt;br /&gt;          competente,  di  concerto  con  il Ministro del tesoro, del&lt;br /&gt;          bilancio  e della programmazione economica, e' determinato,&lt;br /&gt;          in attuazione dell'art. 12, comma 1, lettera n) della legge&lt;br /&gt;          15  marzo  1997,  n.  59,  senza aggravi di spesa e, per il&lt;br /&gt;          personale  disciplinato  dai contratti collettivi nazionali&lt;br /&gt;          di  lavoro,  fino ad una specifica disciplina contrattuale,&lt;br /&gt;          il   trattamento  economico  accessorio,  da  corrispondere&lt;br /&gt;          mensilmente, a fronte delle responsabilita', degli obblighi&lt;br /&gt;          di  reperibilita'  e di disponibilita' ad orari disagevoli,&lt;br /&gt;          ai  dipendenti  assegnati  agli  uffici  dei Ministri e dei&lt;br /&gt;          Sottosegretari  di  Stato. Tale trattamento, consiste in un&lt;br /&gt;          unico emolumento, e' sostitutivo dei compensi per il lavoro&lt;br /&gt;          straordinario,  per  la  produttivita'  collettiva e per la&lt;br /&gt;          qualita'   della   prestazione   individuale.  Con  effetto&lt;br /&gt;          dall'entrata  in  vigore del regolamento di cui al presente&lt;br /&gt;          comma  sono  abrogate  le  norme del regio decreto-legge 10&lt;br /&gt;          luglio   1924,  n.  1100,  e  successive  modificazioni  ed&lt;br /&gt;          integrazioni,   ed   ogni   altra   norma   riguardante  la&lt;br /&gt;          costituzione  e  la disciplina dei gabinetti dei Ministri e&lt;br /&gt;          delle   segretarie   particolari   dei   Ministri   e   dei&lt;br /&gt;          Sottosegretari di Stato.&lt;br /&gt;             3. Il Ministro non puo' revocare, riformare, riservare o&lt;br /&gt;          avocare a se' o altrimenti adottare provvedimenti o atti di&lt;br /&gt;          competenza  dei  dirigenti. In caso di inerzia o ritardo il&lt;br /&gt;          Ministro  puo' fissare un termine perentorio entro il quale&lt;br /&gt;          il  dirigente  deve  adottare  gli  atti o i provvedimenti.&lt;br /&gt;          Qualora l'inerzia permanga, o in caso di grave inosservanza&lt;br /&gt;          delle direttive generali da parte del dirigente competente,&lt;br /&gt;          che  determinano  pregiudizio  per l'interesse pubblico, il&lt;br /&gt;          Ministro  puo'  nominare,  salvi  i  casi di urgenza previa&lt;br /&gt;          contestazione,  un commissario ad acta, dando comunicazione&lt;br /&gt;          al  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri  del relativo&lt;br /&gt;          provvedimento.  Resta  salvo  quanto  previsto dall'art. 2,&lt;br /&gt;          comma 3, lett. p) della legge 23 agosto 1988, n. 400. Resta&lt;br /&gt;          altresi'  salvo quanto previsto dall'art. 6 del testo unico&lt;br /&gt;          delle  leggi  di  pubblica  sicurezza,  approvato con regio&lt;br /&gt;          decreto  18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni&lt;br /&gt;          ed  integrazioni,  e  dall'art. 10 del relativo regolamento&lt;br /&gt;          emanato  con  regio  decreto  6  maggio 1940, n. 635. Resta&lt;br /&gt;          salvo  il potere di annullamento ministeriale per motivi di&lt;br /&gt;          legittimita'».&lt;br /&gt;              «Art. 16 (Funzioni dei dirigenti di uffici dirigenziali&lt;br /&gt;          generali)  (Art. 16 del decreto legislativo n. 29 del 1993,&lt;br /&gt;          come  sostituito  prima dall'art. 9 del decreto legislativo&lt;br /&gt;          n.  546 del 1993 e poi dall'art. 11 del decreto legislativo&lt;br /&gt;          n. 80 del 1998 e successivamente modificato dall'art. 4 del&lt;br /&gt;          decreto  legislativo  n. 387 del 1998). - 1. I dirigenti di&lt;br /&gt;          uffici    dirigenziali   generali,   comunque   denominati,&lt;br /&gt;          nell'ambito di quanto stabilito dall'art. 4 esercitano, fra&lt;br /&gt;          gli altri, i seguenti compiti e poteri:&lt;br /&gt;              a)  formulano  proposte ed esprimono pareri al Ministro&lt;br /&gt;          nelle materie di sua competenza;&lt;br /&gt;              b) curano l'attuazione dei piani, programmi e direttive&lt;br /&gt;          generali definite dal Ministro e attribuiscono ai dirigenti&lt;br /&gt;          gli  incarichi e la responsabilita' di specifici progetti e&lt;br /&gt;          gestioni;  definiscono gli obiettivi che i dirigenti devono&lt;br /&gt;          perseguire  e  attribuiscono  le conseguenti risorse umane,&lt;br /&gt;          finanziarie e materiali;&lt;br /&gt;              c)  adottano gli atti relativi all'organizzazione degli&lt;br /&gt;          uffici di livello dirigenziale non generale;&lt;br /&gt;              d)  adottano  gli atti e i provvedimenti amministrativi&lt;br /&gt;          ed  esercitano  i  poteri di spesa e quelli di acquisizione&lt;br /&gt;          delle   entrate  rientranti  nella  competenza  dei  propri&lt;br /&gt;          uffici, salvo quelli delegati ai dirigenti;&lt;br /&gt;              e)  dirigono,  coordinano e controllano l'attivita' dei&lt;br /&gt;          dirigenti    e    dei    responsabili    dei   procedimenti&lt;br /&gt;          amministrativi,  anche  con  potere  sostitutivo in caso di&lt;br /&gt;          inerzia,   e   propongono  l'adozione,  nei  confronti  dei&lt;br /&gt;          dirigenti, delle misure previste dall'art. 21;&lt;br /&gt;              f)  promuovono e resistono alle liti ed hanno il potere&lt;br /&gt;          di  conciliare  e  di  transigere,  fermo  restando  quanto&lt;br /&gt;          disposto  dall'art. 12, comma 1, della legge 3 aprile 1979,&lt;br /&gt;          n. 103;&lt;br /&gt;              g)   richiedono   direttamente   pareri   agli   organi&lt;br /&gt;          consultivi  dell'amministrazione  e  rispondono  ai rilievi&lt;br /&gt;          degli organi di controllo sugli atti di competenza;&lt;br /&gt;              h)  svolgono  le attivita' di organizzazione e gestione&lt;br /&gt;          del  personale  e  di  gestione dei rapporti sindacali e di&lt;br /&gt;          lavoro;&lt;br /&gt;              i)  decidono sui ricorsi gerarchici contro gli atti e i&lt;br /&gt;          provvedimenti amministrativi non definitivi dei dirigenti;&lt;br /&gt;              l) curano i rapporti con gli uffici dell'Unione europea&lt;br /&gt;          e   degli   organismi   internazionali   nelle  materie  di&lt;br /&gt;          competenza  secondo  le specifiche direttive dell'organo di&lt;br /&gt;          direzione  politica,  sempreche'  tali  rapporti  non siano&lt;br /&gt;          espressamente affidati ad apposito ufficio o organo.&lt;br /&gt;             2.   I   dirigenti   di   uffici  dirigenziali  generali&lt;br /&gt;          riferiscono  al  Ministro  sull'attivita'  da  essi  svolta&lt;br /&gt;          correntemente  e  in  tutti  i  casi  in cui il Ministro lo&lt;br /&gt;          richieda o lo ritenga opportuno.&lt;br /&gt;             3.  L'esercizio dei compiti e dei poteri di cui al comma&lt;br /&gt;          1  puo'  essere  conferito  anche  a  dirigenti  preposti a&lt;br /&gt;          strutture   organizzative  comuni  a  piu'  amministrazioni&lt;br /&gt;          pubbliche, ovvero alla attuazione di particolari programmi,&lt;br /&gt;          progetti e gestioni.&lt;br /&gt;             4.  Gli  atti  e  i provvedimenti adottati dai dirigenti&lt;br /&gt;          preposti al vertice dell'amministrazione e dai dirigenti di&lt;br /&gt;          uffici  dirigenziali  generali  di cui al presente articolo&lt;br /&gt;          non sono suscettibili di ricorso gerarchico.&lt;br /&gt;             5.  Gli  ordinamenti  delle amministrazioni pubbliche al&lt;br /&gt;          cui  vertice  e'  preposto  un  segretario  generale,  capo&lt;br /&gt;          dipartimento  o  altro  dirigente  comunque denominato, con&lt;br /&gt;          funzione di coordinamento di uffici dirigenziali di livello&lt;br /&gt;          generale, ne definiscono i compiti ed i poteri».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;        &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19799005-5421058392084911588?l=documentii.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://documentii.blogspot.com/feeds/5421058392084911588/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19799005&amp;postID=5421058392084911588' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' 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ci sono delle inesattezze&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/ACNA"&gt;http://it.wikipedia.org/wiki/ACNA&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19799005-5092193163348923253?l=documentii.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://documentii.blogspot.com/feeds/5092193163348923253/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19799005&amp;postID=5092193163348923253' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/5092193163348923253'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/5092193163348923253'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://documentii.blogspot.com/2008/09/acna-su-wikipedia.html' title='acna su wikipedia'/><author><name>valbormidaviva</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02972272074723678648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19799005.post-4471283869988617483</id><published>2008-05-16T07:24:00.000-07:00</published><updated>2008-05-16T07:52:10.327-07:00</updated><title type='text'>smaltimento rifiuti acna 1987-1990</title><content type='html'>vedere a:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://cid-1f27e7e7996fd09f.skydrive.live.com/self.aspx/Pubblica/rifiuti%20acna%2087-90.pdf"&gt;http://cid-1f27e7e7996fd09f.skydrive.live.com/self.aspx/Pubblica/rifiuti%20acna%2087-90.pdf&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19799005-4471283869988617483?l=documentii.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://documentii.blogspot.com/feeds/4471283869988617483/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19799005&amp;postID=4471283869988617483' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/4471283869988617483'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/4471283869988617483'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://documentii.blogspot.com/2008/05/smaltimento-rifiuti-acna-1987-1990.html' title='smaltimento rifiuti acna 1987-1990'/><author><name>valbormidaviva</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02972272074723678648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19799005.post-6049892673772670342</id><published>2008-05-15T07:27:00.000-07:00</published><updated>2008-05-16T07:54:40.403-07:00</updated><title type='text'>interventi di renzo fonatana su traffici rifiuti primi anni 90</title><content type='html'>vedere a:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://cid-1f27e7e7996fd09f.skydrive.live.com/self.aspx/Pubblica/interventi%20r.%20fontana%20su%20rifiuti%20acna.pdf"&gt;http://cid-1f27e7e7996fd09f.skydrive.live.com/self.aspx/Pubblica/interventi%20r.%20fontana%20su%20rifiuti%20acna.pdf&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19799005-6049892673772670342?l=documentii.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://documentii.blogspot.com/feeds/6049892673772670342/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19799005&amp;postID=6049892673772670342' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/6049892673772670342'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/6049892673772670342'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://documentii.blogspot.com/2008/05/interventi-di-renzo-fonatana-su.html' title='interventi di renzo fonatana su traffici rifiuti primi anni 90'/><author><name>valbormidaviva</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02972272074723678648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19799005.post-599031981265427483</id><published>2007-12-15T06:28:00.000-08:00</published><updated>2007-12-15T06:34:59.162-08:00</updated><title type='text'>da targato cn:Bonfica valle Bormida, incontro tra De Ruggiero e i Sindaci</title><content type='html'>ecco il link:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.targatocn.it/it/internal.php?news_code=41987&amp;amp;cat_code=10"&gt;http://www.targatocn.it/it/internal.php?news_code=41987&amp;amp;cat_code=10&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ecco il testo:&lt;br /&gt;Bonfica valle Bormida, incontro tra De Ruggiero e i Sindaci&lt;br /&gt;“Completare la bonifica nelle aree in territorio piemontese”. E’ questo l’impegno assunto stamattina dall’assessore all’Ambiente della Regione Piemonte di fronte ai rappresentanti delle Comunità Montane, ai sindaci ed esponenti dell’osservatorio della valle Bormida. Nella riunione si è discusso delle prospettive di rilancio dell’area che sta lentamente imboccando una via d’uscita dal contesto di crisi ambientale insistente per un secolo per via delle produzioni inquinanti degli stabilimenti chimici di Cengio con il dinamitificio prima e l'Acna poi, pochi chilometri oltre il confine con la Liguria. Nell’incontro, il Sindaco di Saliceto Enrico Pregliasco ha quindi chiesto di fare il quadro della situazione “per capire lo stato delle risorse, le possibilità di utilizzo delle stesse, le modalità per definire i progetti da attuare”. L’assessore all’Ambiente De Ruggiero ha risposto facendo riferimento anche all’incontro di ieri a Roma con il ministro Pecoraro Scanio in cui si è discusso anche della problematiche della valle Bormida e della pesante eredità lasciata dall’Acna. “Prima di tutto – ha detto l'Assessore - deve essere completata la bonifica delle aree che sono in territorio piemontese, al di fuori del sito ex Acna. Poi toccherà a partite ambientali che portino prevalentemente al ripristino della fruizione del fiume e alla diminuzione del peso dell’energia sull’economia globale del territorio, mediante l’utilizzo di fonti rinnovabili. Dobbiamo, insomma, trovare compensazioni ambientali che siano serie e concrete. E’ chiaro che se non si mettono in campo progettualità ampiamente condivise, la Regione farà scelte autonome, provvedendo direttamente al fine di evitare il rischio di disperdere le risorse assegnate con l’accordo di programma firmato l’anno scorso con il ministero”. Il documento prevede che vengano erogati trenta milioni di euro in tre anni, di cui 6,5 sono già stati impegnati nel 2007 per opere di riassetto igienico-idrauliche nei Comuni della valle. “Le priorità sono chiare- ha concluso de Ruggiero -e non possono essere disattese. Per altre ipotesi di sviluppo teniamo sempre presente che c’è l’aspetto legato al danno ambientale che, nel documento redatto con il ministero, dovrà dare al Piemonte il 75% di quanto verrà calcolato. Saranno questi i fondi per fare ulteriori passi in avanti”. Nella foto, l'ex stabilimento Acna di Cengio&lt;br /&gt;P. L.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19799005-599031981265427483?l=documentii.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://documentii.blogspot.com/feeds/599031981265427483/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19799005&amp;postID=599031981265427483' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/599031981265427483'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/599031981265427483'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://documentii.blogspot.com/2007/12/da-targato-cnbonfica-valle-bormida.html' title='da targato cn:Bonfica valle Bormida, incontro tra De Ruggiero e i Sindaci'/><author><name>valbormidaviva</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02972272074723678648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19799005.post-5537360659817564945</id><published>2007-10-30T03:39:00.000-07:00</published><updated>2007-10-30T03:40:27.658-07:00</updated><title type='text'>1 milione di euro dei 30 a Università ARPA Centro Bonifiche</title><content type='html'>Supplemento Ordinario n. 1 al B.U. n. 36&lt;br /&gt;Codice 22D.D. 10 luglio 2007, n. 165&lt;br /&gt;Impegno della somma di euro 1.000.000,00 sul capitolo 24220/2007 per la realizzazione degli interventi previsti dall’Accordo di Programma per la Bonifica ed il recupero ambientale ed economico della Valle Bormida.&lt;br /&gt;(omissis)&lt;br /&gt;IL DIRETTORE&lt;br /&gt;(omissis)&lt;br /&gt;determina&lt;br /&gt;- di impegnare sul capitolo di bilancio 24220/2007 (I.2616) la somma complessiva di euro 1.000.000,00 accantonata dalla Giunta regionale con D.G.R. n. 31-6323 del 5 luglio 2007 per la realizzazione degli interventi previsti dalla Tavola 1 quadro A dell’Accordo di Programma per la bonifica ed il recupero ambientale ed economico della valle Bormida ed a favore di Arpa Piemonte, Università degli studi del Piemonte orientale Amedeo Avogadro e Consorzio pubblico “Centro Regionale per le Bonifiche” secondo la ripartizione prevista dalla citata Tavola 1;&lt;br /&gt;- di procedere, nel rispetto di quanto previsto dall’Accordo, all’affidamento dei suddetti interventi come segue:&lt;br /&gt;- ad Arpa Piemonte degli interventi “1 - Individuazione e caratterizzazione dei siti di abbandono dei rifiuti ACNA” e “2- Analisi di rischio sanitario” per l’importo complessivo di euro 500.000,00;&lt;br /&gt;- al Dipartimento di scienza dell’ambiente e della vita dell’Università degli studi del Piemonte orientale Amedeo Avogadro (DISAV) dell’intervento “3 - Analisi di rischio ecotossicologico” per l’importo complessivo di euro 100.000,00;&lt;br /&gt;- al Consorzio pubblico “Centro Regionale per le Bonifiche” (CReB) dell’intervento “4 - Definizione delle messe in sicurezza d’emergenza” per l’importo complessivo di euro 400.000,00 (comprensivo delle spese per la realizzazione degli interventi di messa in sicurezza d’emergenza di Pian Sottano e Case Bazzaretti in comune di Saliceto).&lt;br /&gt;- di procedere, ai sensi di quanto disposto dalla L.R. 6/88, alla stipulazione delle relative convenzioni secondo gli schemi allegati alla presente determinazione per farne parte integrante e sostanziale (allegato n. 1).&lt;br /&gt;- di dare atto che l’erogazione dei corrispettivi avverrà secondo le modalità previste dagli allegati schemi di convenzione.&lt;br /&gt;La presente deliberazione sarà pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte ai sensi dell’art. 61 dello Statuto.&lt;br /&gt;Avverso la presente determinazione è ammesso ricorso entro 60 giorni innanzi al TAR del Piemonte.&lt;br /&gt;Il Direttore regionaleLaura Bruna&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19799005-5537360659817564945?l=documentii.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://documentii.blogspot.com/feeds/5537360659817564945/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19799005&amp;postID=5537360659817564945' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/5537360659817564945'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/5537360659817564945'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://documentii.blogspot.com/2007/10/1-milione-di-euro-dei-30-universit-arpa.html' title='1 milione di euro dei 30 a Università ARPA Centro Bonifiche'/><author><name>valbormidaviva</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02972272074723678648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19799005.post-8297259519123216623</id><published>2007-10-29T03:41:00.000-07:00</published><updated>2007-10-30T03:44:27.612-07:00</updated><title type='text'>iscrizione di 6500 euro dei 30</title><content type='html'>Bollettino Ufficiale n. 28 del 12 / 07 / 2007&lt;a href="http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2007/28/siste/index.htm"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Deliberazione della Giunta Regionale 25 giugno 2007, n. 23-6235&lt;br /&gt;Variazione al bilancio di previsione per l’anno finanziario 2007. Iscrizione della somma di euro 6.500.000,00 per il finanziamento dell’accordo di programma per la bonifica ed il recupero ambientale ed economico della Valle Bormida.&lt;br /&gt;(omissis)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bollettino Ufficiale n. 30 del 26 / 07 / 2007&lt;a href="http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2007/30/siste/index.htm"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Deliberazione della Giunta Regionale 5 luglio 2007, n. 31-6323&lt;br /&gt;Accantonamento ed assegnazione alle Direzioni competenti della somma di Euro 6.500.000,00 riguardante l’Accordo di Programma per la bonifica ed il recupero ambientale ed economico della Valle Bormida. Cap. 24220/2007.&lt;br /&gt;(omissis)&lt;br /&gt;LA GIUNTA REGIONALE&lt;br /&gt;a voti unanimi...&lt;br /&gt;delibera&lt;br /&gt;- di accantonare ed assegnare alla Direzione Tutela e Risanamento Ambientale - Programmazione Gestione Rifiuti la somma di Euro 1.000.000,00 sul cap. 24220/07, riguardante gli interventi di bonifica previsti dall’Accordo di Programma per il recupero ambientale ed economico della Valle Bormida stipulato il 23.1.2007 tra Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e la Regione Piemonte; (A. 101034)&lt;br /&gt;- di accantonare ed assegnare alla Direzione Pianificazione delle Risorse Idriche la somma di Euro 5.500.000,00, sul cap. 24220/07 per l’attuazione degli interventi nel settore del ciclo idrico integrato previsti nel citato Accordo di programma. (A. 101035)&lt;br /&gt;La presente deliberazione sarà pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte ai sensi dell’art. 61 dello Statuto e dell’art. 14 del D.P.G.R. n. 8/R/2002.&lt;br /&gt;(omissis)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19799005-8297259519123216623?l=documentii.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://documentii.blogspot.com/feeds/8297259519123216623/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19799005&amp;postID=8297259519123216623' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/8297259519123216623'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/8297259519123216623'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://documentii.blogspot.com/2007/10/iscrizione-di-6500-euro-dei-30.html' title='iscrizione di 6500 euro dei 30'/><author><name>valbormidaviva</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02972272074723678648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19799005.post-416614533087579521</id><published>2007-07-04T03:19:00.000-07:00</published><updated>2007-07-04T03:24:53.055-07:00</updated><title type='text'>la relazione del cnr al parlamento sulla salute nelle aree più inquinate d' italia</title><content type='html'>http://www.cnr.it/cnr/news/CnrNews?IDn=1655&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per cengio e saliceto non sono mai state effettuate indagini epidemiologiche da parte del cnr. perchè?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;perchè non farle ora?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19799005-416614533087579521?l=documentii.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://documentii.blogspot.com/feeds/416614533087579521/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19799005&amp;postID=416614533087579521' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/416614533087579521'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/416614533087579521'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://documentii.blogspot.com/2007/07/la-realzione-del-cnr-al-parlamento.html' title='la relazione del cnr al parlamento sulla salute nelle aree più inquinate d&apos; italia'/><author><name>valbormidaviva</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02972272074723678648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19799005.post-4663233596021219969</id><published>2007-05-16T06:50:00.000-07:00</published><updated>2007-05-16T06:54:17.932-07:00</updated><title type='text'>delibera 39/5142 della regione piemonte del 22-1-2007</title><content type='html'>Premesso che:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-                  l’Intesa Istituzionale di Programma tra Stato e Regioni è diventato lo strumento convenzionale di più ampia portata tra tutti quelli fino ad oggi disegnati dal legislatore nazionale in materia di programmazione negoziata, all’interno della quale si intende produrre effetti di consolidamento e di allargamento delle politiche di sviluppo locale;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-                  l’Intesa regionale, sottoscritta il 22 Marzo 2000, oltre a definire gli obiettivi di accelerazione e qualificazione del processo di sviluppo territoriale, rappresenta uno strumento di riferimento per la programmazione negoziata e per la realizzazione delle iniziative promosse dai diversi attori;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-                  la programmazione degli interventi sul territorio regionale si attua attraverso la sottoscrizione di specifici Accordi di Programma Quadro (APQ) tra soggetti pubblici e privati coinvolti per la definizione di un programma esecutivo di interventi di interesse comune o funzionalmente collegati. L’APQ, redatto in forma contrattuale, è vincolante per tutti i soggetti che vi partecipano ed è quindi, per definizione, l’istituto attuativo dell’Intesa;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-                  in data 4 dicembre 2000 la Regione Piemonte ha stipulato con il Ministro dell’Ambiente, il Ministro della Sanità, il Ministro dell’Industria del Commercio e dell’Artigianato, la Regione Liguria un Accordo di Programma ai fini del completamento degli interventi di messa in sicurezza d’emergenza, della realizzazione degli interventi di bonifica e ripristino ambientale delle aree di proprietà dell’ACNA C.O. in liquidazione ricadenti nel sito si interesse nazionale di “Cengio e Saliceto” nonché delle azioni volte a promuovere il riutilizzo dell’area per lo sviluppo di attività produttive ecocompatibili;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;      considerato che con nota prot. GAB/2006/12244/BO2 del 22 dicembre 2006 il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, nel riconoscere alla Regione Piemonte di avere i territori più colpiti dall’attività dell’ACNA e pertanto di avere maggiori esigenze di risanamento ambientale delle aree pubbliche, si impegna a riconoscere alla Regione medesima un finanziamento non inferiore a € 10.000.000.00 per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009, per la realizzazione degli interventi di bonifica nonché per il rilancio economico della Valle del Bormida;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;considerato che le nuove risorse finanziarie attribuite alla Regione Piemonte sono finalizzate agli obiettivi di rilancio dello sviluppo della Valle Bormida;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dato atto peraltro che il raggiungimento di tale obiettivo necessita di risorse economiche e finanziarie cospicue, rinvenibili anche dall’indennizzo del danno ambientale la cui determinazione è in fase di definizione;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;vista la nota dell’Ufficio di Gabinetto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare del 29 dicembre 2006 con la quale il Direttore della Direzione Qualità della Vita viene autorizzato all’assunzione dell’impegno di € 6.500.000,00 a valere sulle disponibilità del capitolo 7082 – U.P.B. 1.2.3.1, PG 02, dell’esercizio finanziario 2006;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;visto il Decreto Direttoriale prot. n. 3250/QdV/DI/G/SP del 29 dicembre 2006 con il quale è stata impegnata la somma di € 6.500.000,00 a favore della Regione Piemonte per le finalità sopra indicate;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dato atto che con questa prima assegnazione di € 6.500.000,00 è possibile avviare la realizzazione di un primo programma d’interventi riguardanti il settore del servizio idrico integrato, e contestualmente riservare la somma di € 400.000,00 per le attività di studio e indagini necessarie alla definizione di un programma d’intervento relativo al settore delle bonifiche e della riqualificazione ambientale, la cui attuazione sarà possibile con le future assegnazioni pari a complessive € 23.500.000,00;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dato atto che per la completa utilizzazione della prima assegnazione di € 6.500.000, è stato predisposto, d’intesa con il Ministero dell’Ambiente, lo schema di Accordo di Programma allegato alla presente deliberazione per costituirne parte integrante e sostanziale;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ritenuto di prevedere all’interno schema di Accordo di Programma di cui sopra la seguente destinazione della somma disponibile di € 6.500.000,00:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a)      € 5.500.000,00 alla realizzazione degli interventi, puntualmente definiti nella sezione attuativa, che perseguono l’obiettivo di realizzare, nei Comuni inseriti nella perimetrazione dell’Area ad elevato rischio di crisi ambientale, le infrastrutture prioritarie afferenti al servizio idrico integrato, secondo le previsioni programmatiche dei piani d’ambito territoriali;&lt;br /&gt;b)      € 1.000.000,00 alla realizzazione degli studi di approfondimento e delle verifiche necessarie alla migliore definizione delle soluzioni tecniche possibili per gli interventi di bonifica e di riqualificazione ambientale del fiume Bormida, che formeranno la sezione programmatica, da definirsi entro sei mesi dalla sottoscrizione dell’Accordo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dato atto che al finanziamento e all’avvio della realizzazione degli interventi della sezione programmatica, di cui alla precedente lettera b), si provvederà con un successivo Atto integrativo dell’Accordo di Programma in argomento, nel quale saranno inserite proposte coerenti con gli obiettivi e con i criteri dell’Accordo medesimo, ma che attualmente non dispongono dei necessari approfondimenti tecnici e progettuali nonché delle condizioni finanziarie per essere attivati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto ciò premesso la Giunta regionale;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;udita la relazione dell’Assessore competente;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;vista la legge n. 662 del 23 dicembre 1996 ed in particolar modo il suo art. 2, comma 203, che detta la disciplina della programmazione negoziata;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;richiamata l’Intesa Istituzionale di Programma tra il Governo della Repubblica e la Regione Piemonte del 22 marzo 2000;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;vista la legge 9 dicembre 1998, n. 426 articolo 1, comma 4, che ha identificato il sito di bonifica di interesse nazionale di Cengio e Saliceto;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;visto il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 18 marzo 1999, con il quale è stato dichiarato lo stato di emergenza derivante dalla condizione di crisi socio-ambientale dell’area riguardante il sito industriale dell’ACNA C.O. in liquidazione ricadente nei territori comuni di Cengio in provincia di Savona, Saliceto in Provincia di Cuneo e del Fiume Bormida;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;visto il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 dicembre 2006 che proroga fino al 31 dicembre 2007 lo stato di emergenza nel solo territorio del Comune di Cengio in Provincia di Savona;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;visto il Decreto Ministeriale 18 settembre 2001, n. 468 “Regolamento recante: Programma nazionale di bonifica e ripristino ambientale”;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;visto il Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 “Norme in materia ambientale”;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;visto il Decreto legge 18 maggio 2006, n. 181, convertito, con modifiche, in Legge 17 luglio 2006, n. 233, reca disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dei Ministeri;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a voti unanimi,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;d  e  l  i  b  e  r  a&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1.      di destinare le risorse finanziarie di € 6.500.000,00 impegnate a favore della Regione Piemonte con il Decreto Direttoriale del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare prot. n. 3250/QdV/DI/G/SP del 29 dicembre 2006, alla realizzazione del programma d’interventi richiamato nelle premesse e analiticamente riportati all’articolo 4 “ Quadro degli interventi” dello schema di Accordo di programma allegato alla presente deliberazione quale parte integrante e sostanziale;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2.      di incaricare la Direzione Pianificazione delle Risorse Idriche di provvedere al perfezionamento e sottoscrizione dell’Accordo di Programma di cui sopra, autorizzando il Direttore ing. Salvatore De Giorgio a provvedere agli eventuali adeguamenti e integrazioni necessari a seguito della concertazione con i  rappresentanti del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La presente deliberazione sarà pubblicata sul B.U. della Regione Piemonte ai sensi dell’art. 61 dello Statuto e dell’art. 14 del D.P.G.R. n. 8/R/2002.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19799005-4663233596021219969?l=documentii.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://documentii.blogspot.com/feeds/4663233596021219969/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19799005&amp;postID=4663233596021219969' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/4663233596021219969'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/4663233596021219969'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://documentii.blogspot.com/2007/05/delibera-395142-della-regione-piemonte.html' title='delibera 39/5142 della regione piemonte del 22-1-2007'/><author><name>valbormidaviva</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02972272074723678648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19799005.post-6162642604875937466</id><published>2007-05-16T06:42:00.000-07:00</published><updated>2007-05-16T06:44:59.455-07:00</updated><title type='text'>l' ordinanza con i poteri eccezionali al commissario Romano</title><content type='html'>O.P.C.M. 30-3-2007 n. 3577Ulteriori disposizioni urgenti per fronteggiare l'emergenza nel territorio del comune di Cengio in provincia di Savona, in ordine alla situazione di crisi socio-ambientale. (Ordinanza n. 3577). Pubblicata nella Gazz. Uff. 10 aprile 2007, n. 83.&lt;br /&gt;O.P.C.M. 30 marzo 2007, n. 3577 &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/#1"&gt;(1)&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Ulteriori disposizioni urgenti per fronteggiare l'emergenza nel territorio del comune di Cengio in provincia di Savona, in ordine alla situazione di crisi socio-ambientale. (Ordinanza n. 3577).&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/#1up"&gt;(1)&lt;/a&gt; Pubblicata nella Gazz. Uff. 10 aprile 2007, n. 83.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI&lt;br /&gt;Visto l'art. &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000110032ART5"&gt;5&lt;/a&gt; della &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000110032"&gt;legge 24 febbraio 1992, n. 225&lt;/a&gt;;&lt;br /&gt;Visto l'art. &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000110053ART109"&gt;107&lt;/a&gt; del &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000110053"&gt;decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112&lt;/a&gt;;&lt;br /&gt;Visto il &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000147489"&gt;decreto-legge 7 settembre 2001, n. 343&lt;/a&gt;, convertito, con modificazioni, dalla &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000148186"&gt;legge 9 novembre 2001, n. 401&lt;/a&gt;;&lt;br /&gt;Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 18 marzo 1999 relativo alla dichiarazione dello stato di emergenza nel territorio dei comuni di Cengio (Savona) e Saliceto (Cuneo) in ordine alla situazione di crisi socio-ambientale, nonchè il &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000145133+o+01LX0000145120+o+01LX0000145122+o+01LX0000145123+o+01LX0000145126+o+01LX0000145132+o+01LX0000144750+o+01LX0000145128+o+01LX0000047307+o+01LX0000144986+o+01LX000%20"&gt;decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 22 dicembre 2000&lt;/a&gt;, con il quale il medesimo stato d'emergenza è stato prorogato fino al 31 dicembre 2002;&lt;br /&gt;Visto il successivo &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000153657+o+01LX0000153653+o+01LX0000153769+o+01LX0000056332+o+01LX0000056331+o+01LX0000153659+o+01LX0000153654+o+01LX0000153631+o+01LX0000153630+o+01LX0000153662+o+01LX000%20"&gt;decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 20 dicembre 2002&lt;/a&gt;, con il quale il predetto stato d'emergenza è stato prorogato fino al 31 dicembre 2004;&lt;br /&gt;Visto il &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000165315+o+01LX0000165394+o+01LX0000165393+o+01LX0000165319+o+01LX0000165392+o+01LX0000165312+o+01LX0000165313+o+01LX0000165410+o+01LX0000165314+o+01LX0000167566"&gt;decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 14 gennaio 2005&lt;/a&gt; recante la proroga dello stato di emergenza nel territorio dei predetti Comuni sino al 31 dicembre 2006;&lt;br /&gt;Visto il &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000489042+o+01LX0000489044+o+01LX0000489149+o+01LX0000489043+o+01LX0000489126+o+01LX0000489153+o+01LX0000489045+o+01LX0000489060+o+01LX0000489145+o+01LX0000489148+o+01LX000%20"&gt;decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 27 dicembre 2006&lt;/a&gt; recante la proroga dello stato di emergenza limitatamente al territorio del comune di Cengio nella regione Liguria sino al 31 dicembre 2007 con cui il Commissario delegato già titolare dei precedenti poteri è stato confermato Commissario delegato;&lt;br /&gt;Viste le ordinanze di protezione civile n. 2986 del 31 maggio 1999, n. 3012 del 21 ottobre 1999, n. 3127 del 27 aprile 2001, n. 3232 del 24 luglio 2002, e l'art. 5 dell'ordinanza di protezione civile n. 3251 del 14 novembre 2002, n. 3455 del 5 agosto 2005 e n. 3555, del 5 dicembre 2006;&lt;br /&gt;Considerato che, al fine di addivenire celermente alla conclusione delle attività finalizzate al superamento dello stato di emergenza, si rende necessario prevedere procedure accelerate per la realizzazione degli interventi commissariali;&lt;br /&gt;Vista la nota del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e di cui alla &lt;a href="http://bd15.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=15LX0000024940+o+15LX0000492075+o+15LX0000024892+o+15LX0000024891+o+15LX0000024897"&gt;nota del 13 marzo 2007&lt;/a&gt;;&lt;br /&gt;Acquisita l'intesa della regione Liguria con &lt;a href="http://bd15.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=15LX0000492798+o+15LX0000024993+o+15LX0000492939"&gt;nota del 30 marzo 2007&lt;/a&gt;;&lt;br /&gt;Su proposta del Capo del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri;&lt;br /&gt;Dispone:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1.  1. Il commissario delegato, allo scopo di definire procedure accelerate per la risoluzione del contesto emergenziale, provvede all'approvazione dei progetti, ricorrendo, ove necessario, alla conferenza di servizi da indire entro sette giorni dalla acquisizione della disponibilità dei progetti. Qualora alla conferenza di servizi il rappresentante di un'amministrazione invitata sia risultato assente, o, comunque, non dotato di adeguato potere di rappresentanza, la conferenza delibera prescindendo dalla sua presenza e dalla adeguatezza dei poteri di rappresentanza dei soggetti intervenuti. Il dissenso manifestato in sede di conferenza di servizi deve essere motivato e recare, a pena di inammissibilità, le specifiche indicazioni progettuali necessarie al fine dell'assenso. In caso di motivato dissenso espresso da un'amministrazione preposta alla tutela ambientale, paesaggistico - territoriale, del patrimonio storico - artistico o alla tutela della salute e della pubblica incolumità, la determinazione è subordinata, in deroga all'art. &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000110183ART17"&gt;14-quater, comma 3&lt;/a&gt;, della &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000110183"&gt;legge 7 agosto 1990, n. 241&lt;/a&gt;, come sostituito dall'art. &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000165849ART11"&gt;11&lt;/a&gt; della &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000165849"&gt;legge 11 febbraio 2005, n. 15&lt;/a&gt;, all'assenso del Ministero competente che si esprime entro sette giorni dalla richiesta.&lt;br /&gt;2. I pareri, visti e nulla-osta relativi agli interventi, che si dovessero rendere necessari, anche successivamente alla conferenza di servizi di cui al comma precedente, in deroga all'art. &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000109738ART17"&gt;17, comma 24&lt;/a&gt;, della &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000109738"&gt;legge 15 maggio 1997, n. 127&lt;/a&gt;, devono essere resi dalle Amministrazioni competenti entro sette giorni dalla richiesta e, qualora entro tale termine non siano resi, si intendono inderogabilmente acquisiti con esito positivo.&lt;br /&gt;3. Il Commissario delegato provvede per le occupazioni di urgenza e per le eventuali espropriazioni delle aree occorrenti per l'esecuzione delle opere e degli interventi di cui alla presente ordinanza, una volta emesso il decreto di occupazione d'urgenza, prescindendo da ogni altro adempimento, alla redazione dello stato di consistenza e del verbale di immissione in possesso dei suoli anche con la sola presenza di due testimoni.&lt;br /&gt;4. L'approvazione del parte del commissario delegato del progetto definitivo, sentiti i competenti uffici della Regione, costituisce variante agli strumenti urbanistici vigenti senza necessità di espletamento di fasi di pubblicità e partecipazione, nonchè approvazione del vincolo preordinato all'esproprio e dichiarazione di pubblica utilità, urgenza ed indifferibilità delle opere.&lt;br /&gt;5. L'approvazione da parte del commissario delegato del progetto esecutivo e di sue eventuali varianti costituisce permesso di costruire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2.  1. Per il compimento delle iniziative previste dalle ordinanze di protezione civile n. 2986 del 31 maggio 1999, n. 3012 del 21 ottobre 1999, n. 3127 del 27 aprile 2001, n. 3232 del 24 luglio 2002, dall'art. 5 dell'ordinanza di protezione civile n. 3251 del 14 novembre 2002, e dall'art. 8 dell'ordinanza di protezione civile n. 3455 del 5 agosto 2005 e n. 3555, del 5 dicembre 2006 il commissario delegato è autorizzato a derogare, in aggiunta alle disposizioni di legge contenute nelle ordinanze in premessa richiamate, ove ritenuto indispensabile, nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento giuridico, delle direttive comunitarie e della direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 22 ottobre 2004, anche alle seguenti disposizioni normative:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401022"&gt;decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152&lt;/a&gt; articoli &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401022ART101"&gt;100&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401022ART102"&gt;101&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401022ART104"&gt;103&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401022ART106"&gt;105&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401022ART107"&gt;106&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401022ART108"&gt;107&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401022ART109"&gt;108&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401022ART114"&gt;113&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401022ART125"&gt;124&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401022ART126"&gt;125&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401022ART127"&gt;126&lt;/a&gt;, tabella 3 dell'allegato 5 relativamente ai parametri di cui ai numeri 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 16, 29, 30, 31, 32, 33, 34, 35, 36, 37, 42, 50, 51 e articoli 191, 208, 212, 239, 240, 241, 242, 243, 244, 245, 246, 247, 248, 249, 250, 251, 252 (escluso il comma 7), 253, 269, 270, 271, 272, 273, 275, 276, 277, 278, 281);&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401301"&gt;decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163&lt;/a&gt; articoli &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401301ART7"&gt;6&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401301ART8"&gt;7&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401301ART9"&gt;8&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401301ART10"&gt;9&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401301ART11"&gt;10&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401301ART12"&gt;11&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401301ART13"&gt;12&lt;/a&gt;,&lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401301ART14"&gt;13&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401301ART15"&gt;14&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401301ART18"&gt;17&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401301ART19"&gt;18&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401301ART20"&gt;19&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401301ART21"&gt;20&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401301ART22"&gt;21&lt;/a&gt;, &lt;a 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href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401301ART41"&gt;40&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401301ART43"&gt;42&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401301ART55"&gt;54&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401301ART56"&gt;55&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401301ART57"&gt;56&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401301ART58"&gt;57&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401301ART59"&gt;58&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401301ART61"&gt;60&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401301ART63"&gt;62&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401301ART64"&gt;63&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401301ART65"&gt;64&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401301ART67"&gt;66&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401301ART69"&gt;68&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401301ART71"&gt;70&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401301ART72"&gt;71&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401301ART73"&gt;72&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401301ART76"&gt;75&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401301ART77"&gt;76&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401301ART78"&gt;77&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401301ART81"&gt;80&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401301ART82"&gt;81&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401301ART91"&gt;90&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401301ART92"&gt;91&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401301ART93"&gt;92&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401301ART94"&gt;93&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401301ART95"&gt;94&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401301ART96"&gt;95&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401301ART97"&gt;96&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401301ART112"&gt;111&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401301ART119"&gt;118&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401301ART131"&gt;130&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401301ART133"&gt;132&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401301ART142"&gt;141&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000401301ART242"&gt;241&lt;/a&gt;;&lt;br /&gt;legge della Regione Liguria 21 giugno 1999, n. 18 «Adeguamento delle discipline e conferimento delle funzioni agli enti locali in materia di ambiente, difesa del suolo ed energia» articoli 19, 23, 24, 25, 31, 33, 34, 35, 51, 52, 53, 54, 55, 56, 57, 58, 61, 62, 63, 67, 82, 83, 84, 85, 86, 91, 92, 93, 94, 95, 98, 99, 102;&lt;br /&gt;legge della Regione Liguria 16 agosto 1995, n. 43 «Norme in materia di valorizzazione delle risorse idriche e di tutela delle acque dall'inquinamento» articoli 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 13, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25;&lt;br /&gt;legge della Regione Liguria 24 marzo 1999, n. 9 «Attribuzione agli enti locali e disciplina generale dei compiti e delle funzioni amministrative, conferiti alla Regione dal &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000110053"&gt;decreto legislativo n. 112 del 1998&lt;/a&gt; nel settore Sviluppo economico e attività produttive» articoli 8, 9, 15, 16, 17, 18, 19;&lt;br /&gt;legge della Regione Liguria 20 agosto 1998, n. 27 «Disciplina dei servizi per l'impiego e della loro integrazione con le politiche formative e del lavoro» articoli 2 e 4;&lt;br /&gt;legge della Regione Liguria 28 gennaio 1993, n. 9 «Organizzazione regionale della difesa del suolo in applicazione della &lt;a href="http://bd01.deaprofessionale.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;amp;KEY=01LX0000110207"&gt;legge 18 maggio 1989, n. 183&lt;/a&gt;» articoli 26 e 27.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3.  1. Per definire ogni utile azione volta ad assicurare la più ampia informazione in ordine alle iniziative assunte, nonchè per assicurare la risoluzione del contesto emergenziale in atto nel sito di interesse nazionale di Cengio è istituito, per la durata dello stato di emergenza, con apposito provvedimento del commissario delegato, un Osservatorio ambientale presieduto da un rappresentante del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, e composto da un rappresentante del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, da un rappresentante della regione Liguria e da un rappresentante della provincia di Savona. Con il medesimo provvedimento verrà determinato il relativo compenso da corrispondere ai predetti soggetti.&lt;br /&gt;2. Agli oneri derivanti dall'attuazione del comma 1 si provvede a carico delle risorse finanziarie poste nella disponibilità del commissario delegato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4.  1. Allo scopo di individuare, accertare e quantificare l'entità del danno ambientale derivante dal sito di interesse nazionale Acna di Cengio, il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare si avvale per la durata dello stato di emergenza di tre esperti, di cui uno prescelto tra magistrati amministrativi, contabili e avvocati dello Stato, nelle materie tecniche, giuridiche ed amministrative. Il relativo compenso verrà definito dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare con proprio provvedimento. Ai relativi oneri si provvede a carico delle risorse finanziarie poste nella disponibilità del commissario delegato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5.  1. Il commissario delegato provvede altresì alla realizzazione di iniziative localizzate all'esterno del perimetro dell'area industriale, finalizzate al riutilizzo produttivo del sito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6.  1. Il Dipartimento della protezione civile rimane estraneo ad ogni rapporto contrattuale posto in essere in applicazione della presente ordinanza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19799005-6162642604875937466?l=documentii.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://documentii.blogspot.com/feeds/6162642604875937466/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19799005&amp;postID=6162642604875937466' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/6162642604875937466'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/6162642604875937466'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://documentii.blogspot.com/2007/05/l-ordinanza-con-i-poteri-eccezionali-al.html' title='l&apos; ordinanza con i poteri eccezionali al commissario Romano'/><author><name>valbormidaviva</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02972272074723678648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19799005.post-3732673579555255025</id><published>2007-05-16T06:36:00.000-07:00</published><updated>2007-05-16T06:37:58.413-07:00</updated><title type='text'>interrogazione in Regione Piemonte del Consigliere Manolino</title><content type='html'>Al Presidente del Consiglio regionale&lt;br /&gt;Avv. Davide GARIGLIO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’Assessore Nicola DE RUGGIERO&lt;br /&gt;Ambiente – Parchi – Risorse Idriche&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;INTERROGAZIONE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a risposta orale in Aula                                 &lt;a name="Controllo4"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;a risposta orale in Commissione                &lt;br /&gt;a risposta scritta                                            &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;OGGETTO: Bonifica ACNA  e Valle Bormida.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Premesso che:&lt;br /&gt;- con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, in data 18 marzo 1999, è stato dichiarato lo stato di emergenza in ordine alla situazione di crisi socio-ambientale nel territorio dei comuni di Cengio e Saliceto, rientrante tra i siti interessati dal programma di bonifiche di interesse nazionale individuati dall'art. 1, comma 4, della legge 14 dicembre 1998, n. 426;&lt;br /&gt;- alla fine dell’anno 2006 molte amministrazioni della Valle Bormida piemontese, tra le quali il comune di Acqui Terme, hanno richiesto che cessasse lo stato di emergenza non sussistendo più i motivi per la gestione emergenziale, in quanto pur non essendo stata completata la bonifica, è stata realizzata la messa in sicurezza d’emergenza;&lt;br /&gt;- il Governo non ha accolto tale richiesta decretando la prosecuzione dello stato di emergenza per il solo territorio di Cengio, per cui la bonifica di un sito di interesse nazionale, fino a quel momento gestita unitariamente, è stata incomprensibilmente suddivisa in base all’appartenenza ai rispettivi territori regionali;&lt;br /&gt;- come “contentino”, con l’evidente intento di tacitare la Regione Piemonte e le amministrazioni locali, il Ministero dell’Ambiente si è impegnato a riconoscere alla Regione Piemonte 30 milioni di Euro per la Valle Bormida.&lt;br /&gt;Considerato che:&lt;br /&gt;- una prima tranche di questi fondi, pari a 6,5 milioni di Euro, è stata subito stanziata dal Ministero dell’Ambiente e, eccezion fatta per il milione di Euro assegnato ad ARPA e CREB, con Delibera della Giunta Regionale del 22 gennaio, è stata destinata per opere inerenti il ciclo idrico, senza che siano stati consultati in alcun modo gli enti locali interessati. Addirittura una parte di questi fondi è stata destinata per opere da realizzarsi in comuni, che in nessun modo sono stati interessati dall’inquinamento dell’ACNA di Cengio, in quanto localizzati sull’altro ramo della Bormida di Spigno;&lt;br /&gt;- questo mentre non vi è alcuna certezza sulle modalità di bonifica dei terreni gravemente contaminati localizzati nel territorio del Comune di Saliceto, nonché sulla copertura finanziaria relativa a questi interventi;&lt;br /&gt;- in data 10 aprile è stata quindi pubblicata l’Ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri recante “Ulteriori disposizioni urgenti per fronteggiare l'emergenza nel territorio del comune di Cengio in provincia di Savona, in ordine alla situazione di crisi socio-ambientale”;&lt;br /&gt;- i contenuti di questa ordinanza rappresentano ulteriore fonte di grave preoccupazione in merito al buon esito delle attività di bonifica del sito di Cengio-Saliceto e della Valle Bormida per i seguenti motivi:&lt;br /&gt;-        dopo quasi 10 anni la Regione Piemonte, gli Enti Locali piemontesi, le associazioni operanti per la tutela del territorio e i cittadini sono di fatto definitivamente estromesse da qualsiasi possibilità di controllo sulle attività in corso di realizzazione nel sito ex ACNA;&lt;br /&gt;-           il potere di deroga dell’attuale Commissario Dr. Romano alle vigenti disposizioni di legge viene ulteriormente ampliato;&lt;br /&gt;-           all’iter procedurale viene impressa una accelerazione tale da rendere impossibile un approfondita valutazione dei progetti da parte degli enti competenti che, a tal fine, avranno a disposizione non più di una settimana di tempo;&lt;br /&gt;-           all’interno dell’Ordinanza non si parla più della bonifica del sito di Cengio/Saliceto e della Valle Bormida (il termine “bonifica” non compare nemmeno una volta all’interno del testo!);&lt;br /&gt;-    al Commissario Dr. Romano viene conferito il potere di provvedere “alla realizzazione di iniziative localizzate all'esterno del perimetro dell'area industriale, finalizzate al riutilizzo produttivo del sito”, prefigurando in questo modo la possibilità concreta di distrazione di fondi destinati per legge alla bonifica del sito in questione.&lt;br /&gt;SI INTERROGA&lt;br /&gt; l’Assessore competente al fine di conoscere:&lt;br /&gt;- quali siano stati i criteri adottati per l’assegnazione dei fondi stanziati dal Ministero dell’Ambiente;&lt;br /&gt;- a che punto siano le attività per la bonifica dei terreni contaminati localizzati nel Comune di Saliceto;&lt;br /&gt;- quali concrete garanzie abbia la Giunta Regionale, in merito alla prosecuzione della bonifica nel territorio di Cengio visto che, contrariamente al passato, non è più possibile esercitare alcun forma diretta di controllo sulle attività in corso;&lt;br /&gt;- come intenda attivarsi la Giunta Regionale del Piemonte affinché venga impedita la distrazione di fondi destinati alle attività di bonifica del sito di interesse nazionale Cengio/Saliceto e Valle Bormida, così come invece prefigurato dall’art. 5 della sopracitata Ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Torino, 7 maggio 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                                                             PRIMO FIRMATARIO&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19799005-3732673579555255025?l=documentii.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://documentii.blogspot.com/feeds/3732673579555255025/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19799005&amp;postID=3732673579555255025' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/3732673579555255025'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/3732673579555255025'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://documentii.blogspot.com/2007/05/interrogazione-in-regione-piemonte-del.html' title='interrogazione in Regione Piemonte del Consigliere Manolino'/><author><name>valbormidaviva</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02972272074723678648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19799005.post-3538109071351602467</id><published>2007-05-03T07:36:00.000-07:00</published><updated>2007-05-03T07:39:57.678-07:00</updated><title type='text'>un blog della provincia di alessandria sul bormida</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.ambiente.al.it/index.php?idservice=220&amp;idarea=27"&gt;http://www.ambiente.al.it/index.php?idservice=220&amp;amp;idarea=27&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;vedere anche:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ambiente.al.it/index.php?idservice=196"&gt;http://www.ambiente.al.it/index.php?idservice=196&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19799005-3538109071351602467?l=documentii.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://documentii.blogspot.com/feeds/3538109071351602467/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19799005&amp;postID=3538109071351602467' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/3538109071351602467'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/3538109071351602467'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://documentii.blogspot.com/2007/05/un-blog-della-provincia-di-alessandria.html' title='un blog della provincia di alessandria sul bormida'/><author><name>valbormidaviva</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02972272074723678648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19799005.post-9026672298739794783</id><published>2007-04-30T11:06:00.000-07:00</published><updated>2007-04-04T09:31:12.016-07:00</updated><title type='text'>proposte dell' associazione culturale valbormida viva per la rinascita</title><content type='html'>All’ Assessore Regionale all’ Ambiente&lt;br /&gt;Agli Amministratori locali&lt;br /&gt;Alle Associazioni locali&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proposte dell’ Associazione per gli interventi di risanamento e la rinascita della valle Bormida&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Premessa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nostra Associazione gestisce il sito/blog sopraccitato &lt;a href="http://www.acvalbormidaviva.blogspot.com/"&gt;http://www.acvalbormidaviva.blogspot.com/&lt;/a&gt;, con i suoi associati/volontari, ed è proprietaria e gestisce anche il Centro di Documentazione “Patrizio Fadda” sul caso ACNA-valle Bormida, ospitato in un locale messo a disposizione del Comune di Monesiglio.&lt;br /&gt;E’ una fonte preziosa per giornali e tesisti universitari e fra l’ altro raccoglie i documenti dei principali protagonisti del movimento della valle Bormida Piemontese-cuneese.&lt;br /&gt;Ha svolto in passato anche una ricerca dal titolo "Laboratori Territoriali per lo sviluppo locale autosostenibile - l' Autorità di Valle in Valle Bormida", in collaborazione con otto Università Nazionali.&lt;br /&gt;Si allega alla presente una memoria conclusiva relativa al lavoro svolto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le proposte maturate all’ interno della nostra Associazione, nelle loro linee generali, sono le seguenti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1)a partire dalla radice costituita dal Centro di documentazione, e sulla base del tipo di interesse manifestato sullo stesso, sviluppo di un centro di formazione-specializzazione a livello internazionale avente le seguenti caratteristiche:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-decentralizzato sui comuni della valle bormida piemontese-cuneese, nell’ ottica della città policentrica, con una sede specialistica per argomento o attiva a intervalli di tempo prestabiliti per ogni Comune, con l’ utilizzo di edifici già recuperati o da recuperare (es. ex-filanda di Monesiglio, castello di Saliceto, castello di Prunetto, casa da recuperare in centro paese a Gorzegno, rifugio La pavoncella a Camerana, ecc.)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-attrazione di flusso di insegnati ed allievi ospitati nelle varie strutture ricettive della zona&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-contenuto dei corsi di specializzazione: ecologia, tutela ambientale, sicurezza sul lavoro, rischio chimico e minimizzazione, realizzazione della direttiva REACH, bilanci ambientali, certificazione della qualità ambientale, mobilitazione ecologica come azione politica, azione locale e decisioni politico-amministrative, progettazione condivisa e partecipata, progettazione trasparente, gestione dei rapporti industria-territorio, sociologia e associazionismo, giornalismo e sviluppi portali sul WEB 2, autoimprenditorialità&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-destinatari dei corsi: dirigenti industriali responsabili dei settori comunicazione, sviluppo e progettazione, dirigenti di associazioni no-profit, dirigenti sindacali, giornalisti, abitanti del luogo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2)Concorso internazionale per un’ installazione artistica a futura memoria sul sarcofago rifiuti ACNA.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3)Avvio di un evento/festival/mostra annuale internazionale a contenuto artistico (teatro, letterario) e/o scientifico e/o letterario e/o giornalistico, che possa, affondando le sue radici nel passato di lotte per la rinascita e di collettività locale che ha saputo imporre una svolta, pubblicizzare la valle Bormida come meta turistica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4)Acquisto di partecipazione nella Società proprietaria e/o gestore del Sito ex-ACNA per avere il potere diretto di prevenire possibili futuri danni, aperta anche a più soggetti piemontesi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5)Sviluppo delle strutture tecnologiche (wi-max) e telelavoro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6)Ritorno al rispetto sacro per l’ acqua con deviazioni del bormida nei centri paesi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nostra Associazione ha al suo interno risorse per porsi come nucleo base di coordinamento della progettazione e realizzazione dei primi 3 interventi succitati.&lt;br /&gt;Possono confluire al suo interno rappresentanti di istituzione locali, creando un centro di lavoro lontano dalla competizione partitica e di tipo collaborativo ovviamente limitatamente al tipo di interventi proposti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto riguarda l’ impostazione delle linee generali del piano di interventi da finanziare, esponiamo di seguito alcuni nostri pareri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Le spese per la bonifica del territorio e anche per le semplici analisi devono essere pagate dai responsabili del danno e dell’ inquinamento.&lt;br /&gt;Quindi anche i costi dei controlli delle ARPA e province e degli Osservatori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-I fondi prospettati devono essere indirizzati specificatamente a progetto che abbiano radici e collegamento con la storia dell’ inquinamento passato creato dall’ ACNA di Cengio e per la rinascita dopo i danni ambientali, economici e sociologici subiti. Interventi non collegati a questi eventi come la costruzione normale di fognature civili dovrebbero trovare i normali canali di finanziamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-A questo proposito, anche progetti per lo sviluppo di imprenditorialità locale autosostenibile ed ecologicamente compatibile possono rientrare nei finanziamenti: solo se si liberano gli abitanti dal bisogno di dovere sottostare al ricatto posto di lavoro in cambio di inquinamento possono crearsi le condizioni anche a medio lungo periodo di avere un ambiente pulito e di non dovere più accettare industrie potenti e dannose.&lt;br /&gt;-La collocazione territoriale deve favorire i paesi dell’ Alta Valle Bormida. Sono i più danneggiati dall’ inquinamento ambientale e dalla successiva perdita di posti di lavoro, e se qui si creano le condizioni perchè un’ altra ACNA non ritorni, ne avranno estesi vantaggi anche i Comuni della media e bassa valle, come loro stessi capiranno. Se la testa della valle è sana anche il resto della valle è sano. Questo a condizione che le Comunità dell’ Alta valle siano in grado di sviluppare progetti validi e partecipati.&lt;br /&gt;Altrimenti il modo migliore di spendere i fondi è di investirli nel sito ACNA.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Coordinamento generale affidato ad un’ autorità di valle aperta a partecipazione anche non solo istituzionali; abbiamo già sviluppato una bozza di statuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Gestione dell’ intervento aperta alla partecipazione popolare anche a livello decisionale nell’ ottica del bilancio partecipato, per una quota del 25%, come già realizzato in altre aree.&lt;br /&gt;Gli amministratori e gli esponenti di partito tengano conto che in zone dove lo spopolamento ha ridotto la popolazione bisogna coinvolgere il maggior numero di risorse umane possibile, e che in termini di marketing territoriale gli approcci innovativi pagano sia a livello collettivo che individuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Monesiglio, 9-3-2007 Il Presidente Ilvo Barbiero&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19799005-9026672298739794783?l=documentii.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://documentii.blogspot.com/feeds/9026672298739794783/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19799005&amp;postID=9026672298739794783' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/9026672298739794783'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/9026672298739794783'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://documentii.blogspot.com/2007/03/proposte-dell-associazione-culturale.html' title='proposte dell&apos; associazione culturale valbormida viva per la rinascita'/><author><name>valbormidaviva</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02972272074723678648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19799005.post-4330876373044442031</id><published>2007-04-30T06:59:00.000-07:00</published><updated>2007-04-30T07:04:26.459-07:00</updated><title type='text'>un sito in cui sono esposte le idee di maurizio pallante, relatore al convegno nazionale  di savona del novembre 1988</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.paea.it/impiantistica.htm"&gt;http://www.paea.it/impiantistica.htm&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19799005-4330876373044442031?l=documentii.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://documentii.blogspot.com/feeds/4330876373044442031/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19799005&amp;postID=4330876373044442031' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/4330876373044442031'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/4330876373044442031'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://documentii.blogspot.com/2007/04/un-sito-in-cui-sono-esposte-le-idee-di.html' title='un sito in cui sono esposte le idee di maurizio pallante, relatore al convegno nazionale  di savona del novembre 1988'/><author><name>valbormidaviva</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02972272074723678648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19799005.post-5044719705344005525</id><published>2007-04-04T09:29:00.000-07:00</published><updated>2007-04-04T09:29:12.625-07:00</updated><title type='text'>la storia della ribellione fiscale degli anni sessanta</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Alpino e in prima linea contro l’Acna&lt;br /&gt;Loazzolo: in ricordo&lt;br /&gt;di Franco Grea&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Loazzolo. &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Lettera di&lt;br /&gt;Enzo, Mario, Remo in ricordo&lt;br /&gt;Franco Grea, abitante del&lt;br /&gt;Quartino di Loazzolo, deceduto,&lt;br /&gt;il 29 dicembre 2006, all’età&lt;br /&gt;di 69 anni.&lt;br /&gt;Franco, camionista prima e&lt;br /&gt;agricoltore poi, era un personaggio&lt;br /&gt;conosciuto ed amato&lt;br /&gt;in valle ed in Langa Astigiana,&lt;br /&gt;per il suo grande impegno sociale,&lt;br /&gt;come socio alpino del&lt;br /&gt;Gruppo di Loazzolo e come&lt;br /&gt;militante della prim’ora contro&lt;br /&gt;l’inquinamento della Valle&lt;br /&gt;Bormida, provocato dall’Acna&lt;br /&gt;di Cengio.&lt;br /&gt;Scrivono Enzo, Mario, Remo:&lt;br /&gt;«Siamo nel 2007, ma il&lt;br /&gt;problema Acna, anche se i&lt;br /&gt;più lo ignorano, o fanno finta&lt;br /&gt;di ignorarlo, purtroppo rimane.&lt;br /&gt;Abbiamo deciso di scrivere&lt;br /&gt;queste righe soprattutto&lt;br /&gt;per far conoscere uno dei tanti&lt;br /&gt;episodi di lotta, ai più sconosciuto,&lt;br /&gt;ed anche per ricordarne&lt;br /&gt;un suo protagonista recentemente&lt;br /&gt;scomparso.&lt;br /&gt;Negli anni 60 quando la&lt;br /&gt;Bormida era di “color cocacola”&lt;br /&gt;ed i pesci morivano, il&lt;br /&gt;fiume puzzava, puzzava veramente&lt;br /&gt;tanto anche a distanza&lt;br /&gt;di oltre 50 chilometri dalla fabbrica&lt;br /&gt;della morte, immaginatevi&lt;br /&gt;quanto poteva vivere bene&lt;br /&gt;uno che abitava a pochi&lt;br /&gt;passi dal fiume, come Franco,&lt;br /&gt;che insieme ad altri giovani di&lt;br /&gt;allora, decise di alzare la testa,&lt;br /&gt;ispirato forse alle prime&lt;br /&gt;proteste, iniziate già nel 1916.&lt;br /&gt;Negli anni 60 i valligiani&lt;br /&gt;diedero vita ai “Comitati di&lt;br /&gt;Agitazione”, costituiti nei paesi&lt;br /&gt;lungo il fiume per ribellarsi&lt;br /&gt;all’ingiustizia: per colpa di&lt;br /&gt;qualche essere ignobile che,&lt;br /&gt;preoccupandosi solo di produrre&lt;br /&gt;denaro, impediva che&lt;br /&gt;con quell’acqua potessi irrigarci&lt;br /&gt;i campi o farci il bagno&lt;br /&gt;dentro, ma ingiustizia soprattutto&lt;br /&gt;perchè se avevi la sventura&lt;br /&gt;di nascere in un paesino&lt;br /&gt;bagnato dalla Bormida avevi&lt;br /&gt;fortissime probabilità di morire&lt;br /&gt;di cancro!&lt;br /&gt;I suddetti comitati, intrapresero&lt;br /&gt;alcune iniziative tra le&lt;br /&gt;quali nel 1964 recarsi a Roma&lt;br /&gt;per informare del dramma&lt;br /&gt;della valle l’allora Ministro della&lt;br /&gt;Sanità on. Mariotti, la foto&lt;br /&gt;ritrae quella delegazione di&lt;br /&gt;valligiani composta (a partire&lt;br /&gt;da sinistra) da don Bernardino&lt;br /&gt;Oberto, Vero, l’avvocato&lt;br /&gt;Perazzi, Gallo, il dottor Bertolani,&lt;br /&gt;Grea e Ghiglia, dinanzi a&lt;br /&gt;Montecitorio.&lt;br /&gt;Nonostante la promessa da&lt;br /&gt;parte dell’Acna di depurare le&lt;br /&gt;acque con un innovativo sistema&lt;br /&gt;di depurazione a base&lt;br /&gt;di calore, la situazione non&lt;br /&gt;cambia e quindi continuano le&lt;br /&gt;riunioni dei comitati di agitazione.&lt;br /&gt;In uno di questi incontri,&lt;br /&gt;svoltosi a Bubbio in data 20&lt;br /&gt;aprile 1965, si ipotizzarono diverse&lt;br /&gt;forme di protesta, tra&lt;br /&gt;cui anche l’astenersi dal pagare&lt;br /&gt;le tasse, ma, all’incontro&lt;br /&gt;erano presenti anche due ufficiali&lt;br /&gt;della Guardia di Finanza,&lt;br /&gt;che procedettero immediatamente&lt;br /&gt;a schedare tutti i 27&lt;br /&gt;valligiani presenti e a denunciarli.&lt;br /&gt;Tra i 27 imputati, Gallo di&lt;br /&gt;Gorzegno, l’acquese Bertolani,&lt;br /&gt;Franco Grea di Loazzolo e&lt;br /&gt;il bubbiese Tino Ghiglia, (ritratti&lt;br /&gt;nella foto), insieme ad&lt;br /&gt;altri protagonisti storici delle&lt;br /&gt;proteste (la maggior parte di&lt;br /&gt;essi purtroppo scomparsi),&lt;br /&gt;ma fortunatamente, ancora&lt;br /&gt;oggi alcuni, che non rendiamo&lt;br /&gt;noti per ragioni di privacy,&lt;br /&gt;possono raccontare dell’assurdo&lt;br /&gt;episodio.&lt;br /&gt;Il Tribunale di Acqui Terme&lt;br /&gt;nominò avvocato difensore&lt;br /&gt;dei valligiani, l’avvocato Alfredo&lt;br /&gt;Biondi, che riuscì, si a fare&lt;br /&gt;assolvere i 27, ma non evitò&lt;br /&gt;loro di dover pagare tutte le&lt;br /&gt;spese processuali; l’allora avvocato&lt;br /&gt;ed oggi senatore, si intreccia&lt;br /&gt;ancora, anni dopo con&lt;br /&gt;la vicenda della Valle Bormida,&lt;br /&gt;citiamo solo che in data&lt;br /&gt;8/11/89 in qualità di deputato,&lt;br /&gt;egli votò come la maggioranza&lt;br /&gt;dei parlamentari, contro la&lt;br /&gt;chiusura definitiva dell’Acna.&lt;br /&gt;Negli anni 80 finalmente la&lt;br /&gt;protesta viene capita e condivisa&lt;br /&gt;da tutta la valle… sul finire&lt;br /&gt;degli anni 90 la fabbrica&lt;br /&gt;chiude; anche se ad oggi il&lt;br /&gt;problema rimane poiché permane&lt;br /&gt;il divieto di irrigare, poiché&lt;br /&gt;è alto il pericolo di re-industrializzazione&lt;br /&gt;su di un’area&lt;br /&gt;non ancora bonificata e&lt;br /&gt;non messa del tutto in sicurezza,&lt;br /&gt;inoltre fa rabbia che&lt;br /&gt;nessuno ha mai fatto un solo&lt;br /&gt;giorno di galera, nonostante&lt;br /&gt;gli “omicidi” ai valligiani morti&lt;br /&gt;per tumore!&lt;br /&gt;Con queste righe vogliamo&lt;br /&gt;ringraziare tutte le persone&lt;br /&gt;umili che hanno lottato contro&lt;br /&gt;questa ingiustizia, e che purtroppo&lt;br /&gt;se ne sono andati senza&lt;br /&gt;che il problema sia del tutto&lt;br /&gt;risolto, speriamo almeno&lt;br /&gt;che le energie spese, e il tempo&lt;br /&gt;dedicato, al problema Acna,&lt;br /&gt;possano essere d’aiuto&lt;br /&gt;per le generazioni future che&lt;br /&gt;vivranno in questa valle, ancora&lt;br /&gt;oggi vittima dell’ingiustizia.&lt;br /&gt;Come saprete a fine dicembre&lt;br /&gt;è mancato Franco Grea,&lt;br /&gt;buona parte di voi, che eravate&lt;br /&gt;al presidio o alle numerose&lt;br /&gt;manifestazioni, sicuramente&lt;br /&gt;ve lo ricorderete, era un’altruista,&lt;br /&gt;un uomo allegro e benvoluto&lt;br /&gt;da tutti, uno che ha portato&lt;br /&gt;con fierezza, per tutta la vita,&lt;br /&gt;il suo cappello da alpino».&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19799005-5044719705344005525?l=documentii.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://documentii.blogspot.com/feeds/5044719705344005525/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19799005&amp;postID=5044719705344005525' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/5044719705344005525'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/5044719705344005525'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://documentii.blogspot.com/2007/04/la-storia-della-ribellione-fiscale.html' title='la storia della ribellione fiscale degli anni sessanta'/><author><name>valbormidaviva</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02972272074723678648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19799005.post-5056117966652097606</id><published>2007-03-25T08:35:00.000-07:00</published><updated>2007-03-27T08:36:47.483-07:00</updated><title type='text'>Le altre associazioni sulla vicenda Acna</title><content type='html'>Le associazioni sulla vicenda Acna&lt;br /&gt;Indirizzi di bonifica&lt;br /&gt;della Val Bormida&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cortemilia. Questo il documento sottoscritto da Maurizio&lt;br /&gt;Manfredi, Associazione Rinascita Vallebormida,&lt;br /&gt;Adriana Ghelli, WWF – Acqui Terme e Marina Garbarino,&lt;br /&gt;Associazione “Valle Bormida&lt;br /&gt;Pulita”, letto da Ghelli e consegnato&lt;br /&gt;all’assessore regionale&lt;br /&gt;all’Ambiente, il dr. Nicola&lt;br /&gt;De Ruggiero, nel corso della&lt;br /&gt;riunione, di sindaci, amministratori&lt;br /&gt;e rappresentanti della&lt;br /&gt;Associazioni, sulle ultime vicende&lt;br /&gt;relative alla Valle Bormida&lt;br /&gt;e all’ex Acna di Cengio,&lt;br /&gt;a Cortemilia, in Municipio, sabato&lt;br /&gt;10 marzo. Riunione convocata&lt;br /&gt;da De Ruggiero, per&lt;br /&gt;discutere un percorso a breve&lt;br /&gt;e medio termine che serva ad&lt;br /&gt;ottenere risultati tangibili e&lt;br /&gt;condivisi.&lt;br /&gt;«Facendo riferimento alla&lt;br /&gt;proroga dello stato di emergenza&lt;br /&gt;per il territorio del Comune&lt;br /&gt;di Cengio, a fronte dello&lt;br /&gt;stanziamento di 30 milioni di&lt;br /&gt;Euro per la Valle Bormida piemontese&lt;br /&gt;e, in considerazione&lt;br /&gt;della primaria esigenza, che&lt;br /&gt;la bonifica della Valle Bormida&lt;br /&gt;possa finalmente arrivare a&lt;br /&gt;conclusione, gli scriventi ritengono&lt;br /&gt;che non si possa prescindere&lt;br /&gt;da quanto qui di seguito&lt;br /&gt;esposto:&lt;br /&gt;Dei 30 milioni di Euro, che il&lt;br /&gt;Ministero dell’Ambiente si è&lt;br /&gt;impegnato a riconoscere alla&lt;br /&gt;regione Piemonte per la Valle&lt;br /&gt;Bormida, solo 6,5 sono stati&lt;br /&gt;effettivamente stanziati e in&lt;br /&gt;gran parte destinati dalla Regione&lt;br /&gt;Piemonte alla realizzazione&lt;br /&gt;di fognature ed acquedotti.&lt;br /&gt;I restanti 23,5 milioni dovranno&lt;br /&gt;quindi essere destinati&lt;br /&gt;con priorità alla bonifica dei&lt;br /&gt;terreni contaminati localizzati&lt;br /&gt;nel territorio piemontese. In&lt;br /&gt;aggiunta al fabbisogno economico&lt;br /&gt;per le attività di bonifica&lt;br /&gt;sia nel versante ligure che&lt;br /&gt;piemontese è altresì necessario&lt;br /&gt;assicurare la necessaria&lt;br /&gt;dotazione di fondi per il monitoraggio&lt;br /&gt;dell’evoluzione della&lt;br /&gt;situazione ambientale del fiume&lt;br /&gt;in territorio piemontese.&lt;br /&gt;Questo al fine del suo ripristino&lt;br /&gt;ambientale sulla base di&lt;br /&gt;obiettivi di qualità e della rimozione&lt;br /&gt;del divieto di utilizzo&lt;br /&gt;delle sue acque.&lt;br /&gt;Solo al termine delle operazioni&lt;br /&gt;di bonifica e monitoraggio&lt;br /&gt;della Valle Bormida piemontese&lt;br /&gt;potrà essere possibile&lt;br /&gt;l’impiego degli eventuali&lt;br /&gt;fondi restanti ai fini del rilancio&lt;br /&gt;economico della nostra&lt;br /&gt;zona.&lt;br /&gt;Un diverso utilizzo dei&lt;br /&gt;fondi sopracitati, attualmente&lt;br /&gt;oggetto di discussione tra&lt;br /&gt;le Amministrazioni locali,&lt;br /&gt;sarà quindi possibile solo a&lt;br /&gt;fronte dello stanziamento&lt;br /&gt;certo di ulteriori risorse economiche&lt;br /&gt;che, allo stato attuale,&lt;br /&gt;non risultano essere&lt;br /&gt;disponibili.&lt;br /&gt;Allo stesso modo inoltre&lt;br /&gt;manca un percorso definito in&lt;br /&gt;merito alle modalità di attuazione&lt;br /&gt;delle operazioni di bonifica,&lt;br /&gt;in quanto nella Conferenza&lt;br /&gt;dei Servizi del 1º marzo&lt;br /&gt;scorso, alla quale peraltro le&lt;br /&gt;nostre associazioni non sono&lt;br /&gt;state invitate, sarebbero state&lt;br /&gt;fatte solo semplici dichiarazioni&lt;br /&gt;d’intenti senza la formalizzazione&lt;br /&gt;di alcun impegno preciso.&lt;br /&gt;È necessario ricordare, che&lt;br /&gt;anche la bonifica del sito ex&lt;br /&gt;Acna non è affatto terminata&lt;br /&gt;e alla Regione Piemonte, agli&lt;br /&gt;Enti Locali e alle Associazioni&lt;br /&gt;deve essere garantita la possibilità&lt;br /&gt;di controllo sulle attività&lt;br /&gt;in corso di realizzazione.&lt;br /&gt;In sintesi quindi le scriventi&lt;br /&gt;Associazioni, sulla base delle&lt;br /&gt;considerazioni quivi esposte,&lt;br /&gt;presentano le seguenti richieste:&lt;br /&gt;1. Il Ministero dell’Ambiente&lt;br /&gt;e la Regione Piemonte provvedano&lt;br /&gt;alla definizione di un&lt;br /&gt;percorso certo e calendarizzato&lt;br /&gt;per il completamento&lt;br /&gt;della bonifica della Valle Bormida&lt;br /&gt;piemontese, destinando&lt;br /&gt;a tal fine, il prima possibile, i&lt;br /&gt;necessari finanziamenti.&lt;br /&gt;2. Nell’ambito di queste attività&lt;br /&gt;di bonifica sia coinvolto&lt;br /&gt;significativamente il Consorzio&lt;br /&gt;Regionale per le Bonifiche&lt;br /&gt;(CREB).&lt;br /&gt;3. Sia stabilito, eventualmente&lt;br /&gt;mediante ordinanza,&lt;br /&gt;l’obbligo da parte di Syndial di&lt;br /&gt;consentire il conferimento dei&lt;br /&gt;terreni contaminati provenienti&lt;br /&gt;dalle operazioni di bonifica&lt;br /&gt;da realizzarsi in territorio piemontese&lt;br /&gt;all’interno della Zona&lt;br /&gt;A1, come peraltro previsto&lt;br /&gt;dalle prescrizioni assunte in&lt;br /&gt;sede di approvazione del Progetto&lt;br /&gt;Preliminare di bonifica&lt;br /&gt;dell’ex area industriale di&lt;br /&gt;Cengio da parte della precedente&lt;br /&gt;gestione commissariale&lt;br /&gt;e disattese dall’atto di approvazione&lt;br /&gt;del Progetto definitivo&lt;br /&gt;relativo alla summenzionata&lt;br /&gt;Zona A1.&lt;br /&gt;4. Vengano stanziati ulteriori&lt;br /&gt;fondi ai fini del rilancio economico&lt;br /&gt;della Valle Bormida,&lt;br /&gt;che dovrà avvenire innanzitutto&lt;br /&gt;attraverso la valorizzazione&lt;br /&gt;delle sue notevoli risorse ambientali,&lt;br /&gt;paesaggistiche ed&lt;br /&gt;enogastronomiche in modo&lt;br /&gt;da promuovere, nel rispetto&lt;br /&gt;del territorio, lo sviluppo di&lt;br /&gt;prodotti di qualità nei settori&lt;br /&gt;agricolo, manifatturiero e turistico.&lt;br /&gt;5. L’Ordinanza in corso di&lt;br /&gt;predisposizione disponga che&lt;br /&gt;i membri dell’Osservatorio abbiano&lt;br /&gt;un effettivo potere di&lt;br /&gt;controllo sulle attività di bonifica,&lt;br /&gt;sia del territorio ligure che&lt;br /&gt;piemontese. Ossia garantire&lt;br /&gt;incondizionata possibilità di&lt;br /&gt;accesso a tutta la documentazione&lt;br /&gt;inerente le attività dell’Ufficio&lt;br /&gt;Commissariale che,&lt;br /&gt;come si sa, è autorizzato ad&lt;br /&gt;agire in deroga a innumerevoli&lt;br /&gt;norme di legge. Quindi, se&lt;br /&gt;non addirittura un rappresentante&lt;br /&gt;delle associazioni locali,&lt;br /&gt;almeno un rappresentante&lt;br /&gt;nominato dalle associazioni&lt;br /&gt;ambientaliste riconosciute a&lt;br /&gt;livello nazionale, dovrà fare&lt;br /&gt;parte di questo Osservatorio.&lt;br /&gt;6. La Regione Piemonte dia&lt;br /&gt;seguito agli impegni presi con&lt;br /&gt;le Associazioni, nel corso dell’incontro&lt;br /&gt;del 15 dicembre&lt;br /&gt;scorso, per lo svolgimento di&lt;br /&gt;una seria indagine epidemiologica&lt;br /&gt;sugli abitanti della Valle&lt;br /&gt;Bormida piemontese.&lt;br /&gt;7. Nell’Ordinanza sia previsto&lt;br /&gt;che, nell’ambito dell’aggiornamento&lt;br /&gt;dell’Accordo di&lt;br /&gt;Programma del 4 dicembre&lt;br /&gt;2000, venga stabilito che, al&lt;br /&gt;termine delle attività di bonifica&lt;br /&gt;sul sito ex ACNA, cessi definitivamente&lt;br /&gt;il prelievo idrico&lt;br /&gt;da parte di Syndial.&lt;br /&gt;8. Venga rivisto l’accordo&lt;br /&gt;del luglio 2006 la dove si dispone&lt;br /&gt;un illegittimo esonero&lt;br /&gt;di responsabilità di Syndial e&lt;br /&gt;che venga altresì definito il futuro&lt;br /&gt;piano di riutilizzo dell’area&lt;br /&gt;industriale in accordo con&lt;br /&gt;la Regione Piemonte.&lt;br /&gt;9. Si provveda, infine, alla&lt;br /&gt;determinazione del livello del&lt;br /&gt;minimo deflusso vitale della&lt;br /&gt;Bormida e che lo stesso venga&lt;br /&gt;assunto fra i criteri di qualità&lt;br /&gt;ambientale per la certificazione&lt;br /&gt;della avvenuta bonifica&lt;br /&gt;del sito di interesse nazionale&lt;br /&gt;di Cengio e Saliceto, nonché&lt;br /&gt;del fiume Bormida».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19799005-5056117966652097606?l=documentii.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://documentii.blogspot.com/feeds/5056117966652097606/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19799005&amp;postID=5056117966652097606' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/5056117966652097606'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/5056117966652097606'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://documentii.blogspot.com/2007/03/le-altre-associazioni-sulla-vicenda.html' title='Le altre associazioni sulla vicenda Acna'/><author><name>valbormidaviva</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02972272074723678648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19799005.post-322594775838453404</id><published>2007-03-07T09:14:00.001-08:00</published><updated>2007-03-07T09:14:54.387-08:00</updated><title type='text'>osservatorio ambientale</title><content type='html'>Bollettino Ufficiale n. 07 del 15 / 02 / 2007&lt;a href="http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2007/07/siste/index.htm"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Codice 22D.D. 30 novembre 2006, n. 349&lt;br /&gt;Costituzione dell’ Osservatorio ambientale permanente “Valle Bormida” - Impegno di spesa di Euro 10.000,00 sul cap. 13595/2006 (A. 101124) a favore del Centro Regionale Bonifiche. s.c.r.l&lt;br /&gt;(omissis)&lt;br /&gt;IL DIRETTORE&lt;br /&gt;(omissis)&lt;br /&gt;determina&lt;br /&gt;- di impegnare a favore del Centro Regionale Bonifiche s.c.r.l. con sede in Via Galimberti 2/A - Alessandria, la somma di Euro 10.000,00, accantonata sul cap. 13595/2006 (A. 101124) e destinata alla costituzione dell’Osservatorio ambientale permanente “Valle Bormida”&lt;br /&gt;- di autorizzare la liquidazione a favore del Centro Regionale Bonifiche s.c.r.l. con separato atto ad avvenuta registrazione dell’impegno di spesa.&lt;br /&gt;- di stabilire che il centro regionale bonifiche s.c.r.l. provvederà a trasmettere alla direzione ambiente una relazione contenente lo stato di attuazione dell’iniziativa posta in essere, nonché la rendicontazione conclusiva dell’utilizzo della somma erogata.&lt;br /&gt;La presente determinazione sarà pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte ai sensi dell’art. 61 dello Statuto.&lt;br /&gt;Il Direttore regionaleLaura Bruna&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19799005-322594775838453404?l=documentii.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://documentii.blogspot.com/feeds/322594775838453404/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19799005&amp;postID=322594775838453404' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/322594775838453404'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/322594775838453404'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://documentii.blogspot.com/2007/03/osservatorio-ambientale.html' title='osservatorio ambientale'/><author><name>valbormidaviva</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02972272074723678648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19799005.post-76099739252614424</id><published>2007-03-07T09:04:00.000-08:00</published><updated>2007-03-07T09:05:05.334-08:00</updated><title type='text'>delibera per 6500000 euro</title><content type='html'>Bollettino Ufficiale n. 07 del 15 / 02 / 2007&lt;a href="http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2007/07/siste/index.htm"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Deliberazione della Giunta Regionale 22 gennaio 2007, n. 39-5142&lt;br /&gt;Approvazione schema accordo di programma con il Ministero dell’Ambiente per la bonifica ed il recupero ambientale della Valle Bormida&lt;br /&gt;(omissis)&lt;br /&gt;LA GIUNTA REGIONALE&lt;br /&gt;a voti unanimi ...&lt;br /&gt;delibera&lt;br /&gt;1. di destinare le risorse finanziarie di Euro 6.500.000,00 impegnate a favore della Regione Piemonte con il Decreto Direttoriale del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare prot. n. 3250/QdV/DI/G/SP del 29 dicembre 2006, alla realizzazione del programma d’interventi richiamato nelle premesse e analiticamente riportati all’articolo 4 “ Quadro degli interventi” dello schema di Accordo di programma allegato alla presente deliberazione quale parte integrante e sostanziale;&lt;br /&gt;2. di incaricare la Direzione Pianificazione delle Risorse Idriche di provvedere al perfezionamento e sottoscrizione dell’Accordo di Programma di cui sopra, autorizzando il Direttore ing. Salvatore De Giorgio a provvedere agli eventuali adeguamenti e integrazioni necessari a seguito della concertazione con i rappresentanti del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.&lt;br /&gt;La presente deliberazione sarà pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte ai sensi dell’art. 61 dello Statuto e dell’art. 14 del D.P.G.R. n. 8/R/2002.&lt;br /&gt;(omissis)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19799005-76099739252614424?l=documentii.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://documentii.blogspot.com/feeds/76099739252614424/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19799005&amp;postID=76099739252614424' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/76099739252614424'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/76099739252614424'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://documentii.blogspot.com/2007/03/delibera-per-6500000-euro.html' title='delibera per 6500000 euro'/><author><name>valbormidaviva</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02972272074723678648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19799005.post-117041546911422436</id><published>2007-02-02T03:03:00.000-08:00</published><updated>2007-02-02T03:24:30.813-08:00</updated><title type='text'>integrazioni al programma nazionale bonifica siti inquinati</title><content type='html'>MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE DECRETO 28 novembre 2006, n.308 Regolamento recante integrazioni al decreto del Ministro&lt;br /&gt;dell'ambiente e della tutela del territorio 18 settembre 2001, n.&lt;br /&gt;468, concernente il programma nazionale di bonifica e ripristino&lt;br /&gt;ambientale dei siti inquinati.&lt;br /&gt;IL MINISTRO DELL'AMBIENTE E DELLA&lt;br /&gt;TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE&lt;br /&gt;Vista la legge 8 luglio 1986, n. 349, e successive modificazioni;&lt;br /&gt;Vista la legge 24 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni;&lt;br /&gt;Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni;&lt;br /&gt;Vista la legge 9 dicembre 1998, n. 426, recante nuovi interventi in&lt;br /&gt;campo ambientale e, in particolare l'articolo 1, che ha individuato i&lt;br /&gt;primi interventi di bonifica di interesse nazionale e ha previsto&lt;br /&gt;l'adozione, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra&lt;br /&gt;lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,&lt;br /&gt;previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, di un&lt;br /&gt;programma nazionale di bonifica e ripristino ambientale dei siti&lt;br /&gt;inquinati;&lt;br /&gt;Considerato che, in particolare, l'articolo 1, comma 3, della&lt;br /&gt;citata legge n. 426 del 1998, ha previsto l'adozione di un programma&lt;br /&gt;nazionale di bonifica che individui gli interventi di bonifica di&lt;br /&gt;interesse nazionale, gli interventi prioritari, i soggetti&lt;br /&gt;beneficiari, i criteri di finanziamento dei singoli interventi, le&lt;br /&gt;modalita' di realizzazione degli interventi previsti, i presupposti e&lt;br /&gt;le procedure per la revoca dei finanziamenti e il riutilizzo delle&lt;br /&gt;risorse resesi disponibili;&lt;br /&gt;Vista la legge 23 dicembre 2000, n. 388 e, in particolare,&lt;br /&gt;l'articolo 114, commi 24 e 25, che ha individuato tre nuovi siti di&lt;br /&gt;interesse nazionale: Sesto San Giovani, Napoli Bagnoli-Coglio,&lt;br /&gt;Pioltello e Rodano;&lt;br /&gt;Visto il decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del&lt;br /&gt;territorio 18 settembre 2001, n. 468, concernente il regolamento&lt;br /&gt;recante il programma nazionale di bonifica e ripristino ambientale,&lt;br /&gt;con il quale in applicazione del citato articolo 1 della legge n. 426&lt;br /&gt;del 1998, sono stati individuati gli ulteriori interventi di bonifica&lt;br /&gt;di interesse nazionale, gli interventi prioritari, i soggetti&lt;br /&gt;beneficiari, i criteri di finanziamento dei singoli interventi, le&lt;br /&gt;modalita' e il trasferimento delle relative risorse, le modalita' per&lt;br /&gt;il monitoraggio e il controllo delle attivita' di realizzazione degli&lt;br /&gt;interventi previsti, i presupposti e le procedure per la revoca dei&lt;br /&gt;finanziamenti e il riutilizzo delle risorse resesi disponibili;&lt;br /&gt;Ritenuto che a carico delle pubbliche amministrazioni siano da&lt;br /&gt;porsi anche gli interventi di caratterizzazione aventi ad oggetto&lt;br /&gt;aree o beni privati ricompresi nell'ambito del perimetro di un sito&lt;br /&gt;di interesse nazionale non oggetto di autodenuncia ne' delle&lt;br /&gt;attivita' potenzialmente inquinanti previste dal decreto del Ministro&lt;br /&gt;dell'ambiente 16 maggio 1989, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.&lt;br /&gt;181 del 26 maggio 1989;&lt;br /&gt;Ritenuto opportuno modificare il comma 2 dell'articolo 6 del&lt;br /&gt;decreto n. 468 del 2001, nel senso di rendere sistematico il ricorso&lt;br /&gt;agli strumenti di programmazione negoziata da sottoscrivere tra lo&lt;br /&gt;Stato, le regioni, gli enti locali territorialmente competenti ed i&lt;br /&gt;soggetti attuatori, ai fini dell'individuazione dei soggetti&lt;br /&gt;beneficiari nonche' le modalita', le condizioni e i termini per&lt;br /&gt;l'erogazione dei finanziamenti previsti dal programma nazionale di&lt;br /&gt;bonifica e ripristino ambientale tuttora non disciplinati dalle&lt;br /&gt;regioni;&lt;br /&gt;Visto l'articolo 14 della legge 31 luglio 2002, n. 179, concernente&lt;br /&gt;disposizioni in materia ambientale, che ha individuato i seguenti&lt;br /&gt;nove siti di interesse nazionale senza peraltro prevedere le risorse&lt;br /&gt;finanziarie necessarie per gli interventi di bonifica dei siti:&lt;br /&gt;Brescia-Caffaro (aree industriali e relative discariche da&lt;br /&gt;bonificare); Broni; Falconara Marittima; Serravalle Scrivia; Laghi di&lt;br /&gt;Mantova e polo chimico; Orbetello area ex Sitoco; Aree del litorale&lt;br /&gt;vesuviano; Aree industriali di Porto Torres; Area industriale della&lt;br /&gt;Val Basento;&lt;br /&gt;Visto l'articolo 11-quaterdecies, comma 15, del decreto-legge&lt;br /&gt;30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge&lt;br /&gt;2 dicembre 2005, n. 248, con il quale e' stato istituito il sito di&lt;br /&gt;bonifica di interesse nazionale denominato territorio del bacino del&lt;br /&gt;fiume Sacco;&lt;br /&gt;Visto l'articolo 1, comma 561, della legge 23 dicembre 2005, n.&lt;br /&gt;266, che ha istituito i seguenti siti di bonifica di interesse&lt;br /&gt;nazionale: area industriale di Milazzo e Bacino idrografico del fiume&lt;br /&gt;Sarno;&lt;br /&gt;Visto l'articolo 252, comma 9, del decreto legislativo 3 aprile&lt;br /&gt;2006, n. 152, che ha qualificato sito di interesse nazionale ai sensi&lt;br /&gt;della normativa vigente l'area interessata dalla bonifica della ex&lt;br /&gt;discarica delle Strillaie (Grosseto);&lt;br /&gt;Visto il decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, convertito, con&lt;br /&gt;modificazioni, dalla legge 17 luglio 2006, n. 233, recante&lt;br /&gt;disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni della&lt;br /&gt;Presidenza del Consiglio dei Ministri e dei Ministeri;&lt;br /&gt;Visto l'articolo 77, comma 6, della legge finanziaria 27 dicembre&lt;br /&gt;2002, n. 289, con il quale, al fine della bonifica e del risanamento&lt;br /&gt;ambientale dell'area individuata alla lettera p-quater del comma 4&lt;br /&gt;dell'articolo 1 della legge 9 dicembre 1998, n. 426, e' stata&lt;br /&gt;autorizzata la spesa di 2 milioni di euro per l'anno 2003, di 1&lt;br /&gt;milione di euro per l'anno 2004 e di 1 milione di euro per l'anno&lt;br /&gt;2005;&lt;br /&gt;Visto il decreto direttoriale n. 0985/Q.d.V./DI/G/SP del&lt;br /&gt;17 dicembre 2004 concernente l'impegno della somma complessiva di&lt;br /&gt;Euro 40.000.000,00 sul capitolo di spesa 7082 del Ministero&lt;br /&gt;dell'ambiente e della tutela del territorio, piano gestionale 02,&lt;br /&gt;U.P.B. 1.2.3.5 (Programmi di tutela ambientale ) per l'esercizio&lt;br /&gt;finanziario 2004, per l'integrazione del finanziamento del Programma&lt;br /&gt;nazionale di bonifica e ripristino ambientale dei siti inquinati;&lt;br /&gt;Visto il decreto direttoriale n. 1778/Q.d.V./DI/G/SP del 13 ottobre&lt;br /&gt;2005 concernente l'impegno della somma complessiva di Euro&lt;br /&gt;19.375.800,00 sul capitolo di spesa 7082 del Ministero dell'ambiente&lt;br /&gt;e della tutela del territorio, piano gestionale 05 U.P.B. 1.2.3.1&lt;br /&gt;(Programmi di tutela ambientale) per l'esercizio finanziario 2005,&lt;br /&gt;perl'integrazione del finanziamento del Programma nazionale di&lt;br /&gt;bonifica e ripristino ambientale dei siti inquinati;&lt;br /&gt;Visto il decreto direttoriale concernente l'impegno della somma&lt;br /&gt;complessiva di Euro 1.000.000,00 sul capitolo di spesa 7082 del&lt;br /&gt;Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, per&lt;br /&gt;l'esercizio finanziario 2006, per l'integrazione del finanziamento&lt;br /&gt;del Programma nazionale di bonifica e ripristino ambientale dei siti&lt;br /&gt;inquinati, in corso di registrazione;&lt;br /&gt;Tenuto conto che occorre provvedere alla ripartizione delle citate&lt;br /&gt;risorse, prevedendo tra l'altro, la copertura finanziaria per gli&lt;br /&gt;interventi di bonifica riguardanti i siti di cui alla citata legge n.&lt;br /&gt;179 del 2002, in relazione ai quali sono state gia' avviate le&lt;br /&gt;procedure di bonifica previste dal programma nazionale di bonifica,&lt;br /&gt;nonche' agli ulteriori quattro siti di bonifica di interesse&lt;br /&gt;nazionale istituiti con le citate leggi n. 248 del 2005 e n. 266 del&lt;br /&gt;2005, nonche' con il citato decreto legislativo n. 152 del 2006,&lt;br /&gt;secondo quanto indicato nell'allegato n. 1 che forma parte integrante&lt;br /&gt;del presente provvedimento;&lt;br /&gt;Tenuto conto che altri finanziamenti sono gia' stati destinati a&lt;br /&gt;vario titolo ai siti di Broni, Serravalle Scrivia, Laghi di Mantova e&lt;br /&gt;Polo chimico per la realizzazione dei primi interventi urgenti, cosi'&lt;br /&gt;come risulta in calce al citato allegato n. 1;&lt;br /&gt;Tenuto conto che l'articolo 8, comma 4, della legge n. 349 del 1986&lt;br /&gt;ha previsto che per la vigilanza, la prevenzione e la repressione&lt;br /&gt;delle violazioni compiute in danno dell'ambiente, il Ministro&lt;br /&gt;dell'ambiente si avvale del Nucleo operativo ecologico dell'Arma dei&lt;br /&gt;carabinieri;&lt;br /&gt;Visto l'articolo 197, comma 4, del citato decreto n. 152 del 2006,&lt;br /&gt;recante norme in materia ambientale;&lt;br /&gt;Ravvisata l'esigenza di assicurare la vigilanza sul territorio,&lt;br /&gt;anche mediante l'applicazione di adeguate tecnologie ed il controllo&lt;br /&gt;sulle fonti di maggiore rischio ambientale demandando le suindicate&lt;br /&gt;funzioni al Comando carabinieri per la tutela dell'ambiente,&lt;br /&gt;prevedendo per le suddette attivita' una adeguata disponibilita'&lt;br /&gt;finanziaria;&lt;br /&gt;Considerato che l'articolo 2 della legge citata legge n. 179 del&lt;br /&gt;2002, ha posto a carico del Ministero dell'ambiente e della tutela&lt;br /&gt;del territorio gli oneri di funzionamento del Comando carabinieri per&lt;br /&gt;la tutela dell'ambiente;&lt;br /&gt;Ritenuto necessario riservare anche nell'ambito delle risorse gia'&lt;br /&gt;assentite per i singoli siti dal Programma nazionale in argomento,&lt;br /&gt;approvato con decreto n. 468 del 2001, un adeguato stanziamento per&lt;br /&gt;garantire l'effettivita' dei compiti attribuiti al citato Organismo;&lt;br /&gt;Considerato altresi' che per la prosecuzione delle attivita' di&lt;br /&gt;caratterizzazione delle aree marine perimetrate sara' necessario&lt;br /&gt;continuare ad avvalersi dell'Istituto Centrale per la Ricerca&lt;br /&gt;Scientifica e Tecnologica Applicata al Mare (ICRAM);&lt;br /&gt;Ritenuto, pertanto, di dover provvedere alla integrazione del piu'&lt;br /&gt;volte citato decreto del Ministero dell'ambiente e della tutela del&lt;br /&gt;territorio n. 468 del 2001;&lt;br /&gt;Acquisita l'intesa della Conferenza permanente per i rapporti tra&lt;br /&gt;lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,&lt;br /&gt;espressa nella seduta del 26 gennaio 2006;&lt;br /&gt;Udito il parere definitivo del Consiglio di Stato, espresso dalla&lt;br /&gt;Sezione consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 22 maggio&lt;br /&gt;2006;&lt;br /&gt;Acquisiti i pareri favorevoli, con condizioni e osservazioni,&lt;br /&gt;espressi dalla Commissione bilancio, tesoro e programmazione della&lt;br /&gt;Camera dei deputati nella seduta del 4 ottobre 2006; dalla&lt;br /&gt;Commissione ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera dei&lt;br /&gt;deputati nella seduta del 18 ottobre 2006; dalla Commissione&lt;br /&gt;programmazione economica, bilancio del Senato della Repubblica nella&lt;br /&gt;seduta del 4 ottobre 2006; e dalla Commissione territorio, ambiente,&lt;br /&gt;beni ambientali del Senato della Repubblica nella seduta&lt;br /&gt;dell'11 ottobre 2006;&lt;br /&gt;Vista la comunicazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri,&lt;br /&gt;effettuata con nota del 15 novembre 2006, prot. UL/2006/7396, ai&lt;br /&gt;sensi della citata legge n. 400 del 1988;&lt;br /&gt;A d o t t a&lt;br /&gt;il seguente regolamento:&lt;br /&gt;Art. 1.&lt;br /&gt;Ripartizione di nuove risorse&lt;br /&gt;1. Ad integrazione di quanto previsto nell'allegato G al decreto&lt;br /&gt;18 settembre 2001, n. 468, le disponibilita' iscritte nel capitolo&lt;br /&gt;7082 dello stato di previsione della spesa del Ministero&lt;br /&gt;dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, assegnate per&lt;br /&gt;la copertura del programma di bonifica e di risanamento ambientale,&lt;br /&gt;pari complessivamente ad euro 60.375.800,00 di cui euro 40.000.000,00&lt;br /&gt;in conto residui di provenienza dell'esercizio 2004, euro&lt;br /&gt;19.375.800,00 in conto residui di provenienza dell'esercizio 2005 ed&lt;br /&gt;euro 1.000.000,00 in conto competenza dell'esercizio 2006, sono&lt;br /&gt;ripartite secondo quanto previsto dall'allegato 1 che costituisce&lt;br /&gt;parte integrante del presente decreto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avvertenza:&lt;br /&gt;Il testo delle note qui pubblicato e' stato redatto&lt;br /&gt;dall'amministrazione competente per materia, ai sensi&lt;br /&gt;dell'art.10, commi 2 e 3, del testo unico delle&lt;br /&gt;disposizioni sulla promulgazione delle leggi,&lt;br /&gt;sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica&lt;br /&gt;e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,&lt;br /&gt;approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo&lt;br /&gt;fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge&lt;br /&gt;modificate o alle quali e' operato il rinvio. Restano&lt;br /&gt;invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi&lt;br /&gt;qui trascritti.&lt;br /&gt;Note alle premesse:&lt;br /&gt;- La legge 8 luglio 1986, n. 349, recante istituzione&lt;br /&gt;del Ministero dell'ambiente e norme in materia di danno&lt;br /&gt;ambientale, e' pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 15&lt;br /&gt;luglio 1986, n. 162, supplemento ordinario.&lt;br /&gt;- La legge 24 agosto 1988, n. 400, recante Disciplina&lt;br /&gt;dell'attivita' di Governo e ordinamento della Presidenza&lt;br /&gt;del Consiglio dei Ministri, e' pubblicata nella Gazzetta&lt;br /&gt;Ufficiale 12 settembre 1988, n. 214, supplemento ordinario.&lt;br /&gt;- La legge 7 agosto 1990, n. 241, recante Nuove norme&lt;br /&gt;in materia di procedimento amministrativo e di diritto di&lt;br /&gt;accesso ai documenti amministrativi, e' pubblicata nella&lt;br /&gt;Gazzetta Ufficiale 18 agosto 1990, n. 192.&lt;br /&gt;- La legge 9 dicembre 1990, n. 426, recante Nuovi&lt;br /&gt;interventi in campo ambientale, e' pubblicata nella&lt;br /&gt;Gazzetta Ufficiale 14 dicembre 1998, n. 291.&lt;br /&gt;- Il comma 3, dell'art. 1, della predetta legge n. 426&lt;br /&gt;del 1998, e' il seguente:&lt;br /&gt;«3. Per la realizzazione degli interventi di cui al&lt;br /&gt;comma 1 e per la utilizzazione delle relative risorse&lt;br /&gt;finanziarie il Ministero dell'ambiente adotta, d'intesa con&lt;br /&gt;la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le&lt;br /&gt;regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,&lt;br /&gt;entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore&lt;br /&gt;della presente legge, previo parere delle competenti&lt;br /&gt;Commissioni parlamentari, un programma nazionale di&lt;br /&gt;bonifica e ripristino ambientale dei siti inquinati, che&lt;br /&gt;individua gli interventi di interesse nazionale, gli&lt;br /&gt;interventi prioritari, i soggetti beneficiari, i criteri di&lt;br /&gt;finanziamento dei singoli interventi e le modalita' di&lt;br /&gt;trasferimento delle relative risorse. Il programma tiene&lt;br /&gt;conto dei limiti di accettabilita', delle procedure di&lt;br /&gt;riferimento e dei criteri definiti dal decreto ministeriale&lt;br /&gt;di cui all'art. 17, comma 1, del decreto legislativo&lt;br /&gt;5 febbraio 1997, n. 22, e successive modificazioni.».&lt;br /&gt;- La legge 23 dicembre 2000, n. 388, recante&lt;br /&gt;Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e&lt;br /&gt;pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2001), e'&lt;br /&gt;pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 29 dicembre 2000, n.&lt;br /&gt;302, supplemento ordinario.&lt;br /&gt;- Il comma 4, dell'art. 1, della legge 9 dicembre 1999,&lt;br /&gt;n. 426, come modificato rispettivamente: dai commi 24 e 25&lt;br /&gt;dell'art. 114, della predetta legge n. 388, del 2000;&lt;br /&gt;dall'art. 14, della legge 31 luglio 2002, n. 179; dall'art.&lt;br /&gt;11-quaterdecies, comma 15, del decreto-legge 30 settembre&lt;br /&gt;2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge&lt;br /&gt;2 dicembre 2005, n. 248, nonche' dall'art. 1, comma 561,&lt;br /&gt;della legge 23 dicembre 2005, n. 266, e' il seguente:&lt;br /&gt;«4. Sono considerati primi interventi di bonifica di&lt;br /&gt;interesse nazionale quelli compresi nelle seguenti aree&lt;br /&gt;industriali e siti ad alto rischio ambientale i cui ambiti&lt;br /&gt;sono perimetrati, sentiti i comuni interessati, dal&lt;br /&gt;Ministro dell'ambiente sulla base dei criteri di cui&lt;br /&gt;all'art. 18, comma 1, lettera n), del decreto legislativo&lt;br /&gt;5 febbraio 1997, n. 22, e successive modificazioni:&lt;br /&gt;a) Venezia (Porto Marghera);&lt;br /&gt;b) Napoli orientale;&lt;br /&gt;c) Gela e Priolo ;&lt;br /&gt;d) Manfredonia;&lt;br /&gt;e) Brindisi;&lt;br /&gt;f) Taranto;&lt;br /&gt;g) Cengio e Saliceto;&lt;br /&gt;h) Piombino;&lt;br /&gt;i) Massa e Carrara;&lt;br /&gt;l) Casal Monferrato;&lt;br /&gt;m) Litorale Domizio-Flegreo e Agro aversano&lt;br /&gt;(Caserta-Napoli);&lt;br /&gt;n) Pitelli (La Spezia);&lt;br /&gt;o) Balangero;&lt;br /&gt;p) Pieve Vergonte;&lt;br /&gt;p-bis) Sesto San Giovanni (aree industriali e&lt;br /&gt;relative discariche);&lt;br /&gt;p-ter) Napoli Bagnoli-Coroglio (aree industriali);&lt;br /&gt;p-quater) Pioltello e Rodano;&lt;br /&gt;p-quinquies) Brescia-Caffaro (aree industriali e&lt;br /&gt;relative discariche da bonificare);&lt;br /&gt;p-sexies) Broni;&lt;br /&gt;p-septies) Falconara Marittima;&lt;br /&gt;p-octies) Serravalle Scrivia;&lt;br /&gt;p-nonies) laghi di Mantova e polo chimico;&lt;br /&gt;p-decies) Orbetello area ex Sitoco;&lt;br /&gt;p-undecies) aree del litorale vesuviano;&lt;br /&gt;p-duodecies) aree industriali di Porto Torres;&lt;br /&gt;p-terdecies) area industriale della Val Basento.&lt;br /&gt;p-quaterdecies) area del territorio di cui al decreto&lt;br /&gt;del Presidente del Consiglio dei ministri 19 maggio 2005,&lt;br /&gt;pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 122 del 27 maggio&lt;br /&gt;2005;&lt;br /&gt;p-quinquiesdecies) area industriale del comune di cui&lt;br /&gt;all'art. 3 del regolamento di cui al decreto del Presidente&lt;br /&gt;della Repubblica 5 ottobre 1994, n. 679;&lt;br /&gt;p-sexiesdecies) aree di cui al decreto del Presidente&lt;br /&gt;del Consiglio dei Ministri 14 aprile 1995, pubblicato nella&lt;br /&gt;Gazzetta Ufficiale n. 95 del 24 aprile 1995.».&lt;br /&gt;- Il decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela&lt;br /&gt;del territorio 18 settembre 2001, n. 468, concernente il&lt;br /&gt;Regolamento recante: «Programma nazionale di bonifica e&lt;br /&gt;ripristino ambientale.» e' pubblicato nella Gazzetta&lt;br /&gt;Ufficiale 16 gennaio 2002, n. 13, supplemento ordinario.&lt;br /&gt;- Il decreto del Ministro dell'ambiente 16 maggio 1989,&lt;br /&gt;n. 185, recante Criteri e linee guida per l'elaborazione e&lt;br /&gt;la predisposizione, con modalita' uniformi da parte di&lt;br /&gt;tutte le regioni e province autonome, dei piani di&lt;br /&gt;bonifica, nonche' definizione delle modalita' per&lt;br /&gt;l'erogazione delle risorse finanziarie, di cui alla legge&lt;br /&gt;29 ottobre 1987, n. 441, di conversione del decreto-legge&lt;br /&gt;31 agosto 1987, n. 361, come modificata dalla legge&lt;br /&gt;9 novembre 1988, n. 475, di conversione del decreto-legge&lt;br /&gt;9 settembre 1988, n. 397, e' pubblicato nella Gazzetta&lt;br /&gt;Ufficiale 26 maggio 1989, n. 121.&lt;br /&gt;- Il comma 2, dell'art. 6, del citato decreto n. 468&lt;br /&gt;del 2001 e' il seguente:&lt;br /&gt;«2. L'individuazione dei soggetti beneficiari nonche'&lt;br /&gt;le modalita', le condizioni e i termini per l'erogazione&lt;br /&gt;dei finanziamenti sono disciplinati dalle regioni, anche&lt;br /&gt;mediante il ricorso agli strumenti di programmazione&lt;br /&gt;negoziata di cui all'art. 2, comma 203, della legge&lt;br /&gt;23 dicembre 1996, n. 662, nel rispetto di quanto previsto&lt;br /&gt;dal precedente art. 5, ed in particolare dei seguenti&lt;br /&gt;criteri di finanziamento e modalita' di erogazione, salvo&lt;br /&gt;quanto previsto al comma 3:&lt;br /&gt;a) finanziamento degli interventi, nel rispetto della&lt;br /&gt;priorita' di cui al comma 1, all'approvazione dei relativi&lt;br /&gt;interventi di messa in sicurezza, piani e progetti e previa&lt;br /&gt;approvazione del relativo quadro economico delle spese da&lt;br /&gt;parte della regione, o del commissario delegato, relativo&lt;br /&gt;alle diverse fasi; la regione o il commissario delegato&lt;br /&gt;provvedera' anche alle successive variazioni economiche&lt;br /&gt;qualora queste non comportino modifiche progettuali o di&lt;br /&gt;intervento;&lt;br /&gt;b) erogazione dei finanziamenti per stati di&lt;br /&gt;avanzamento lavori nella esecuzione degli interventi, sulla&lt;br /&gt;base di idonea verifica in corso d'opera, secondo quanto&lt;br /&gt;disciplinato dalle regioni;&lt;br /&gt;c) rispetto della normativa nazionale e comunitaria&lt;br /&gt;in materia di affidamento di appalti di lavori pubblici, di&lt;br /&gt;servizi e di forniture strumentali alla realizzazione degli&lt;br /&gt;interventi, nel caso in cui il soggetto attuatore sia&lt;br /&gt;tenuto, nella scelta del contraente, all'applicazione della&lt;br /&gt;suddetta normativa;&lt;br /&gt;d) concessione dei finanziamenti ai beneficiari sulla&lt;br /&gt;base della valutazione della congruita' dei quadri&lt;br /&gt;economici di spesa relativa ai singoli progetti approvati,&lt;br /&gt;nonche' di una relazione tecnico-economica comprensiva del&lt;br /&gt;cronogramma degli interventi e del termine di fine&lt;br /&gt;lavori.».&lt;br /&gt;- Il comma 9, dell'art. 252, del decreto legislativo&lt;br /&gt;3 aprile 2006, n. 152, recante Norme in materia ambientale,&lt;br /&gt;pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 14 aprile 2006, n. 88,&lt;br /&gt;supplemento ordinario e' il seguente:&lt;br /&gt;«9. E' qualificato sito di interesse nazionale ai sensi&lt;br /&gt;della normativa vigente l'area interessata dalla bonifica&lt;br /&gt;della ex discarica delle Strillaie (Grosseto). Con&lt;br /&gt;successivo decreto del Ministro dell'ambiente e della&lt;br /&gt;tutela del territorio si provvedera' alla perimetrazione&lt;br /&gt;della predetta area.».&lt;br /&gt;- Il decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, recante&lt;br /&gt;Disposizioni urgenti in materia di riordino delle&lt;br /&gt;attribuzioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri e&lt;br /&gt;dei Ministeri, e convertito in legge, con modificazioni,&lt;br /&gt;dall'art. 1, legge 17 luglio 2006, n. 233, e' pubblicato&lt;br /&gt;nella Gazzetta Ufficiale 18 maggio 2006, n. 114.&lt;br /&gt;- Il comma 6, dell'art. 77, della legge 27 dicembre&lt;br /&gt;2002, n. 289, recante Disposizioni per la formazione del&lt;br /&gt;bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge&lt;br /&gt;finanziaria 2003), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale&lt;br /&gt;31 dicembre 2002, n. 305, supplemento ordinario e' il&lt;br /&gt;seguente:&lt;br /&gt;«6. Al fine della bonifica e del risanamento ambientale&lt;br /&gt;dell'area individuata alla lettera p-quater) del comma 4&lt;br /&gt;dell'art. 1 della legge 9 dicembre 1998, n. 426, e'&lt;br /&gt;autorizzata la spesa di 2 milioni di euro per l'anno 2003,&lt;br /&gt;di 1 milione di euro per l'anno 2004 e di 1 milione di euro&lt;br /&gt;per l'anno 2005.».&lt;br /&gt;- Il comma 4, dell'art. 8, della legge n. 349 del 1996,&lt;br /&gt;recante istituzione del Ministero dell'ambiente e norme in&lt;br /&gt;materia di danno ambientale, pubblicata nella Gazzetta&lt;br /&gt;Ufficiale 15 luglio 1986, n. 162, supplemento ordinario, e'&lt;br /&gt;il seguente:&lt;br /&gt;«4. Per la vigilanza, la prevenzione e la repressione&lt;br /&gt;delle violazioni compiute in danno dell'ambiente, il&lt;br /&gt;Ministro dell'ambiente si avvale del nucleo operativo&lt;br /&gt;ecologico dell'Arma dei carabinieri, che viene posto alla&lt;br /&gt;dipendenza funzionale del Ministro dell'ambiente, nonche'&lt;br /&gt;del Corpo forestale dello Stato, con particolare riguardo&lt;br /&gt;alla tutela del patrimonio naturalistico nazionale, degli&lt;br /&gt;appositi reparti della Guardia di finanza e delle forze di&lt;br /&gt;polizia, previa intesa con i Ministri competenti, e delle&lt;br /&gt;capitanerie di porto, previa intesa con il Ministro della&lt;br /&gt;marina mercantile.».&lt;br /&gt;- Il comma 4, dell'art. 197, del citato decreto 152,&lt;br /&gt;del 2006, e' il seguente:&lt;br /&gt;«4. Il personale appartenente al Comando carabinieri&lt;br /&gt;tutela ambiente (C.C.T.A.) e' autorizzato ad effettuare le&lt;br /&gt;ispezioni e le verifiche necessarie ai fini&lt;br /&gt;dell'espletamento delle funzioni di cui all'art. 8 della&lt;br /&gt;legge 8 luglio 1986, n. 349, istitutiva del Ministero&lt;br /&gt;dell'ambiente.».&lt;br /&gt;- L'art. 2, della citata legge n. 179 del 2002, e' il&lt;br /&gt;seguente:&lt;br /&gt;«Art. 2 (Potenziamento dell'organico del Comando dei&lt;br /&gt;carabinieri per la tutela dell'ambiente). - 1. Il Comando&lt;br /&gt;dei carabinieri per la tutela dell'ambiente e' potenziato&lt;br /&gt;di 229 unita' di personale, secondo la tabella A allegata&lt;br /&gt;alla presente legge, da considerare in soprannumero&lt;br /&gt;rispetto all'organico vigente dell'Arma dei carabinieri. A&lt;br /&gt;tale fine e' autorizzato il ricorso ad arruolamenti&lt;br /&gt;straordinari per un numero corrispondente di unita' di&lt;br /&gt;personale.&lt;br /&gt;2. Sono a carico del Ministero dell'ambiente e della&lt;br /&gt;tutela del territorio gli oneri connessi al trattamento&lt;br /&gt;economico, alla motorizzazione, all'accasermamento, al&lt;br /&gt;casermaggio ed al vestiario.&lt;br /&gt;3. Per la copertura dei conseguenti oneri e'&lt;br /&gt;autorizzata la spesa di 10.000.000 di euro a decorrere&lt;br /&gt;dall'anno 2002.».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 2.&lt;br /&gt;Criteri di finanziamento&lt;br /&gt;1. L'articolo 6, comma 2, del decreto n. 468 del 2001, e'&lt;br /&gt;sostituito dal seguente:&lt;br /&gt;«2. L'individuazione dei soggetti beneficiari nonche' le modalita',&lt;br /&gt;le condizioni e i termini per l'erogazione dei finanziamenti previsti&lt;br /&gt;dal Programma nazionale di bonifica e ripristino ambientale, tuttora&lt;br /&gt;non disciplinati dalle regioni, sono regolamentati mediante il&lt;br /&gt;ricorso agli Accordi di programma da sottoscrivere tra lo Stato, le&lt;br /&gt;regioni, gli enti locali territorialmente competenti».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Note all'art. 2:&lt;br /&gt;- Il nuovo testo dell'art. 6, del decreto 18 settembre&lt;br /&gt;2001, n. 468, come modificato dal presente decreto e' il&lt;br /&gt;seguente:&lt;br /&gt;«Art. 6 (Criteri di finanziamento). - 1. In fase di&lt;br /&gt;prima applicazione, le risorse finanziarie disponibili di&lt;br /&gt;cui al successivo art. 9, comma 1, lettere a) e b), sono&lt;br /&gt;ripartite tra i siti di cui all'art. 3 secondo quanto&lt;br /&gt;previsto nell'allegato G; tali risorse sono destinate in&lt;br /&gt;via prioritaria al finanziamento degli interventi di messa&lt;br /&gt;in sicurezza d'emergenza e di caratterizzazione, relativi&lt;br /&gt;ad aree o beni pubblici o effettuati in danno di soggetti&lt;br /&gt;inadempienti da parte delle pubbliche amministrazioni.&lt;br /&gt;2. L'individuazione dei soggetti beneficiari nonche' le&lt;br /&gt;modalita', le condizioni e i termini per l'erogazione dei&lt;br /&gt;finanziamenti previsti dal Programma nazionale di bonifica&lt;br /&gt;e ripristino ambientale, tuttora non disciplinati dalle&lt;br /&gt;regioni, sono regolamentati mediante il ricorso ad Accordi&lt;br /&gt;di programma da sottoscrivere tra lo Stato, le regioni e&lt;br /&gt;gli Enti locali territorialmente competenti:&lt;br /&gt;a) finanziamento degli interventi, nel rispetto della&lt;br /&gt;priorita' di cui al comma 1, all'approvazione dei relativi&lt;br /&gt;interventi di messa in sicurezza, piani e progetti e previa&lt;br /&gt;approvazione del relativo quadro economico delle spese da&lt;br /&gt;parte della regione, o del commissario delegato, relativo&lt;br /&gt;alle diverse fasi; la regione o il commissario delegato&lt;br /&gt;provvedera' anche alle successive variazioni economiche&lt;br /&gt;qualora queste non comportino modifiche progettuali o di&lt;br /&gt;intervento;&lt;br /&gt;b) erogazione dei finanziamenti per stati di&lt;br /&gt;avanzamento lavori nella esecuzione degli interventi, sulla&lt;br /&gt;base di idonea verifica in corso d'opera, secondo quanto&lt;br /&gt;disciplinato dalle regioni;&lt;br /&gt;c) rispetto della normativa nazionale e comunitaria&lt;br /&gt;in materia di affidamento di appalti di lavori pubblici, di&lt;br /&gt;servizi e di forniture strumentali alla realizzazione degli&lt;br /&gt;interventi, nel caso in cui il soggetto attuatore sia&lt;br /&gt;tenuto, nella scelta del contraente, all'applicazione della&lt;br /&gt;suddetta normativa;&lt;br /&gt;d) concessione dei finanziamenti ai beneficiari sulla&lt;br /&gt;base della valutazione della congruita' dei quadri&lt;br /&gt;economici di spesa relativa ai singoli progetti approvati,&lt;br /&gt;nonche' di una relazione tecnico-economica comprensiva del&lt;br /&gt;cronogramma degli interventi e del termine di fine lavori.&lt;br /&gt;3. Per i soggetti pubblici l'erogazione avverra' per&lt;br /&gt;fasi successive, previa verifica in corso d'opera e le&lt;br /&gt;regioni possono concedere anticipazioni per indagini&lt;br /&gt;preliminari, per piani di caratterizzazione e per&lt;br /&gt;progettazione preliminare e definitiva.».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 3.&lt;br /&gt;Caratterizzazione di aree o beni privati&lt;br /&gt;1. Al comma 1 dell'articolo 5 del decreto 18 settembre 2001, n.&lt;br /&gt;468, dopo il punto b) e' aggiunto il seguente:&lt;br /&gt;«b-bis) pubbliche amministrazioni in luogo dei soggetti privati&lt;br /&gt;interessati, per gli interventi di caratterizzazione aventi ad&lt;br /&gt;oggetto aree o beni privati, ricompresi nei limiti del perimetro di&lt;br /&gt;un sito di interesse nazionale, non oggetto di comunicazione ne'&lt;br /&gt;delle attivita' potenzialmente inquinanti previste dal decreto del&lt;br /&gt;Ministro dell'ambiente 16 maggio 1989, per i quali i soggetti&lt;br /&gt;medesimi non procedono autonomamente. Nel caso di accertato&lt;br /&gt;inquinamento la pubblica amministrazione procedente esercitera'&lt;br /&gt;azione di rivalsa applicando la normativa vigente. Nei casi di cui&lt;br /&gt;alla presente lettera che diano seguito all'esecuzione in danno da&lt;br /&gt;parte della pubblica amministrazione degli interventi volti a&lt;br /&gt;garantire la messa in sicurezza, la caratterizzazione, la bonifica e&lt;br /&gt;il ripristino del sito, si provvede nei limiti delle risorse&lt;br /&gt;disponibili assegnate alla regione interessata dal programma&lt;br /&gt;nazionale di bonifica».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Note all'art. 3:&lt;br /&gt;- Il testo dell'art. 5 del decreto 18 settembre 2001,&lt;br /&gt;n. 468, come modificato dal presente decreto, e' il&lt;br /&gt;seguente:&lt;br /&gt;«Art. 5 (Soggetti beneficiari). - 1. Il concorso&lt;br /&gt;pubblico, nella realizzazione degli interventi di messa in&lt;br /&gt;sicurezza, di caratterizzazione, di bonifica e ripristino&lt;br /&gt;ambientale, e' ammesso nei confronti dei seguenti soggetti&lt;br /&gt;beneficiari, alle condizioni rispettivamente indicate:&lt;br /&gt;a) pubbliche amministrazioni, per interventi aventi&lt;br /&gt;ad oggetto aree o beni pubblici;&lt;br /&gt;b) pubbliche amministrazioni, per interventi in danno&lt;br /&gt;aventi ad oggetto beni privati, effettuati nel caso in cui&lt;br /&gt;il responsabile non provveda o non sia individuabile e non&lt;br /&gt;provveda nessun altro soggetto interessato;&lt;br /&gt;b-bis) pubbliche amministrazioni in luogo dei&lt;br /&gt;soggetti privati interessati, per interventi di&lt;br /&gt;caratterizzazione aventi ad oggetto aree o beni privati,&lt;br /&gt;ricompresi nei limiti del perimetro di un sito di interesse&lt;br /&gt;nazionale, non oggetto di comunicazione ne' delle attivita'&lt;br /&gt;potenzialmente inquinanti previste dal decreto del Ministro&lt;br /&gt;dell'ambiente 16 maggio 1989, n. 185, per i quali i&lt;br /&gt;soggetti medesimi non procedono autonomamente. Nel caso di&lt;br /&gt;accertato inquinamento la pubblica amministrazione&lt;br /&gt;procedente esercitera' azione di rivalsa applicando la&lt;br /&gt;normativa vigente. Nei casi di cui alla presente lettera&lt;br /&gt;che diano seguito all'esecuzione in danno da parte della&lt;br /&gt;pubblica amministrazione degli interventi volti a garantire&lt;br /&gt;la messa in sicurezza, la caratterizzazione, la bonifica e&lt;br /&gt;il ripristino del sito, si provvede nei limiti delle&lt;br /&gt;risorse disponibili assegnate alla regione interessata dal&lt;br /&gt;programma nazionale di bonifica;&lt;br /&gt;c) soggetti privati titolari di diritti reali su beni&lt;br /&gt;immobili sui quali insistano manufatti ad uso residenziale,&lt;br /&gt;a condizione che la costruzione dei predetti manufatti o il&lt;br /&gt;cambio di destinazione d'uso siano avvenuti anteriormente&lt;br /&gt;all'entrata in vigore del decreto ministeriale 25 ottobre&lt;br /&gt;1999, n. 471, e risultino comunque conformi alla vigente&lt;br /&gt;normativa urbanistica ed edilizia;&lt;br /&gt;d) soggetti privati titolari di diritti reali su&lt;br /&gt;immobili destinati ad uso diverso da quello residenziale.&lt;br /&gt;2. Non possono in ogni caso beneficiare del contributo&lt;br /&gt;pubblico di cui all'art. 17, comma 6-bis, del decreto&lt;br /&gt;legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 e successive modifiche e&lt;br /&gt;integrazioni:&lt;br /&gt;a) i soggetti privati che, in relazione a siti&lt;br /&gt;inquinati in data anteriore all'entrata in vigore del&lt;br /&gt;regolamento di cui al decreto ministeriale 25 ottobre 1999,&lt;br /&gt;n. 471, risultino a qualsiasi titolo responsabili di atti e&lt;br /&gt;fatti costituenti illecito penale o amministrativo posti in&lt;br /&gt;essere in violazione di norme di tutela ambientale che&lt;br /&gt;abbiano cagionato danno ambientale, ai sensi dell'art. 18&lt;br /&gt;della legge 8 luglio 1986, n. 349, nonche' gli altri&lt;br /&gt;soggetti privati responsabili dell'inquinamento,&lt;br /&gt;verificatosi prima dell'entrata in vigore del decreto&lt;br /&gt;ministeriale 25 ottobre 1999, n. 471, e non integrante la&lt;br /&gt;fattispecie illecita di cui all'art. 18 della legge&lt;br /&gt;8 luglio 1986, n. 349, che non abbiano posto in essere gli&lt;br /&gt;interventi e le iniziative previsti dall'art. 9, commi 1, 2&lt;br /&gt;e 3 del decreto ministeriale anzi detto;&lt;br /&gt;b) i soggetti privati che si siano resi, a qualunque&lt;br /&gt;titolo, per atti inter vivos, acquirenti o cessionari, in&lt;br /&gt;data successiva all'entrata in vigore del decreto&lt;br /&gt;ministeriale 25 ottobre 1999, n. 471, di diritti reali o&lt;br /&gt;personali d'uso relativamente alle aree inquinate.&lt;br /&gt;3. Le ipotesi di esclusione di cui alle precedenti&lt;br /&gt;lettere a) e b) del comma 2 si estendono altresi' alle&lt;br /&gt;persone giuridiche che si trovino in una delle condizioni&lt;br /&gt;di controllo o di collegamento di cui all'art. 2359 del&lt;br /&gt;codice civile rispetto al soggetto responsabile&lt;br /&gt;dell'inquinamento.».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 4.&lt;br /&gt;Vigilanza sul Programma nazionale di bonifica&lt;br /&gt;1. Ferme restando le competenze degli Enti ordinariamente preposti&lt;br /&gt;al controllo in materia, le funzioni di vigilanza sul territorio,&lt;br /&gt;anche mediante l'applicazione di adeguate tecnologie, e di controllo&lt;br /&gt;sulle fonti di maggiore rischio ambientale, sono svolte dal Comando&lt;br /&gt;carabinieri per la tutela dell'ambiente.&lt;br /&gt;2. Per lo svolgimento delle attivita' previste al comma 1 sono&lt;br /&gt;destinati Euro 3.000.000,00 a valere sulle risorse di cui&lt;br /&gt;all'articolo 1 ed una quota pari al 5% delle risorse gia' stanziate&lt;br /&gt;con il decreto ministeriale n. 468/2001, Allegato G e non ancora&lt;br /&gt;impegnate, da parte delle regioni, delle province autonome e dei&lt;br /&gt;Commissari delegati, al 31 dicembre 2005 per i singoli siti di&lt;br /&gt;interesse nazionale. L'utilizzo delle risorse e' disposto con Accordo&lt;br /&gt;tra il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del&lt;br /&gt;mare, le regioni e il Comando carabinieri per la tutela&lt;br /&gt;dell'ambiente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 5.&lt;br /&gt;Convenzione con l'Istituto centrale per la ricerca scientifica e&lt;br /&gt;tecnologica applicata al mare&lt;br /&gt;1. Per la caratterizzazione delle aree marine relative ai siti&lt;br /&gt;indicati nell'allegato 1 al presente decreto, la convenzione&lt;br /&gt;stipulata tra il Ministero dell'ambiente e della tutela del&lt;br /&gt;territorio e l'Istituto centrale per la ricerca scientifica e&lt;br /&gt;tecnologica applicata al mare (ICRAM) ai sensi dell'articolo 10 del&lt;br /&gt;decreto 18 settembre 2001, n. 468, e' estesa ai predetti siti e&lt;br /&gt;finanziata con le risorse di cui al citato allegato 1.&lt;br /&gt;2. Mediante accordi di programma fra il Ministero dell'ambiente e&lt;br /&gt;della tutela del territorio e del mare, la regione interessata e&lt;br /&gt;l'ICRAM e' possibile, per tutti i siti di bonifica di interesse&lt;br /&gt;nazionale, attribuire ad ICRAM medesima con le risorse assegnate al&lt;br /&gt;singolo sito, l'esecuzione della caratterizzazione e la&lt;br /&gt;predisposizione del progetto preliminare di bonifica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Note all'art. 5:&lt;br /&gt;L'art. 10 del citato decreto 18 settembre 2001, n. 468,&lt;br /&gt;e' il seguente:&lt;br /&gt;«Art. 10 (Convenzione con ICRAM). - La convenzione con&lt;br /&gt;l'ICRAM per la caratterizzazione e gli interventi sulle&lt;br /&gt;aree marine e' stipulata dal Ministero dell'ambiente.».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 6.&lt;br /&gt;Interventi di interesse nazionale&lt;br /&gt;1. Il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del&lt;br /&gt;mare, per l'attuazione degli interventi di propria competenza nei&lt;br /&gt;siti di bonifica di interesse nazionale ai sensi dell'articolo 252,&lt;br /&gt;commi 4 e 5, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, puo'&lt;br /&gt;avvalersi delle risorse allo scopo previste a legislazione vigente e&lt;br /&gt;senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, nel&lt;br /&gt;rispetto della legislazione statale e comunitaria, di Enti o soggetti&lt;br /&gt;pubblici particolarmente qualificati.&lt;br /&gt;2. Nel caso sia previsto, per la realizzazione degli interventi,&lt;br /&gt;l'impiego di risorse finanziarie attribuite ai singoli siti dal&lt;br /&gt;programma nazionale di bonifica, si procede utilizzando lo strumento&lt;br /&gt;dell'accordo di programma, da stipularsi con la regione interessata.&lt;br /&gt;Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito&lt;br /&gt;nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica&lt;br /&gt;italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo&lt;br /&gt;osservare.&lt;br /&gt;Roma, 28 novembre 2006&lt;br /&gt;Il Ministro: Pecoraro Scanio&lt;br /&gt;Visto, il Guardasigilli: Mastella&lt;br /&gt;Registrato alla Corte dei conti il 18 gennaio 2007&lt;br /&gt;Ufficio di controllo dei Ministeri delle infrastrutture dell'assetto&lt;br /&gt;e del territorio, registro n. 1, foglio n. 46&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Note all'art. 6:&lt;br /&gt;- I commi 4 e 5 dell'art. 252, del citato decreto&lt;br /&gt;legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono i seguenti:&lt;br /&gt;«4. La procedura di bonifica di cui all'art. 242 dei&lt;br /&gt;siti di interesse nazionale e' attribuita alla competenza&lt;br /&gt;del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio,&lt;br /&gt;sentito il Ministero delle attivita' produttive. Il&lt;br /&gt;Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio puo'&lt;br /&gt;avvalersi anche dell'Agenzia per la protezione&lt;br /&gt;dell'ambiente e per i servizi tecnici (APAT), delle Agenzie&lt;br /&gt;regionali per la protezione dell'ambiente delle regioni&lt;br /&gt;interessate e dell'Istituto superiore di sanita' nonche' di&lt;br /&gt;altri soggetti qualificati pubblici o privati.».&lt;br /&gt;«5. Nel caso in cui il responsabile non provveda o non&lt;br /&gt;sia individuabile oppure non provveda il proprietario del&lt;br /&gt;sito contaminato ne' altro soggetto interessato, gli&lt;br /&gt;interventi sono predisposti dal Ministero dell'ambiente e&lt;br /&gt;della tutela del territorio, avvalendosi dell'Agenzia per&lt;br /&gt;la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici (APAT),&lt;br /&gt;dell'Istituto superiore di sanita' e dell'E.N.E.A. nonche'&lt;br /&gt;di altri soggetti qualificati pubblici o privati.».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allegato n. 1&lt;br /&gt;N. d'ord. Regione e Sito Totale Note&lt;br /&gt;Siti di interesse nazionale individuati; dalle leggi n. 179/2002;&lt;br /&gt;n. 248/2005; n. 266/2005; dal decreto legislativo n. 152/2006&lt;br /&gt;Lombardia Brescia-Caffaro &lt;br /&gt;(aree industriali e relative &lt;br /&gt;1 discariche da bonificare) Euro 6.752.727,00&lt;br /&gt;---------------------------------------------------------------------&lt;br /&gt;2 Lombardia Broni Euro 2.272.727,00 (1)&lt;br /&gt;---------------------------------------------------------------------&lt;br /&gt;3 Marche Falconara Marittima Euro 3.272.727,00&lt;br /&gt;---------------------------------------------------------------------&lt;br /&gt;4 Piemonte Serravalle Scrivia Euro 2.272.727,00 (2)&lt;br /&gt;---------------------------------------------------------------------&lt;br /&gt;Lombardia laghi di Mantova e &lt;br /&gt;5 polo chimico Euro 3.272.727,00 (3)&lt;br /&gt;---------------------------------------------------------------------&lt;br /&gt;Toscana Orbetello area ex &lt;br /&gt;6 Sitoco Euro 6.752.727,00&lt;br /&gt;---------------------------------------------------------------------&lt;br /&gt;Campania aree del litorale &lt;br /&gt;7 vesuviano Euro 6.752.727,00&lt;br /&gt;---------------------------------------------------------------------&lt;br /&gt;Sardegna aree industriali di &lt;br /&gt;8 Porto Torres Euro 6.752.727,00&lt;br /&gt;---------------------------------------------------------------------&lt;br /&gt;Basilicata area industriale &lt;br /&gt;9 della Val Basento Euro 2.272.727,00 (4)&lt;br /&gt;---------------------------------------------------------------------&lt;br /&gt;Lazio Territorio del bacino &lt;br /&gt;10 del fiume Sacco Euro 4.500.000,00 (5)&lt;br /&gt;---------------------------------------------------------------------&lt;br /&gt;Siciliana Area industriale di &lt;br /&gt;11 Milazzo Euro 4.500.000,00&lt;br /&gt;---------------------------------------------------------------------&lt;br /&gt;Campania Bacino idrografico &lt;br /&gt;12 del fiume Sarno Euro 4.500.000,00 (6)&lt;br /&gt;---------------------------------------------------------------------&lt;br /&gt;Toscana Area interessata dalla&lt;br /&gt;bonifica della ex discarica &lt;br /&gt;13 delle Strillaie (Grosseto) Euro 1.000.000,00&lt;br /&gt;---------------------------------------------------------------------&lt;br /&gt;Ulteriori risorse &lt;br /&gt;---------------------------------------------------------------------&lt;br /&gt;Arenili e aree marine &lt;br /&gt;14 perimetrate Euro 2.501.257,00&lt;br /&gt;---------------------------------------------------------------------&lt;br /&gt;Vigilanza sul Programma &lt;br /&gt;15 Nazionale di Bonifica Euro 3.000.000,00&lt;br /&gt;---------------------------------------------------------------------&lt;br /&gt;Totale generale Euro 60.375.800,00&lt;br /&gt;(1) Risorse aggiuntive a quelle giu' assegnate al&lt;br /&gt;comune di Broni con decreto ministeriale prot.&lt;br /&gt;0232/QdV/DI/G/SI del 22 marzo 2004 per la realizzazione&lt;br /&gt;degli interventi di bonifica di particolare urgenza di cui&lt;br /&gt;all'art. 4 del decreto ministeriale n. 101/2003, ricadenti&lt;br /&gt;nel sito di «Broni».&lt;br /&gt;(2) Risorse aggiuntive a quelle gia' assegnate con le&lt;br /&gt;ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3304&lt;br /&gt;del 30 luglio 2003, art. 3 e n. 3382 del 18 novembre 2004.&lt;br /&gt;(3) Risorse aggiuntive a quelle derivanti dalla&lt;br /&gt;transazione con Edison S.p.A.&lt;br /&gt;(4) Risorse aggiuntive a quelle gia' assegnate al&lt;br /&gt;comune di Ferrandina con decreto ministeriale prot.&lt;br /&gt;0232/QdV/DI/G/SI del 22 marzo 2004 per la realizzazione&lt;br /&gt;degli interventi di bonifica di particolare urgenza di cui&lt;br /&gt;all'art. 4 del decreto ministeriale n. 101/2003, ricadenti&lt;br /&gt;nel sito di «Val Basento».&lt;br /&gt;(5) Risorse aggiuntive a quelle gia' assegnate con&lt;br /&gt;ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3441&lt;br /&gt;del 10 giugno 2005.&lt;br /&gt;(6) Risorse aggiuntive a quelle gia' assegnate con&lt;br /&gt;ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3348&lt;br /&gt;del 2 aprile 2004.&lt;br /&gt;BRESCIA-CAFFARO&lt;br /&gt;Comune - Localita'&lt;br /&gt;Brescia, Castegnato, Passirano.&lt;br /&gt;Tipologia dell'intervento&lt;br /&gt;Bonifica e ripristino ambientale area industriale e relative&lt;br /&gt;discariche, il sistema delle rogge e il comparto acque sotterranee.&lt;br /&gt;Perimetrazione&lt;br /&gt;Con l'art. 14 della legge 31 luglio 2002, n. 179 «Disposizioni in&lt;br /&gt;materia ambientale», sono stati aggiunti all'elenco dei siti di&lt;br /&gt;interesse nazionale di cui all'art. 1, comma 4, della legge n. 426&lt;br /&gt;del 9 dicembre 1998 ulteriori nove siti tra cui quello di&lt;br /&gt;«Brescia-Caffaro (aree industriali e relative discariche da&lt;br /&gt;bonificare)».&lt;br /&gt;Tale inclusione trova la sua motivazione nelle evidenze di&lt;br /&gt;contaminazione diffusa da metalli pesanti e PCB riscontrata nel&lt;br /&gt;territorio del comune di Brescia ed in particolare nelle aree&lt;br /&gt;limitrofe alle zone industriali e soprattutto nel rinvenimento negli&lt;br /&gt;alimenti di livelli preoccupanti di PCB, Policlorodiossine e&lt;br /&gt;Policlorofurani e PCDDD nonche' presenza di PCB nel sangue delle&lt;br /&gt;persone residenti.&lt;br /&gt;A seguito ditali evidenze sono state emanate varie ordinanze&lt;br /&gt;sindacali riferite all'area (un milione di metri quadrati) compresa&lt;br /&gt;tra la linea ferroviaria Brescia-Milano a sud, via Milano a nord, via&lt;br /&gt;Industriale, via Tampini e via Dalmazia fino all'intersezione con la&lt;br /&gt;predetta linea ferroviaria ad est, il fiume Mella ad ovest, che&lt;br /&gt;impongono i seguenti divieti:&lt;br /&gt;- divieto di allevamento di animali destinati direttamente o&lt;br /&gt;con i loro prodotti all'alimentazione umana;&lt;br /&gt;- divieto di pascolo degli animali di cui alla precedente&lt;br /&gt;alinea;&lt;br /&gt;- divieto di consumo di alimenti di origine animale prodotti in&lt;br /&gt;zona;&lt;br /&gt;- divieto di utilizzo del sedimento delle rogge;&lt;br /&gt;- divieto di asportazione di terreno;&lt;br /&gt;- divieto di consumo alimentare umano dei vegetali spontanei e&lt;br /&gt;dei prodotti degli orti presenti nella zona oggetto di ordinanza.&lt;br /&gt;Con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del&lt;br /&gt;territorio del 24 febbraio 2003, e' stato definito il perimetro del&lt;br /&gt;sito che comprende per i suoli: l'area oggetto dell'ordinanza&lt;br /&gt;sindacale, il sistema delle rogge a sud dell'area oggetto&lt;br /&gt;dell'ordinanza, le discariche dette di via Caprera, le discariche&lt;br /&gt;dette Pianera e Pianerino in comune di Castegnato e Vallosa in comune&lt;br /&gt;di Passirano nonche' le aree Comparto Milano, Bruschi &amp; Muller,&lt;br /&gt;CamPetroli, Pietra e Spedali Riuniti di Brescia (pozzo P78/1) oggetto&lt;br /&gt;di autodenuncia ex art. 9 del decreto ministeriale n. 471/1999 e, per&lt;br /&gt;il comparto acque sotterranee, un'area piu' vasta delimitata sulla&lt;br /&gt;base delle evidenze analitiche gia' disponibili di contaminazione&lt;br /&gt;della falda.&lt;br /&gt;Principali caratteristiche ambientali e situazione di inquinamento&lt;br /&gt;L'insediamento industriale Caffaro, Comparto Milano (ora&lt;br /&gt;Basileus) ed ex Pietra (ora Aventis) insistono al di sopra della&lt;br /&gt;coltre dei depositi fluviali che costituiscono il livello&lt;br /&gt;fondamentale della pianura bresciana. Sotto l'aspetto litologico essi&lt;br /&gt;sono costituiti in prevalenza da sabbie, ghiaie e ciottoli. Questa&lt;br /&gt;unita' fluviale e' rinvenibile in profondita' sino a circa 25 m dal&lt;br /&gt;piano campagna e poggia su depositi conglomeratici.&lt;br /&gt;L'unita' conglomeratica che si rinviene a profondita' comprese&lt;br /&gt;tra 30 e 75- 80m dal piano campagna, e' formata da conglomerati e&lt;br /&gt;arenarie passanti a ghiaie e sabbie, con frequenti intercalazioni&lt;br /&gt;limoso argillose di spessore variabile tra 1 e 8 m e di limitata&lt;br /&gt;estensione areale. Tale unita' costituisce la roccia serbatoio&lt;br /&gt;dell'acquifero principale e maggiormente produttivo (primo&lt;br /&gt;acquifero).&lt;br /&gt;L'unita' conglomeratica poggia su un complesso di depositi&lt;br /&gt;formanti l'unita' argilloso sabbiosa che si rinvengono sino alla&lt;br /&gt;profondita' massima di 170-200 m.&lt;br /&gt;Il sito di interesse nazionale di Brescia-Caffaro e'&lt;br /&gt;caratterizzato da un inquinamento da metalli pesanti e contaminanti&lt;br /&gt;organici legati alle attivita' svolte nel sito. Suolo, sottosuolo e&lt;br /&gt;falda risultano fortemente contaminati da As, Hg, Ni, Pb, Cu, PCB,&lt;br /&gt;PCDD/PCDF, IPA, alifatici clorurati cancerogeni, clorobenzeni.&lt;br /&gt;All'interno del sito sono presenti aree interessate da una&lt;br /&gt;contaminazione da idrocarburi totali (ex Cam - ora PMB).&lt;br /&gt;All'interno dell'area sono presenti alcune discariche per le&lt;br /&gt;quali sono in corso attivita' di indagine e di caratterizzazione e di&lt;br /&gt;progettazione di interventi di messa in sicurezza di emergenza.&lt;br /&gt;Le rogge costituiscono un sistema di canali naturali ed&lt;br /&gt;artificiali le cui acque sono utilizzate a scopi irrigui. Una&lt;br /&gt;situazione di inquinamento da PCB molto rilevante e' stata&lt;br /&gt;riscontrata anche in prossimita' di un argine del fiume Mella, a nord&lt;br /&gt;dell'area industriale.&lt;br /&gt;Le rogge inserite nel perimetro del sito di interesse hanno uno&lt;br /&gt;sviluppo lineare di circa 50 km Anche qualora si supponesse che lo&lt;br /&gt;strato contaminato dei sedimenti sul fondo dei terreni sulle pareti&lt;br /&gt;delle rogge sia limitato a 30 cm, il volume di sedimenti e terreni&lt;br /&gt;inquinati da rimuovere puo' essere stimato in 50.000 metri cubi.&lt;br /&gt;Piano di caratterizzazione&lt;br /&gt;Ad oggi la caratterizzazione risulta conclusa nelle aree: ex&lt;br /&gt;Comparto Milano (ora Basileus), ex Pietra (ora Aventis), ex CAM (ora&lt;br /&gt;PMIB), Finsibi - Case del Sole, della discarica Pianera (comune di&lt;br /&gt;Castegnato). E in corso di completamento la caratterizzazione&lt;br /&gt;dell'area Caffaro S.p.A. Sono in fase di attivazione le attivita' di&lt;br /&gt;caratterizzazione delle discariche di via Caprera, di Pianerino&lt;br /&gt;(comune di Castegnato) e Vallosa (comune di Passirano).&lt;br /&gt;Progetto di messa in sicurezza e/o bonifica&lt;br /&gt;E' in corso 1'istruttoria del progetto di messa in sicurezza&lt;br /&gt;permanente della discarica Pianera nel comune di Castegriato, del&lt;br /&gt;progetto preliminare/definitivo di bonifica dell'area Finsibi - Case&lt;br /&gt;del Sole e del progetto preliminare di Bonifica con misure di&lt;br /&gt;sicurezza dell'area ex CAM (ora Finsibi).&lt;br /&gt;Sono stati approvati con decreto interministeriale il progetto&lt;br /&gt;definitivo di bonifica dell'area Comparto Milano (ora Basileus) e il&lt;br /&gt;progetto definitivo di bonifica dell'area ex Pietra (ora Aventis).&lt;br /&gt;SITO DI BRONI&lt;br /&gt;Comune - Localita'&lt;br /&gt;Broni (Pavia).&lt;br /&gt;Tipologia dell'intervento&lt;br /&gt;Bonifica e ripristino ambientale area industriale dismessa.&lt;br /&gt;Soggetto titolare/competente all'intervento&lt;br /&gt;Pubblico in sostituzione.&lt;br /&gt;Perimetrazione del sito&lt;br /&gt;Il sito di Broni e' stato inserito tra i siti da bonificare&lt;br /&gt;d'interesse nazionale con la legge n. 179 del 31 luglio 2002&lt;br /&gt;(Disposizione in materia ambientale) ed e' stato perimetrato con&lt;br /&gt;decreto del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio del&lt;br /&gt;26 novembre 2002, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 29 gennaio&lt;br /&gt;2003.&lt;br /&gt;Descrizione del sito&lt;br /&gt;Il sito comprende l'area denominata ex Fibronit ed ex Ecored.&lt;br /&gt;Lo Stabilimento ex Fibronit sorge nell'area industriale del&lt;br /&gt;comune di Broni. La destinazione d'uso prevista e' quella&lt;br /&gt;commerciale/industriale. Gli impianti presenti, attualmente dismessi,&lt;br /&gt;erano legati alla produzione di manufatti di cemento amianto (tubi,&lt;br /&gt;lastre per coperture, pezzi speciali, ecc.). L'area ex Fibronit, ha&lt;br /&gt;estensione pari a 10 ha. La superficie coperta da capannoni e' pari&lt;br /&gt;al 35%. La restante parte, adibita a piazzale e' pavimentata&lt;br /&gt;(cls/asfalto) quasi totalmente (sono presenti quindi delle aree&lt;br /&gt;ricoperte da vegetazione).&lt;br /&gt;Sono in corso, da parte del comune, le procedure amministrative&lt;br /&gt;per l'acquisizione della restante parte del sito denominato «ex&lt;br /&gt;Ecored».&lt;br /&gt;Piano di Caratterizzazione&lt;br /&gt;I primi risultati della caratterizzazione realizzata all'interno&lt;br /&gt;dell'area ex Fibronit nel 2003 hanno mostrato:&lt;br /&gt;Terreni conformi al decreto ministeriale n. 471/1999 ad eccezione&lt;br /&gt;di 3 punti di superamento mentre in riferimento ai rifiuti sono stati&lt;br /&gt;evidenziati 3 punti critici per presenza di rifiuti interrati.&lt;br /&gt;Le acque sono risultate conformi al decreto ministeriale n.&lt;br /&gt;471/1999.&lt;br /&gt;In ausilio alle attivita' del comune e' stato predisposto il&lt;br /&gt;protocollo operativo per il campionamento di amianto da parte di ASL&lt;br /&gt;e ISPESL.&lt;br /&gt;Messa in sicurezza d'emergenza&lt;br /&gt;Nella conferenza decisoria del 4 luglio 2003 e' stato preso atto&lt;br /&gt;degli interventi proposti dal comune di Broni. Gli interventi sinora&lt;br /&gt;intrapresi riguardano esclusivamente l'area ex Fibronit. Si tratta&lt;br /&gt;della rimozione ai fini della messa in sicurezza d'emergenza di&lt;br /&gt;rifiuti contenenti amianto, rifiuti oleosi e vernici con solventi.&lt;br /&gt;E' in corso la procedura d'appalto da parte del comune di Broni&lt;br /&gt;per gli interventi di messa in sicurezza d'emergenza riguardanti il&lt;br /&gt;2° lotto dell'area ex Fibronit.&lt;br /&gt;FALCONARA MARITTIMA&lt;br /&gt;Comune - Localita'&lt;br /&gt;Falconara.&lt;br /&gt;Tipologia dell'intervento&lt;br /&gt;Bonifica e ripristino ambientale area industriale ed area marina&lt;br /&gt;antistante lo stabilimento industriale, bonifica di aree industriali&lt;br /&gt;dimesse.&lt;br /&gt;Perimetrazione&lt;br /&gt;All'interno del perimetro definito dal decreto del Ministero&lt;br /&gt;dell'ambiente del 26 febbraio 2003 sono presenti:&lt;br /&gt;- stabilimento API Raffineria di Ancona S.p.A.;&lt;br /&gt;- area marina antistante lo stabilimento industriale estesa per&lt;br /&gt;31 km dalla linea di costa;&lt;br /&gt;- area Aerdorica S.p.A.&lt;br /&gt;- Aerdorica deposito carburante N-E;&lt;br /&gt;- Aerdorica deposito carburante S-W;&lt;br /&gt;- area via Monti e Tognetti;&lt;br /&gt;- Liquigas;&lt;br /&gt;- ex discarica RSU;&lt;br /&gt;- Parrocchia San Rocco e S. Maria della Neve (campo sportivo&lt;br /&gt;con ceneri di pirite);&lt;br /&gt;- aree industriali dimesse:&lt;br /&gt;ex Liquigas (ora Area Aspio - stabilimento dismesso);&lt;br /&gt;ex industria chimica Bitumi;&lt;br /&gt;ex Vibrocementi;&lt;br /&gt;ex officina meccanica Gattini;&lt;br /&gt;area ex Montedison (ora Azienda Agricola Rocca Mare S.r.l.,&lt;br /&gt;Del Poggio S.a.s. e Agricola 92 S.r.l.).&lt;br /&gt;L'area perimetrata ricade nel territorio del comune di Falconara&lt;br /&gt;Marittima (provincia di Ancona), dichiarato «Area di elevato rischio&lt;br /&gt;di crisi ambientale» ai sensi dell'art. 74 del decreto legislativo n.&lt;br /&gt;112/1998.&lt;br /&gt;L'area marina perimetrata ha un'ampiezza complessiva pari a 1200&lt;br /&gt;ha e si estende, partendo da Sud e risalendo lungo la costa in&lt;br /&gt;direzione Nord, dalla spiaggia antistante il sottopasso di via Monti&lt;br /&gt;e Tognetti fino allo stabilimento ex Montedison.&lt;br /&gt;Il sito industriale API, utilizzato fin dagli anni 40 per la&lt;br /&gt;raffinazione e il deposito di prodotti petroliferi e' delimitato dal&lt;br /&gt;tratto terminale del fiume Esino, dal Mare Adriatico (ove insistono i&lt;br /&gt;terminal petroliferi), dalla S.S. 16 in prossimita' dell'abitato di&lt;br /&gt;Fiumesino e dal quartiere residenziale Villanova. Occupa una&lt;br /&gt;superficie complessiva di circa 70 ha. Le tradizionali attivita' sono&lt;br /&gt;state recentemente integrate da un impianto di massificazione dei&lt;br /&gt;residui di lavorazione e produzione di energia elettrica mediante&lt;br /&gt;centrale termoelettrica a ciclo combinato (IGGC).&lt;br /&gt;L'area ex Montedison, attualmente di proprieta' Azienda Agricola&lt;br /&gt;Rocca Mare S.r.l., Del Poggio S.a.s. e Agricola 92 S.r.l., e' ubicata&lt;br /&gt;tra la ferrovia Bologna-Otranto e la S.S. Adriatica al km 285, si&lt;br /&gt;estende per una superficie di circa 20 ettari. Il sito e' interessato&lt;br /&gt;da uno stabilimento industriale dimesso per la produzione di concimi&lt;br /&gt;fosfatici dove veniva trattata la fosforite con acido solforico&lt;br /&gt;(quest'ultimo era prodotto dall'arrostimento della pirite o da&lt;br /&gt;pannelli di zolfo) e da un'area di arenile prospiciente.&lt;br /&gt;L'area via Monti e Tognetti coinvolge una porzione di territorio&lt;br /&gt;di circa 1 ha ed e' caratterizzata da un inquinamento da idrocarburi&lt;br /&gt;rilevato durante l'esecuzione di lavori per la realizzazione di un&lt;br /&gt;sottovia ferroviario.&lt;br /&gt;L'area Aerdorica S.p.A. si estende, all'interno dell'aeroporto di&lt;br /&gt;Falconara Marittima, per circa 4500 mq ed e' stata adibita, durante&lt;br /&gt;le emergenze di guerra (Bosnia) ad attivita' di manutenzione e&lt;br /&gt;rifornimento aerei.&lt;br /&gt;L'area ex Liquigas e' costituita da un ex deposito di idrocarburi&lt;br /&gt;con un'area di 3600 mq.&lt;br /&gt;Principali caratteristiche ambientali e situazione di inquinamento&lt;br /&gt;All'interno dello stabilimento API Raffineria di Ancona e'&lt;br /&gt;presente una successione stratigrafica costituita da terreno di&lt;br /&gt;riporto, con spessore variabile tra 0.5 m e alcuni metri a lato mare,&lt;br /&gt;a cui seguono strati caratterizzati da estrema variabilita' laterale&lt;br /&gt;e verticale (limi, argille, ghiaie) che si presentano sottoforma di&lt;br /&gt;lenti sovrapposte non collegate tra loro. Per buona parte dell'area&lt;br /&gt;in oggetto si e' riscontrato un livello argilloso con soggiacenza&lt;br /&gt;variabile da circa 8 m nella zona di monte a circa 20-25 m nella zona&lt;br /&gt;lato mare. L'area e' interessata da un acquifero freatico a&lt;br /&gt;soggiacenza variabile fra 1 m (all'interno dei bacini e grandi&lt;br /&gt;serbatoi nell'area recuperata dal mare) e 3 m. La presenza di livelli&lt;br /&gt;argillosi di potenza variabile tra 1 e 5 m consente una locale&lt;br /&gt;suddivisione dell'acquifero freatico. Le direzioni principali del&lt;br /&gt;flusso locale di falda sono verso il fiume Esino e verso il mare&lt;br /&gt;Adriatico.&lt;br /&gt;L'area di stabilimento e' caratterizzata da un inquinamento da&lt;br /&gt;idrocarburi legato alle attivita' di raffineria. Suolo, sottosuolo e&lt;br /&gt;falda risultano fortemente contaminati da idrocarburi leggeri e&lt;br /&gt;pesanti, MTBE, metalli pesanti, IPA. Una vasta area dello&lt;br /&gt;stabilimento presenta prodotti in galleggiamento sulla falda.&lt;br /&gt;L'area ex Montedison e' caratterizzata da depositi terrazzati&lt;br /&gt;fluviali di potenza variabile tra i 7 e gli 8 metri con presenza di&lt;br /&gt;falda freatica a circa 2 metri dal piano campagna in diretta&lt;br /&gt;interazione con le acque marine. In tale sito sono stati depositati&lt;br /&gt;nel tempo grandi quantita' di rifiuti e scorie di lavorazione in&lt;br /&gt;particolari riconducibili a ceneri di pirite e residui fosfatici sono&lt;br /&gt;pertanto presenti inquinanti inorganici come arsenico, piombo,&lt;br /&gt;mercurio, rame, cadmnio oltre a solfati, floruri e fosfati.&lt;br /&gt;Costi di messa in sicurezza e/o bonifica&lt;br /&gt;Piano di caratterizzazione&lt;br /&gt;Per quanto concerne lo stabilimento API Raffineria di Ancona&lt;br /&gt;S.p.A. a seguito dell'approvazione in sede locale del piano di&lt;br /&gt;caratterizzazione delle acque di falda e' stata effettuata la loro&lt;br /&gt;caratterizzazione nelle aree interne allo stabilimento. E' in corso&lt;br /&gt;di esecuzione una seconda fase di caratterizzazione che prevede la&lt;br /&gt;prosecuzione delle campagne di indagine delle acque di falda e un&lt;br /&gt;piano di investigazione per la caratterizzazione dei suoli (maglia&lt;br /&gt;50\times 50 m).&lt;br /&gt;Per lo stabilimento ex Montedison e' prevista una&lt;br /&gt;caratterizzazione con maglia 50\times 50 m (per un totale di n. 55&lt;br /&gt;sondaggi e n. 16 piezometri).&lt;br /&gt;Progetto di messa in sicurezza e/o bonifica&lt;br /&gt;SITO DI SERRAVALLE SCRIVIA&lt;br /&gt;Comune - Localita'&lt;br /&gt;Serravalle Scrivia (Alessandria).&lt;br /&gt;Tipologia dell'intervento&lt;br /&gt;Bonifica e ripristino ambientale area industriale dismessa.&lt;br /&gt;Soggetto titolare/competente all'intervento&lt;br /&gt;Pubblico ai sensi del comma 9 dell'art. 17 del decreto&lt;br /&gt;legislativo n. 22/1997.&lt;br /&gt;Perimetrazione del sito&lt;br /&gt;Il sito di Serravalle Scrivia e' stato inserito tra i siti da&lt;br /&gt;bonificare d'interesse nazionale con la legge n. 179 del 31 luglio&lt;br /&gt;2002 (Disposizione in materia ambientale) ed e' stato perimetrato con&lt;br /&gt;decreto del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio del&lt;br /&gt;7 febbraio 2003, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 12 aprile&lt;br /&gt;2003.&lt;br /&gt;Descrizione del sito&lt;br /&gt;Il sito comprende l'area dello stabilimento ex Ecolibarna.&lt;br /&gt;L'area in questione ha una superficie di circa 70.000 mq ed e'&lt;br /&gt;ubicata nel Comune di Serravalle Scrivia a circa 8 km dall'abitato di&lt;br /&gt;Novi Ligure. Il sito e' stato attivo dal 1940, data in cui la&lt;br /&gt;Gastaldi Oli Lubrificanti S.p.A. dette inizio alle operazioni&lt;br /&gt;industriali di rigenerazione di oli minerali lubrificanti esausti&lt;br /&gt;tramite additivazione con acido solforico concentrato e&lt;br /&gt;precipitazione della parte idro carburica catramosa («melme acide»).&lt;br /&gt;L'area e' stata gia' oggetto di un primo intervento di bonifica&lt;br /&gt;eseguito dalla ditta Castalia e gestito dal Dipartimento della&lt;br /&gt;protezione civile, che e' ora praticamente fermo senza avere risolto&lt;br /&gt;completamente le problematiche presenti nell'area.&lt;br /&gt;Parte dei terreni interni ed alcune aree esterne allo&lt;br /&gt;stabilimento, segnalate dalla provincia di Alessandria, presentano,&lt;br /&gt;infatti, ancora una contaminazione diffusa a causa della presenza di&lt;br /&gt;rifiuti industriali, tra i quali melme acide.&lt;br /&gt;Piano di Caratterizzazione&lt;br /&gt;Nella Conferenza di servizi decisoria del 27 maggio 2003 e' stato&lt;br /&gt;approvato il Piano di caratterizzazione redatto da Arpa Piemonte&lt;br /&gt;relativo all'insediamento industriale dismesso della ex Ecolibarna&lt;br /&gt;S.r.l. ed ex Gastaldi Oli Lubrificanti S.p.A.&lt;br /&gt;Relativamente alle diverse aree sono state gia' condotte in&lt;br /&gt;passato diverse indagini dirette ed indirette mirate a stabilire lo&lt;br /&gt;stato di contaminazione dell'area. Tali indagini hanno permesso di&lt;br /&gt;individuare zone di stoccaggio abusivo di rifiuti e presenza di&lt;br /&gt;surnatante sulle acque di falda, presumibilmente oli esausti, nella&lt;br /&gt;zona asfaltata e che raggiungono spessori pari ad un metro.&lt;br /&gt;All'interno del Piano di caratterizzazione sono stati previsti, in&lt;br /&gt;base alla tipologia di area, una serie di indagini geofisiche,&lt;br /&gt;perforazione di piezometri, sondaggi, pozzetti esplorativi, i quali&lt;br /&gt;permetteranno di raccogliere campioni di suolo, rifiuto e acque. Su&lt;br /&gt;tali campioni e su campioni di acque superficiali e di sedimenti&lt;br /&gt;prelevati dal Rio Negraro e dal Torrente Scrivia saranno condotte una&lt;br /&gt;serie di analisi chimiche volte alla determinazione dei contaminanti&lt;br /&gt;presenti in sito, tenendo come set analitico l'intera lista degli&lt;br /&gt;analiti riportato nella tabella 1, allegato 1 del decreto&lt;br /&gt;ministeriale n. 471/1999.&lt;br /&gt;Ordinanza di Protezione civile&lt;br /&gt;Con ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri del&lt;br /&gt;30 luglio 2003, n. 3304, il sito di Serravalle Scrivia e' stato&lt;br /&gt;commissariato ed e' stato nominato quale Commissario delegato il&lt;br /&gt;sindaco di Serravalle Scrivia. La medesima ordinanza ha conferito il&lt;br /&gt;potere di approvazione dei progetti di bonifica al sindaco di&lt;br /&gt;Serravalle Scrivia - Commissario delegato.&lt;br /&gt;Messa in sicurezza d'emergenza&lt;br /&gt;A seguito delle valutazioni statiche e strutturali relative agli&lt;br /&gt;impianti ed alle strutture civili con amianto, il Commissario&lt;br /&gt;delegato - Sindaco del comune di Serravalle Scrivia, ha presentato&lt;br /&gt;una proposta di intervento di messa in sicurezza dello stabilimento&lt;br /&gt;Ecolibarna al fine di poter effettuare in sicurezza le successive&lt;br /&gt;operazioni di caratteriz-zazione e bonifica dell'area. Detta proposta&lt;br /&gt;prevede:&lt;br /&gt;1) demolizione delle parti di edifici civili in precarie&lt;br /&gt;condizioni statiche e/o strutturali al fine di rendere prive di&lt;br /&gt;rischio le aree di lavoro;&lt;br /&gt;2) interventi di bonifica da amianto sui serbatoi, sulle&lt;br /&gt;condutture di servizio e pipe-line, sulle coperture degli edifici&lt;br /&gt;civili;&lt;br /&gt;6) smontaggio/demolizione dei serbatoi, delle condutture di&lt;br /&gt;servizio e pipe-line.&lt;br /&gt;Sono state gia' realizzate le seguenti attivita':&lt;br /&gt;- demolizione delle strutture pericolanti;&lt;br /&gt;- creazione di volumi confinati presso alcuni immobili ove sono&lt;br /&gt;presenti serbatoi con amianto;&lt;br /&gt;- abbattimento di alcuni serbatoi sopraelevati.&lt;br /&gt;LAGHI DI MANTOVA E POLO CHIMICO&lt;br /&gt;Comune - Localita'&lt;br /&gt;Mantova, Virgilio.&lt;br /&gt;Tipologia dell'intervento&lt;br /&gt;Bonifica e ripristino ambientale dell'area industriale, di aree&lt;br /&gt;lacustri (Laghi di Mantova e tratti del fiume Mincio) e delle&lt;br /&gt;relative sponde.&lt;br /&gt;Perimetrazione&lt;br /&gt;All'interno del perimetro definito dal decreto del Ministero&lt;br /&gt;dell'ambiente del 7 febbraio 2003, pubblicato nella Gazzetta&lt;br /&gt;Ufficiale n. 86 del 12 aprile 2003, sono presenti:&lt;br /&gt;- Stabilimento petrolchimico;&lt;br /&gt;- Industria metallurgica;&lt;br /&gt;- Industria cartaria;&lt;br /&gt;- Raffineria;&lt;br /&gt;- Area di deposito di sedimenti di dragaggio di aree lacustri e&lt;br /&gt;fluviali;&lt;br /&gt;- Aree lacustri e fluviali.&lt;br /&gt;Il sito comprende l'area del Polo industriale, dalle aree dei&lt;br /&gt;Laghi di Mantova, tratti del fiume Mincio e relative sponde, per una&lt;br /&gt;estensione di circa 20 Km^2 in gran parte ricompresa all'interno del&lt;br /&gt;Parco del Mincio.&lt;br /&gt;Principali caratteristiche ambientali e situazione di inquinamento&lt;br /&gt;L'area e' attraversata dal fiume Mincio che in corrispondenza&lt;br /&gt;della citta' di Mantova forma tre laghi. La citta' e' ubicata sulla&lt;br /&gt;sponda destra del fiume mentre su quella sinistra insiste il Polo&lt;br /&gt;chimico distante dal centro cittadino 2-5 km.&lt;br /&gt;I vincoli gravanti sull'area sono:&lt;br /&gt;1) legge n. 431/1985 (Galasso);&lt;br /&gt;2) Piano assetto idrogeologico (PAI);&lt;br /&gt;3) Piano territoriale coordinamento del Parco del Mincio.&lt;br /&gt;Il sito e' caratterizzato da una significativa vulnerabilita'&lt;br /&gt;della falda, tale per cui il deposito non controllato sul terreno di&lt;br /&gt;rifiuti pericolosi costituisce un effettivo ed elevato rischio per le&lt;br /&gt;acque sotterranee.&lt;br /&gt;Numerosi rilievi a partire dagli anni '70 hanno evidenziato una&lt;br /&gt;contaminazione da metalli pesanti, principalmente mercurio, per le&lt;br /&gt;aree lacustri e fluviali e presenza di idrocarburi per le aree&lt;br /&gt;industriali.&lt;br /&gt;Problematiche del porto&lt;br /&gt;Il porto di Mantova e' ubicato in localita' Valdaro sul canale&lt;br /&gt;navigabile Mantova-Venezia. La sua realizzazione consentira' lo&lt;br /&gt;svolgimento di operazioni di carico/scarico delle merci trasportate&lt;br /&gt;via acqua dai porti adriatici (consentendo una alternativa al&lt;br /&gt;trasporto via gomma) e l'imbarco/sbarco di passeggeri.&lt;br /&gt;La realizzazione del porto e' stata suddivisa in quattro lotti,&lt;br /&gt;di cui il primo e parte del secondo sono gia' stati completati. E'&lt;br /&gt;stata realizzata la darsena, il collegamento idraulico tra darsena e&lt;br /&gt;canale navigabile, banchine verticali e sponde inclinate per uno&lt;br /&gt;sviluppo complessivo di circa 900 metri, piazzali pavimentati di&lt;br /&gt;movimentazione e stoccaggio merci per 50.000 m^2, un capannone, un&lt;br /&gt;magazzino ed una palazzina adibita ad ufficio.&lt;br /&gt;I lavori del 2° lotto prevedono ampliamento del porto con&lt;br /&gt;realizzazione di nuovi piazzali, una strada di collegamento con il&lt;br /&gt;lotto precedente e la fognatura. Preliminari alle opere di&lt;br /&gt;urbanizzazione, sono i lavori di sbancamento con i quali e'&lt;br /&gt;necessario rimuovere 400.000 m^3 di terreno al fine di colmare i sei&lt;br /&gt;metri di dislivello esistenti tra piano campagna e quello del porto.&lt;br /&gt;La movimentazione di tale terreno ha portato al rinvenimento di&lt;br /&gt;due discariche, all'interno delle quali sono stati stimati 20.000 m^3&lt;br /&gt;di rifiuti stoccati (prevalentemente copertoni e materiali di&lt;br /&gt;demolizione).&lt;br /&gt;Nell'agosto 2002, durante i lavori di riprofilatura di un argine&lt;br /&gt;e' stata rinvenuta una terza discarica. Dai primi sopralluoghi&lt;br /&gt;effettuati sembrerebbe contenere circa 40.000 m^3 di rifiuti di&lt;br /&gt;origine industriale contenuti in fusti.&lt;br /&gt;Una prima ricostruzione storica dell'area indica presenza di una&lt;br /&gt;passata attivita' di cava, percio' tali ritrovamenti portano ad&lt;br /&gt;ipotizzare che buona parte delle aree di Mantova Valdaro sulle quali&lt;br /&gt;sono in corso e dovranno essere effettuati lavori di scavo, e' stata&lt;br /&gt;utilizzata in passato dapprima come area di cava per l'estrazione di&lt;br /&gt;materiali inerti per l'edilizia e successivamente per lo stoccaggio&lt;br /&gt;di rifiuti anche di origine industriale.&lt;br /&gt;Pertanto, prima di procedere alla infrastrutturazione delle aree&lt;br /&gt;previste come espansione del Porto Valdaro, dovra' essere&lt;br /&gt;caratterizzata da un punto di vista ambientale ed almeno in parte&lt;br /&gt;bonificata.&lt;br /&gt;Indagini epidemiologiche&lt;br /&gt;Al fine di valutare i rischi igienico/ambientali legati al sito&lt;br /&gt;di Mantova e' stata istituita una Commissione nazionale per lo studio&lt;br /&gt;della situazione igienico ambientale. Gli esiti dello studio condotto&lt;br /&gt;dalla Commissione hanno evidenziato preoccupanti dati di natura&lt;br /&gt;epidemiologica. I dati ambientali non sembrano allo stato evidenziare&lt;br /&gt;una situazione di contaminazione altrettanto preoccupante, tuttavia&lt;br /&gt;gli stessi membri della Commissione concordano sulla necessita' di&lt;br /&gt;approfondire le indagini ambientali con un approccio molto piu'&lt;br /&gt;sistematico soprattutto per quanto attiene la matrice suolo e&lt;br /&gt;sedimenti.&lt;br /&gt;Dal rapporto suddetto si evince che la casistica dei STM (Sarcomi&lt;br /&gt;dei tessuti molli) relativa alla provincia di Mantova negli anni&lt;br /&gt;1989-1998 si caratterizza in primo luogo per un'elevata frequenza di&lt;br /&gt;sarcomi di Kaposi, anche escludendo i casi HIV positivi. L'esame&lt;br /&gt;dell'incidenza dei sarcomi di Kaposi per area geografica&lt;br /&gt;subprovinciale, mostra valori particolarmente elevati nel territorio&lt;br /&gt;di Viadana e comuni limitrofi.&lt;br /&gt;Costi di messa in sicurezza e/o bonifica&lt;br /&gt;Da una prima stima, i costi per tali interventi ammontano circa a&lt;br /&gt;300-500 miliardi di lire.&lt;br /&gt;Piani di caratterizzazione&lt;br /&gt;Per quanto riguarda le aree del Polo industriale, ad oggi,&lt;br /&gt;EniChem, IES e Polimeri Europa hanno presentato i Piani di&lt;br /&gt;caratterizzazione delle relative aree di proprieta'. Relativamente&lt;br /&gt;alle aree lacustri e fluviali e' stato presentato solo il Piano di&lt;br /&gt;Caratterizzazione per una piccola area (Conca di Valdaro) su cui&lt;br /&gt;insiste un progetto per la realizzazione di una conca di navigazione.&lt;br /&gt;Progetti di messa in sicurezza e/o di bonifica&lt;br /&gt;E' stato approvato con prescrizioni il Progetto preliminare di&lt;br /&gt;bonifica della darsena ex-Enichem e della costruzione della conca di&lt;br /&gt;navigazione di Valdaro oltreche' il Progetto preliminare di bonifica&lt;br /&gt;dell'area R1 dello Stabilimento Syndial S.p.A.&lt;br /&gt;ORBETELLO - AREA EX SITOCO&lt;br /&gt;Comune - Localita'&lt;br /&gt;Orbetello (Grosseto).&lt;br /&gt;Tipologia dell'intervento&lt;br /&gt;Bonifica e ripristino ambientale dell'area.&lt;br /&gt;Perimetrazione&lt;br /&gt;L'area inclusa nell'elenco dei siti di bonifica di interesse&lt;br /&gt;nazionale, di cui all'art. 1, comma 4 della legge 9 dicembre 1998, n.&lt;br /&gt;426, ed all'art. 14, comma, lettera p-decies della legge 31 luglio&lt;br /&gt;2002, n. 179 «Disposizioni in materia ambientale», e' stata&lt;br /&gt;perimetrata, ai sensi dell'art. 1, comma 4 della legge 9 dicembre&lt;br /&gt;1998, n. 426, con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela&lt;br /&gt;del territorio del 2 dicembre 2002.&lt;br /&gt;L'ex stabilimento Sitoco situato lungo la riva orientale della&lt;br /&gt;laguna di Orbetello, ha una superficie di circa 12 ha, mentre l'area&lt;br /&gt;perimetrata a terra e' di circa 64 ha. Nel perimetro del sito e'&lt;br /&gt;stata anche inserita una porzione significativa della Laguna di&lt;br /&gt;Orbetello, antistante lo stabilimento, di circa 271 ha.&lt;br /&gt;L'impianto, ora dismesso, di proprieta' prima di Montecatini, poi&lt;br /&gt;Montedison e quindi Sitoco (Federconsorzi), dall'aprile 2004, e' di&lt;br /&gt;proprieta' della Soc. Laguna Azzurra S.r.l.&lt;br /&gt;Lo stabilimento ha da sempre operato nella produzione di&lt;br /&gt;fertilizzanti granulari di tipologia altamente solubile, con diverse&lt;br /&gt;concentrazioni di azoto, fosforo e potassio.&lt;br /&gt;Il processo produttivo impiegato per circa mezzo secolo, puo'&lt;br /&gt;essere sintetizzato come produzione di fertilizzanti chimici a mezzo&lt;br /&gt;di attacco di materie prime con acido solforico, prodotto nello&lt;br /&gt;stesso stabilimento a partire dalla pirite con il sistema delle&lt;br /&gt;camere a piombo. Le ceneri di pirite prodotte durante gli anni di&lt;br /&gt;lavorazione sono state accumulate nei terreni circostanti lo&lt;br /&gt;stabilimento e nell'area lagunare contigua all'impianto, nonche'&lt;br /&gt;utilizzate come materiale per la realizzazione di stagni, attraverso&lt;br /&gt;la costruzione di argini alti fino a circa 2 metri. Successivamente&lt;br /&gt;negli anni '70, cessata la produzione di acido solforico, lo&lt;br /&gt;stabilimento ha proseguito l'attivita' con la produzione di&lt;br /&gt;fertilizzanti a base fosfatica; acquisendo dall'esterno l'acido&lt;br /&gt;solforico o nitrico che veniva utilizzato per attaccare la fosforite,&lt;br /&gt;precedentemente macinata e polverizzata, ottenendo un impasto che,&lt;br /&gt;dopo la fase di maturazione (sezione di processo denominata&lt;br /&gt;«cantina») e granulazione (sezione di processo denominata&lt;br /&gt;«granulazione»), veniva inviato all'insacco ed alla distribuzione.&lt;br /&gt;Le fonti di contaminazione associate a questo tipo di attivita'&lt;br /&gt;sono:&lt;br /&gt;ceneri di pirite e pannelli di zolfo, che costituiscono il&lt;br /&gt;residuo dei forni, accumulato nel corso del tempo nei terreni&lt;br /&gt;circostanti e nell'area lagunare contigua;&lt;br /&gt;cenere amorfa, accumulata in passato nell'area nord e nord-est&lt;br /&gt;della zona industriale;&lt;br /&gt;fluorosilicati e fanghi di chiarificazione, residui&lt;br /&gt;dell'abbattimento ad umido dell'aria calda proveniente dalla fase di&lt;br /&gt;maturazione e utilizzati anch'essi quale riporto nell'area antistante&lt;br /&gt;la laguna.&lt;br /&gt;Principali caratteristiche ambientali&lt;br /&gt;Dal punto di vista geologico, l'area in oggetto fa parte della&lt;br /&gt;fossa tettonica formatasi dopo il Miocene superiore, con direttrice&lt;br /&gt;corrispondente alla valle di Collecchio.&lt;br /&gt;In passato, a partire dal Pleistocene, la laguna e' stata&lt;br /&gt;soggetta ad una serie di emersioni ed inondazioni collegate con le&lt;br /&gt;oscillazioni eustatiche del livello del mare, con la formazione di&lt;br /&gt;depositi di origine continentale e depositi di origine marina.&lt;br /&gt;Si riscontra pertanto un'alternanza di depositi sabbiosi e limo&lt;br /&gt;sabbiosi (strato piu' superficiale) e depositi argillo-limosi e&lt;br /&gt;limo-argillosi. Quest'ultima formazione e' continua, di spessore&lt;br /&gt;variabile da 2 a 5 m, riscontrabile a profondita' variabile da 0.5 m&lt;br /&gt;a 5 m.&lt;br /&gt;Per quanto riguarda l'inquadramento idrologico, l'area&lt;br /&gt;circostante lo stabilimento Sitoco ricade nel lato di sinistra del&lt;br /&gt;fiume Albenga.&lt;br /&gt;L'area in oggetto, sembra essere interessata da due falde&lt;br /&gt;idriche, una superficiale dovuta alle acque di percolazione e l'altra&lt;br /&gt;piu' profonda condizionata dalle acque piovane che ricadono&lt;br /&gt;nell'ampio bacino imbrifero.&lt;br /&gt;L'idrologia superficiale e' regolata dal fenomeno del&lt;br /&gt;ruscellamento e dalla presenza di un fosso situato ai confini lato&lt;br /&gt;ferrovia e dalla laguna.&lt;br /&gt;La diversa profondita' alla quale si e' rinvenuta la presenza di&lt;br /&gt;depositi semi-impermeabili, il diverso spessore, la presenza del&lt;br /&gt;fosso (lato ferrovia) e della laguna (lato Ovest), condizionano&lt;br /&gt;l'andamento dei livelli piezometrici.&lt;br /&gt;Piano di caratterizzazione&lt;br /&gt;Le indagini ambientali pregresse, condotte negli anni dal 1995 al&lt;br /&gt;2003, hanno evidenziato che:&lt;br /&gt;- i suoli risultano generalmente contaminati da alluminio,&lt;br /&gt;arsenico, cadmio, ferro, manganese, mercurio, piombo e rame.&lt;br /&gt;Rilevante presenza di arsenico si evidenzia nelle aree vicino allo&lt;br /&gt;stabilimento. Nella subarea nord dello stesso, compresa tra i muri&lt;br /&gt;perimetrali ed il canale fognario sono state rinvenute porzioni&lt;br /&gt;terrose con ammassi di residui di produzione, quali pannelli di&lt;br /&gt;zolfo, anelli delle torri, possibili residui di biacche di piombo;&lt;br /&gt;- le acque superficiali e sotterranee evidenziano presenza di&lt;br /&gt;arsenico, cadmio, ferro, manganese, piombo, rame con contaminazione&lt;br /&gt;diffusa in falda;&lt;br /&gt;- le verifiche effettuate sugli intonaci e sugli elementi&lt;br /&gt;strutturali dei fabbricati industriali hanno altresi' evidenziato&lt;br /&gt;contaminazione da arsenico e piombo in concentrazione apprezzabile.&lt;br /&gt;Sono in fase di attuazione sia le indagini del piano di&lt;br /&gt;caratterizzazione della parte a terra dell'area ex Sitoco, sia la&lt;br /&gt;caratterizzazione ambientale dell'area lagunare antistante lo&lt;br /&gt;stabilimento, preceden-temente approvati. In Conferenza di servizi&lt;br /&gt;decisoria ai sensi dell'art. 14 della legge n. 241/1990.&lt;br /&gt;Progetto di messa in sicurezza e/o bonifica&lt;br /&gt;Le operazioni di m.i.s.e. sul sito in esame constano&lt;br /&gt;sostanzialmente delle seguenti fasi operative:&lt;br /&gt;- rimozione ed avvio a trattamento/smaltimento dei rifiuti&lt;br /&gt;abbandonati;&lt;br /&gt;- realizzazione di sistemi che impediscano l'afflusso da monte&lt;br /&gt;delle acque meteoriche nell'area contaminata;&lt;br /&gt;- realizzazione di sistemi di intercettazione delle acque&lt;br /&gt;meteoriche dilavanti l'area in questione nonche' pompaggio di quelle&lt;br /&gt;di falda inquinate con idoneo trattamento depurativo delle stesse&lt;br /&gt;cosi' da evitare la diffusione dell'inquinamento;&lt;br /&gt;- la contaminazione dell'area verso il lato laguna;&lt;br /&gt;- la rimozione dei sedimenti non appena saranno disponibili i&lt;br /&gt;dati sistematici relativi agli inquinanti rilevati.&lt;br /&gt;E' ancora da elaborare il progetto di bonifica.&lt;br /&gt;AREA DEL LITORALE VESUVIANO&lt;br /&gt;Comune - Localita'&lt;br /&gt;Aree del Litorale vesuviano.&lt;br /&gt;Tipologia dell'intervento&lt;br /&gt;Bonifica e ripristino ambientale di area industriale e dell'area&lt;br /&gt;marina antistante, bonifica di aree industriali dismesse.&lt;br /&gt;Perimetrazione&lt;br /&gt;Non e' stato ancora definito il perimetro delle aree del Litorale&lt;br /&gt;vesuviano ai sensi dell'art. 1, comma 4 della legge 9 dicembre 1998,&lt;br /&gt;n. 426, e successive modificazioni.&lt;br /&gt;Principali caratteristiche ambientali&lt;br /&gt;Le aree del Litorale vesuviano comprendono in linea generale il&lt;br /&gt;territorio a Sud del Vesuvio che e' rappresentata dalla piana del&lt;br /&gt;Sarno. I sedimenti riferibili alla paleo-spiaggia di epoca romana si&lt;br /&gt;riscontrano a profondita' di circa 3-4 m rispetto al livello medio&lt;br /&gt;del mare attuale. Durante l'Olocene la Piana ha subito una continua&lt;br /&gt;subsidenza compensata da un'attiva sedimentazione nell'area suddetta&lt;br /&gt;sono presenti attivita' di produzione di:&lt;br /&gt;- materiale ferroviario in aziende che hanno dismesso la loro&lt;br /&gt;produzione definitivamente intorno agli anni 1970;&lt;br /&gt;- cantieristica navale che ancora oggi rappresenta&lt;br /&gt;un'importante componente economica;&lt;br /&gt;- carta e cartoncini, sia da materia prima che da carta&lt;br /&gt;riciclata;&lt;br /&gt;- discariche di inerti, pericolosi e non pericolosi.&lt;br /&gt;Sul territorio sono presenti anche diverse attivita' artigianali&lt;br /&gt;alcune di rilevata importanza quali: lavorazioni di pelli e pellicce,&lt;br /&gt;lavorazione e trasformazione di stracci, lavorazione di seta e&lt;br /&gt;fettucce.&lt;br /&gt;Si segnala anche, nell'area la presenza di fonti di acque&lt;br /&gt;minerali-bicarbonato-alcalino-ferrose, e di stabilimenti termali.&lt;br /&gt;PORTO TORRES&lt;br /&gt;Comune - Localita'&lt;br /&gt;Porto Torres.&lt;br /&gt;Tipologia dell'intervento&lt;br /&gt;Bonifica e ripristino ambientale dell'area industriale e&lt;br /&gt;dell'area marina antistante lo stabilimento industriale, bonifica di&lt;br /&gt;aree industriali dismesse.&lt;br /&gt;Perimetrazione&lt;br /&gt;All'interno del perimetro definito dal decreto del Ministero&lt;br /&gt;dell'ambiente del 26 febbraio 2003 sono presenti:&lt;br /&gt;- Polo Petrolchimico: stabilimento Syndial S.p.A., Sasol Italy&lt;br /&gt;S.p.A., EVC S.p.A., Turris Espansi, Turris PacK, Coseplast, Isoex,&lt;br /&gt;SarEuroplast, Officina meccanica Ormes;&lt;br /&gt;- Laterizi Torres della Sarda Laterizi;&lt;br /&gt;- Distoms S.r.l.;&lt;br /&gt;- Deposito costiero ENI S.p.A.;&lt;br /&gt;- Deposito costiero ESSO Italiana S.r.l.;&lt;br /&gt;- Deposito costiero Liquigas S.r.l.;&lt;br /&gt;- Ex Ferriere Sarde; .&lt;br /&gt;- Endesa S.p.A.;&lt;br /&gt;- Wanda (impianto itticultura dismesso);&lt;br /&gt;- Area marino costiera prospiciente il sito di bonifica di&lt;br /&gt;interesse nazionale di Porto Torres;&lt;br /&gt;L'area a terra interna alla perimetrazione occupa una superficie&lt;br /&gt;di circa 1830 ha nel territorio del comune Porto Torres (provincia di&lt;br /&gt;Sassari) ed e' caratterizzata dalla presenza di nuclei industriali di&lt;br /&gt;notevole entita', quali:&lt;br /&gt;1) il polo petrolchimico: costituito da 19 unita' (di cui&lt;br /&gt;alcune chiuse nel 1992) in cui si ha la produzione di cloro-soda,&lt;br /&gt;dicloroetano, VCM, PVC, polietilene, poliolefine, benzene,&lt;br /&gt;detergenti, derivati del carbone, fertilizzanti, cicloesano,&lt;br /&gt;ciclesanone, fenolo, rumene, solventi organici, acidi solforico,&lt;br /&gt;anidride italica.&lt;br /&gt;Lo stabilimento petrolchimico e' nato agli inizi degli anni '60&lt;br /&gt;ad opera della Sarda Industria Resine (S.I.R.) ed ha un'estensione&lt;br /&gt;complessiva pari a 1165. All'interno dello stabilimento, la societa'&lt;br /&gt;Syndial rappresenta la maggior presenza industriale, ma sono anche&lt;br /&gt;presenti attivita' gestite dalla EVC (Italia) S.p.A. e dalla Sasol&lt;br /&gt;S.p.A. (gia' Conda Augusta) ed operano inoltre autonomamente altre&lt;br /&gt;piccole realta';&lt;br /&gt;2) la centrale Endesa Italia di Fiume Santo: centrale&lt;br /&gt;termoelettrica in cui viene utilizzato come combustibile Orimulsion&lt;br /&gt;400.&lt;br /&gt;All'interno dell'area sono presenti il Porto commerciale ed il&lt;br /&gt;Porto industriale di Porto Torres nonche' un'elevato numero di&lt;br /&gt;serbatoi di stoccaggio di materie prime e prodotti petroliferi.&lt;br /&gt;L'area marina perimetrata ha un'ampiezza complessiva pari a circa&lt;br /&gt;2700 ha e si estende, fra la diga foranea del porto industriale e la&lt;br /&gt;foce del fiume Santo.&lt;br /&gt;Principali caratteristiche ambientali e situazione di inquinamento&lt;br /&gt;L'intera area perimetrata risulta fortemente antropizzata e le&lt;br /&gt;numerose attivita' presenti comportano un notevole impatto su un&lt;br /&gt;territorio che si trova inserito in un contesto ambientale di&lt;br /&gt;notevole pregio come il Golfo dell'Asinara (area marina protetta).&lt;br /&gt;Sono presenti stabilimenti che producono DCE/CVM, PVC e prodotti&lt;br /&gt;chimici, depositi di prodotti petroliferi, discariche, aree con&lt;br /&gt;presenza di notevoli quantita' di coperture in eternit, aree&lt;br /&gt;industriali dismesse, una centrale di produzione termoelettrica,&lt;br /&gt;l'area marina antistante il polo industriale.&lt;br /&gt;L'area di stabilimento e' caratterizzata soprattutto da un&lt;br /&gt;inquinamento da composti organici, sia in fase disciolta che in&lt;br /&gt;galleggiamento, nelle acque di infiltrazione superficiale e in quelle&lt;br /&gt;dell'acquifero calcarenitico. All'interno dell'insediamento Syndial&lt;br /&gt;sono presenti numerosi impianti dismessi e, nel settore occidentale&lt;br /&gt;dello stabilimento, discariche controllate e non controllate.&lt;br /&gt;Nel sito Endesa Italia di Fiume Santo nel febbraio 2000 si e'&lt;br /&gt;verificato il versamento accidentale di circa 700 m^3 di combustibile&lt;br /&gt;«Orimulsion» a seguito della rottura di una tubazione di ricircolo.&lt;br /&gt;L'area marina antistante il sito di Porto Torres presenta diversi&lt;br /&gt;gradi di compromissione in relazione alla vicinanza al porto&lt;br /&gt;industriale, alla citta' di Porto Torres ed alla foce del Rio Mannu.&lt;br /&gt;Iter istruttorio&lt;br /&gt;La Conferenza di servizi decisoria del 22 giugno 2004 ha&lt;br /&gt;deliberato di prendere atto delle Linee guida operative per la&lt;br /&gt;redazione, esecuzione e gestione dei Piani di caratterizzazione&lt;br /&gt;decreto ministeriale n. 471/1999 - Protocollo d'intesa per gli&lt;br /&gt;interventi di risanamento dei siti Enichem S.p.A. e Polimeri Europa&lt;br /&gt;S.r.l. in regione Sardegna, e loro revisione, trasmessi dalla regione&lt;br /&gt;autonoma della Sardegna.&lt;br /&gt;Piani di caratterizzazione&lt;br /&gt;La Conferenza di servizi decisoria del 22 giugno 2004 ha&lt;br /&gt;deliberato di approvare il Piano di caratterizzazione dell'area&lt;br /&gt;marino-costiera prospiciente il sito di bonifica di interesse&lt;br /&gt;nazionale di Porto Torres, trasmesso da ICRAM e ha ritenuto, inoltre,&lt;br /&gt;necessario che siano indagate nella prima fase di caratterizzazione&lt;br /&gt;le seguenti aree: area Polla, area Lagone, area di escavo dei fondali&lt;br /&gt;del Porto industriale e area adiacente Punta Minciaredda.&lt;br /&gt;Nella medesima Conferenza sono stati approvati con prescrizioni,&lt;br /&gt;il Piano di caratterizzazione delle aree Syndial all'interno dello&lt;br /&gt;stabilimento industriale di porto Torres e il Piano di&lt;br /&gt;caratterizzazione della Centrale Termoelettrica di Fiumesanto&lt;br /&gt;(Sassari) di proprieta' Endesa Italia.&lt;br /&gt;Progetto di messa in sicurezza e/o bonifica&lt;br /&gt;La Conferenza di servizi decisoria del 22 giugno 2004 ha&lt;br /&gt;affrontato alcune situazioni di criticita' ambientale rilevate presso&lt;br /&gt;lo Stabilimento Syndial, con particolare riferimento all'area&lt;br /&gt;denominata «Minciaredda» (Nord occidentale) e all'area del&lt;br /&gt;Petrolchimico (Nord orientale) richiedendo all'Azienda di adottare&lt;br /&gt;immediate misure di messa in sicurezza di emergenza.&lt;br /&gt;Nella medesima Conferenza ha deliberato di prendere atto dei&lt;br /&gt;documenti Caratterizzazione del sottosuolo, indagini a mare e&lt;br /&gt;Progetto preliminare degli interventi sul terreno contaminato a&lt;br /&gt;seguito della perdita di Orimulsion dal bacino di contenimento del&lt;br /&gt;serbatoio BM001A nell'area Endesa Italia.&lt;br /&gt;VAL BASENTO&lt;br /&gt;Comune - Localita'&lt;br /&gt;Ferrandina, Pisticci, Grottole, Miglionico, Pomarico e Salandra&lt;br /&gt;(Matera).&lt;br /&gt;Tipologia dell'intervento&lt;br /&gt;Bonifica di aree industriali di tipo chimico ed aree produttive&lt;br /&gt;dimesse.&lt;br /&gt;Perimetrazione&lt;br /&gt;Il sito dell'area industriale della Val Basento e' stato&lt;br /&gt;individuato quale intervento di bonifica di interesse nazionale&lt;br /&gt;dall'art. 14 della legge 31 luglio 2002, n. 179.&lt;br /&gt;Il perimetro del sito in oggetto comprende le aree potenzialmente&lt;br /&gt;inquinate di pertinenza dei comuni di Ferrandina e Pisticci gia'&lt;br /&gt;individuate dalla regione Basilicata nella nota del 3 ottobre 2002&lt;br /&gt;prot. 20899/75B nonche' aree potenzialmente inquinate ricadenti nel&lt;br /&gt;territorio dei comuni di Grottole, Miglionico, Pomarico e Salandra,&lt;br /&gt;come riportato nel decreto di Perimetrazione del sito di interesse&lt;br /&gt;nazionale della Val Basento del 26 febbraio 2003, n. 642 del&lt;br /&gt;Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio&lt;br /&gt;conseguentemente alle proposte inviate dalla regione Basilicata.&lt;br /&gt;L'area occupa una superficie di circa 34 kmq, parte di proprieta'&lt;br /&gt;di soggetti privati ed include al suo interno tre insediamenti&lt;br /&gt;industriali (Salandra, Ferrandina e Pisticci), inframmezzati da aree&lt;br /&gt;a prevalente vocazione agricola.&lt;br /&gt;Sull'area insistono svariate attivita' produttive di tipo&lt;br /&gt;chimico, nonche' aree dismesse che furono in passato sede di&lt;br /&gt;produzione e manufatti in cemento-amianto, e altre di produzione di&lt;br /&gt;metanolo.&lt;br /&gt;Principali caratteristiche ambientali&lt;br /&gt;Il sito racchiude un'area piuttosto ampia posizionata lungo&lt;br /&gt;l'asta fluviale del fiume Basento, orientata secondo l'asse&lt;br /&gt;nord-ovest/sud-est. La ricostruzione stratigrafica eseguita a seguito&lt;br /&gt;di sondaggi condotti fino ad una profondita' di circa 15 m nell'area&lt;br /&gt;ha messo in luce la presenza di terreni di alluvioni fini recenti,&lt;br /&gt;quali sabbie medio-fini, limi ed argille limose, poggianti su&lt;br /&gt;alluvioni grossolane, quali ghiaie e ciottoli in matrice sabbiosa. A&lt;br /&gt;profondita' maggiori si rinviene un complesso argilloso, nell'insieme&lt;br /&gt;impermeabile pur presentando fratture superficiali che localmente&lt;br /&gt;possono limitare tale caratteristica.&lt;br /&gt;La vicinanza del fiume Basento e il pericolo connesso alla&lt;br /&gt;possibile presenza di contaminazione nelle aree industriali attive&lt;br /&gt;e/o dimesse, portano a ritenere che il sito presenti caratteristiche&lt;br /&gt;di elevato rischio ambientale e sanitario.&lt;br /&gt;Costi di messa in sicurezza e/o bonifica&lt;br /&gt;A favore della regione Basilicata sono stati trasferiti fin&lt;br /&gt;dal giugno 2003 risorse pari a Euro 166.011,60, a valere dello&lt;br /&gt;stanziamento recato dalla legge 23 marzo 2001, n. 93, art. 20 per la&lt;br /&gt;realizzazione di una mappatura completa della presenza di amianto sul&lt;br /&gt;territorio nazionale e degli interventi di bonifica urgente. Inoltre&lt;br /&gt;limitatamente al territorio del comune di Ferrandina e' stata&lt;br /&gt;assentita l'assegnazione di risorse finanziarie pari a Euro&lt;br /&gt;500.000,00 a valere della citata legge 23 marzo 2001, n. 93, per il&lt;br /&gt;finanziamento degli interventi di bonifica di particolare urgenza&lt;br /&gt;dell'area dello stabilimento ex Materit, che produce manufatti&lt;br /&gt;contenenti amianto. Il 70% di dette risorse finanziarie, pari a Euro&lt;br /&gt;350.000,00 e' gia' stato trasferito al comune di Ferrandina.&lt;br /&gt;Piano di caratterizzazione&lt;br /&gt;E' stata eseguita la caratterizzazione dei suoli delle aree&lt;br /&gt;agricole a basso rischio di inquinamento incluse nel sito di&lt;br /&gt;interesse nazionale della Val Basento, dalla quale si e' evidenziato&lt;br /&gt;che tutti i parametri analitici ricercati hanno una concentrazione&lt;br /&gt;inferiore alla concentrazione massima ammissibile riportata nel&lt;br /&gt;decreto ministeriale n. 471/1999 per suoli ad uso industriale.&lt;br /&gt;Viceversa, sono stati riscontrati alcuni superamenti della tabella&lt;br /&gt;relativa ai suoli ad uso verde/residenziale per i parametri cromo&lt;br /&gt;esavalente e mercurio. Per dette aree si procedera' ad un'indagine&lt;br /&gt;integrativa per delimitare la contaminazione arealmente e in&lt;br /&gt;profondita'.&lt;br /&gt;Inoltre, e' stata condotta la caratterizzazione delle aree di&lt;br /&gt;pertinenza di numerose aziende private. Sono in corso di elaborazione&lt;br /&gt;i piani di caratterizzazione delle restanti aree ricadenti&lt;br /&gt;all'interno del sito.&lt;br /&gt;Progetto di messa in sicurezza e/o bonifica&lt;br /&gt;Sono in atto interventi di messa in sicurezza di emergenza della&lt;br /&gt;falda ad opera delle medesime aziende private.&lt;br /&gt;Inoltre, sono stati eseguiti i lavori di decommissioning&lt;br /&gt;dell'impianto di desolforazione della Centrale Gas Eni di Ferrandina&lt;br /&gt;ed, in seguito, e' stato presentato il progetto preliminare di&lt;br /&gt;bonifica dell'intera area di proprieta' della ditta medesima.&lt;br /&gt;TERRITORIO DEL BACINO DEL FIUME SACCO&lt;br /&gt;L'emergenza ambientale del territorio ricadente all'interno del&lt;br /&gt;bacino del fiume Sacco, che scorre attraverso le province di Roma e&lt;br /&gt;Frosinone, e' dovuta alla presenza di isomeri di esaclorocicloesano&lt;br /&gt;che hanno contaminato l'argine fluviale.&lt;br /&gt;La contaminazione sarebbe dovuta alla percolazione dei suddetti&lt;br /&gt;agenti chimici situati nell'area del comune di Colleferro, occupata&lt;br /&gt;fino a trenta anni fa da un'industria chimica, e dove sono stati&lt;br /&gt;rinvenuti fusti interrati e scarti di lavorazioni.&lt;br /&gt;Si evidenzia che con decreto del Presidente del Consiglio dei&lt;br /&gt;Ministri 19 maggio 2005 e' stato dichiarato, fino al 30 aprile 2006,&lt;br /&gt;lo stato di emergenza socio-economico-ambientale nel territorio del&lt;br /&gt;bacino del fiume Sacco e con successiva ordinanza del Presidente del&lt;br /&gt;Consiglio dei Ministri 10 giugno 2005, n. 3441, sono stati previsti&lt;br /&gt;interventi urgenti finalizzati al superamento della fase&lt;br /&gt;dell'emergenza nel territorio dei comuni di Colleferro, Segni e&lt;br /&gt;Gavignano della provincia di Roma, e dei comuni di Paliano, Anagni,&lt;br /&gt;Ferentino, Sgurgola, Morolo e Supino della provincia di Frosinone.&lt;br /&gt;Detto sito, e' stato inserito tra i Siti di interesse nazionale&lt;br /&gt;da bonificare di competenza del Ministero dell'ambiente. In data&lt;br /&gt;2 dicembre 2005, con la disposizione introdotta all'art.&lt;br /&gt;11-quaterdecies, comma 15 della legge n. 248 - conversione, con&lt;br /&gt;modificazioni, del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203 - e'&lt;br /&gt;avvenuto tale inserimento.&lt;br /&gt;Ora, sulla base delle attivita' gia' impostate dalla Struttura&lt;br /&gt;commissariale, che si riportano di seguito:&lt;br /&gt;perimetrazione provvisoria del sito che interessa ad oggi nove&lt;br /&gt;comuni (Colleferro, Segni e Gavignano nella provincia di Roma, e&lt;br /&gt;Paliano, Anagni, Ferentino, Sgurgola, Morolo e Supino, nella&lt;br /&gt;provincia di Frosinone);&lt;br /&gt;individuazione ed attivazione delle prime misure di messa in&lt;br /&gt;sicurezza d'emergenza per rifiuti, suoli e acque contaminati;&lt;br /&gt;individuazione ed attivazione delle indagini di&lt;br /&gt;caratterizzazione delle aree, pubbliche e private, al fine di&lt;br /&gt;definire l'estensione e la gravita' della contaminazione;&lt;br /&gt;attivazione della sorveglianza sanitaria, epidemiologica e&lt;br /&gt;veterinaria;&lt;br /&gt;sara' da definire il perimetro del nuovo sito da bonificare di&lt;br /&gt;interesse nazionale, in accordo con tutti i comuni interessati ai&lt;br /&gt;sensi dell'art. 1, comma 4 della legge n. 426/1998.&lt;br /&gt;MILAZZO&lt;br /&gt;Comune - Localita'&lt;br /&gt;Milazzo, San Filippo del Mela, Pace del Mela (Messina).&lt;br /&gt;Tipologia dell'intervento&lt;br /&gt;Bonifica e ripristino ambientale aree industriali, discariche,&lt;br /&gt;arenile ed area marina antistante.&lt;br /&gt;Perimetrazione&lt;br /&gt;Il sito preliminarmente individuato ai fini della futura&lt;br /&gt;perimetrazione e' ubicato all'interno dell'area di sviluppo&lt;br /&gt;industriale di Milazzo e ricade nei territori dei comuni di Milazzo,&lt;br /&gt;San Filippo del Mela e Pace del Mela, (provincia di Messina), gia'&lt;br /&gt;dichiarati «area ad elevato rischio di crisi ambientale del&lt;br /&gt;comprensorio del Mela» ai sensi del decreto legislativo n. 112/1998.&lt;br /&gt;La zona attualmente individuata occupa una superficie di circa&lt;br /&gt;500 ha, ed e' delimitata dal Mare Tirreno a nord, dal territorio&lt;br /&gt;comunale di Milazzo ad ovest, dalla linea FFSS ed autostrada Messina&lt;br /&gt;Palermo a sud e dalla frazione Giammoro (Pace della Mela).&lt;br /&gt;All'interno del sito sono presenti, fra l'altro:&lt;br /&gt;Raffineria RAM;&lt;br /&gt;Centrale elettrica EDIPO WER (ex ENEL);&lt;br /&gt;Centrale elettrica Termica Milazzo (ex SONDEL);&lt;br /&gt;DUFERDOFIN Siderurgica profilati in ferro;&lt;br /&gt;ETS produzione apparecchiature elettriche;&lt;br /&gt;Stabilimento Messinambiente S.p.A.;&lt;br /&gt;Arenile e area marina antistante le aree industriali.&lt;br /&gt;L'arenile e l'area marina antistante hanno una superficie&lt;br /&gt;indicativa di circa 1000 ha. L'area della Raffineria RAM (joint&lt;br /&gt;venture al 50% tra Eni e Kuwait Petroleum Italia) ha una superficie&lt;br /&gt;di oltre duecento ettari ed e' stata utilizzata a partire dagli anni&lt;br /&gt;sessanta per la raffinazione ed il deposito di prodotti petroliferi.&lt;br /&gt;La raffineria e' autorizzata a lavorare oltre 20 milioni di ton/anno&lt;br /&gt;di olio grezzo e residui di varia provenienza. I prodotti greggi&lt;br /&gt;vengono ricevuti via mare e scaricati in serbatoi di stoccaggio. La&lt;br /&gt;maggior parte dei prodotti finiti vengono recapitati ai luoghi di&lt;br /&gt;destinazione via mare; parte di essi rifornisce la limitrofa centrale&lt;br /&gt;Edipower attraverso un oleodotto, mentre un'aliquota viene gestita&lt;br /&gt;attraverso autobotti.&lt;br /&gt;L'area della ex Centrale ENEL, ora EDIPOWER, con una superficie&lt;br /&gt;di circa ottanta ettari e' stata utilizzata a partire dagli anni&lt;br /&gt;sessanta per la produzione di energia elettrica con utilizzo di olio&lt;br /&gt;combustibile denso. La centrale e' composta da 6 unita' di&lt;br /&gt;generazione, di cui 2 da 320 MW e 4 da 160 MW, per una potenza&lt;br /&gt;installata totale di 1.280 MW. Ogni sezione e' composta da una&lt;br /&gt;caldaia con relativi ausiliari (ventilatori, bruciatori, riscaldatori&lt;br /&gt;d'aria, soffiatori, ecc.).&lt;br /&gt;L'area del deposito Messinambiente S.p.A., utilizzato per lo&lt;br /&gt;stoccaggio di elettrodomestici dismessi, e' stato oggetto nello&lt;br /&gt;scorso luglio di un violento incendio che ha provocato la&lt;br /&gt;propagazione nell'atmosfera con successiva ricaduta al suolo di&lt;br /&gt;sostanze tossiche e nocive di cui appare necessario valutare&lt;br /&gt;l'entita' e l'estensione nonche' gli eventuali effetti sulla&lt;br /&gt;commestibilita' delle culture ad uso alimentare presenti nell'area.&lt;br /&gt;Principali caratteristiche ambientali e situazione di inquinamento&lt;br /&gt;L'area in oggetto presenta una leggera e costante pendenza&lt;br /&gt;decrescente verso Nord, che nella toponomastica locale prende il nome&lt;br /&gt;di «Piana di Milazzo». Tale piana costiera e' caratterizzata da&lt;br /&gt;un'ampiezza variabile tra 2 e 6 km ed ospita la maggior parte delle&lt;br /&gt;zone urbanizzate. Il piano campagna del settore occupato dagli&lt;br /&gt;impianti e dagli stoccaggi della Raffineria varia tra una quota di&lt;br /&gt;1,00 e 1,50 m s.l.m. in prossimita' della linea di costa e di 17,00 e&lt;br /&gt;18,00 m s.l.m. nel settore piu' meridionale.&lt;br /&gt;A circa 15 km a Sud del sito in oggetto, vi e' la catena dei&lt;br /&gt;Monti Peloritani, caratterizzata da una quota media di circa 500 m&lt;br /&gt;s.l.m. ed una quota massima di 1200 m s.l.m.&lt;br /&gt;Dal punto di vista idrologico la regione e' caratterizzata dalla&lt;br /&gt;presenza delle «fiumare», corsi d'acqua a carattere torrentizio, i&lt;br /&gt;cui letti sono prevalentemente orientati secondo l'asse N-S, avendo&lt;br /&gt;origine dalla catena dei Monti Peloritani e convogliando le proprie&lt;br /&gt;acque nel Mar Tirreno. In particolare, si riconoscono 3 grandi bacini&lt;br /&gt;imbriferi, in ordine di importanza quello del Torrente Muto, quello&lt;br /&gt;del Torrente Corriolo (che attraversa la RAM) e quello del Torrente&lt;br /&gt;Mela.&lt;br /&gt;Le problematiche ambientali del sito possono essere ricondotte&lt;br /&gt;alla presenza localizzata di idrocarburi e metalli nei terreni e&lt;br /&gt;nelle acque sotterranee e ad inquinamento diffuso legato ad emissioni&lt;br /&gt;atmosferiche ed a fenomeni di combustione incontrollata di rifiuti&lt;br /&gt;contenenti fra l'altro materiali plastici (incendio Messinambiente).&lt;br /&gt;I principali fenomeni di degrado dell'ambiente marino sono dovuti&lt;br /&gt;all'inquinamento da petrolio, all'inquinamento termico e&lt;br /&gt;all'eutrofizzazione. Dovra' inoltre essere valutata la contaminazione&lt;br /&gt;dei sedimenti da metalli pesanti e da idrocarburi.&lt;br /&gt;Costi di messa in sicurezza e/o bonifica&lt;br /&gt;Le prime stime, effettuate sulla base dei dati preliminari di&lt;br /&gt;estensione e di tipologia di inquinamento, indicano un fabbisogno di&lt;br /&gt;larga massima per gli interventi piu' urgenti pari a circa 55 milioni&lt;br /&gt;di euro.&lt;br /&gt;Piani di caratterizzazione&lt;br /&gt;E' stato redatto e presentato alle amministrazioni locali&lt;br /&gt;interessate il piano di caratterizzazione dell'area della Centrale&lt;br /&gt;elettrica EDIPOWER, mentre e' in corso di elaborazione quello&lt;br /&gt;relativo al l'area della Raffineria RAM.&lt;br /&gt;Sono da elaborare i piani di caratterizzazione relativi alle&lt;br /&gt;altre zone industriali e alle aree a mare.&lt;br /&gt;Progetti di messa in sicurezza e/o bonifica&lt;br /&gt;Da elaborare.&lt;br /&gt;BACINO IDROGRAFICO FIUME SARNO&lt;br /&gt;Comune - Localita'&lt;br /&gt;BACINO IDROGRAFICO FIUME SARNO&lt;br /&gt;Tipologia dell'intervento&lt;br /&gt;Interventi di messa in sicurezza, caratterizzazione, bonifica e&lt;br /&gt;ripristino ambientale dell'area.&lt;br /&gt;Perimetrazione&lt;br /&gt;Bacino idrografico del fiume Sarno e area marina antistante la&lt;br /&gt;foce.&lt;br /&gt;Principali caratteristiche ambientali e situazione di inquinamento&lt;br /&gt;Il fiume Sarno nasce a S. Maria la Foce da alcune sorgenti&lt;br /&gt;carsiche e raccoglie le acque di un vasto bacino idrografico che si&lt;br /&gt;estende per circa 500 km^2 su una piana di origine alluvionale e&lt;br /&gt;vulcanica. Il bacino e' delimitato a Nord Ovest dai versanti del&lt;br /&gt;complesso Somma-Vesuvio, a Sud-Est dal golfo di Napoli, a Sud dalla&lt;br /&gt;Penisola Sorrentina e dai Monti Lattari, a Nord e a Nord-Est&lt;br /&gt;rispettivamente dai monti di Sarno e di Solfora. Nel corso medio, a 3&lt;br /&gt;km ad Ovest di S. Marzano, riceve le acque del torrente Cavaiola nel&lt;br /&gt;quale, a sua volta, confluisce il torrente Solforana.&lt;br /&gt;Nell'area sono presenti diverse attivita' produttive come&lt;br /&gt;concerie, industrie alimentari (lavorazione del pomodoro), industrie&lt;br /&gt;farmaceutiche e cantieristica navale. Inoltre vi e' una diffusa&lt;br /&gt;presenza di «scarichi civili e/o misti» spesso non depurati.&lt;br /&gt;Studi pregressi sull'area testimoniano una condizione di elevata&lt;br /&gt;criticita' ambientale sui sedimenti dell'alveo del fiume Sarno e dei&lt;br /&gt;suoi affluenti, le cui forti alterazioni sono causate principalmente&lt;br /&gt;dall'attivita' umana pregressa e/o attuale.&lt;br /&gt;I sedimenti del bacino del fiume Sarno presentano uno stato di&lt;br /&gt;contaminazione diffusa sia dal punto di vista microbiologico che&lt;br /&gt;chimico. Dal punto di vista chimico principalmente ad opera di Cromo,&lt;br /&gt;piombo, zinco, composti organoclorurati e idrocarburi pesanti, e in&lt;br /&gt;modo piu' puntiforme da parte di nichel, rame, diossine. Tra i&lt;br /&gt;composti organoclorurati riscontrati nei sedimenti si evidenzia la&lt;br /&gt;presenza significativa di Policlorobifenili (PCB) e di pesticidi, in&lt;br /&gt;particolare il p,p'-DDE e' presente in maniera costante e diffusa in&lt;br /&gt;tutto il bacino.&lt;br /&gt;La distribuzione dei contaminanti nei sedimenti dell'area marina&lt;br /&gt;antistante la foce del Sarno risulta influenzata non solo&lt;br /&gt;dall'ubicazione delle fonti d'inquinamento ma anche dal regime&lt;br /&gt;idrodinamico dominante.&lt;br /&gt;Infatti le caratteristiche idrodinamiche determinano il trasposto&lt;br /&gt;della frazione fine dei sedimenti, e di conseguenza dei contaminanti,&lt;br /&gt;prevalentemente verso il settore nord occidentale dell'area.&lt;br /&gt;Da un punto di vista granulometrico, a differenza di quanto&lt;br /&gt;riscontrato nei tratti costieri limitrofi dove si evidenzia la&lt;br /&gt;tendenza ad un gradiente dimensionale dalla costa verso il largo&lt;br /&gt;(aumento della frazione fine verso il largo), e' presente un accumulo&lt;br /&gt;di sedimenti fluvio-deltizi tipicamente siltosi, e quindi piu' fini,&lt;br /&gt;a profondita' comprese tra i 30 e i 50 m. Tale accumulo di sedimenti&lt;br /&gt;influenza di conseguenza la distribuzione degli inquinanti.&lt;br /&gt;Nell'area marina antistante la foce del Sarno, si riscontra uno&lt;br /&gt;stato di contaminazione diffuso da cromo con concentrazioni massime&lt;br /&gt;nella zona antistante la foce del fiume Sarno, una contaminazione&lt;br /&gt;lieve da mercurio e zinco, e meno diffusa la contaminazione da rame e&lt;br /&gt;piombo.&lt;br /&gt;L'area risulta inoltre compromessa dal punto di vista&lt;br /&gt;microbiologico proprio a causa dell'apporto del Sarno.&lt;br /&gt;Costi di messa in sicurezza e/o bonifica&lt;br /&gt;In corso di definizione.&lt;br /&gt;Piani di caratterizzazione&lt;br /&gt;L'Autorita' di bacino del Sarno ha realizzato uno studio&lt;br /&gt;preliminare per la caratterizzazione dei corpi idrici superficiali e&lt;br /&gt;sotterranei (AdB Sarno 2002).&lt;br /&gt;Nell'ambito di quanto previsto dall'OPCM 3270/2003 (Emergenza&lt;br /&gt;socio economico-ambientale del bacino idrografico del fiume Sarno)&lt;br /&gt;l'APAT ha realizzato il piano di caratterizzazione dei sedimenti del&lt;br /&gt;bacino del fiume Sarno&lt;br /&gt;Progetti di messa in sicurezza e/o di bonifica&lt;br /&gt;Da elaborare.&lt;br /&gt;SITO DELLE STRILLAIE (GROSSETO)&lt;br /&gt;Comune - Localita'&lt;br /&gt;Grosseto.&lt;br /&gt;Tipologia dell'intervento&lt;br /&gt;Interventi combinati di messa in sicurezza permanente e di&lt;br /&gt;rimozione e smaltimento dei rifiuti.&lt;br /&gt;Soggetto titolare/competente all'intervento&lt;br /&gt;Soggetto pubblico (Amministrazione comunale).&lt;br /&gt;Perimetrazione del sito&lt;br /&gt;Il Sito delle Strillaie e' stato inserito tra i siti da&lt;br /&gt;bonificare di interesse nazionale con decreto legislativo n.&lt;br /&gt;152/2006. Nel corso della Conferenza di servizi del 6 luglio 2006,&lt;br /&gt;presso il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del&lt;br /&gt;mare, e' stata acquisita una larga intesa da parte degli Enti locali&lt;br /&gt;per la perimetrazione, di conseguenza e' stato predisposto il decreto&lt;br /&gt;ministeriale del Ministero dell'ambiente e della tutela del&lt;br /&gt;territorio e del mare per la predetta perimetrazione del Sito.&lt;br /&gt;Descrizione del sito&lt;br /&gt;L'area interessata, che ricade nel territorio comunale di&lt;br /&gt;Grosseto, ha superficie complessiva pari a circa 330.000 m^2, di cui&lt;br /&gt;circa 200.000 m^2 occupati da discarica autorizzata (oggi chiusa) e&lt;br /&gt;la restante porzione, che risulta di proprieta' privata, utilizzata&lt;br /&gt;in passato per il conferimento di rifiuti urbani e successivamente&lt;br /&gt;riportata agli usi agricoli (Ambito E).&lt;br /&gt;Per il sito delle Strillaie e' stato avviato a partire dal giugno&lt;br /&gt;2001 un procedimento di bonifica ai sensi dell'ex decreto&lt;br /&gt;ministeriale n. 471/1999, di competenza del comune di Grosseto.&lt;br /&gt;Dopo la pubblicazione del decreto ministeriale di perimetrazione,&lt;br /&gt;le competenze passeranno dalla sede locale alla sede centrale.&lt;br /&gt;Piano di caratterizzazione&lt;br /&gt;Nel 2001 il comune di Grosseto ha dato incarico al Consorzio Pisa&lt;br /&gt;Ricerche di redigere il Piano di caratterizzazione dell'area della&lt;br /&gt;discarica e dell'area limitrofa (Ambito E).&lt;br /&gt;I risultati delle indagini, presentati alla Conferenza di servizi&lt;br /&gt;locale dell'8 novembre 2001 e le indagini integrative realizzate su&lt;br /&gt;richiesta di ARPA Toscana nel 2002, hanno evidenziato che lo strato&lt;br /&gt;di argilla di isolamento del fondo della discarica, che si presenta&lt;br /&gt;omogeneo per la porzione centrale del corpo della discarica stessa,&lt;br /&gt;non garantisce l'impermeabilizzazione nell'area sud-ovest rispetto&lt;br /&gt;all'acquifero sottostante.&lt;br /&gt;Le risultanza analitiche relative alle acque di falda hanno&lt;br /&gt;infatti evidenziato che 1'acquifero superficiale presenta&lt;br /&gt;inquinamento diffuso da clorurati, solfati, ferro, manganese.&lt;br /&gt;L'acquifero profondo (oltre 30 m dal p.c.) non risulta interessato da&lt;br /&gt;contaminazione.&lt;br /&gt;A seguito della caratterizzazione, il sito e' stato suddiviso in&lt;br /&gt;Ambiti omogenei:&lt;br /&gt;- Ambito B, relativo al corpo centrale, caratterizzato da uno&lt;br /&gt;strato omogeneo di argilla, di spessore di circa 2 m, che ne&lt;br /&gt;garantisce il totale isolamento dall'acquifero;&lt;br /&gt;- Ambito D, relativo alla parte sud-ovest, che risulta non&lt;br /&gt;perfettamente impermeabilizzata;&lt;br /&gt;- Ambito E, relativo alla parte est, area utilizzata in passato&lt;br /&gt;per il conferimento di rifiuti urbani e successivamente riportata&lt;br /&gt;agli usi agricoli.&lt;br /&gt;Messa in sicurezza di emergenza&lt;br /&gt;Gli interventi previsti quali misure di messa in sicurezza di&lt;br /&gt;emergenza, presentati alla Conferenza di servizi del 15 novembre&lt;br /&gt;2001, sono i seguenti:&lt;br /&gt;- piano di monitoraggio relativo a tutta l'area;&lt;br /&gt;- opere di rimodellazione superficiale, capping e controllo&lt;br /&gt;automatico dei livelli di percolato relative all'Ambito B;&lt;br /&gt;- interventi di carattere gestionale quali opere per la&lt;br /&gt;captazione del biogas prodotto nella vasca nord della discarica;&lt;br /&gt;opere di regimazione del deflusso delle acque meteoriche (Ambito B);&lt;br /&gt;realizzazione di un impianto di stoccaggio e trattamento del&lt;br /&gt;percolato (Ambito B).&lt;br /&gt;Non risulta agli atti documentazione relativa all'attuazione dei&lt;br /&gt;predetti interventi.&lt;br /&gt;Progetto definitivo di bonifica&lt;br /&gt;Il progetto preliminare di bonifica e' stato approvato in sede&lt;br /&gt;locale dalla Conferenza di servizi del 25 luglio 2002.&lt;br /&gt;Il progetto definitivo di bonifica e' stato approvato in sede&lt;br /&gt;locale dalla Conferenza di servizi del 1° aprile 2003.&lt;br /&gt;Il progetto definitivo approvato prevede per l'Ambito D la&lt;br /&gt;rimozione dei rifiuti, con stoccaggio provvisorio in vasca da&lt;br /&gt;realizzarsi a servizio della bonifica in area esterna al perimetro,&lt;br /&gt;il ripristino del fondo della discarica mediante posa di adeguato&lt;br /&gt;spessore di uno strato di argilla e il ricollocamento dei rifiuti&lt;br /&gt;rimossi.&lt;br /&gt;Gli interventi di bonifica previsti per l'Ambito E prevedono la&lt;br /&gt;rimozione e lo smaltimento (in una vasca di stoccaggio provvisorio&lt;br /&gt;realizzata in Ambito B) di una parte dei rifiuti presenti in loco e&lt;br /&gt;la realizzazione di un intervento di messa in sicurezza permanente&lt;br /&gt;medianti capping per la restante porzione di rifiuti presenti.&lt;br /&gt;Sara' inoltre realizzata la rete di regimazione delle acque&lt;br /&gt;superficiali e meteoriche. Per l'Ambito B non sono attualmente&lt;br /&gt;previsti interventi di bonifica.&lt;br /&gt;Gli interventi di bonifica approvati, a causa delle limitate&lt;br /&gt;risorse finanziare disponibili, sono stati programmati per stralci.&lt;br /&gt;Con atto di giunta comunale n. 552 del 12 agosto 2003 il Comune&lt;br /&gt;ha approvato la prima fase attuativa degli interventi di bonifica&lt;br /&gt;relativa a una porzione dell'Ambito D (D1A) per un costo complessivo&lt;br /&gt;pari a Euro 1.350.000. I lavori risultano essere stati avviati nel&lt;br /&gt;periodo marzo-aprile 2005.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;02.02.2007&lt;br /&gt;Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato&lt;br /&gt;11:59:53&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Allegato n. 1N. d'ord.         Regione e Sito        Totale        NoteSiti di interesse nazionale individuati; dalle leggi n. 179/2002;n. 248/2005; n. 266/2005; dal decreto legislativo n. 152/2006               Lombardia Brescia-Caffaro                                      (aree industriali e relative                    1              discariche da bonificare)     Euro 6.752.727,00 ---------------------------------------------------------------------2              Lombardia Broni               Euro 2.272.727,00 (1)---------------------------------------------------------------------3              Marche Falconara Marittima    Euro 3.272.727,00 ---------------------------------------------------------------------4              Piemonte Serravalle Scrivia   Euro 2.272.727,00 (2)---------------------------------------------------------------------               Lombardia laghi di Mantova e                    5              polo chimico                  Euro 3.272.727,00 (3)---------------------------------------------------------------------               Toscana Orbetello area ex                       6              Sitoco                        Euro 6.752.727,00 ---------------------------------------------------------------------               Campania aree del litorale                      7              vesuviano                     Euro 6.752.727,00 ---------------------------------------------------------------------               Sardegna aree industriali di                    8              Porto Torres                  Euro 6.752.727,00 ---------------------------------------------------------------------               Basilicata area industriale                     9              della Val Basento             Euro 2.272.727,00 (4)---------------------------------------------------------------------               Lazio Territorio del bacino                     10             del fiume Sacco               Euro 4.500.000,00 (5)---------------------------------------------------------------------               Siciliana Area industriale di                   11             Milazzo                       Euro 4.500.000,00 ---------------------------------------------------------------------               Campania Bacino idrografico                     12             del fiume Sarno               Euro 4.500.000,00 (6)---------------------------------------------------------------------               Toscana Area interessata dalla                                 bonifica della ex discarica                     13             delle Strillaie (Grosseto)    Euro 1.000.000,00 ---------------------------------------------------------------------               Ulteriori risorse                               ---------------------------------------------------------------------               Arenili e aree marine                           14             perimetrate                   Euro 2.501.257,00 ---------------------------------------------------------------------               Vigilanza sul Programma                         15             Nazionale di Bonifica         Euro 3.000.000,00 ---------------------------------------------------------------------Totale generale                              Euro 60.375.800,00              (1)  Risorse  aggiuntive  a  quelle  giu'  assegnate al          comune    di   Broni   con   decreto   ministeriale   prot.          0232/QdV/DI/G/SI  del  22  marzo  2004 per la realizzazione          degli  interventi di bonifica di particolare urgenza di cui          all'art.  4 del decreto ministeriale n. 101/2003, ricadenti          nel sito di «Broni».              (2)  Risorse  aggiuntive a quelle gia' assegnate con le          ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3304          del 30 luglio 2003, art. 3 e n. 3382 del 18 novembre 2004.              (3)   Risorse   aggiuntive  a  quelle  derivanti  dalla          transazione con Edison S.p.A.              (4)  Risorse  aggiuntive  a  quelle  gia'  assegnate al          comune   di   Ferrandina  con  decreto  ministeriale  prot.          0232/QdV/DI/G/SI  del  22  marzo  2004 per la realizzazione          degli  interventi di bonifica di particolare urgenza di cui          all'art.  4 del decreto ministeriale n. 101/2003, ricadenti          nel sito di «Val Basento».              (5)  Risorse  aggiuntive  a  quelle  gia' assegnate con          ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3441          del 10 giugno 2005.              (6)  Risorse  aggiuntive  a  quelle  gia' assegnate con          ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3348          del 2 aprile 2004.                           BRESCIA-CAFFAROComune - Localita'    Brescia, Castegnato, Passirano.Tipologia dell'intervento    Bonifica  e  ripristino  ambientale  area  industriale e relativediscariche, il sistema delle rogge e il comparto acque sotterranee.Perimetrazione    Con l'art. 14 della legge 31 luglio 2002, n. 179 «Disposizioni inmateria  ambientale»,  sono  stati  aggiunti  all'elenco  dei siti diinteresse  nazionale  di  cui all'art. 1, comma 4, della legge n. 426del   9 dicembre   1998   ulteriori  nove  siti  tra  cui  quello  di«Brescia-Caffaro   (aree   industriali   e   relative  discariche  dabonificare)».    Tale  inclusione  trova  la  sua  motivazione  nelle  evidenze dicontaminazione  diffusa  da  metalli  pesanti  e  PCB riscontrata nelterritorio  del  comune  di  Brescia  ed  in  particolare  nelle areelimitrofe  alle zone industriali e soprattutto nel rinvenimento neglialimenti   di   livelli  preoccupanti  di  PCB,  Policlorodiossine  ePoliclorofurani  e  PCDDD  nonche'  presenza  di PCB nel sangue dellepersone residenti.    A  seguito  ditali  evidenze  sono  state emanate varie ordinanzesindacali  riferite  all'area (un milione di metri quadrati) compresatra la linea ferroviaria Brescia-Milano a sud, via Milano a nord, viaIndustriale,  via Tampini e via Dalmazia fino all'intersezione con lapredetta  linea  ferroviaria  ad  est,  il  fiume Mella ad ovest, cheimpongono i seguenti divieti:      -  divieto  di  allevamento di animali destinati direttamente ocon i loro prodotti all'alimentazione umana;      -  divieto  di  pascolo  degli  animali  di cui alla precedentealinea;      - divieto di consumo di alimenti di origine animale prodotti inzona;      - divieto di utilizzo del sedimento delle rogge;      - divieto di asportazione di terreno;      -  divieto di consumo alimentare umano dei vegetali spontanei edei prodotti degli orti presenti nella zona oggetto di ordinanza.    Con  decreto  del  Ministro  dell'ambiente  e  della  tutela  delterritorio  del  24 febbraio 2003, e' stato definito il perimetro delsito  che  comprende  per  i  suoli:  l'area  oggetto  dell'ordinanzasindacale,   il   sistema   delle   rogge  a  sud  dell'area  oggettodell'ordinanza,  le  discariche  dette  di via Caprera, le discarichedette Pianera e Pianerino in comune di Castegnato e Vallosa in comunedi  Passirano  nonche'  le  aree  Comparto  Milano, Bruschi &amp; Muller,CamPetroli, Pietra e Spedali Riuniti di Brescia (pozzo P78/1) oggettodi autodenuncia ex art. 9 del decreto ministeriale n. 471/1999 e, peril  comparto  acque  sotterranee, un'area piu' vasta delimitata sullabase  delle  evidenze  analitiche  gia' disponibili di contaminazionedella falda.Principali caratteristiche ambientali e situazione di inquinamento    L'insediamento   industriale   Caffaro,   Comparto   Milano  (oraBasileus)  ed  ex  Pietra  (ora  Aventis) insistono al di sopra dellacoltre   dei   depositi   fluviali   che   costituiscono  il  livellofondamentale della pianura bresciana. Sotto l'aspetto litologico essisono  costituiti  in  prevalenza da sabbie, ghiaie e ciottoli. Questaunita'  fluviale  e' rinvenibile in profondita' sino a circa 25 m dalpiano campagna e poggia su depositi conglomeratici.    L'unita'  conglomeratica  che  si rinviene a profondita' compresetra  30  e  75-  80m dal piano campagna, e' formata da conglomerati earenarie  passanti  a  ghiaie  e sabbie, con frequenti intercalazionilimoso  argillose  di  spessore  variabile  tra 1 e 8 m e di limitataestensione  areale.  Tale  unita'  costituisce  la  roccia  serbatoiodell'acquifero    principale   e   maggiormente   produttivo   (primoacquifero).    L'unita'  conglomeratica  poggia  su  un  complesso  di  depositiformanti  l'unita'  argilloso  sabbiosa  che  si rinvengono sino allaprofondita' massima di 170-200 m.    Il   sito   di   interesse   nazionale   di   Brescia-Caffaro  e'caratterizzato  da  un inquinamento da metalli pesanti e contaminantiorganici  legati  alle attivita' svolte nel sito. Suolo, sottosuolo efalda  risultano  fortemente  contaminati da As, Hg, Ni, Pb, Cu, PCB,PCDD/PCDF,   IPA,   alifatici  clorurati  cancerogeni,  clorobenzeni.All'interno   del   sito   sono  presenti  aree  interessate  da  unacontaminazione da idrocarburi totali (ex Cam - ora PMB).    All'interno  dell'area  sono  presenti  alcune  discariche per lequali sono in corso attivita' di indagine e di caratterizzazione e diprogettazione di interventi di messa in sicurezza di emergenza.    Le   rogge   costituiscono  un  sistema  di  canali  naturali  edartificiali  le  cui  acque  sono  utilizzate  a  scopi  irrigui. Unasituazione   di   inquinamento   da  PCB  molto  rilevante  e'  statariscontrata anche in prossimita' di un argine del fiume Mella, a norddell'area industriale.    Le  rogge  inserite nel perimetro del sito di interesse hanno unosviluppo  lineare  di  circa 50 km Anche qualora si supponesse che lostrato  contaminato  dei sedimenti sul fondo dei terreni sulle paretidelle  rogge  sia  limitato a 30 cm, il volume di sedimenti e terreniinquinati da rimuovere puo' essere stimato in 50.000 metri cubi.Piano di caratterizzazione    Ad  oggi  la  caratterizzazione  risulta  conclusa nelle aree: exComparto  Milano (ora Basileus), ex Pietra (ora Aventis), ex CAM (oraPMIB),  Finsibi  -  Case del Sole, della discarica Pianera (comune diCastegnato).   E  in  corso  di  completamento  la  caratterizzazionedell'area  Caffaro S.p.A. Sono in fase di attivazione le attivita' dicaratterizzazione  delle  discariche  di  via  Caprera,  di Pianerino(comune di Castegnato) e Vallosa (comune di Passirano).Progetto di messa in sicurezza e/o bonifica    E'  in  corso  1'istruttoria  del  progetto di messa in sicurezzapermanente  della  discarica  Pianera  nel comune di Castegriato, delprogetto  preliminare/definitivo di bonifica dell'area Finsibi - Casedel  Sole  e  del  progetto  preliminare  di  Bonifica  con misure disicurezza dell'area ex CAM (ora Finsibi).    Sono  stati  approvati  con decreto interministeriale il progettodefinitivo  di bonifica dell'area Comparto Milano (ora Basileus) e ilprogetto definitivo di bonifica dell'area ex Pietra (ora Aventis).                            SITO DI BRONIComune - Localita'    Broni (Pavia).Tipologia dell'intervento    Bonifica e ripristino ambientale area industriale dismessa.Soggetto titolare/competente all'intervento    Pubblico in sostituzione.Perimetrazione del sito    Il  sito  di  Broni  e'  stato  inserito tra i siti da bonificared'interesse  nazionale  con  la  legge  n.  179  del  31 luglio  2002(Disposizione  in  materia  ambientale)  ed  e' stato perimetrato condecreto del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio del26 novembre  2002, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 29 gennaio2003.Descrizione del sito    Il sito comprende l'area denominata ex Fibronit ed ex Ecored.    Lo  Stabilimento  ex  Fibronit  sorge  nell'area  industriale delcomune   di   Broni.   La   destinazione  d'uso  prevista  e'  quellacommerciale/industriale. Gli impianti presenti, attualmente dismessi,erano  legati  alla produzione di manufatti di cemento amianto (tubi,lastre  per  coperture, pezzi speciali, ecc.). L'area ex Fibronit, haestensione  pari  a 10 ha. La superficie coperta da capannoni e' parial  35%.  La  restante  parte,  adibita  a  piazzale  e'  pavimentata(cls/asfalto)  quasi  totalmente  (sono  presenti  quindi  delle areericoperte da vegetazione).    Sono  in  corso, da parte del comune, le procedure amministrativeper  l'acquisizione  della  restante  parte  del  sito denominato «exEcored».Piano di Caratterizzazione    I  primi risultati della caratterizzazione realizzata all'internodell'area ex Fibronit nel 2003 hanno mostrato:    Terreni conformi al decreto ministeriale n. 471/1999 ad eccezionedi 3 punti di superamento mentre in riferimento ai rifiuti sono statievidenziati 3 punti critici per presenza di rifiuti interrati.    Le  acque  sono  risultate  conformi  al  decreto ministeriale n.471/1999.    In  ausilio  alle  attivita'  del  comune e' stato predisposto ilprotocollo  operativo per il campionamento di amianto da parte di ASLe ISPESL.Messa in sicurezza d'emergenza    Nella  conferenza decisoria del 4 luglio 2003 e' stato preso attodegli  interventi proposti dal comune di Broni. Gli interventi sinoraintrapresi  riguardano  esclusivamente  l'area ex Fibronit. Si trattadella  rimozione  ai  fini  della  messa  in sicurezza d'emergenza dirifiuti contenenti amianto, rifiuti oleosi e vernici con solventi.    E'  in  corso la procedura d'appalto da parte del comune di Broniper  gli  interventi di messa in sicurezza d'emergenza riguardanti il2° lotto dell'area ex Fibronit.                         FALCONARA MARITTIMAComune - Localita'    Falconara.Tipologia dell'intervento    Bonifica  e ripristino ambientale area industriale ed area marinaantistante  lo stabilimento industriale, bonifica di aree industrialidimesse.Perimetrazione    All'interno  del  perimetro  definito  dal  decreto del Ministerodell'ambiente del 26 febbraio 2003 sono presenti:      - stabilimento API Raffineria di Ancona S.p.A.;      - area marina antistante lo stabilimento industriale estesa per31 km dalla linea di costa;      - area Aerdorica S.p.A.      - Aerdorica deposito carburante N-E;      - Aerdorica deposito carburante S-W;      - area via Monti e Tognetti;      - Liquigas;      - ex discarica RSU;      -  Parrocchia  San  Rocco e S. Maria della Neve (campo sportivocon ceneri di pirite);      - aree industriali dimesse:        ex Liquigas (ora Area Aspio - stabilimento dismesso);        ex industria chimica Bitumi;        ex Vibrocementi;        ex officina meccanica Gattini;        area  ex  Montedison (ora Azienda Agricola Rocca Mare S.r.l.,Del Poggio S.a.s. e Agricola 92 S.r.l.).    L'area  perimetrata ricade nel territorio del comune di FalconaraMarittima  (provincia di Ancona), dichiarato «Area di elevato rischiodi crisi ambientale» ai sensi dell'art. 74 del decreto legislativo n.112/1998.    L'area  marina perimetrata ha un'ampiezza complessiva pari a 1200ha  e  si  estende,  partendo  da  Sud  e risalendo lungo la costa indirezione  Nord, dalla spiaggia antistante il sottopasso di via Montie Tognetti fino allo stabilimento ex Montedison.    Il  sito  industriale  API,  utilizzato  fin dagli anni 40 per laraffinazione  e il deposito di prodotti petroliferi e' delimitato daltratto terminale del fiume Esino, dal Mare Adriatico (ove insistono iterminal  petroliferi),  dalla S.S. 16 in prossimita' dell'abitato diFiumesino   e   dal  quartiere  residenziale  Villanova.  Occupa  unasuperficie complessiva di circa 70 ha. Le tradizionali attivita' sonostate  recentemente  integrate  da  un impianto di massificazione deiresidui  di  lavorazione  e  produzione di energia elettrica mediantecentrale termoelettrica a ciclo combinato (IGGC).    L'area  ex Montedison, attualmente di proprieta' Azienda AgricolaRocca Mare S.r.l., Del Poggio S.a.s. e Agricola 92 S.r.l., e' ubicatatra  la  ferrovia  Bologna-Otranto  e la S.S. Adriatica al km 285, siestende per una superficie di circa 20 ettari. Il sito e' interessatoda  uno stabilimento industriale dimesso per la produzione di concimifosfatici  dove  veniva  trattata  la  fosforite  con acido solforico(quest'ultimo  era  prodotto  dall'arrostimento  della  pirite  o  dapannelli di zolfo) e da un'area di arenile prospiciente.    L'area  via Monti e Tognetti coinvolge una porzione di territoriodi  circa 1 ha ed e' caratterizzata da un inquinamento da idrocarburirilevato  durante  l'esecuzione  di lavori per la realizzazione di unsottovia ferroviario.    L'area Aerdorica S.p.A. si estende, all'interno dell'aeroporto diFalconara  Marittima,  per circa 4500 mq ed e' stata adibita, durantele  emergenze  di  guerra  (Bosnia)  ad  attivita'  di manutenzione erifornimento aerei.    L'area ex Liquigas e' costituita da un ex deposito di idrocarburicon un'area di 3600 mq.Principali caratteristiche ambientali e situazione di inquinamento    All'interno  dello  stabilimento  API  Raffineria  di  Ancona  e'presente  una  successione  stratigrafica  costituita  da  terreno diriporto, con spessore variabile tra 0.5 m e alcuni metri a lato mare,a  cui seguono strati caratterizzati da estrema variabilita' lateralee  verticale  (limi, argille, ghiaie) che si presentano sottoforma dilenti  sovrapposte  non collegate tra loro. Per buona parte dell'areain  oggetto  si  e'  riscontrato un livello argilloso con soggiacenzavariabile da circa 8 m nella zona di monte a circa 20-25 m nella zonalato   mare.  L'area  e'  interessata  da  un  acquifero  freatico  asoggiacenza  variabile  fra  1  m  (all'interno  dei  bacini e grandiserbatoi nell'area recuperata dal mare) e 3 m. La presenza di livelliargillosi  di  potenza  variabile  tra  1  e  5 m consente una localesuddivisione  dell'acquifero  freatico.  Le  direzioni principali delflusso  locale  di  falda  sono  verso il fiume Esino e verso il mareAdriatico.    L'area  di  stabilimento  e' caratterizzata da un inquinamento daidrocarburi  legato alle attivita' di raffineria. Suolo, sottosuolo efalda  risultano  fortemente  contaminati  da  idrocarburi  leggeri epesanti,   MTBE,   metalli   pesanti,   IPA.  Una  vasta  area  dellostabilimento presenta prodotti in galleggiamento sulla falda.    L'area  ex  Montedison  e'  caratterizzata da depositi terrazzatifluviali  di  potenza variabile tra i 7 e gli 8 metri con presenza difalda  freatica  a  circa  2  metri  dal  piano  campagna  in direttainterazione  con  le acque marine. In tale sito sono stati depositatinel  tempo  grandi  quantita'  di  rifiuti e scorie di lavorazione inparticolari riconducibili a ceneri di pirite e residui fosfatici sonopertanto   presenti  inquinanti  inorganici  come  arsenico,  piombo,mercurio, rame, cadmnio oltre a solfati, floruri e fosfati.Costi di messa in sicurezza e/o bonificaPiano di caratterizzazione    Per  quanto  concerne  lo  stabilimento  API Raffineria di AnconaS.p.A.  a  seguito  dell'approvazione  in  sede  locale  del piano dicaratterizzazione  delle  acque  di falda e' stata effettuata la lorocaratterizzazione  nelle  aree interne allo stabilimento. E' in corsodi  esecuzione  una  seconda fase di caratterizzazione che prevede laprosecuzione  delle  campagne  di  indagine delle acque di falda e unpiano  di  investigazione  per la caratterizzazione dei suoli (maglia50\times 50 m).    Per    lo    stabilimento   ex   Montedison   e'   prevista   unacaratterizzazione  con  maglia  50\times 50 m (per un totale di n. 55sondaggi e n. 16 piezometri).Progetto di messa in sicurezza e/o bonifica                     SITO DI SERRAVALLE SCRIVIAComune - Localita'    Serravalle Scrivia (Alessandria).Tipologia dell'intervento    Bonifica e ripristino ambientale area industriale dismessa.Soggetto titolare/competente all'intervento    Pubblico   ai   sensi   del  comma 9  dell'art.  17  del  decretolegislativo n. 22/1997.Perimetrazione del sito    Il  sito  di  Serravalle  Scrivia e' stato inserito tra i siti dabonificare  d'interesse  nazionale  con la legge n. 179 del 31 luglio2002 (Disposizione in materia ambientale) ed e' stato perimetrato condecreto del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio del7 febbraio  2003,  pubblicato  nella Gazzetta Ufficiale del 12 aprile2003.Descrizione del sito    Il sito comprende l'area dello stabilimento ex Ecolibarna.    L'area  in  questione  ha una superficie di circa 70.000 mq ed e'ubicata nel Comune di Serravalle Scrivia a circa 8 km dall'abitato diNovi  Ligure.  Il  sito  e'  stato  attivo  dal  1940, data in cui laGastaldi   Oli  Lubrificanti  S.p.A.  dette  inizio  alle  operazioniindustriali  di  rigenerazione  di  oli minerali lubrificanti esaustitramite    additivazione    con   acido   solforico   concentrato   eprecipitazione della parte idro carburica catramosa («melme acide»).    L'area  e'  stata gia' oggetto di un primo intervento di bonificaeseguito  dalla  ditta  Castalia  e  gestito  dal  Dipartimento dellaprotezione  civile, che e' ora praticamente fermo senza avere risoltocompletamente le problematiche presenti nell'area.    Parte   dei   terreni   interni   ed  alcune  aree  esterne  allostabilimento,  segnalate  dalla provincia di Alessandria, presentano,infatti,  ancora una contaminazione diffusa a causa della presenza dirifiuti industriali, tra i quali melme acide.Piano di Caratterizzazione    Nella Conferenza di servizi decisoria del 27 maggio 2003 e' statoapprovato  il  Piano  di  caratterizzazione  redatto da Arpa Piemonterelativo  all'insediamento  industriale  dismesso della ex EcolibarnaS.r.l. ed ex Gastaldi Oli Lubrificanti S.p.A.    Relativamente  alle  diverse  aree  sono  state  gia' condotte inpassato  diverse  indagini dirette ed indirette mirate a stabilire lostato  di  contaminazione  dell'area. Tali indagini hanno permesso diindividuare  zone  di  stoccaggio  abusivo  di  rifiuti e presenza disurnatante  sulle  acque di falda, presumibilmente oli esausti, nellazona   asfaltata  e  che  raggiungono  spessori  pari  ad  un  metro.All'interno  del  Piano  di caratterizzazione sono stati previsti, inbase  alla  tipologia  di  area,  una  serie  di indagini geofisiche,perforazione  di  piezometri, sondaggi, pozzetti esplorativi, i qualipermetteranno  di  raccogliere campioni di suolo, rifiuto e acque. Sutali  campioni  e  su  campioni  di acque superficiali e di sedimentiprelevati dal Rio Negraro e dal Torrente Scrivia saranno condotte unaserie  di analisi chimiche volte alla determinazione dei contaminantipresenti  in  sito,  tenendo  come set analitico l'intera lista deglianaliti   riportato   nella   tabella   1,  allegato  1  del  decretoministeriale n. 471/1999.Ordinanza di Protezione civile    Con  ordinanza  del  Presidente  del  Consiglio  dei Ministri del30 luglio  2003,  n.  3304,  il  sito  di Serravalle Scrivia e' statocommissariato  ed  e'  stato  nominato  quale Commissario delegato ilsindaco  di Serravalle Scrivia. La medesima ordinanza ha conferito ilpotere  di  approvazione  dei  progetti  di  bonifica  al  sindaco diSerravalle Scrivia - Commissario delegato.Messa in sicurezza d'emergenza    A  seguito delle valutazioni statiche e strutturali relative agliimpianti  ed  alle  strutture  civili  con  amianto,  il  Commissariodelegato  -  Sindaco  del comune di Serravalle Scrivia, ha presentatouna  proposta  di intervento di messa in sicurezza dello stabilimentoEcolibarna  al  fine  di  poter effettuare in sicurezza le successiveoperazioni di caratteriz-zazione e bonifica dell'area. Detta propostaprevede:      1)  demolizione  delle  parti  di  edifici  civili  in precariecondizioni  statiche  e/o  strutturali  al  fine  di rendere prive dirischio le aree di lavoro;      2)  interventi  di  bonifica  da  amianto  sui  serbatoi, sullecondutture  di  servizio  e  pipe-line, sulle coperture degli edificicivili;      6)  smontaggio/demolizione  dei  serbatoi,  delle condutture diservizio e pipe-line.    Sono state gia' realizzate le seguenti attivita':      - demolizione delle strutture pericolanti;      - creazione di volumi confinati presso alcuni immobili ove sonopresenti serbatoi con amianto;      - abbattimento di alcuni serbatoi sopraelevati.                   LAGHI DI MANTOVA E POLO CHIMICOComune - Localita'    Mantova, Virgilio.Tipologia dell'intervento    Bonifica  e  ripristino ambientale dell'area industriale, di areelacustri  (Laghi  di  Mantova  e  tratti  del  fiume  Mincio) e dellerelative sponde.Perimetrazione    All'interno  del  perimetro  definito  dal  decreto del Ministerodell'ambiente   del   7 febbraio   2003,  pubblicato  nella  GazzettaUfficiale n. 86 del 12 aprile 2003, sono presenti:      - Stabilimento petrolchimico;      - Industria metallurgica;      - Industria cartaria;      - Raffineria;      - Area di deposito di sedimenti di dragaggio di aree lacustri efluviali;      - Aree lacustri e fluviali.    Il  sito  comprende  l'area  del Polo industriale, dalle aree deiLaghi  di Mantova, tratti del fiume Mincio e relative sponde, per unaestensione  di circa 20 Km^2 in gran parte ricompresa all'interno delParco del Mincio.Principali caratteristiche ambientali e situazione di inquinamento    L'area  e'  attraversata  dal  fiume Mincio che in corrispondenzadella  citta'  di Mantova forma tre laghi. La citta' e' ubicata sullasponda  destra  del  fiume  mentre su quella sinistra insiste il Polochimico distante dal centro cittadino 2-5 km.    I vincoli gravanti sull'area sono:      1) legge n. 431/1985 (Galasso);      2) Piano assetto idrogeologico (PAI);      3) Piano territoriale coordinamento del Parco del Mincio.    Il  sito  e'  caratterizzato  da una significativa vulnerabilita'della  falda, tale per cui il deposito non controllato sul terreno dirifiuti pericolosi costituisce un effettivo ed elevato rischio per leacque sotterranee.    Numerosi  rilievi  a partire dagli anni '70 hanno evidenziato unacontaminazione  da  metalli  pesanti, principalmente mercurio, per learee  lacustri  e  fluviali  e  presenza  di  idrocarburi per le areeindustriali.Problematiche del porto    Il  porto  di  Mantova e' ubicato in localita' Valdaro sul canalenavigabile  Mantova-Venezia.  La  sua  realizzazione  consentira'  losvolgimento  di  operazioni di carico/scarico delle merci trasportatevia  acqua  dai  porti  adriatici  (consentendo  una  alternativa  altrasporto via gomma) e l'imbarco/sbarco di passeggeri.    La  realizzazione  del porto e' stata suddivisa in quattro lotti,di  cui  il  primo e parte del secondo sono gia' stati completati. E'stata  realizzata la darsena, il collegamento idraulico tra darsena ecanale  navigabile,  banchine  verticali  e  sponde inclinate per unosviluppo  complessivo  di  circa  900  metri, piazzali pavimentati dimovimentazione  e  stoccaggio  merci per 50.000 m^2, un capannone, unmagazzino ed una palazzina adibita ad ufficio.    I  lavori  del  2°  lotto  prevedono  ampliamento  del  porto conrealizzazione  di  nuovi  piazzali, una strada di collegamento con illotto   precedente   e   la  fognatura.  Preliminari  alle  opere  diurbanizzazione,   sono  i  lavori  di  sbancamento  con  i  quali  e'necessario  rimuovere 400.000 m^3 di terreno al fine di colmare i seimetri di dislivello esistenti tra piano campagna e quello del porto.    La  movimentazione  di tale terreno ha portato al rinvenimento didue discariche, all'interno delle quali sono stati stimati 20.000 m^3di   rifiuti  stoccati  (prevalentemente  copertoni  e  materiali  didemolizione).    Nell'agosto  2002, durante i lavori di riprofilatura di un arginee'  stata  rinvenuta  una  terza  discarica.  Dai  primi sopralluoghieffettuati  sembrerebbe  contenere  circa  40.000  m^3  di rifiuti diorigine industriale contenuti in fusti.    Una  prima ricostruzione storica dell'area indica presenza di unapassata  attivita'  di  cava,  percio'  tali  ritrovamenti portano adipotizzare  che buona parte delle aree di Mantova Valdaro sulle qualisono  in corso e dovranno essere effettuati lavori di scavo, e' statautilizzata  in passato dapprima come area di cava per l'estrazione dimateriali  inerti  per l'edilizia e successivamente per lo stoccaggiodi rifiuti anche di origine industriale.    Pertanto,  prima di procedere alla infrastrutturazione delle areepreviste   come   espansione   del   Porto   Valdaro,  dovra'  esserecaratterizzata  da  un  punto  di vista ambientale ed almeno in partebonificata.Indagini epidemiologiche    Al  fine  di valutare i rischi igienico/ambientali legati al sitodi Mantova e' stata istituita una Commissione nazionale per lo studiodella situazione igienico ambientale. Gli esiti dello studio condottodalla  Commissione  hanno  evidenziato  preoccupanti  dati  di naturaepidemiologica. I dati ambientali non sembrano allo stato evidenziareuna  situazione  di contaminazione altrettanto preoccupante, tuttaviagli  stessi  membri  della Commissione concordano sulla necessita' diapprofondire  le  indagini  ambientali  con  un  approccio molto piu'sistematico  soprattutto  per  quanto  attiene  la  matrice  suolo  esedimenti.    Dal rapporto suddetto si evince che la casistica dei STM (Sarcomidei  tessuti  molli)  relativa  alla  provincia di Mantova negli anni1989-1998  si caratterizza in primo luogo per un'elevata frequenza disarcomi  di  Kaposi,  anche  escludendo  i casi HIV positivi. L'esamedell'incidenza   dei   sarcomi   di   Kaposi   per   area  geograficasubprovinciale,  mostra valori particolarmente elevati nel territoriodi Viadana e comuni limitrofi.Costi di messa in sicurezza e/o bonifica    Da una prima stima, i costi per tali interventi ammontano circa a300-500 miliardi di lire.Piani di caratterizzazione    Per  quanto  riguarda  le  aree  del  Polo  industriale, ad oggi,EniChem,   IES   e  Polimeri  Europa  hanno  presentato  i  Piani  dicaratterizzazione  delle  relative  aree di proprieta'. Relativamentealle  aree  lacustri  e fluviali e' stato presentato solo il Piano diCaratterizzazione  per  una  piccola  area  (Conca di Valdaro) su cuiinsiste un progetto per la realizzazione di una conca di navigazione.Progetti di messa in sicurezza e/o di bonifica    E'  stato  approvato  con prescrizioni il Progetto preliminare dibonifica  della darsena ex-Enichem e della costruzione della conca dinavigazione  di Valdaro oltreche' il Progetto preliminare di bonificadell'area R1 dello Stabilimento Syndial S.p.A.                     ORBETELLO - AREA EX SITOCOComune - Localita'    Orbetello (Grosseto).Tipologia dell'intervento    Bonifica e ripristino ambientale dell'area.Perimetrazione    L'area  inclusa  nell'elenco  dei  siti  di bonifica di interessenazionale, di cui all'art. 1, comma 4 della legge 9 dicembre 1998, n.426,  ed  all'art.  14, comma, lettera p-decies della legge 31 luglio2002,   n.   179  «Disposizioni  in  materia  ambientale»,  e'  stataperimetrata,  ai  sensi  dell'art.  1, comma 4 della legge 9 dicembre1998,  n.  426, con decreto del Ministro dell'ambiente e della tuteladel territorio del 2 dicembre 2002.    L'ex  stabilimento  Sitoco  situato lungo la riva orientale dellalaguna  di Orbetello, ha una superficie di circa 12 ha, mentre l'areaperimetrata  a  terra  e'  di  circa 64 ha. Nel perimetro del sito e'stata  anche  inserita  una  porzione  significativa  della Laguna diOrbetello, antistante lo stabilimento, di circa 271 ha.    L'impianto, ora dismesso, di proprieta' prima di Montecatini, poiMontedison  e  quindi Sitoco (Federconsorzi), dall'aprile 2004, e' diproprieta' della Soc. Laguna Azzurra S.r.l.    Lo   stabilimento  ha  da  sempre  operato  nella  produzione  difertilizzanti  granulari di tipologia altamente solubile, con diverseconcentrazioni di azoto, fosforo e potassio.    Il  processo  produttivo  impiegato  per circa mezzo secolo, puo'essere  sintetizzato come produzione di fertilizzanti chimici a mezzodi  attacco  di  materie  prime  con  acido solforico, prodotto nellostesso  stabilimento  a  partire  dalla  pirite  con il sistema dellecamere  a  piombo.  Le  ceneri di pirite prodotte durante gli anni dilavorazione   sono   state  accumulate  nei  terreni  circostanti  lostabilimento  e  nell'area  lagunare  contigua  all'impianto, nonche'utilizzate  come materiale per la realizzazione di stagni, attraversola  costruzione  di argini alti fino a circa 2 metri. Successivamentenegli  anni  '70,  cessata  la  produzione  di  acido  solforico,  lostabilimento   ha   proseguito   l'attivita'  con  la  produzione  difertilizzanti  a  base  fosfatica;  acquisendo  dall'esterno  l'acidosolforico o nitrico che veniva utilizzato per attaccare la fosforite,precedentemente  macinata  e  polverizzata, ottenendo un impasto che,dopo   la   fase  di  maturazione  (sezione  di  processo  denominata«cantina»)   e   granulazione   (sezione   di   processo   denominata«granulazione»), veniva inviato all'insacco ed alla distribuzione.    Le  fonti  di contaminazione associate a questo tipo di attivita'sono:     ceneri  di  pirite  e  pannelli  di  zolfo, che costituiscono ilresiduo  dei  forni,  accumulato  nel  corso  del  tempo  nei terrenicircostanti e nell'area lagunare contigua;       cenere amorfa, accumulata in passato nell'area nord e nord-estdella zona industriale;      fluorosilicati    e    fanghi   di   chiarificazione,   residuidell'abbattimento  ad umido dell'aria calda proveniente dalla fase dimaturazione e utilizzati anch'essi quale riporto nell'area antistantela laguna.Principali caratteristiche ambientali    Dal  punto  di  vista geologico, l'area in oggetto fa parte dellafossa  tettonica  formatasi dopo il Miocene superiore, con direttricecorrispondente alla valle di Collecchio.    In  passato,  a  partire  dal  Pleistocene,  la  laguna  e' statasoggetta  ad  una  serie di emersioni ed inondazioni collegate con leoscillazioni  eustatiche  del  livello del mare, con la formazione didepositi di origine continentale e depositi di origine marina.    Si  riscontra  pertanto un'alternanza di depositi sabbiosi e limosabbiosi  (strato  piu'  superficiale)  e  depositi  argillo-limosi elimo-argillosi.  Quest'ultima  formazione  e'  continua,  di spessorevariabile  da 2 a 5 m, riscontrabile a profondita' variabile da 0.5 ma 5 m.    Per    quanto   riguarda   l'inquadramento   idrologico,   l'areacircostante  lo  stabilimento  Sitoco ricade nel lato di sinistra delfiume Albenga.    L'area  in  oggetto,  sembra  essere  interessata  da  due  faldeidriche, una superficiale dovuta alle acque di percolazione e l'altrapiu'   profonda   condizionata   dalle  acque  piovane  che  ricadononell'ampio bacino imbrifero.    L'idrologia   superficiale   e'   regolata   dal   fenomeno   delruscellamento  e  dalla  presenza di un fosso situato ai confini latoferrovia e dalla laguna.    La  diversa profondita' alla quale si e' rinvenuta la presenza didepositi  semi-impermeabili,  il  diverso  spessore,  la presenza delfosso  (lato  ferrovia)  e  della  laguna  (lato Ovest), condizionanol'andamento dei livelli piezometrici.Piano di caratterizzazione    Le indagini ambientali pregresse, condotte negli anni dal 1995 al2003, hanno evidenziato che:      -  i  suoli  risultano  generalmente  contaminati da alluminio,arsenico,   cadmio,   ferro,  manganese,  mercurio,  piombo  e  rame.Rilevante  presenza  di  arsenico si evidenzia nelle aree vicino allostabilimento.  Nella  subarea  nord dello stesso, compresa tra i muriperimetrali  ed  il  canale  fognario  sono  state rinvenute porzioniterrose  con  ammassi  di  residui  di  produzione, quali pannelli dizolfo, anelli delle torri, possibili residui di biacche di piombo;      -  le  acque superficiali e sotterranee evidenziano presenza diarsenico,  cadmio,  ferro, manganese, piombo, rame con contaminazionediffusa in falda;      -  le  verifiche  effettuate  sugli  intonaci  e sugli elementistrutturali  dei  fabbricati  industriali  hanno altresi' evidenziatocontaminazione da arsenico e piombo in concentrazione apprezzabile.    Sono  in  fase  di  attuazione  sia  le  indagini  del  piano  dicaratterizzazione  della  parte  a  terra dell'area ex Sitoco, sia lacaratterizzazione   ambientale   dell'area   lagunare  antistante  lostabilimento,  preceden-temente  approvati.  In Conferenza di servizidecisoria ai sensi dell'art. 14 della legge n. 241/1990.Progetto di messa in sicurezza e/o bonifica    Le   operazioni   di   m.i.s.e.   sul   sito  in  esame  constanosostanzialmente delle seguenti fasi operative:      -  rimozione  ed  avvio  a  trattamento/smaltimento dei rifiutiabbandonati;      -  realizzazione di sistemi che impediscano l'afflusso da montedelle acque meteoriche nell'area contaminata;      -  realizzazione  di  sistemi  di  intercettazione  delle acquemeteoriche  dilavanti l'area in questione nonche' pompaggio di quelledi  falda  inquinate  con  idoneo trattamento depurativo delle stessecosi' da evitare la diffusione dell'inquinamento;      - la contaminazione dell'area verso il lato laguna;      -  la  rimozione dei sedimenti non appena saranno disponibili idati sistematici relativi agli inquinanti rilevati.    E' ancora da elaborare il progetto di bonifica.                     AREA DEL LITORALE VESUVIANOComune - Localita'    Aree del Litorale vesuviano.Tipologia dell'intervento    Bonifica  e ripristino ambientale di area industriale e dell'areamarina antistante, bonifica di aree industriali dismesse.Perimetrazione    Non e' stato ancora definito il perimetro delle aree del Litoralevesuviano  ai sensi dell'art. 1, comma 4 della legge 9 dicembre 1998,n. 426, e successive modificazioni.Principali caratteristiche ambientali    Le  aree  del Litorale vesuviano comprendono in linea generale ilterritorio  a  Sud  del  Vesuvio che e' rappresentata dalla piana delSarno.  I sedimenti riferibili alla paleo-spiaggia di epoca romana siriscontrano  a  profondita'  di circa 3-4 m rispetto al livello mediodel  mare  attuale. Durante l'Olocene la Piana ha subito una continuasubsidenza  compensata da un'attiva sedimentazione nell'area suddettasono presenti attivita' di produzione di:      - materiale  ferroviario  in aziende che hanno dismesso la loroproduzione definitivamente intorno agli anni 1970;      - cantieristica    navale    che    ancora   oggi   rappresentaun'importante componente economica;      - carta  e  cartoncini,  sia  da  materia  prima  che  da cartariciclata;      - discariche di inerti, pericolosi e non pericolosi.    Sul  territorio sono presenti anche diverse attivita' artigianalialcune di rilevata importanza quali: lavorazioni di pelli e pellicce,lavorazione  e  trasformazione  di  stracci,  lavorazione  di  seta efettucce.    Si  segnala  anche,  nell'area  la  presenza  di  fonti  di acqueminerali-bicarbonato-alcalino-ferrose, e di stabilimenti termali.                            PORTO TORRESComune - Localita'    Porto Torres.Tipologia dell'intervento    Bonifica   e   ripristino   ambientale  dell'area  industriale  edell'area  marina antistante lo stabilimento industriale, bonifica diaree industriali dismesse.Perimetrazione    All'interno  del  perimetro  definito  dal  decreto del Ministerodell'ambiente del 26 febbraio 2003 sono presenti:      -  Polo Petrolchimico: stabilimento Syndial S.p.A., Sasol ItalyS.p.A.,  EVC  S.p.A.,  Turris Espansi, Turris PacK, Coseplast, Isoex,SarEuroplast, Officina meccanica Ormes;      - Laterizi Torres della Sarda Laterizi;      - Distoms S.r.l.;      - Deposito costiero ENI S.p.A.;      - Deposito costiero ESSO Italiana S.r.l.;      - Deposito costiero Liquigas S.r.l.;      - Ex Ferriere Sarde; .      - Endesa S.p.A.;      - Wanda (impianto itticultura dismesso);      -  Area  marino  costiera  prospiciente  il sito di bonifica diinteresse nazionale di Porto Torres;    L'area  a terra interna alla perimetrazione occupa una superficiedi circa 1830 ha nel territorio del comune Porto Torres (provincia diSassari) ed e' caratterizzata dalla presenza di nuclei industriali dinotevole entita', quali:      1)  il  polo  petrolchimico:  costituito  da  19 unita' (di cuialcune  chiuse  nel  1992)  in cui si ha la produzione di cloro-soda,dicloroetano,    VCM,   PVC,   polietilene,   poliolefine,   benzene,detergenti,   derivati   del   carbone,   fertilizzanti,  cicloesano,ciclesanone,  fenolo,  rumene,  solventi  organici,  acidi solforico,anidride italica.    Lo  stabilimento  petrolchimico e' nato agli inizi degli anni '60ad  opera  della  Sarda Industria Resine (S.I.R.) ed ha un'estensionecomplessiva  pari a 1165. All'interno dello stabilimento, la societa'Syndial  rappresenta  la  maggior presenza industriale, ma sono anchepresenti  attivita'  gestite  dalla EVC (Italia) S.p.A. e dalla SasolS.p.A.  (gia'  Conda  Augusta) ed operano inoltre autonomamente altrepiccole realta';      2)   la   centrale  Endesa  Italia  di  Fiume  Santo:  centraletermoelettrica  in  cui viene utilizzato come combustibile Orimulsion400.    All'interno  dell'area  sono  presenti il Porto commerciale ed ilPorto  industriale  di  Porto  Torres  nonche'  un'elevato  numero diserbatoi di stoccaggio di materie prime e prodotti petroliferi.    L'area marina perimetrata ha un'ampiezza complessiva pari a circa2700  ha e si estende, fra la diga foranea del porto industriale e lafoce del fiume Santo.Principali caratteristiche ambientali e situazione di inquinamento    L'intera  area  perimetrata  risulta fortemente antropizzata e lenumerose  attivita'  presenti  comportano  un  notevole impatto su unterritorio  che  si  trova  inserito  in  un  contesto  ambientale dinotevole pregio come il Golfo dell'Asinara (area marina protetta).    Sono  presenti stabilimenti che producono DCE/CVM, PVC e prodottichimici,  depositi  di  prodotti  petroliferi,  discariche,  aree conpresenza   di  notevoli  quantita'  di  coperture  in  eternit,  areeindustriali  dismesse,  una  centrale  di  produzione termoelettrica,l'area marina antistante il polo industriale.    L'area  di  stabilimento  e'  caratterizzata  soprattutto  da  uninquinamento  da  composti  organici,  sia  in  fase disciolta che ingalleggiamento, nelle acque di infiltrazione superficiale e in quelledell'acquifero  calcarenitico.  All'interno dell'insediamento Syndialsono  presenti  numerosi impianti dismessi e, nel settore occidentaledello stabilimento, discariche controllate e non controllate.    Nel  sito  Endesa  Italia  di Fiume Santo nel febbraio 2000 si e'verificato il versamento accidentale di circa 700 m^3 di combustibile«Orimulsion» a seguito della rottura di una tubazione di ricircolo.    L'area marina antistante il sito di Porto Torres presenta diversigradi   di  compromissione  in  relazione  alla  vicinanza  al  portoindustriale, alla citta' di Porto Torres ed alla foce del Rio Mannu.Iter istruttorio    La   Conferenza  di  servizi  decisoria  del  22 giugno  2004  hadeliberato  di  prendere  atto  delle  Linee  guida  operative per laredazione,  esecuzione  e  gestione  dei  Piani  di caratterizzazionedecreto  ministeriale  n.  471/1999  -  Protocollo  d'intesa  per gliinterventi  di  risanamento dei siti Enichem S.p.A. e Polimeri EuropaS.r.l. in regione Sardegna, e loro revisione, trasmessi dalla regioneautonoma della Sardegna.Piani di caratterizzazione    La   Conferenza  di  servizi  decisoria  del  22 giugno  2004  hadeliberato  di  approvare  il  Piano  di  caratterizzazione dell'areamarino-costiera   prospiciente  il  sito  di  bonifica  di  interessenazionale di Porto Torres, trasmesso da ICRAM e ha ritenuto, inoltre,necessario  che  siano indagate nella prima fase di caratterizzazionele seguenti aree: area Polla, area Lagone, area di escavo dei fondalidel Porto industriale e area adiacente Punta Minciaredda.    Nella  medesima Conferenza sono stati approvati con prescrizioni,il  Piano  di  caratterizzazione delle aree Syndial all'interno dellostabilimento   industriale   di   porto   Torres   e   il   Piano  dicaratterizzazione   della   Centrale   Termoelettrica  di  Fiumesanto(Sassari) di proprieta' Endesa Italia.Progetto di messa in sicurezza e/o bonifica    La   Conferenza  di  servizi  decisoria  del  22 giugno  2004  haaffrontato alcune situazioni di criticita' ambientale rilevate pressolo   Stabilimento   Syndial,  con  particolare  riferimento  all'areadenominata   «Minciaredda»   (Nord   occidentale)   e   all'area  delPetrolchimico  (Nord  orientale)  richiedendo all'Azienda di adottareimmediate misure di messa in sicurezza di emergenza.    Nella  medesima  Conferenza  ha  deliberato  di prendere atto deidocumenti   Caratterizzazione  del  sottosuolo,  indagini  a  mare  eProgetto  preliminare  degli  interventi  sul  terreno  contaminato aseguito  della  perdita  di Orimulsion dal bacino di contenimento delserbatoio BM001A nell'area Endesa Italia.                             VAL BASENTOComune - Localita'    Ferrandina,  Pisticci,  Grottole, Miglionico, Pomarico e Salandra(Matera).Tipologia dell'intervento    Bonifica  di  aree industriali di tipo chimico ed aree produttivedimesse.Perimetrazione    Il   sito  dell'area  industriale  della  Val  Basento  e'  statoindividuato  quale  intervento  di  bonifica  di  interesse nazionaledall'art. 14 della legge 31 luglio 2002, n. 179.    Il perimetro del sito in oggetto comprende le aree potenzialmenteinquinate  di  pertinenza  dei  comuni  di Ferrandina e Pisticci gia'individuate  dalla  regione  Basilicata nella nota del 3 ottobre 2002prot. 20899/75B  nonche'  aree potenzialmente inquinate ricadenti nelterritorio  dei  comuni di Grottole, Miglionico, Pomarico e Salandra,come  riportato  nel  decreto di Perimetrazione del sito di interessenazionale  della  Val  Basento  del  26 febbraio  2003,  n.  642  delMinistero    dell'ambiente    e    della    tutela   del   territorioconseguentemente alle proposte inviate dalla regione Basilicata.    L'area occupa una superficie di circa 34 kmq, parte di proprieta'di  soggetti  privati  ed  include  al  suo  interno tre insediamentiindustriali  (Salandra, Ferrandina e Pisticci), inframmezzati da areea prevalente vocazione agricola.    Sull'area   insistono   svariate  attivita'  produttive  di  tipochimico,  nonche'  aree  dismesse  che  furono  in  passato  sede  diproduzione  e  manufatti in cemento-amianto, e altre di produzione dimetanolo.Principali caratteristiche ambientali    Il  sito  racchiude  un'area  piuttosto  ampia  posizionata lungol'asta   fluviale   del   fiume  Basento,  orientata  secondo  l'assenord-ovest/sud-est. La ricostruzione stratigrafica eseguita a seguitodi  sondaggi condotti fino ad una profondita' di circa 15 m nell'areaha  messo  in  luce la presenza di terreni di alluvioni fini recenti,quali  sabbie  medio-fini,  limi  ed  argille  limose,  poggianti  sualluvioni  grossolane, quali ghiaie e ciottoli in matrice sabbiosa. Aprofondita' maggiori si rinviene un complesso argilloso, nell'insiemeimpermeabile  pur  presentando  fratture  superficiali che localmentepossono limitare tale caratteristica.    La  vicinanza  del  fiume  Basento  e  il  pericolo connesso allapossibile  presenza  di  contaminazione nelle aree industriali attivee/o  dimesse, portano a ritenere che il sito presenti caratteristichedi elevato rischio ambientale e sanitario.Costi di messa in sicurezza e/o bonifica    A  favore  della  regione  Basilicata  sono  stati trasferiti findal giugno  2003  risorse  pari  a  Euro  166.011,60,  a valere dellostanziamento  recato dalla legge 23 marzo 2001, n. 93, art. 20 per larealizzazione di una mappatura completa della presenza di amianto sulterritorio  nazionale e degli interventi di bonifica urgente. Inoltrelimitatamente  al  territorio  del  comune  di  Ferrandina  e'  stataassentita   l'assegnazione   di   risorse  finanziarie  pari  a  Euro500.000,00  a  valere della citata legge 23 marzo 2001, n. 93, per ilfinanziamento  degli  interventi  di  bonifica di particolare urgenzadell'area  dello  stabilimento  ex  Materit,  che  produce  manufatticontenenti  amianto. Il 70% di dette risorse finanziarie, pari a Euro350.000,00 e' gia' stato trasferito al comune di Ferrandina.Piano di caratterizzazione    E'  stata  eseguita  la  caratterizzazione  dei  suoli delle areeagricole  a  basso  rischio  di  inquinamento  incluse  nel  sito  diinteresse  nazionale della Val Basento, dalla quale si e' evidenziatoche  tutti  i  parametri analitici ricercati hanno una concentrazioneinferiore  alla  concentrazione  massima  ammissibile  riportata  neldecreto  ministeriale  n.  471/1999  per  suoli  ad  uso industriale.Viceversa,  sono  stati  riscontrati alcuni superamenti della tabellarelativa  ai  suoli  ad  uso verde/residenziale per i parametri cromoesavalente  e  mercurio.  Per dette aree si procedera' ad un'indagineintegrativa   per   delimitare  la  contaminazione  arealmente  e  inprofondita'.    Inoltre,  e'  stata  condotta  la caratterizzazione delle aree dipertinenza di numerose aziende private. Sono in corso di elaborazionei   piani   di   caratterizzazione   delle  restanti  aree  ricadentiall'interno del sito.Progetto di messa in sicurezza e/o bonifica    Sono  in atto interventi di messa in sicurezza di emergenza dellafalda ad opera delle medesime aziende private.    Inoltre,   sono   stati  eseguiti  i  lavori  di  decommissioningdell'impianto  di desolforazione della Centrale Gas Eni di Ferrandinaed,  in  seguito,  e'  stato  presentato  il  progetto preliminare dibonifica dell'intera area di proprieta' della ditta medesima.                TERRITORIO DEL BACINO DEL FIUME SACCO    L'emergenza  ambientale  del territorio ricadente all'interno delbacino  del  fiume Sacco, che scorre attraverso le province di Roma eFrosinone,  e'  dovuta alla presenza di isomeri di esaclorocicloesanoche hanno contaminato l'argine fluviale.    La  contaminazione  sarebbe dovuta alla percolazione dei suddettiagenti  chimici  situati nell'area del comune di Colleferro, occupatafino  a  trenta  anni  fa  da un'industria chimica, e dove sono statirinvenuti fusti interrati e scarti di lavorazioni.    Si  evidenzia  che  con  decreto del Presidente del Consiglio deiMinistri  19 maggio 2005 e' stato dichiarato, fino al 30 aprile 2006,lo  stato  di emergenza socio-economico-ambientale nel territorio delbacino  del fiume Sacco e con successiva ordinanza del Presidente delConsiglio  dei  Ministri 10 giugno 2005, n. 3441, sono stati previstiinterventi    urgenti   finalizzati   al   superamento   della   fasedell'emergenza  nel  territorio  dei  comuni  di  Colleferro, Segni eGavignano  della  provincia di Roma, e dei comuni di Paliano, Anagni,Ferentino, Sgurgola, Morolo e Supino della provincia di Frosinone.    Detto  sito,  e' stato inserito tra i Siti di interesse nazionaleda  bonificare  di  competenza  del  Ministero dell'ambiente. In data2 dicembre    2005,   con   la   disposizione   introdotta   all'art.11-quaterdecies,  comma 15  della  legge  n.  248  - conversione, conmodificazioni,  del  decreto-legge  30 settembre  2005,  n.  203 - e'avvenuto tale inserimento.    Ora,  sulla  base  delle attivita' gia' impostate dalla Strutturacommissariale, che si riportano di seguito:      perimetrazione  provvisoria del sito che interessa ad oggi novecomuni  (Colleferro,  Segni  e  Gavignano  nella provincia di Roma, ePaliano,   Anagni,   Ferentino,  Sgurgola,  Morolo  e  Supino,  nellaprovincia di Frosinone);      individuazione  ed  attivazione  delle prime misure di messa insicurezza d'emergenza per rifiuti, suoli e acque contaminati;      individuazione     ed    attivazione    delle    indagini    dicaratterizzazione  delle  aree,  pubbliche  e  private,  al  fine  didefinire l'estensione e la gravita' della contaminazione;      attivazione  della  sorveglianza  sanitaria,  epidemiologica  eveterinaria;sara'  da  definire  il  perimetro  del  nuovo  sito da bonificare diinteresse  nazionale,  in  accordo  con tutti i comuni interessati aisensi dell'art. 1, comma 4 della legge n. 426/1998.                               MILAZZOComune - Localita'    Milazzo, San Filippo del Mela, Pace del Mela (Messina).Tipologia dell'intervento    Bonifica  e  ripristino  ambientale aree industriali, discariche,arenile ed area marina antistante.Perimetrazione    Il   sito   preliminarmente  individuato  ai  fini  della  futuraperimetrazione   e'   ubicato   all'interno   dell'area  di  sviluppoindustriale  di Milazzo e ricade nei territori dei comuni di Milazzo,San  Filippo  del  Mela e Pace del Mela, (provincia di Messina), gia'dichiarati   «area   ad  elevato  rischio  di  crisi  ambientale  delcomprensorio del Mela» ai sensi del decreto legislativo n. 112/1998.    La  zona  attualmente  individuata occupa una superficie di circa500  ha,  ed  e'  delimitata  dal Mare Tirreno a nord, dal territoriocomunale  di Milazzo ad ovest, dalla linea FFSS ed autostrada MessinaPalermo   a   sud  e  dalla  frazione  Giammoro  (Pace  della  Mela).All'interno del sito sono presenti, fra l'altro:      Raffineria RAM;      Centrale elettrica EDIPO WER (ex ENEL);      Centrale elettrica Termica Milazzo (ex SONDEL);      DUFERDOFIN Siderurgica profilati in ferro;      ETS produzione apparecchiature elettriche;      Stabilimento Messinambiente S.p.A.;      Arenile e area marina antistante le aree industriali.    L'arenile   e  l'area  marina  antistante  hanno  una  superficieindicativa  di  circa  1000  ha.  L'area  della Raffineria RAM (jointventure  al  50% tra Eni e Kuwait Petroleum Italia) ha una superficiedi  oltre duecento ettari ed e' stata utilizzata a partire dagli annisessanta  per la raffinazione ed il deposito di prodotti petroliferi.La  raffineria e' autorizzata a lavorare oltre 20 milioni di ton/annodi  olio  grezzo  e  residui  di varia provenienza. I prodotti greggivengono  ricevuti  via mare e scaricati in serbatoi di stoccaggio. Lamaggior  parte  dei  prodotti  finiti vengono recapitati ai luoghi didestinazione via mare; parte di essi rifornisce la limitrofa centraleEdipower  attraverso  un  oleodotto, mentre un'aliquota viene gestitaattraverso autobotti.    L'area  della  ex Centrale ENEL, ora EDIPOWER, con una superficiedi  circa  ottanta  ettari  e'  stata utilizzata a partire dagli annisessanta  per la produzione di energia elettrica con utilizzo di oliocombustibile   denso.   La  centrale  e'  composta  da  6  unita'  digenerazione,  di  cui  2  da  320  MW  e 4 da 160 MW, per una potenzainstallata  totale  di  1.280  MW.  Ogni  sezione  e' composta da unacaldaia con relativi ausiliari (ventilatori, bruciatori, riscaldatorid'aria, soffiatori, ecc.).    L'area  del  deposito  Messinambiente  S.p.A.,  utilizzato per lostoccaggio  di  elettrodomestici  dismessi,  e'  stato  oggetto nelloscorso luglio   di   un   violento   incendio  che  ha  provocato  lapropagazione  nell'atmosfera  con  successiva  ricaduta  al  suolo disostanze   tossiche  e  nocive  di  cui  appare  necessario  valutarel'entita'   e   l'estensione  nonche'  gli  eventuali  effetti  sullacommestibilita' delle culture ad uso alimentare presenti nell'area.Principali caratteristiche ambientali e situazione di inquinamento    L'area  in  oggetto  presenta  una  leggera  e  costante pendenzadecrescente verso Nord, che nella toponomastica locale prende il nomedi  «Piana  di  Milazzo».  Tale  piana  costiera e' caratterizzata daun'ampiezza  variabile  tra 2 e 6 km ed ospita la maggior parte dellezone  urbanizzate.  Il  piano  campagna  del  settore  occupato dagliimpianti  e  dagli  stoccaggi della Raffineria varia tra una quota di1,00 e 1,50 m s.l.m. in prossimita' della linea di costa e di 17,00 e18,00 m s.l.m. nel settore piu' meridionale.    A  circa  15  km  a  Sud del sito in oggetto, vi e' la catena deiMonti  Peloritani,  caratterizzata  da una quota media di circa 500 ms.l.m. ed una quota massima di 1200 m s.l.m.    Dal  punto di vista idrologico la regione e' caratterizzata dallapresenza  delle  «fiumare»,  corsi d'acqua a carattere torrentizio, icui  letti  sono prevalentemente orientati secondo l'asse N-S, avendoorigine  dalla  catena dei Monti Peloritani e convogliando le proprieacque nel Mar Tirreno. In particolare, si riconoscono 3 grandi baciniimbriferi,  in  ordine di importanza quello del Torrente Muto, quellodel  Torrente  Corriolo (che attraversa la RAM) e quello del TorrenteMela.    Le  problematiche  ambientali  del sito possono essere ricondottealla  presenza  localizzata  di  idrocarburi  e metalli nei terreni enelle acque sotterranee e ad inquinamento diffuso legato ad emissioniatmosferiche  ed  a  fenomeni di combustione incontrollata di rifiuticontenenti fra l'altro materiali plastici (incendio Messinambiente).    I principali fenomeni di degrado dell'ambiente marino sono dovutiall'inquinamento    da    petrolio,    all'inquinamento   termico   eall'eutrofizzazione. Dovra' inoltre essere valutata la contaminazionedei sedimenti da metalli pesanti e da idrocarburi.Costi di messa in sicurezza e/o bonifica    Le  prime  stime,  effettuate  sulla base dei dati preliminari diestensione  e di tipologia di inquinamento, indicano un fabbisogno dilarga massima per gli interventi piu' urgenti pari a circa 55 milionidi euro.Piani di caratterizzazione    E'   stato  redatto  e  presentato  alle  amministrazioni  localiinteressate  il  piano  di caratterizzazione dell'area della Centraleelettrica  EDIPOWER,  mentre  e'  in  corso  di  elaborazione  quellorelativo al l'area della Raffineria RAM.    Sono  da  elaborare  i  piani  di caratterizzazione relativi allealtre zone industriali e alle aree a mare.Progetti di messa in sicurezza e/o bonifica    Da elaborare.                   BACINO IDROGRAFICO FIUME SARNOComune - Localita'                   BACINO IDROGRAFICO FIUME SARNOTipologia dell'intervento    Interventi  di  messa in sicurezza, caratterizzazione, bonifica eripristino ambientale dell'area.Perimetrazione    Bacino  idrografico  del  fiume Sarno e area marina antistante lafoce.Principali caratteristiche ambientali e situazione di inquinamento    Il  fiume  Sarno  nasce  a  S.  Maria  la Foce da alcune sorgenticarsiche  e  raccoglie le acque di un vasto bacino idrografico che siestende  per  circa  500  km^2  su una piana di origine alluvionale evulcanica.  Il  bacino  e'  delimitato  a Nord Ovest dai versanti delcomplesso  Somma-Vesuvio,  a Sud-Est dal golfo di Napoli, a Sud dallaPenisola  Sorrentina  e  dai  Monti  Lattari,  a  Nord  e  a Nord-Estrispettivamente dai monti di Sarno e di Solfora. Nel corso medio, a 3km  ad Ovest di S. Marzano, riceve le acque del torrente Cavaiola nelquale, a sua volta, confluisce il torrente Solforana.    Nell'area   sono   presenti  diverse  attivita'  produttive  comeconcerie,  industrie alimentari (lavorazione del pomodoro), industriefarmaceutiche  e  cantieristica  navale.  Inoltre  vi  e' una diffusapresenza di «scarichi civili e/o misti» spesso non depurati.    Studi  pregressi sull'area testimoniano una condizione di elevatacriticita'  ambientale sui sedimenti dell'alveo del fiume Sarno e deisuoi  affluenti, le cui forti alterazioni sono causate principalmentedall'attivita' umana pregressa e/o attuale.    I  sedimenti  del  bacino del fiume Sarno presentano uno stato dicontaminazione  diffusa  sia  dal  punto  di vista microbiologico chechimico. Dal punto di vista chimico principalmente ad opera di Cromo,piombo,  zinco,  composti organoclorurati e idrocarburi pesanti, e inmodo  piu'  puntiforme  da  parte  di  nichel,  rame, diossine. Tra icomposti  organoclorurati  riscontrati  nei sedimenti si evidenzia lapresenza  significativa di Policlorobifenili (PCB) e di pesticidi, inparticolare  il p,p'-DDE e' presente in maniera costante e diffusa intutto il bacino.    La  distribuzione dei contaminanti nei sedimenti dell'area marinaantistante   la   foce   del   Sarno  risulta  influenzata  non  solodall'ubicazione  delle  fonti  d'inquinamento  ma  anche  dal  regimeidrodinamico dominante.    Infatti le caratteristiche idrodinamiche determinano il traspostodella frazione fine dei sedimenti, e di conseguenza dei contaminanti,prevalentemente verso il settore nord occidentale dell'area.    Da  un  punto  di  vista  granulometrico,  a differenza di quantoriscontrato  nei  tratti  costieri  limitrofi  dove  si  evidenzia latendenza  ad  un  gradiente  dimensionale  dalla costa verso il largo(aumento della frazione fine verso il largo), e' presente un accumulodi  sedimenti fluvio-deltizi tipicamente siltosi, e quindi piu' fini,a  profondita' comprese tra i 30 e i 50 m. Tale accumulo di sedimentiinfluenza di conseguenza la distribuzione degli inquinanti.    Nell'area  marina  antistante la foce del Sarno, si riscontra unostato  di  contaminazione diffuso da cromo con concentrazioni massimenella  zona  antistante  la  foce del fiume Sarno, una contaminazionelieve da mercurio e zinco, e meno diffusa la contaminazione da rame epiombo.    L'area   risulta   inoltre   compromessa   dal   punto  di  vistamicrobiologico proprio a causa dell'apporto del Sarno.Costi di messa in sicurezza e/o bonifica    In corso di definizione.Piani di caratterizzazione    L'Autorita'   di  bacino  del  Sarno  ha  realizzato  uno  studiopreliminare  per la caratterizzazione dei corpi idrici superficiali esotterranei (AdB Sarno 2002).    Nell'ambito  di  quanto  previsto  dall'OPCM 3270/2003 (Emergenzasocio  economico-ambientale  del  bacino idrografico del fiume Sarno)l'APAT  ha realizzato il piano di caratterizzazione dei sedimenti delbacino del fiume SarnoProgetti di messa in sicurezza e/o di bonifica    Da elaborare.                   SITO DELLE STRILLAIE (GROSSETO)Comune - Localita'    Grosseto.Tipologia dell'intervento    Interventi  combinati  di  messa  in  sicurezza  permanente  e dirimozione e smaltimento dei rifiuti.Soggetto titolare/competente all'intervento    Soggetto pubblico (Amministrazione comunale).Perimetrazione del sito    Il  Sito  delle  Strillaie  e'  stato  inserito  tra  i  siti  dabonificare   di   interesse  nazionale  con  decreto  legislativo  n.152/2006.  Nel  corso  della Conferenza di servizi del 6 luglio 2006,presso il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e delmare,  e' stata acquisita una larga intesa da parte degli Enti localiper la perimetrazione, di conseguenza e' stato predisposto il decretoministeriale   del   Ministero   dell'ambiente  e  della  tutela  delterritorio e del mare per la predetta perimetrazione del Sito.Descrizione del sito    L'area   interessata,  che  ricade  nel  territorio  comunale  diGrosseto,  ha superficie complessiva pari a circa 330.000 m^2, di cuicirca  200.000  m^2 occupati da discarica autorizzata (oggi chiusa) ela  restante  porzione, che risulta di proprieta' privata, utilizzatain  passato  per  il conferimento di rifiuti urbani e successivamenteriportata agli usi agricoli (Ambito E).    Per il sito delle Strillaie e' stato avviato a partire dal giugno2001   un   procedimento   di   bonifica  ai  sensi  dell'ex  decretoministeriale n. 471/1999, di competenza del comune di Grosseto.    Dopo la pubblicazione del decreto ministeriale di perimetrazione,le competenze passeranno dalla sede locale alla sede centrale.Piano di caratterizzazione    Nel 2001 il comune di Grosseto ha dato incarico al Consorzio PisaRicerche  di  redigere  il Piano di caratterizzazione dell'area delladiscarica e dell'area limitrofa (Ambito E).    I risultati delle indagini, presentati alla Conferenza di servizilocale  dell'8 novembre  2001 e le indagini integrative realizzate surichiesta  di  ARPA Toscana nel 2002, hanno evidenziato che lo stratodi  argilla  di isolamento del fondo della discarica, che si presentaomogeneo  per  la porzione centrale del corpo della discarica stessa,non  garantisce  l'impermeabilizzazione  nell'area sud-ovest rispettoall'acquifero sottostante.    Le  risultanza  analitiche  relative  alle  acque  di falda hannoinfatti    evidenziato    che   1'acquifero   superficiale   presentainquinamento   diffuso   da  clorurati,  solfati,  ferro,  manganese.L'acquifero profondo (oltre 30 m dal p.c.) non risulta interessato dacontaminazione.    A  seguito della caratterizzazione, il sito e' stato suddiviso inAmbiti omogenei:      -  Ambito  B, relativo al corpo centrale, caratterizzato da unostrato  omogeneo  di  argilla,  di  spessore  di  circa  2  m, che negarantisce il totale isolamento dall'acquifero;      -  Ambito  D,  relativo  alla  parte sud-ovest, che risulta nonperfettamente impermeabilizzata;      - Ambito E, relativo alla parte est, area utilizzata in passatoper  il  conferimento  di  rifiuti urbani e successivamente riportataagli usi agricoli.Messa in sicurezza di emergenza    Gli  interventi  previsti  quali  misure di messa in sicurezza diemergenza,  presentati  alla  Conferenza  di  servizi del 15 novembre2001, sono i seguenti:      - piano di monitoraggio relativo a tutta l'area;      -  opere  di  rimodellazione  superficiale, capping e controlloautomatico dei livelli di percolato relative all'Ambito B;      -  interventi  di  carattere  gestionale  quali  opere  per  lacaptazione  del  biogas  prodotto  nella  vasca nord della discarica;opere  di regimazione del deflusso delle acque meteoriche (Ambito B);realizzazione   di  un  impianto  di  stoccaggio  e  trattamento  delpercolato (Ambito B).    Non  risulta agli atti documentazione relativa all'attuazione deipredetti interventi.Progetto definitivo di bonifica    Il  progetto  preliminare  di bonifica e' stato approvato in sedelocale dalla Conferenza di servizi del 25 luglio 2002.    Il  progetto  definitivo  di  bonifica e' stato approvato in sedelocale dalla Conferenza di servizi del 1° aprile 2003.    Il  progetto  definitivo  approvato  prevede  per  l'Ambito  D larimozione  dei  rifiuti,  con  stoccaggio  provvisorio  in  vasca  darealizzarsi  a  servizio della bonifica in area esterna al perimetro,il  ripristino  del  fondo  della discarica mediante posa di adeguatospessore  di  uno  strato  di argilla e il ricollocamento dei rifiutirimossi.    Gli  interventi  di bonifica previsti per l'Ambito E prevedono larimozione  e  lo  smaltimento (in una vasca di stoccaggio provvisoriorealizzata  in  Ambito B) di una parte dei rifiuti presenti in loco ela  realizzazione  di  un intervento di messa in sicurezza permanentemedianti capping per la restante porzione di rifiuti presenti.    Sara'  inoltre  realizzata  la  rete  di  regimazione delle acquesuperficiali  e  meteoriche.  Per  l'Ambito  B  non  sono attualmenteprevisti interventi di bonifica.    Gli  interventi  di  bonifica  approvati,  a causa delle limitaterisorse finanziare disponibili, sono stati programmati per stralci.    Con  atto  di giunta comunale n. 552 del 12 agosto 2003 il Comuneha  approvato  la  prima  fase attuativa degli interventi di bonificarelativa  a una porzione dell'Ambito D (D1A) per un costo complessivopari  a  Euro  1.350.000. I lavori risultano essere stati avviati nelperiodo marzo-aprile 2005.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19799005-117041546911422436?l=documentii.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://documentii.blogspot.com/feeds/117041546911422436/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19799005&amp;postID=117041546911422436' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/117041546911422436'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/117041546911422436'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://documentii.blogspot.com/2007/02/integrazioni-al-programma-nazionale.html' title='integrazioni al programma nazionale bonifica siti inquinati'/><author><name>valbormidaviva</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02972272074723678648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19799005.post-116974181895601093</id><published>2007-01-25T08:12:00.000-08:00</published><updated>2007-01-25T08:16:59.330-08:00</updated><title type='text'>serata a gorzegno, acna e mafia</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.stpauls.it/gazzetta/0704ga/0704ga11.htm#1"&gt;http://www.stpauls.it/gazzetta/0704ga/0704ga11.htm#1&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La morte di Gardini e la vicenda Acna. Dalla Langa, è arrivata una sfida al boss mafioso Totò Riina?&lt;br /&gt;Quella sera a Gorzegno...&lt;br /&gt;di ILVO BARBIERO  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un’aia in una cascina a Gorzegno, di sera, illuminata da fioche luci.&lt;br /&gt;Gallesio (sì, come il tragico protagonista di Un giorno di fuoco e non per caso) legge i ricordi di Mario Bertola sulle manifestazioni dei contadini di Gorzegno contro l’Acna negli anni ’50. Ad ascoltare, tante figure fatte della stessa pasta dei langaroli che facevano ribollire il sangue a Beppe Fenoglio, al solo pensiero. Eh sì, c’è chi si deve accontentare dei surrogati e delle descrizioni, magari stando in città, e qui invece c’è la sostanza. C’è anche una fetta importante delle persone che hanno cambiato il colore al Bormida, non più di sangue raggrumato, con una nuova guerra, non cruenta per fortuna come quella di Johnny, ma comunque così definita da chi l’ha vista di fuori. Proprio questo accostamento, tra la fine dell’Acna e il famoso pezzo di Fenoglio sul Bormida, dopo 7 anni, è rimasto nell’immaginario collettivo.&lt;br /&gt;Il giornalista di Gorzegno Renzo Fontana, direttore del periodico"Valle Bormida pulita",  è stato uno dei protagonisti delle battagliecontro l’inquinamento causato dall’Acna di Cengio.&lt;br /&gt;Quasi alla fine della serata, dedicata al giornalismo militante e alla forma che ha assunto nella Valle Bormida, dedico alla memoria di Renzo Fontana, specialmente ai suoi lavori sulla valorizzazione delle bellezze della Langa, alcune parole tratte dal film I cento passi di Marco Tulio Giordana sulla vita e la morte del giornalista Peppino Impastato, che aveva osato sfidare la mafia in casa sua e dalla stessa è stato ucciso: «La bellezza, questo si dovrebbe insegnare alla gente. La bellezza contro la cupidigia, la bellezza contro l’omertà, la bellezza contro la rassegnazione, la bellezza contro la paura…».&lt;br /&gt;Tutto questo sarebbe rimasto nella memoria dei presenti se, con un’ennesima svolta nella vicenda Acna-Valle Bormida, pochi giorni dopo non fossero state diffuse notizie dalla Sicilia, che meritano sicuramente una revisione e una nuova riflessione su un periodo, uno dei più infuocati, della sua storia, quello tra gli anni 1987 e 1993.&lt;br /&gt;Al centro delle nuove verità che stanno emergendo nelle inchieste siciliane sulla mafia c’è ancora Raul Gardini, padrone dell’Acna, a cui Patrizio Fadda, rivolgendoglisi direttamente in una delle assemblee degli azionisti della Montedison, aveva detto: «Mi vergognerei a essere enormemente ricco e padrone di una fabbrica come l’Acna senza risolvere il problema alle radici».&lt;br /&gt;Raul Gardini, il "contadino", già al centro ovviamente con gli altri azionisti e dirigenti del suo gruppo della vicenda Enimont e quindi di Tangentopoli, "presunto suicida" al momento del maggiore infuriare di Tangentopoli, poco prima di presentarsi ai magistrati di Mani pulite, forse per raccontare le sue verità, e negli stessi giorni del successivo presidente della società padrona dell’Acna, Gabriele Cagliari, anch’egli autore di botte e risposte televisive con protagonisti del movimento della Valle Bormida, secondo le rivelazioni del pentito Leonardo Messina al pm Paolo Borsellino, subito dopo la strage di Capaci, sarebbe stato collegato a Totò Riina.&lt;br /&gt;La notizia è stata pubblicata da vari organi di stampa e riporta gli sviluppi attuali delle indagini della Procura di Caltanissetta, che hanno riaperto l’inchiesta sulla morte di Raul Gardini.&lt;br /&gt;Secondo le ipotesi investigative, la Calcestruzzi spa, posseduta dalla famiglia Ferruzzi e da Raul Gardini, in realtà sarebbe stata controllata da Totò Riina; le morti di Borsellino e Gardini sarebbero collegate: il Magistrato saltò in aria 19 giorni dopo avere aperto un’inchiesta sulle rivelazioni del pentito, e anche la morte dell’imprenditore sarebbe stata determinata da Cosa nostra. Anche la bomba di Milano del 1993, esplosa all’indomani dei funerali di Raul Gardini, doveva esplodere più vicina alla già vicina residenza del defunto.&lt;br /&gt;Sergio Cusani tende a negare l’esistenza di collegamenti, ma ha rivelato che Raul Gardini era turbato da questi fantasmi siciliani e voleva liberarsene cedendo la Calcestruzzi.&lt;br /&gt;Già nel 1988, ben prima dell’esplosione di Tangentopoli, il movimento sapeva che avrebbe trovato contro gruppi di potere soverchiante e non sempre alla luce del sole: «Noi vi metteremo contro l’industria chimica, il sindacato, la strumentale occupazione, l’Enimont, la corruzione…», e pensavamo che con l’affaire Enimont eravamo arrivati a spiegare tutti i meccanismi perversi che avvelenavano la vicenda, ma nessuno pensava che da quell’angolo di mondo si sarebbe arrivati a sfidare l’ipotizzato principale alleato di Cosa nostra e del suo massimo capo, Totò Riina...&lt;br /&gt;Ilvo Barbiero&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19799005-116974181895601093?l=documentii.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://documentii.blogspot.com/feeds/116974181895601093/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19799005&amp;postID=116974181895601093' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/116974181895601093'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/116974181895601093'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://documentii.blogspot.com/2007/01/serata-gorzegno-acna-e-mafia.html' title='serata a gorzegno, acna e mafia'/><author><name>valbormidaviva</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02972272074723678648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19799005.post-116905484290065463</id><published>2007-01-17T09:23:00.000-08:00</published><updated>2007-01-17T09:27:23.220-08:00</updated><title type='text'>DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 27 dicembre 2006</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Visto l'art. 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225;  Visto l'art. 107 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;  Visto  il  decreto-legge  7 settembre 2001, n. 343, convertito, conmodificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401;  Visto  il  decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 18marzo  1999  relativo alla dichiarazione dello stato di emergenza nelterritorio  dei comuni di Cengio e Saliceto in ordine alla situazionedi  crisi  socio-ambientale,  nonche'  il  decreto del Presidente delConsiglio  dei Ministri del 14 gennaio 2005, con il quale il medesimostato d'emergenza e' stato prorogato fino al 31 dicembre 2006;  Visto  l'art.  8  dell'ordinanza  del  Presidente del Consiglio deiMinistri n. 3555 del 2006;  Considerato  che  il  complesso  delle attivita' poste in essere inrelazione alla straordinarieta' della situazione di emergenza in atto richiede  ulteriori  tempi  di  attuazione per il completamento degli Interventi  idonei a ricondurre le situazioni di fatto in un contesto di competenze ordinarie;  Ritenuto    quindi   necessario   disporre   un'ulteriore   proroga esclusivamente  per assicurare il completamento delle iniziative gia'intraprese;  Vista  la  richiesta  in data 11 dicembre 2006 del Presidente della regione Liguria;  Vista  la  nota  del  22 dicembre  2006  del  Capo di Gabinetto delMinistero dell'ambiente e della tutela del territorio;  Ritenuto  che per l'evento di specie ricorrono i presupposti di cui all'art. 5, comma 1, della legge 24 febbraio 1992, n. 225;  Vista  la  deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nellariunione del 27 dicembre 2006;                  &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;            Decreta: &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; Ai  sensi  e  per  gli  effetti  dell'art.  5, comma 1, della legge24 febbraio  1992,  n.  225,  per le motivazioni e con le limitazioni degli  ambiti derogatori di cui in premessa, e' prorogato, fino e non oltre  il  31 dicembre 2007, lo stato di emergenza nel territorio delc omune  di Cengio in provincia di Savona in ordine alla situazione di crisi socio-ambientale.  Il  Prefetto  di Genova Giuseppe Romano e' confermato nell'incaricodi Commissario delegato del Presidente del Consiglio dei Ministri.  Con  successiva ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministrisi'  provvedera'  a  disciplinare le ulteriori attivita' da espletare nel territorio interessato.  &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Il  presente  decreto  &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;verra'  pubblicato  nella Gazzetta Ufficialedella Repubblica italiana.    &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Roma, 27 dicembre 2006                                                 Il Presidente: Prodi&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19799005-116905484290065463?l=documentii.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://documentii.blogspot.com/feeds/116905484290065463/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19799005&amp;postID=116905484290065463' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/116905484290065463'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/116905484290065463'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://documentii.blogspot.com/2007/01/decreto-del-presidente-del-consiglio.html' title='DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 27 dicembre 2006'/><author><name>valbormidaviva</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02972272074723678648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19799005.post-116732932342648949</id><published>2006-12-28T10:02:00.000-08:00</published><updated>2006-12-28T10:08:49.566-08:00</updated><title type='text'>ORDINANZA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 5 dicembre 2006</title><content type='html'>ORDINANZA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 5 dicembre 2006 Disposizioni urgenti di protezione civile. (Ordinanza n. 3555).&lt;br /&gt;IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI&lt;br /&gt;Visto l'art. 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225;&lt;br /&gt;Visto l'art. 107 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;&lt;br /&gt;Visto il decreto-legge 7 settembre 2001, n. 343, convertito, con&lt;br /&gt;modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401;&lt;br /&gt;Visto il decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, recante: «Misure&lt;br /&gt;straordinarie per fronteggiare l'emergenza nel settore dei rifiuti&lt;br /&gt;nella regione Campania»;&lt;br /&gt;Vista l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri&lt;br /&gt;dell'8 agosto 2005, n. 3457, recante: «Ulteriori interventi necessari&lt;br /&gt;a fronteggiare l'emergenza ambientale determinatasi nella citta' di&lt;br /&gt;Catania nel settore del traffico e della mobilita»;&lt;br /&gt;Vista la nota del 6 ottobre 2006, con la quale il sindaco di&lt;br /&gt;Catania - Commissario delegato per gli interventi straordinari ed&lt;br /&gt;urgenti di cui alla citata ordinanza n. 3457/2005, ha rappresentato&lt;br /&gt;l'esigenza che, stante il perdurare della situazione di criticita' in&lt;br /&gt;atto nel settore del traffico e della mobilita' nella citta' di&lt;br /&gt;Catania, venga disposta una proroga dei poteri al fine di assicurare,&lt;br /&gt;in regime ordinario, l'attuazione ed il completamento delle opere&lt;br /&gt;gia' programmate per poter gestire, a stralcio, con continuita' e&lt;br /&gt;regolarita' il completamento di tutti i lavori avviati;&lt;br /&gt;Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri con il&lt;br /&gt;quale e' stato dichiarato lo stato di emergenza nel territorio della&lt;br /&gt;provincia di Vibo Valentia colpito dagli eventi alluvionali del&lt;br /&gt;giorno 3 luglio 2006;&lt;br /&gt;Vista l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3531&lt;br /&gt;del 7 luglio 2006, recante: «Interventi urgenti di protezione civile&lt;br /&gt;diretti a fronteggiare i danni conseguenti agli eccezionali eventi&lt;br /&gt;atmosferici che hanno colpito il territorio della provincia di Vibo&lt;br /&gt;Valentia il giorno 3 luglio 2006»;&lt;br /&gt;Visto l'art. 12 dell'ordinanza di protezione civile n. 3536 del&lt;br /&gt;28 luglio 2006 e gli articoli 3, 4 e 5 dell'ordinanza di protezione&lt;br /&gt;civile n. 3540 del 2006;&lt;br /&gt;Vista la nota n. 277 del 24 ottobre 2006 della struttura del&lt;br /&gt;Commissario delegato per l'emergenza che ha colpito il territorio&lt;br /&gt;della provincia di Vibo Valentia il giorno 3 luglio 2006;&lt;br /&gt;Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del&lt;br /&gt;5 ottobre 2005, con il quale e' stato dichiarato lo stato di&lt;br /&gt;emergenza nel territorio del comune di Niscemi (Caltanissetta) in&lt;br /&gt;relazione all'aggravamento della situazione di rischio di uno dei&lt;br /&gt;versanti su cui insiste il centro abitato;&lt;br /&gt;Vista l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3511&lt;br /&gt;del 6 aprile 2006, recante: «Disposizioni urgenti di protezione&lt;br /&gt;civile finalizzate a fronteggiare l'emergenza venutasi a creare nel&lt;br /&gt;territorio del comune di Niscemi (Caltanissetta) in relazione&lt;br /&gt;all'aggravamento della situazione di rischio di uno dei versanti su&lt;br /&gt;cui insiste il centro abitato»;&lt;br /&gt;Vista la nota n. 47757 del 3 novembre 2006, con la quale il&lt;br /&gt;presidente della regione Siciliana ha chiesto di apportare alcune&lt;br /&gt;modifiche all'ordinanza di protezione civile n. 3511 del 2006, in&lt;br /&gt;considerazione del fatto che l'attuale Governo della regione non ha&lt;br /&gt;conferito ad alcun assessore la delega alla protezione civile, per&lt;br /&gt;cui si rende necessario procedere alla sostituzione del precedente&lt;br /&gt;Commissario delegato;&lt;br /&gt;Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data&lt;br /&gt;1° giugno 2006, con il quale e' stato prorogato, fino al 31 gennaio&lt;br /&gt;2007, lo stato di emergenza nel settore dei rifiuti, nonche' in&lt;br /&gt;materia di bonifica dei suoli, delle falde e dei sedimenti inquinati,&lt;br /&gt;e di tutela delle acque superficiali della regione Campania;&lt;br /&gt;Vista la nota n. 7836 del 20 ottobre 2006 del Presidente della&lt;br /&gt;regione Campania - Commissario delegato per l'emergenza bonifiche e&lt;br /&gt;tutela delle acque nella regione Campania;&lt;br /&gt;Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri&lt;br /&gt;2 dicembre 2005, concernente la dichiarazione di «grande evento» nel&lt;br /&gt;territorio della provincia di Varese in occasione dei «Campionati del&lt;br /&gt;Mondo di ciclismo su strada 2008»;&lt;br /&gt;Vista l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3514&lt;br /&gt;del 19 aprile 2006 recante: «Interventi conseguenti alla&lt;br /&gt;dichiarazione di «grande evento» nel territorio della provincia di&lt;br /&gt;Varese per garantire il regolare svolgimento dei «Campionati del&lt;br /&gt;Mondo di ciclismo su strada 2008», cosi come modificata dall'art. 9&lt;br /&gt;dell'ordinanza di protezione civile n. 3520 del 2006 e dall'art. 5&lt;br /&gt;dell'ordinanza di protezione civile n. 3545 del 2006;&lt;br /&gt;Vista la nota n. 2006008024 del 22 novembre 2006, con la quale il&lt;br /&gt;Prefetto di Torino ha rappresentato la grave situazione determinatasi&lt;br /&gt;nel campo nomadi abusivo del comune di Borgaro Torinese in&lt;br /&gt;conseguenza di un incendio verificatosi il 16 novembre 2006;&lt;br /&gt;Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data&lt;br /&gt;3 febbraio 2006, con il quale e' stato prorogato, fino al 31 dicembre&lt;br /&gt;2006, lo stato di emergenza in relazione alla grave situazione&lt;br /&gt;determinatasi nello stabilimento Ecolibarna sito in Serravalle&lt;br /&gt;Scrivia;&lt;br /&gt;Vista l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3304&lt;br /&gt;del 30 luglio 2003 recante: «Disposizioni urgenti di protezione&lt;br /&gt;civile per fronteggiare la grave situazione di emergenza&lt;br /&gt;determinatasi nello stabilimento Ecolibarna sito in Serravalle&lt;br /&gt;Scrivia (Alessandria), ed altre disposizioni urgenti di protezione&lt;br /&gt;civile» cosi come integrata dall'art. 7 dell'ordinanza di protezione&lt;br /&gt;civile n. 3333 del 2004;&lt;br /&gt;Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 18 marzo&lt;br /&gt;1999 relativo alla dichiarazione dello stato di emergenza nel&lt;br /&gt;territorio dei comuni di Cengio (Savona) e Saliceto (Cuneo) in ordine&lt;br /&gt;alla situazione di crisi socio-ambientale, nonche' il decreto del&lt;br /&gt;Presidente del Consiglio dei Ministri 22 dicembre 2000, con il quale&lt;br /&gt;il medesimo stato d'emergenza e' stato prorogato fino al 31 dicembre&lt;br /&gt;2002;&lt;br /&gt;Visto il successivo decreto del Presidente del Consiglio dei&lt;br /&gt;Ministri 20 dicembre 2002, con il quale il predetto stato d'emergenza&lt;br /&gt;e' stato prorogato fino al 31 dicembre 2004;&lt;br /&gt;Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data&lt;br /&gt;14 gennaio 2005 recante la proroga dello stato di emergenza nel&lt;br /&gt;territorio dei predetti comuni sino al 31 dicembre 2006;&lt;br /&gt;Considerato poi che in ordine alla definizione dei poteri di&lt;br /&gt;intervento del Commissario delegato sono state emanate le ordinanze&lt;br /&gt;di protezione civile n. 2986 del 31 maggio 1999, n. 3012 del&lt;br /&gt;21 ottobre 1999, n. 3127 del 27 aprile 2001, n. 3232 del 24 luglio&lt;br /&gt;2002, e l'art. 5 dell'ordinanza di protezione civile n. 3251 del&lt;br /&gt;14 novembre 2002 e n. 3455 del 5 agosto 2005 e n. 3552 del&lt;br /&gt;17 novembre 2006;&lt;br /&gt;Vista la nota della regione Liguria n. 147801/1439, del 27 ottobre&lt;br /&gt;2006;&lt;br /&gt;Vista la nota del Ministero dell'ambiente del territorio e del mare&lt;br /&gt;22930/QdV/DI/III, del 17 novembre 2006;&lt;br /&gt;Visto il decreto-legge 30 novembre 2005, n. 245, convertito, con&lt;br /&gt;modificazioni, dalla legge 27 gennaio 2006, n. 21;&lt;br /&gt;Visto il decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, recante: «Misure&lt;br /&gt;straordinarie per fronteggiare l'emergenza nel settore dei rifiuti&lt;br /&gt;nella regione Campania»;&lt;br /&gt;Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data&lt;br /&gt;1° giugno 2006, con il quale e' stato prorogato, fino al 31 gennaio&lt;br /&gt;2007, lo stato di emergenza nel settore dei rifiuti, nonche' in&lt;br /&gt;materia di bonifica dei suoli, delle falde e dei sedimenti inquinati,&lt;br /&gt;e di tutela delle acque superficiali della regione Campania;&lt;br /&gt;Vista l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3341&lt;br /&gt;del 27 febbraio 2004 con il quale il dott. Corrado Catenacci viene&lt;br /&gt;nominato Commissario delegato per l'emergenza rifiuti nella regione&lt;br /&gt;Campania;&lt;br /&gt;Viste le ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri n.&lt;br /&gt;3343 del 12 marzo 2004, n. 3345 del 30 marzo 2004, n. 3347 del&lt;br /&gt;2 aprile 2004, n. 3354 del 7 maggio 2004, art. 1, comma 2, n. 3361 in&lt;br /&gt;data 8 luglio 2004, art. 5, n. 3369 del 13 agosto 2004, n. 3370 del&lt;br /&gt;27 agosto 2004, n. 3379 del 5 novembre 2004, art. 8, n. 3382 del&lt;br /&gt;18 novembre 2004, art. 8, n. 3390 del 29 dicembre 2004, art. 2, n.&lt;br /&gt;3397 del 28 gennaio 2005, art. 1, n. 3399 del 18 febbraio 2005, art.&lt;br /&gt;6, n. 3417 del 24 marzo 2005, n. 3429 del 29 aprile 2005, art. 6, n.&lt;br /&gt;3443 del 15 giugno 2005, art. 9, n. 3449 del 15 luglio 2005, art. 2,&lt;br /&gt;comma 1, n. 3469 del 13 ottobre 2005, art. 5, comma 6, n. 3479 del&lt;br /&gt;14 dicembre 2005, n. 3481 del 19 dicembre 2005, n. 3491 del&lt;br /&gt;25 gennaio 2006, articoli 13 e 15, n. 3493 in data 11 febbraio 2006,&lt;br /&gt;n. 3506 del 2006, art. 7, n. 3508 del 13 aprile 2006, art. 13, n.&lt;br /&gt;3520 del 2 maggio 2006, art. 15, n. 3527 del 16 giugno 2006, art. 8,&lt;br /&gt;n. 3529 del 2006, n. 3536 del 2006, art. 8, n. 3545 del 27 settembre&lt;br /&gt;2006, art. 7 e n. 3546 del 12 ottobre 2006, recanti disposizioni&lt;br /&gt;urgenti per fronteggiare l'emergenza rifiuti nella regione Campania;&lt;br /&gt;Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data&lt;br /&gt;14 dicembre 2005, con il quale, tra l'altro, lo stato d'emergenza&lt;br /&gt;concernente gli eventi sismici che hanno colpito il territorio delle&lt;br /&gt;regioni Molise e' stato prorogato fino al 31 dicembre 2006;&lt;br /&gt;Vista l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3496&lt;br /&gt;del 17 febbraio 2005, recante: «Ulteriori misure urgenti di&lt;br /&gt;protezione civile dirette a fronteggiare i danni conseguenti ai gravi&lt;br /&gt;eventi sismici verificatisi nel territorio della provincia di&lt;br /&gt;Campobasso e Foggia», cosi come modificata dall'ordinanza di&lt;br /&gt;protezione civile n. 3507 del 5 aprile 2006;&lt;br /&gt;Vista la nota n. 16070 del 26 luglio 2006 presidente della regione&lt;br /&gt;Molise - Commissario delegato;&lt;br /&gt;Vista la nota n. 0150734 del 22 novembre 2006 del Ministero&lt;br /&gt;dell'economia e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria&lt;br /&gt;generale dello Stato;&lt;br /&gt;Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data&lt;br /&gt;14 ottobre 2005 recante la dichiarazione di grande evento per lo&lt;br /&gt;svolgimento dei mondiali di nuoto «Roma 2009» nel territorio della&lt;br /&gt;provincia di Roma;&lt;br /&gt;Vista l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3489&lt;br /&gt;del 17 gennaio 2006 recante: «Disposizioni urgenti per lo svolgimento&lt;br /&gt;nel territorio della provincia di Roma dei mondiali di nuoto «Roma&lt;br /&gt;2009»;&lt;br /&gt;Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del&lt;br /&gt;28 ottobre 2005 con il quale e' stato dichiarato lo stato di&lt;br /&gt;emergenza a seguito degli eventi alluvionali che hanno colpito il&lt;br /&gt;territorio delle province di Bari e Brindisi nei giorni 22 e&lt;br /&gt;23 ottobre 2005;&lt;br /&gt;Vista l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri in data&lt;br /&gt;18 novembre 2005, n. 3475, recante: «Primi interventi urgenti di&lt;br /&gt;protezione civile diretti a fronteggiare i danni conseguenti agli&lt;br /&gt;eccezionali eventi alluvionali che hanno colpito il territorio delle&lt;br /&gt;province di Bari e Brindisi nei giorni 22 e 23 ottobre 2005» cosi'&lt;br /&gt;come modificata dall'art. 3 dell'ordinanza di protezione civile n.&lt;br /&gt;3485 del 2005, dall'art. 11 dell'ordinanza n. 3506 del 2006,&lt;br /&gt;dall'art. 1 dell'ordinanza di protezione civile n. 3527 del 2006,&lt;br /&gt;dall'art. 5 dell'ordinanza n. 3536 del 2006 e dall'art. 2&lt;br /&gt;dell'ordinanza di protezione civile n. 3540 del 2006;&lt;br /&gt;Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri&lt;br /&gt;dell'8 settembre 2006, con il quale e' stato dichiarato, fino al&lt;br /&gt;31 dicembre 2008, lo stato di emergenza determinatosi nel settore del&lt;br /&gt;traffico e della mobilita' nel territorio della citta' di Napoli;&lt;br /&gt;Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del&lt;br /&gt;9 settembre 2006, con il quale e' stato dichiarato, fino al&lt;br /&gt;31 dicembre 2008, lo stato di emergenza ambientale determinatosi nel&lt;br /&gt;settore del traffico e della mobilita' nella citta' di Messina;&lt;br /&gt;Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del&lt;br /&gt;4 agosto 2006 con il quale e' stato dichiarato, fino al 31 dicembre&lt;br /&gt;2008, lo stato di emergenza determinatosi nel settore del traffico e&lt;br /&gt;della mobilita' nel territorio della Capitale della Repubblica;&lt;br /&gt;Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data&lt;br /&gt;29 ottobre 2002, con il quale e' stato dichiarato lo stato di&lt;br /&gt;emergenza in ordine ai gravi fenomeni eruttivi connessi all'attivita'&lt;br /&gt;vulcanica dell'Etna nel territorio della provincia di Catania ed agli&lt;br /&gt;eventi sismici concernenti la medesima area, nonche' il decreto del&lt;br /&gt;Presidente del Consiglio dei Ministri del 22 dicembre 2005&lt;br /&gt;concernente la proroga, fino al 31 dicembre 2006, del sopra citato&lt;br /&gt;stato d'emergenza;&lt;br /&gt;Visto il decreto-legge 4 novembre 2002, n. 245, convertito, con&lt;br /&gt;modificazioni dalla legge 27 dicembre 2002, n. 286, recante&lt;br /&gt;«Interventi urgenti a favore delle popolazioni colpite dalle&lt;br /&gt;calamita' naturali nelle regioni Molise e Sicilia, nonche' ulteriori&lt;br /&gt;disposizioni in materia di protezione civile»;&lt;br /&gt;Vista l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri del&lt;br /&gt;29 novembre 2002, n. 3254, recante «Primi interventi urgenti diretti&lt;br /&gt;a fronteggiare i danni conseguenti ai gravi fenomeni eruttivi&lt;br /&gt;connessi all'attivita' vulcanica dell'Etna nel territorio della&lt;br /&gt;provincia di Catania ed agli eventi sismici concernenti la medesima&lt;br /&gt;area»;&lt;br /&gt;Vista la nota del 14 febbraio 2003 del Dipartimento della&lt;br /&gt;protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri&lt;br /&gt;concernente, tra l'altro, l'elenco dei comuni colpiti dagli eventi&lt;br /&gt;calamitosi del 29 ottobre 2002 ai quali sono stati erogate&lt;br /&gt;provvidenze di natura finanziaria;&lt;br /&gt;Tenuto conto che nella predetta elencazione dei comuni beneficiari&lt;br /&gt;delle provvidenze di natura finanziaria sono ricompresi anche i&lt;br /&gt;comuni di Giarre, Sant'Alfio e Acicatena;&lt;br /&gt;Vista la nota n. 5993 del presidente della regione Siciliana -&lt;br /&gt;Commissario delegato in data 8 febbraio 2006;&lt;br /&gt;Viste le ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri n.&lt;br /&gt;2427 del 29 aprile 2005, n. 3472 del 21 ottobre 2005 e n. 3552 del&lt;br /&gt;17 novembre 2006 concernenti l'emergenza verificatasi nella frazione&lt;br /&gt;di Cavallerizzo del comune di Cerzeto (Cosenza);&lt;br /&gt;Su proposta del Capo del Dipartimento della protezione civile della&lt;br /&gt;Presidenza del Consiglio dei Ministri;&lt;br /&gt;Dispone:&lt;br /&gt;Art. 1.&lt;br /&gt;1. Il sindaco di Catania e' confermato, fino al 30 aprile 2007,&lt;br /&gt;nell'incarico di Commissario delegato, ai sensi dell'ordinanza di&lt;br /&gt;protezione civile dell'8 agosto 2005, n. 3457, per provvedere in&lt;br /&gt;regime ordinario, in termini di somma urgenza, all'attuazione ed al&lt;br /&gt;completamento delle opere gia' programmate per il superamento&lt;br /&gt;dell'emergenza nel settore del traffico e della mobilita' nel&lt;br /&gt;territorio del medesimo comune.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 2.&lt;br /&gt;1. All'art. 5, comma 1, dell'ordinanza di protezione civile n. 3540&lt;br /&gt;del 4 agosto 2006 le parole «sessanta giorni» sono sostituite dalle&lt;br /&gt;parole «centottanta giorni».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 3.&lt;br /&gt;1. All'art. 1, comma 1, ed all'art. 3, comma 2, dell'ordinanza del&lt;br /&gt;Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3511 del 6 aprile 2006 le&lt;br /&gt;parole «Assessore alla Presidenza della Giunta regionale Siciliana&lt;br /&gt;con delega alla protezione civile» sono sostituite con le parole&lt;br /&gt;«Presidente della Regione Siciliana».&lt;br /&gt;2. In considerazione dei maggiori compiti connessi all'espletamento&lt;br /&gt;delle iniziative da porre in essere ai sensi dell'ordinanza del&lt;br /&gt;Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3511 del 6 aprile 2006, e'&lt;br /&gt;corrisposto al soggetto attuatore il compenso previsto dall'art. 5,&lt;br /&gt;comma 2, dell'ordinanza di protezione civile n. 3516 del 20 aprile&lt;br /&gt;2006.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 4.&lt;br /&gt;1. Ad eccezione delle competenze accessorie, comprensive di&lt;br /&gt;eventuali specifiche indennita' di funzione, gli oneri relativi al&lt;br /&gt;trattamento economico spettante al personale in servizio presso la&lt;br /&gt;struttura del Commissario delegato per l'emergenza bonifiche e tutela&lt;br /&gt;delle acque nella regione Campania proveniente da Amministrazioni&lt;br /&gt;dello Stato ed Enti pubblici sono posti, anche in deroga alla&lt;br /&gt;normativa vigente, a carico delle Amministrazioni di appartenenza.&lt;br /&gt;2. Per far fronte agli oneri derivanti dal funzionamento della&lt;br /&gt;struttura commissariale per l'emergenza bonifiche e tutela delle&lt;br /&gt;acque nella regione Campania e di cui all'ordinanza di protezione&lt;br /&gt;civile n. 2425 del 1996 e successive modificazioni ed integrazioni,&lt;br /&gt;il Commissario delegato - Presidente della regione Campania, puo'&lt;br /&gt;inserire un'aliquota per spese di gestione, in misura non superiore&lt;br /&gt;al 3% dell'importo dei lavori e delle espropriazioni, in deroga&lt;br /&gt;all'art. 93, comma 7, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163,&lt;br /&gt;e successive modifiche ed integrazioni, nonche' in deroga all'art. 17&lt;br /&gt;del decreto del Presidente della Repubblica del 21 dicembre 1999, n.&lt;br /&gt;554, nei quadri economici degli interventi di competenza, anche se&lt;br /&gt;gia' approvati e finanziati, della stazione appaltante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 5.&lt;br /&gt;1. Per l'utilizzo delle risorse finanziarie stanziate dall'art. 1,&lt;br /&gt;comma 101, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 e' autorizzata&lt;br /&gt;l'apertura di apposita contabilita' speciale in favore del&lt;br /&gt;Commissario delegato di cui all'ordinanza del Presidente del&lt;br /&gt;Consiglio dei Ministri n. 3514 del 19 giugno 2006 e successive&lt;br /&gt;modificazioni ed integrazioni, con le modalita' previste dall'art. 10&lt;br /&gt;del decreto del Presidente della Repubblica 20 aprile 1994, n. 367.&lt;br /&gt;2. La regione Lombardia e' autorizzata a trasferire al Commissario&lt;br /&gt;delegato risorse finanziarie a carico del proprio bilancio in deroga&lt;br /&gt;agli articoli 16 e 17 del decreto legislativo 28 marzo 2000, n. 76,&lt;br /&gt;ed alle relative disposizioni normative regionali.&lt;br /&gt;3. Le Amministrazioni statali, gli Enti pubblici e i soggetti&lt;br /&gt;interessati alla realizzazione del «grande evento» concernente lo&lt;br /&gt;svolgimento dei «Campionati del Mondo di ciclismo su strada 2008» che&lt;br /&gt;si terra' nel territorio della provincia di Varese, sono autorizzati&lt;br /&gt;a trasferire al Commissario delegato eventuali risorse finanziarie&lt;br /&gt;disponibili.&lt;br /&gt;4. Tenuto conto che il Commissario delegato ha rinunciato alla&lt;br /&gt;corresponsione del compenso, all'art. 2, comma 2, dell'ordinanza del&lt;br /&gt;Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3514 del 19 giugno 2006, e&lt;br /&gt;successive modificazioni ed integrazioni le parole «cui e'&lt;br /&gt;corrisposta un'indennita' mensile onnicomprensiva, ad eccezione del&lt;br /&gt;solo trattamento di missione, di entita' pari al 50% dell'indennita'&lt;br /&gt;corrisposta al Commissario delegato» sono soppresse, ed e' soppresso&lt;br /&gt;altresi' il comma 5 del medesimo art. 2.&lt;br /&gt;5. Ai membri della Commissione generale d'indirizzo di cui all'art.&lt;br /&gt;2, comma 4, dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri&lt;br /&gt;n. 3514 del 19 giugno 2006, e successive modificazioni ed&lt;br /&gt;integrazioni, e' corrisposto un compenso da stabilirsi con apposito&lt;br /&gt;provvedimento del Commissario delegato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 6.&lt;br /&gt;1. In relazione alla situazione di grave allarme sociale, con&lt;br /&gt;possibili gravi ripercussioni in termini di ordine pubblico e&lt;br /&gt;sicurezza, nonche' di igiene e sanita' pubblica determinatasi in&lt;br /&gt;conseguenza dell'incendio sviluppatosi il 16 dicembre 2006 nel campo&lt;br /&gt;nomadi, presente nel territorio del comune di Borgaro Torinese, il&lt;br /&gt;Dipartimento della protezione civile e' autorizzato a disporre per&lt;br /&gt;l'assegnazione alla regione Piemonte di n. 30 roulottes, nonche'&lt;br /&gt;l'assegnazione della somma di euro 50.000, da destinare alle esigenze&lt;br /&gt;derivanti dalla situazione di criticita' in questione.&lt;br /&gt;2. Agli oneri derivanti dal comma 1 si provvede a carico del Fondo&lt;br /&gt;della protezione civile che presenta le occorrenti disponibilita'.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 7.&lt;br /&gt;1. Per il proseguimento delle iniziative dirette al superamento del&lt;br /&gt;contesto emergenziale di cui all'ordinanza di protezione civile n.&lt;br /&gt;3304 del 2003, e successive modificazioni, il Commissario delegato e'&lt;br /&gt;autorizzato a stipulare, sulla base di una scelta di carattere&lt;br /&gt;fiduciario, un contratto di collaborazione coordinata e continuativa.&lt;br /&gt;2. Agli oneri derivanti dal comma 1 si provvede mediante riduzione&lt;br /&gt;da 70 a 50 delle ore di straordinario da corrispondere alle cinque&lt;br /&gt;unita' di personale di cui all'art. 7 dell'ordinanza di protezione&lt;br /&gt;civile n. 3333 del 2004, che sono altresi' ridotte a tre unita'.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 8.&lt;br /&gt;1. Al fine di assicurare la depurazione delle acque reflue dei&lt;br /&gt;comuni di Cengio, Millesimo, Roccavignale e Cosseria in provincia di&lt;br /&gt;Savona, il Commissario delegato nominato ai sensi dell'ordinanza di&lt;br /&gt;protezione civile n. 3455, del 5 agosto 2005 e' autorizzato a porre&lt;br /&gt;in essere le attivita' per la realizzazione nel territorio del comune&lt;br /&gt;di Cengio di un impianto di depurazione a servizio dei predetti&lt;br /&gt;comuni in conformita' al piano d'ambito provinciale di organizzazione&lt;br /&gt;del Servizio idrico integrato dell'Autorita' territoriale ottimale&lt;br /&gt;savonese.&lt;br /&gt;2. Ai relativi oneri, quantificati in euro 4.720.000,00 si provvede&lt;br /&gt;a carico della contabilita' speciale intestata al Commissario&lt;br /&gt;delegato di cui al comma 1.&lt;br /&gt;3. Il Commissario delegato per le attivita' di cui al presente&lt;br /&gt;articolo e' autorizzato ad avvalersi delle deroghe di cui alle&lt;br /&gt;ordinanze di protezione civile n. 2986 del 31 maggio 1999, n. 3012,&lt;br /&gt;del 21 ottobre 1999, n. 3127 del 27 aprile 2001, n. 3232 del&lt;br /&gt;24 luglio 2002, n. 3251 del 14 novembre 2002.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 9.&lt;br /&gt;1. All'art. 1, comma 3 dell'ordinanza del Presidente del Consiglio&lt;br /&gt;dei Ministri 12 ottobre 2006, n. 3546 dopo le parole «di entita'&lt;br /&gt;pari» sono aggiunte le seguenti «all'ottanta per cento del».&lt;br /&gt;2. Il trattamento di missione previsto dall'art. 1, comma 3,&lt;br /&gt;dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri 12 ottobre&lt;br /&gt;2006, n. 3546 e' corrisposto al sub-Commissario ivi nominato, in&lt;br /&gt;deroga all'art. 1 della legge 18 dicembre 1973, n. 836, anche per i&lt;br /&gt;trasferimenti dal luogo di residenza alla sede di servizio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 10.&lt;br /&gt;1. In ragione della situazione emergenziale in atto nel territorio&lt;br /&gt;della regione Molise e di cui al decreto del Presidente del Consiglio&lt;br /&gt;dei Ministri del 14 dicembre 2005, il Ministero dell'economia e delle&lt;br /&gt;finanze - Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato e'&lt;br /&gt;autorizzato a sospendere per l'anno 2006, gli adempimenti di cui ai&lt;br /&gt;commi 2 degli articoli 2 e 5 dell'ordinanza di protezione civile n.&lt;br /&gt;3496 del 2006, e successive modificazioni ed integrazioni.&lt;br /&gt;2. Con successiva ordinanza di protezione civile, da adottare entro&lt;br /&gt;il 31 marzo 2007, saranno disciplinate le nuove modalita' ed i&lt;br /&gt;termini per la regolazione dei rapporti finanziari tra la regione&lt;br /&gt;Molise, l'I.N.P.S. e l'Agenzia delle entrate, i costi aggiuntivi&lt;br /&gt;derivanti dal differimento al 2007 dei versamenti previsti&lt;br /&gt;dall'ordinanza di protezione civile citata al comma 1, da porre a&lt;br /&gt;carico del bilancio della regione Molise, nonche' gli eventuali&lt;br /&gt;adempimenti del Ministero dell'economia e delle finanze -&lt;br /&gt;Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 11.&lt;br /&gt;1. In relazione alle maggiori esigenze connesse all'attuazione&lt;br /&gt;dello svolgimento delle attivita' previste dalla ordinanza del&lt;br /&gt;Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3489 del 17 gennaio 2006,&lt;br /&gt;concernente lo svolgimento nel territorio della provincia di Roma dei&lt;br /&gt;mondiali di nuoto «Roma 2009» ed in particolare per l'avvio delle&lt;br /&gt;relazioni internazionali finalizzate alla realizzazione del predetto&lt;br /&gt;«Grande Evento», e' istituita un'apposita struttura di missione.&lt;br /&gt;2. Per le finalita' di cui al comma 1 il Commissario delegato e'&lt;br /&gt;autorizzato ad avvalersi della collaborazione di un Ministro&lt;br /&gt;plenipotenziario del Ministero degli affari esteri da collocarsi in&lt;br /&gt;posizione di fuori ruolo presso la struttura commissariale, fino al&lt;br /&gt;31 maggio 2007, a cui conferire il relativo incarico di responsabile&lt;br /&gt;della struttura di missione.&lt;br /&gt;3. Al fine di assicurare l'attivita' di coordinamento della&lt;br /&gt;struttura di missione prevista dall'art. 2, comma 4, dell'ordinanza&lt;br /&gt;del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3489 del 17 gennaio&lt;br /&gt;2006, il Capo del Dipartimento della protezione civile puo' conferire&lt;br /&gt;lo svolgimento di detta attivita' ad un dirigente di prima fascia&lt;br /&gt;dotato di idonea professionalita' ed a cui e' corrisposto un&lt;br /&gt;compenso, da individuarsi con provvedimento del medesimo Capo del&lt;br /&gt;Dipartimento, in deroga all'art. 53, comma 8, del decreto legislativo&lt;br /&gt;n. 165 del 2001, e successive modificazioni ed integrazioni,&lt;br /&gt;correlato alle attivita' da svolgersi nell'ambito della struttura di&lt;br /&gt;cui al citato art. 2, comma 4.&lt;br /&gt;4. Gli incarichi conferiti ai sensi del presente articolo sono&lt;br /&gt;equiparati, ai soli fini economici, a quelli conferiti ai sensi&lt;br /&gt;dell'art. 19, comma 4, del decreto legislativo n. 165 del 2001 e&lt;br /&gt;successive modificazioni ed integrazioni.&lt;br /&gt;5. Ai relativi oneri si provvede a carico del Fondo della&lt;br /&gt;protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri del&lt;br /&gt;quale e' stata accertata la disponibilita'.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 12.&lt;br /&gt;1. Per assicurare la tempestiva e funzionale attuazione degli&lt;br /&gt;adempimenti di competenza del Dipar-timento della protezione civile&lt;br /&gt;della Presidenza del Consiglio dei Ministri connessi alla gestione&lt;br /&gt;delle situazioni emergenziali in atto sul territorio nazionale e di&lt;br /&gt;cui ai decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri citati in&lt;br /&gt;premessa, nonche' per l'espletamento delle ulteriori attivita'&lt;br /&gt;previste dal decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, recante: «Misure&lt;br /&gt;straordinarie per fronteggiare l'emergenza nel settore dei rifiuti&lt;br /&gt;nella regione Campania», il personale militare in servizio presso il&lt;br /&gt;medesimo Dipartimento vi permane fino al termine degli stati&lt;br /&gt;d'emergenza previsti dai predetti decreti, anche in deroga alle&lt;br /&gt;disposizioni normative e di carattere amministrativo dei rispettivi&lt;br /&gt;ordinamenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 13.&lt;br /&gt;1. In conseguenza degli eventi calamitosi che il 29 novembre 2002&lt;br /&gt;hanno colpito il territorio della regione Siciliana e di cui al&lt;br /&gt;decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 29 ottobre&lt;br /&gt;2002, al fine di consentire la corretta imputazione dei benefici&lt;br /&gt;previsti dalle disposizioni emergenziali conseguentemente adottate,&lt;br /&gt;come riportate in premessa, i comuni interessati sono i seguenti:&lt;br /&gt;Belpasso, Castiglione di Sicilia, Linguaglossa, Nicolosi,&lt;br /&gt;Ragalna, Acireale, Milo, Piedimonte Etneo, Santa Venerina, Zafferana&lt;br /&gt;Etnea, Giarre, Sant'Alfio e Acicatena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 14.&lt;br /&gt;1. All'art. 4, comma 1, dell'ordinanza del Presidente del Consiglio&lt;br /&gt;dei Ministri 29 aprile 2005, n. 3427, dopo la lettera d) aggiungere:&lt;br /&gt;«e) un contributo, fino ad un massimo di 10.000 euro, a favore dei&lt;br /&gt;proprietari delle unita' abitative andate distrutte a causa degli&lt;br /&gt;eventi franosi e che non abbiano usufruito del contributo di cui alla&lt;br /&gt;precedente lettera c) per i beni mobili di carattere indispensabile&lt;br /&gt;definitivamente danneggiati o distrutti al netto delle eventuali&lt;br /&gt;polizze assicurative, sulla base delle spese documentate o comunque&lt;br /&gt;di autocertificazione ai sensi degli articoli 47 e 76 del decreto del&lt;br /&gt;Presidente della Repubblica 28 novembre 2000, n. 445.».&lt;br /&gt;2. Il contributo di cui all'art. 4, comma 1, lettera c)&lt;br /&gt;dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri 29 aprile&lt;br /&gt;2005, n. 3427 deve intendersi cumulabile, fino ad un massimo di&lt;br /&gt;10.000 euro, per i corrispettivi fatturati in relazione a traslochi o&lt;br /&gt;depositi divenuti necessari in conseguenza dello sgombero&lt;br /&gt;dell'immobile adibito ad unita' abitativa o presso il quale veniva&lt;br /&gt;esercitata l'attivita' lavorativa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 15.&lt;br /&gt;1. Al fine di proseguire nella definizione di un percorso condiviso&lt;br /&gt;tra il comune di Acerra e la struttura del Commissario delegato per&lt;br /&gt;l'emergenza rifiuti nella regione Campania, e' istituito un Comitato&lt;br /&gt;paritetico con il compito di:&lt;br /&gt;acquisire le informazioni necessarie allo sviluppo del progetto&lt;br /&gt;dell'impianto, con particolare riguardo all'applicazione delle&lt;br /&gt;prescrizioni formulate nel parere VIA del 30 dicembre 1999, e&lt;br /&gt;successivo aggiornamento del 9 dicembre 2005;&lt;br /&gt;effettuare sopralluoghi in ordine alla realizzazione e alla&lt;br /&gt;gestione dell'impianto in conformita' alla normativa vigente;&lt;br /&gt;assicurare la sorveglianza sull'impatto sanitario ed ambientale&lt;br /&gt;connesso alla gestione dell'impianto, in particolare per quanto&lt;br /&gt;concerne la qualita' dell'aria e gli aspetti sanitari correlati.&lt;br /&gt;2. Con successivo provvedimento del Commissario delegato e'&lt;br /&gt;definita la composizione del predetto Comitato paritetico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 16.&lt;br /&gt;1. In relazione alle maggiori esigenze connesse all'attuazione&lt;br /&gt;dello svolgimento delle attivita' previste dal decreto-legge&lt;br /&gt;9 ottobre 2006, n. 263, recante misure straordinarie per fronteggiare&lt;br /&gt;l'emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania, il&lt;br /&gt;Commissario delegato e' autorizzato ad avvalersi di due unita' di&lt;br /&gt;personale appartenenti rispettivamente al personale dirigenziale del&lt;br /&gt;Corpo nazionale dei vigili del fuoco e alla carriera prefettizia a&lt;br /&gt;cui verra' attribuito il trattamento economico previsto per gli&lt;br /&gt;incarichi di funzione dirigenziale di livello generale della&lt;br /&gt;Presidenza del Consiglio dei Ministri, ai sensi dell'art. 19,&lt;br /&gt;comma 5-bis, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, in deroga&lt;br /&gt;ai limiti percentuali ivi previsti, da destinare alla struttura del&lt;br /&gt;Commissario delegato medesimo.&lt;br /&gt;2. Ai relativi oneri si provvede a carico del Fondo della&lt;br /&gt;protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri del&lt;br /&gt;quale e' stata accertata la disponibilita'.&lt;br /&gt;La presente ordinanza sara' pubblicata nella Gazzetta Ufficiale&lt;br /&gt;della Repubblica italiana.&lt;br /&gt;Roma, 5 dicembre 2006&lt;br /&gt;Il Presidente: Prodi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;28.12.2006&lt;br /&gt;Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato&lt;br /&gt;18:58:03&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI&lt;br /&gt;Visto l'art. 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225;&lt;br /&gt;Visto l'art. 107 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;&lt;br /&gt;Visto il decreto-legge 7 settembre 2001, n. 343, convertito, con&lt;br /&gt;modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401;&lt;br /&gt;Visto il decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, recante: «Misure&lt;br /&gt;straordinarie per fronteggiare l'emergenza nel settore dei rifiuti&lt;br /&gt;nella regione Campania»;&lt;br /&gt;Vista l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri&lt;br /&gt;dell'8 agosto 2005, n. 3457, recante: «Ulteriori interventi necessari&lt;br /&gt;a fronteggiare l'emergenza ambientale determinatasi nella citta' di&lt;br /&gt;Catania nel settore del traffico e della mobilita»;&lt;br /&gt;Vista la nota del 6 ottobre 2006, con la quale il sindaco di&lt;br /&gt;Catania - Commissario delegato per gli interventi straordinari ed&lt;br /&gt;urgenti di cui alla citata ordinanza n. 3457/2005, ha rappresentato&lt;br /&gt;l'esigenza che, stante il perdurare della situazione di criticita' in&lt;br /&gt;atto nel settore del traffico e della mobilita' nella citta' di&lt;br /&gt;Catania, venga disposta una proroga dei poteri al fine di assicurare,&lt;br /&gt;in regime ordinario, l'attuazione ed il completamento delle opere&lt;br /&gt;gia' programmate per poter gestire, a stralcio, con continuita' e&lt;br /&gt;regolarita' il completamento di tutti i lavori avviati;&lt;br /&gt;Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri con il&lt;br /&gt;quale e' stato dichiarato lo stato di emergenza nel territorio della&lt;br /&gt;provincia di Vibo Valentia colpito dagli eventi alluvionali del&lt;br /&gt;giorno 3 luglio 2006;&lt;br /&gt;Vista l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3531&lt;br /&gt;del 7 luglio 2006, recante: «Interventi urgenti di protezione civile&lt;br /&gt;diretti a fronteggiare i danni conseguenti agli eccezionali eventi&lt;br /&gt;atmosferici che hanno colpito il territorio della provincia di Vibo&lt;br /&gt;Valentia il giorno 3 luglio 2006»;&lt;br /&gt;Visto l'art. 12 dell'ordinanza di protezione civile n. 3536 del&lt;br /&gt;28 luglio 2006 e gli articoli 3, 4 e 5 dell'ordinanza di protezione&lt;br /&gt;civile n. 3540 del 2006;&lt;br /&gt;Vista la nota n. 277 del 24 ottobre 2006 della struttura del&lt;br /&gt;Commissario delegato per l'emergenza che ha colpito il territorio&lt;br /&gt;della provincia di Vibo Valentia il giorno 3 luglio 2006;&lt;br /&gt;Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del&lt;br /&gt;5 ottobre 2005, con il quale e' stato dichiarato lo stato di&lt;br /&gt;emergenza nel territorio del comune di Niscemi (Caltanissetta) in&lt;br /&gt;relazione all'aggravamento della situazione di rischio di uno dei&lt;br /&gt;versanti su cui insiste il centro abitato;&lt;br /&gt;Vista l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3511&lt;br /&gt;del 6 aprile 2006, recante: «Disposizioni urgenti di protezione&lt;br /&gt;civile finalizzate a fronteggiare l'emergenza venutasi a creare nel&lt;br /&gt;territorio del comune di Niscemi (Caltanissetta) in relazione&lt;br /&gt;all'aggravamento della situazione di rischio di uno dei versanti su&lt;br /&gt;cui insiste il centro abitato»;&lt;br /&gt;Vista la nota n. 47757 del 3 novembre 2006, con la quale il&lt;br /&gt;presidente della regione Siciliana ha chiesto di apportare alcune&lt;br /&gt;modifiche all'ordinanza di protezione civile n. 3511 del 2006, in&lt;br /&gt;considerazione del fatto che l'attuale Governo della regione non ha&lt;br /&gt;conferito ad alcun assessore la delega alla protezione civile, per&lt;br /&gt;cui si rende necessario procedere alla sostituzione del precedente&lt;br /&gt;Commissario delegato;&lt;br /&gt;Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data&lt;br /&gt;1° giugno 2006, con il quale e' stato prorogato, fino al 31 gennaio&lt;br /&gt;2007, lo stato di emergenza nel settore dei rifiuti, nonche' in&lt;br /&gt;materia di bonifica dei suoli, delle falde e dei sedimenti inquinati,&lt;br /&gt;e di tutela delle acque superficiali della regione Campania;&lt;br /&gt;Vista la nota n. 7836 del 20 ottobre 2006 del Presidente della&lt;br /&gt;regione Campania - Commissario delegato per l'emergenza bonifiche e&lt;br /&gt;tutela delle acque nella regione Campania;&lt;br /&gt;Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri&lt;br /&gt;2 dicembre 2005, concernente la dichiarazione di «grande evento» nel&lt;br /&gt;territorio della provincia di Varese in occasione dei «Campionati del&lt;br /&gt;Mondo di ciclismo su strada 2008»;&lt;br /&gt;Vista l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3514&lt;br /&gt;del 19 aprile 2006 recante: «Interventi conseguenti alla&lt;br /&gt;dichiarazione di «grande evento» nel territorio della provincia di&lt;br /&gt;Varese per garantire il regolare svolgimento dei «Campionati del&lt;br /&gt;Mondo di ciclismo su strada 2008», cosi come modificata dall'art. 9&lt;br /&gt;dell'ordinanza di protezione civile n. 3520 del 2006 e dall'art. 5&lt;br /&gt;dell'ordinanza di protezione civile n. 3545 del 2006;&lt;br /&gt;Vista la nota n. 2006008024 del 22 novembre 2006, con la quale il&lt;br /&gt;Prefetto di Torino ha rappresentato la grave situazione determinatasi&lt;br /&gt;nel campo nomadi abusivo del comune di Borgaro Torinese in&lt;br /&gt;conseguenza di un incendio verificatosi il 16 novembre 2006;&lt;br /&gt;Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data&lt;br /&gt;3 febbraio 2006, con il quale e' stato prorogato, fino al 31 dicembre&lt;br /&gt;2006, lo stato di emergenza in relazione alla grave situazione&lt;br /&gt;determinatasi nello stabilimento Ecolibarna sito in Serravalle&lt;br /&gt;Scrivia;&lt;br /&gt;Vista l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3304&lt;br /&gt;del 30 luglio 2003 recante: «Disposizioni urgenti di protezione&lt;br /&gt;civile per fronteggiare la grave situazione di emergenza&lt;br /&gt;determinatasi nello stabilimento Ecolibarna sito in Serravalle&lt;br /&gt;Scrivia (Alessandria), ed altre disposizioni urgenti di protezione&lt;br /&gt;civile» cosi come integrata dall'art. 7 dell'ordinanza di protezione&lt;br /&gt;civile n. 3333 del 2004;&lt;br /&gt;Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 18 marzo&lt;br /&gt;1999 relativo alla dichiarazione dello stato di emergenza nel&lt;br /&gt;territorio dei comuni di Cengio (Savona) e Saliceto (Cuneo) in ordine&lt;br /&gt;alla situazione di crisi socio-ambientale, nonche' il decreto del&lt;br /&gt;Presidente del Consiglio dei Ministri 22 dicembre 2000, con il quale&lt;br /&gt;il medesimo stato d'emergenza e' stato prorogato fino al 31 dicembre&lt;br /&gt;2002;&lt;br /&gt;Visto il successivo decreto del Presidente del Consiglio dei&lt;br /&gt;Ministri 20 dicembre 2002, con il quale il predetto stato d'emergenza&lt;br /&gt;e' stato prorogato fino al 31 dicembre 2004;&lt;br /&gt;Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data&lt;br /&gt;14 gennaio 2005 recante la proroga dello stato di emergenza nel&lt;br /&gt;territorio dei predetti comuni sino al 31 dicembre 2006;&lt;br /&gt;Considerato poi che in ordine alla definizione dei poteri di&lt;br /&gt;intervento del Commissario delegato sono state emanate le ordinanze&lt;br /&gt;di protezione civile n. 2986 del 31 maggio 1999, n. 3012 del&lt;br /&gt;21 ottobre 1999, n. 3127 del 27 aprile 2001, n. 3232 del 24 luglio&lt;br /&gt;2002, e l'art. 5 dell'ordinanza di protezione civile n. 3251 del&lt;br /&gt;14 novembre 2002 e n. 3455 del 5 agosto 2005 e n. 3552 del&lt;br /&gt;17 novembre 2006;&lt;br /&gt;Vista la nota della regione Liguria n. 147801/1439, del 27 ottobre&lt;br /&gt;2006;&lt;br /&gt;Vista la nota del Ministero dell'ambiente del territorio e del mare&lt;br /&gt;22930/QdV/DI/III, del 17 novembre 2006;&lt;br /&gt;Visto il decreto-legge 30 novembre 2005, n. 245, convertito, con&lt;br /&gt;modificazioni, dalla legge 27 gennaio 2006, n. 21;&lt;br /&gt;Visto il decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, recante: «Misure&lt;br /&gt;straordinarie per fronteggiare l'emergenza nel settore dei rifiuti&lt;br /&gt;nella regione Campania»;&lt;br /&gt;Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data&lt;br /&gt;1° giugno 2006, con il quale e' stato prorogato, fino al 31 gennaio&lt;br /&gt;2007, lo stato di emergenza nel settore dei rifiuti, nonche' in&lt;br /&gt;materia di bonifica dei suoli, delle falde e dei sedimenti inquinati,&lt;br /&gt;e di tutela delle acque superficiali della regione Campania;&lt;br /&gt;Vista l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3341&lt;br /&gt;del 27 febbraio 2004 con il quale il dott. Corrado Catenacci viene&lt;br /&gt;nominato Commissario delegato per l'emergenza rifiuti nella regione&lt;br /&gt;Campania;&lt;br /&gt;Viste le ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri n.&lt;br /&gt;3343 del 12 marzo 2004, n. 3345 del 30 marzo 2004, n. 3347 del&lt;br /&gt;2 aprile 2004, n. 3354 del 7 maggio 2004, art. 1, comma 2, n. 3361 in&lt;br /&gt;data 8 luglio 2004, art. 5, n. 3369 del 13 agosto 2004, n. 3370 del&lt;br /&gt;27 agosto 2004, n. 3379 del 5 novembre 2004, art. 8, n. 3382 del&lt;br /&gt;18 novembre 2004, art. 8, n. 3390 del 29 dicembre 2004, art. 2, n.&lt;br /&gt;3397 del 28 gennaio 2005, art. 1, n. 3399 del 18 febbraio 2005, art.&lt;br /&gt;6, n. 3417 del 24 marzo 2005, n. 3429 del 29 aprile 2005, art. 6, n.&lt;br /&gt;3443 del 15 giugno 2005, art. 9, n. 3449 del 15 luglio 2005, art. 2,&lt;br /&gt;comma 1, n. 3469 del 13 ottobre 2005, art. 5, comma 6, n. 3479 del&lt;br /&gt;14 dicembre 2005, n. 3481 del 19 dicembre 2005, n. 3491 del&lt;br /&gt;25 gennaio 2006, articoli 13 e 15, n. 3493 in data 11 febbraio 2006,&lt;br /&gt;n. 3506 del 2006, art. 7, n. 3508 del 13 aprile 2006, art. 13, n.&lt;br /&gt;3520 del 2 maggio 2006, art. 15, n. 3527 del 16 giugno 2006, art. 8,&lt;br /&gt;n. 3529 del 2006, n. 3536 del 2006, art. 8, n. 3545 del 27 settembre&lt;br /&gt;2006, art. 7 e n. 3546 del 12 ottobre 2006, recanti disposizioni&lt;br /&gt;urgenti per fronteggiare l'emergenza rifiuti nella regione Campania;&lt;br /&gt;Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data&lt;br /&gt;14 dicembre 2005, con il quale, tra l'altro, lo stato d'emergenza&lt;br /&gt;concernente gli eventi sismici che hanno colpito il territorio delle&lt;br /&gt;regioni Molise e' stato prorogato fino al 31 dicembre 2006;&lt;br /&gt;Vista l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3496&lt;br /&gt;del 17 febbraio 2005, recante: «Ulteriori misure urgenti di&lt;br /&gt;protezione civile dirette a fronteggiare i danni conseguenti ai gravi&lt;br /&gt;eventi sismici verificatisi nel territorio della provincia di&lt;br /&gt;Campobasso e Foggia», cosi come modificata dall'ordinanza di&lt;br /&gt;protezione civile n. 3507 del 5 aprile 2006;&lt;br /&gt;Vista la nota n. 16070 del 26 luglio 2006 presidente della regione&lt;br /&gt;Molise - Commissario delegato;&lt;br /&gt;Vista la nota n. 0150734 del 22 novembre 2006 del Ministero&lt;br /&gt;dell'economia e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria&lt;br /&gt;generale dello Stato;&lt;br /&gt;Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data&lt;br /&gt;14 ottobre 2005 recante la dichiarazione di grande evento per lo&lt;br /&gt;svolgimento dei mondiali di nuoto «Roma 2009» nel territorio della&lt;br /&gt;provincia di Roma;&lt;br /&gt;Vista l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3489&lt;br /&gt;del 17 gennaio 2006 recante: «Disposizioni urgenti per lo svolgimento&lt;br /&gt;nel territorio della provincia di Roma dei mondiali di nuoto «Roma&lt;br /&gt;2009»;&lt;br /&gt;Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del&lt;br /&gt;28 ottobre 2005 con il quale e' stato dichiarato lo stato di&lt;br /&gt;emergenza a seguito degli eventi alluvionali che hanno colpito il&lt;br /&gt;territorio delle province di Bari e Brindisi nei giorni 22 e&lt;br /&gt;23 ottobre 2005;&lt;br /&gt;Vista l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri in data&lt;br /&gt;18 novembre 2005, n. 3475, recante: «Primi interventi urgenti di&lt;br /&gt;protezione civile diretti a fronteggiare i danni conseguenti agli&lt;br /&gt;eccezionali eventi alluvionali che hanno colpito il territorio delle&lt;br /&gt;province di Bari e Brindisi nei giorni 22 e 23 ottobre 2005» cosi'&lt;br /&gt;come modificata dall'art. 3 dell'ordinanza di protezione civile n.&lt;br /&gt;3485 del 2005, dall'art. 11 dell'ordinanza n. 3506 del 2006,&lt;br /&gt;dall'art. 1 dell'ordinanza di protezione civile n. 3527 del 2006,&lt;br /&gt;dall'art. 5 dell'ordinanza n. 3536 del 2006 e dall'art. 2&lt;br /&gt;dell'ordinanza di protezione civile n. 3540 del 2006;&lt;br /&gt;Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri&lt;br /&gt;dell'8 settembre 2006, con il quale e' stato dichiarato, fino al&lt;br /&gt;31 dicembre 2008, lo stato di emergenza determinatosi nel settore del&lt;br /&gt;traffico e della mobilita' nel territorio della citta' di Napoli;&lt;br /&gt;Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del&lt;br /&gt;9 settembre 2006, con il quale e' stato dichiarato, fino al&lt;br /&gt;31 dicembre 2008, lo stato di emergenza ambientale determinatosi nel&lt;br /&gt;settore del traffico e della mobilita' nella citta' di Messina;&lt;br /&gt;Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del&lt;br /&gt;4 agosto 2006 con il quale e' stato dichiarato, fino al 31 dicembre&lt;br /&gt;2008, lo stato di emergenza determinatosi nel settore del traffico e&lt;br /&gt;della mobilita' nel territorio della Capitale della Repubblica;&lt;br /&gt;Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data&lt;br /&gt;29 ottobre 2002, con il quale e' stato dichiarato lo stato di&lt;br /&gt;emergenza in ordine ai gravi fenomeni eruttivi connessi all'attivita'&lt;br /&gt;vulcanica dell'Etna nel territorio della provincia di Catania ed agli&lt;br /&gt;eventi sismici concernenti la medesima area, nonche' il decreto del&lt;br /&gt;Presidente del Consiglio dei Ministri del 22 dicembre 2005&lt;br /&gt;concernente la proroga, fino al 31 dicembre 2006, del sopra citato&lt;br /&gt;stato d'emergenza;&lt;br /&gt;Visto il decreto-legge 4 novembre 2002, n. 245, convertito, con&lt;br /&gt;modificazioni dalla legge 27 dicembre 2002, n. 286, recante&lt;br /&gt;«Interventi urgenti a favore delle popolazioni colpite dalle&lt;br /&gt;calamita' naturali nelle regioni Molise e Sicilia, nonche' ulteriori&lt;br /&gt;disposizioni in materia di protezione civile»;&lt;br /&gt;Vista l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri del&lt;br /&gt;29 novembre 2002, n. 3254, recante «Primi interventi urgenti diretti&lt;br /&gt;a fronteggiare i danni conseguenti ai gravi fenomeni eruttivi&lt;br /&gt;connessi all'attivita' vulcanica dell'Etna nel territorio della&lt;br /&gt;provincia di Catania ed agli eventi sismici concernenti la medesima&lt;br /&gt;area»;&lt;br /&gt;Vista la nota del 14 febbraio 2003 del Dipartimento della&lt;br /&gt;protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri&lt;br /&gt;concernente, tra l'altro, l'elenco dei comuni colpiti dagli eventi&lt;br /&gt;calamitosi del 29 ottobre 2002 ai quali sono stati erogate&lt;br /&gt;provvidenze di natura finanziaria;&lt;br /&gt;Tenuto conto che nella predetta elencazione dei comuni beneficiari&lt;br /&gt;delle provvidenze di natura finanziaria sono ricompresi anche i&lt;br /&gt;comuni di Giarre, Sant'Alfio e Acicatena;&lt;br /&gt;Vista la nota n. 5993 del presidente della regione Siciliana -&lt;br /&gt;Commissario delegato in data 8 febbraio 2006;&lt;br /&gt;Viste le ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri n.&lt;br /&gt;2427 del 29 aprile 2005, n. 3472 del 21 ottobre 2005 e n. 3552 del&lt;br /&gt;17 novembre 2006 concernenti l'emergenza verificatasi nella frazione&lt;br /&gt;di Cavallerizzo del comune di Cerzeto (Cosenza);&lt;br /&gt;Su proposta del Capo del Dipartimento della protezione civile della&lt;br /&gt;Presidenza del Consiglio dei Ministri;&lt;br /&gt;Dispone:&lt;br /&gt;Art. 1.&lt;br /&gt;1. Il sindaco di Catania e' confermato, fino al 30 aprile 2007,&lt;br /&gt;nell'incarico di Commissario delegato, ai sensi dell'ordinanza di&lt;br /&gt;protezione civile dell'8 agosto 2005, n. 3457, per provvedere in&lt;br /&gt;regime ordinario, in termini di somma urgenza, all'attuazione ed al&lt;br /&gt;completamento delle opere gia' programmate per il superamento&lt;br /&gt;dell'emergenza nel settore del traffico e della mobilita' nel&lt;br /&gt;territorio del medesimo comune.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 2.&lt;br /&gt;1. All'art. 5, comma 1, dell'ordinanza di protezione civile n. 3540&lt;br /&gt;del 4 agosto 2006 le parole «sessanta giorni» sono sostituite dalle&lt;br /&gt;parole «centottanta giorni».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 3.&lt;br /&gt;1. All'art. 1, comma 1, ed all'art. 3, comma 2, dell'ordinanza del&lt;br /&gt;Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3511 del 6 aprile 2006 le&lt;br /&gt;parole «Assessore alla Presidenza della Giunta regionale Siciliana&lt;br /&gt;con delega alla protezione civile» sono sostituite con le parole&lt;br /&gt;«Presidente della Regione Siciliana».&lt;br /&gt;2. In considerazione dei maggiori compiti connessi all'espletamento&lt;br /&gt;delle iniziative da porre in essere ai sensi dell'ordinanza del&lt;br /&gt;Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3511 del 6 aprile 2006, e'&lt;br /&gt;corrisposto al soggetto attuatore il compenso previsto dall'art. 5,&lt;br /&gt;comma 2, dell'ordinanza di protezione civile n. 3516 del 20 aprile&lt;br /&gt;2006.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 4.&lt;br /&gt;1. Ad eccezione delle competenze accessorie, comprensive di&lt;br /&gt;eventuali specifiche indennita' di funzione, gli oneri relativi al&lt;br /&gt;trattamento economico spettante al personale in servizio presso la&lt;br /&gt;struttura del Commissario delegato per l'emergenza bonifiche e tutela&lt;br /&gt;delle acque nella regione Campania proveniente da Amministrazioni&lt;br /&gt;dello Stato ed Enti pubblici sono posti, anche in deroga alla&lt;br /&gt;normativa vigente, a carico delle Amministrazioni di appartenenza.&lt;br /&gt;2. Per far fronte agli oneri derivanti dal funzionamento della&lt;br /&gt;struttura commissariale per l'emergenza bonifiche e tutela delle&lt;br /&gt;acque nella regione Campania e di cui all'ordinanza di protezione&lt;br /&gt;civile n. 2425 del 1996 e successive modificazioni ed integrazioni,&lt;br /&gt;il Commissario delegato - Presidente della regione Campania, puo'&lt;br /&gt;inserire un'aliquota per spese di gestione, in misura non superiore&lt;br /&gt;al 3% dell'importo dei lavori e delle espropriazioni, in deroga&lt;br /&gt;all'art. 93, comma 7, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163,&lt;br /&gt;e successive modifiche ed integrazioni, nonche' in deroga all'art. 17&lt;br /&gt;del decreto del Presidente della Repubblica del 21 dicembre 1999, n.&lt;br /&gt;554, nei quadri economici degli interventi di competenza, anche se&lt;br /&gt;gia' approvati e finanziati, della stazione appaltante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 5.&lt;br /&gt;1. Per l'utilizzo delle risorse finanziarie stanziate dall'art. 1,&lt;br /&gt;comma 101, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 e' autorizzata&lt;br /&gt;l'apertura di apposita contabilita' speciale in favore del&lt;br /&gt;Commissario delegato di cui all'ordinanza del Presidente del&lt;br /&gt;Consiglio dei Ministri n. 3514 del 19 giugno 2006 e successive&lt;br /&gt;modificazioni ed integrazioni, con le modalita' previste dall'art. 10&lt;br /&gt;del decreto del Presidente della Repubblica 20 aprile 1994, n. 367.&lt;br /&gt;2. La regione Lombardia e' autorizzata a trasferire al Commissario&lt;br /&gt;delegato risorse finanziarie a carico del proprio bilancio in deroga&lt;br /&gt;agli articoli 16 e 17 del decreto legislativo 28 marzo 2000, n. 76,&lt;br /&gt;ed alle relative disposizioni normative regionali.&lt;br /&gt;3. Le Amministrazioni statali, gli Enti pubblici e i soggetti&lt;br /&gt;interessati alla realizzazione del «grande evento» concernente lo&lt;br /&gt;svolgimento dei «Campionati del Mondo di ciclismo su strada 2008» che&lt;br /&gt;si terra' nel territorio della provincia di Varese, sono autorizzati&lt;br /&gt;a trasferire al Commissario delegato eventuali risorse finanziarie&lt;br /&gt;disponibili.&lt;br /&gt;4. Tenuto conto che il Commissario delegato ha rinunciato alla&lt;br /&gt;corresponsione del compenso, all'art. 2, comma 2, dell'ordinanza del&lt;br /&gt;Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3514 del 19 giugno 2006, e&lt;br /&gt;successive modificazioni ed integrazioni le parole «cui e'&lt;br /&gt;corrisposta un'indennita' mensile onnicomprensiva, ad eccezione del&lt;br /&gt;solo trattamento di missione, di entita' pari al 50% dell'indennita'&lt;br /&gt;corrisposta al Commissario delegato» sono soppresse, ed e' soppresso&lt;br /&gt;altresi' il comma 5 del medesimo art. 2.&lt;br /&gt;5. Ai membri della Commissione generale d'indirizzo di cui all'art.&lt;br /&gt;2, comma 4, dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri&lt;br /&gt;n. 3514 del 19 giugno 2006, e successive modificazioni ed&lt;br /&gt;integrazioni, e' corrisposto un compenso da stabilirsi con apposito&lt;br /&gt;provvedimento del Commissario delegato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 6.&lt;br /&gt;1. In relazione alla situazione di grave allarme sociale, con&lt;br /&gt;possibili gravi ripercussioni in termini di ordine pubblico e&lt;br /&gt;sicurezza, nonche' di igiene e sanita' pubblica determinatasi in&lt;br /&gt;conseguenza dell'incendio sviluppatosi il 16 dicembre 2006 nel campo&lt;br /&gt;nomadi, presente nel territorio del comune di Borgaro Torinese, il&lt;br /&gt;Dipartimento della protezione civile e' autorizzato a disporre per&lt;br /&gt;l'assegnazione alla regione Piemonte di n. 30 roulottes, nonche'&lt;br /&gt;l'assegnazione della somma di euro 50.000, da destinare alle esigenze&lt;br /&gt;derivanti dalla situazione di criticita' in questione.&lt;br /&gt;2. Agli oneri derivanti dal comma 1 si provvede a carico del Fondo&lt;br /&gt;della protezione civile che presenta le occorrenti disponibilita'.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 7.&lt;br /&gt;1. Per il proseguimento delle iniziative dirette al superamento del&lt;br /&gt;contesto emergenziale di cui all'ordinanza di protezione civile n.&lt;br /&gt;3304 del 2003, e successive modificazioni, il Commissario delegato e'&lt;br /&gt;autorizzato a stipulare, sulla base di una scelta di carattere&lt;br /&gt;fiduciario, un contratto di collaborazione coordinata e continuativa.&lt;br /&gt;2. Agli oneri derivanti dal comma 1 si provvede mediante riduzione&lt;br /&gt;da 70 a 50 delle ore di straordinario da corrispondere alle cinque&lt;br /&gt;unita' di personale di cui all'art. 7 dell'ordinanza di protezione&lt;br /&gt;civile n. 3333 del 2004, che sono altresi' ridotte a tre unita'.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 8.&lt;br /&gt;1. Al fine di assicurare la depurazione delle acque reflue dei&lt;br /&gt;comuni di Cengio, Millesimo, Roccavignale e Cosseria in provincia di&lt;br /&gt;Savona, il Commissario delegato nominato ai sensi dell'ordinanza di&lt;br /&gt;protezione civile n. 3455, del 5 agosto 2005 e' autorizzato a porre&lt;br /&gt;in essere le attivita' per la realizzazione nel territorio del comune&lt;br /&gt;di Cengio di un impianto di depurazione a servizio dei predetti&lt;br /&gt;comuni in conformita' al piano d'ambito provinciale di organizzazione&lt;br /&gt;del Servizio idrico integrato dell'Autorita' territoriale ottimale&lt;br /&gt;savonese.&lt;br /&gt;2. Ai relativi oneri, quantificati in euro 4.720.000,00 si provvede&lt;br /&gt;a carico della contabilita' speciale intestata al Commissario&lt;br /&gt;delegato di cui al comma 1.&lt;br /&gt;3. Il Commissario delegato per le attivita' di cui al presente&lt;br /&gt;articolo e' autorizzato ad avvalersi delle deroghe di cui alle&lt;br /&gt;ordinanze di protezione civile n. 2986 del 31 maggio 1999, n. 3012,&lt;br /&gt;del 21 ottobre 1999, n. 3127 del 27 aprile 2001, n. 3232 del&lt;br /&gt;24 luglio 2002, n. 3251 del 14 novembre 2002.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 9.&lt;br /&gt;1. All'art. 1, comma 3 dell'ordinanza del Presidente del Consiglio&lt;br /&gt;dei Ministri 12 ottobre 2006, n. 3546 dopo le parole «di entita'&lt;br /&gt;pari» sono aggiunte le seguenti «all'ottanta per cento del».&lt;br /&gt;2. Il trattamento di missione previsto dall'art. 1, comma 3,&lt;br /&gt;dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri 12 ottobre&lt;br /&gt;2006, n. 3546 e' corrisposto al sub-Commissario ivi nominato, in&lt;br /&gt;deroga all'art. 1 della legge 18 dicembre 1973, n. 836, anche per i&lt;br /&gt;trasferimenti dal luogo di residenza alla sede di servizio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 10.&lt;br /&gt;1. In ragione della situazione emergenziale in atto nel territorio&lt;br /&gt;della regione Molise e di cui al decreto del Presidente del Consiglio&lt;br /&gt;dei Ministri del 14 dicembre 2005, il Ministero dell'economia e delle&lt;br /&gt;finanze - Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato e'&lt;br /&gt;autorizzato a sospendere per l'anno 2006, gli adempimenti di cui ai&lt;br /&gt;commi 2 degli articoli 2 e 5 dell'ordinanza di protezione civile n.&lt;br /&gt;3496 del 2006, e successive modificazioni ed integrazioni.&lt;br /&gt;2. Con successiva ordinanza di protezione civile, da adottare entro&lt;br /&gt;il 31 marzo 2007, saranno disciplinate le nuove modalita' ed i&lt;br /&gt;termini per la regolazione dei rapporti finanziari tra la regione&lt;br /&gt;Molise, l'I.N.P.S. e l'Agenzia delle entrate, i costi aggiuntivi&lt;br /&gt;derivanti dal differimento al 2007 dei versamenti previsti&lt;br /&gt;dall'ordinanza di protezione civile citata al comma 1, da porre a&lt;br /&gt;carico del bilancio della regione Molise, nonche' gli eventuali&lt;br /&gt;adempimenti del Ministero dell'economia e delle finanze -&lt;br /&gt;Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 11.&lt;br /&gt;1. In relazione alle maggiori esigenze connesse all'attuazione&lt;br /&gt;dello svolgimento delle attivita' previste dalla ordinanza del&lt;br /&gt;Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3489 del 17 gennaio 2006,&lt;br /&gt;concernente lo svolgimento nel territorio della provincia di Roma dei&lt;br /&gt;mondiali di nuoto «Roma 2009» ed in particolare per l'avvio delle&lt;br /&gt;relazioni internazionali finalizzate alla realizzazione del predetto&lt;br /&gt;«Grande Evento», e' istituita un'apposita struttura di missione.&lt;br /&gt;2. Per le finalita' di cui al comma 1 il Commissario delegato e'&lt;br /&gt;autorizzato ad avvalersi della collaborazione di un Ministro&lt;br /&gt;plenipotenziario del Ministero degli affari esteri da collocarsi in&lt;br /&gt;posizione di fuori ruolo presso la struttura commissariale, fino al&lt;br /&gt;31 maggio 2007, a cui conferire il relativo incarico di responsabile&lt;br /&gt;della struttura di missione.&lt;br /&gt;3. Al fine di assicurare l'attivita' di coordinamento della&lt;br /&gt;struttura di missione prevista dall'art. 2, comma 4, dell'ordinanza&lt;br /&gt;del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3489 del 17 gennaio&lt;br /&gt;2006, il Capo del Dipartimento della protezione civile puo' conferire&lt;br /&gt;lo svolgimento di detta attivita' ad un dirigente di prima fascia&lt;br /&gt;dotato di idonea professionalita' ed a cui e' corrisposto un&lt;br /&gt;compenso, da individuarsi con provvedimento del medesimo Capo del&lt;br /&gt;Dipartimento, in deroga all'art. 53, comma 8, del decreto legislativo&lt;br /&gt;n. 165 del 2001, e successive modificazioni ed integrazioni,&lt;br /&gt;correlato alle attivita' da svolgersi nell'ambito della struttura di&lt;br /&gt;cui al citato art. 2, comma 4.&lt;br /&gt;4. Gli incarichi conferiti ai sensi del presente articolo sono&lt;br /&gt;equiparati, ai soli fini economici, a quelli conferiti ai sensi&lt;br /&gt;dell'art. 19, comma 4, del decreto legislativo n. 165 del 2001 e&lt;br /&gt;successive modificazioni ed integrazioni.&lt;br /&gt;5. Ai relativi oneri si provvede a carico del Fondo della&lt;br /&gt;protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri del&lt;br /&gt;quale e' stata accertata la disponibilita'.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 12.&lt;br /&gt;1. Per assicurare la tempestiva e funzionale attuazione degli&lt;br /&gt;adempimenti di competenza del Dipar-timento della protezione civile&lt;br /&gt;della Presidenza del Consiglio dei Ministri connessi alla gestione&lt;br /&gt;delle situazioni emergenziali in atto sul territorio nazionale e di&lt;br /&gt;cui ai decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri citati in&lt;br /&gt;premessa, nonche' per l'espletamento delle ulteriori attivita'&lt;br /&gt;previste dal decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, recante: «Misure&lt;br /&gt;straordinarie per fronteggiare l'emergenza nel settore dei rifiuti&lt;br /&gt;nella regione Campania», il personale militare in servizio presso il&lt;br /&gt;medesimo Dipartimento vi permane fino al termine degli stati&lt;br /&gt;d'emergenza previsti dai predetti decreti, anche in deroga alle&lt;br /&gt;disposizioni normative e di carattere amministrativo dei rispettivi&lt;br /&gt;ordinamenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 13.&lt;br /&gt;1. In conseguenza degli eventi calamitosi che il 29 novembre 2002&lt;br /&gt;hanno colpito il territorio della regione Siciliana e di cui al&lt;br /&gt;decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 29 ottobre&lt;br /&gt;2002, al fine di consentire la corretta imputazione dei benefici&lt;br /&gt;previsti dalle disposizioni emergenziali conseguentemente adottate,&lt;br /&gt;come riportate in premessa, i comuni interessati sono i seguenti:&lt;br /&gt;Belpasso, Castiglione di Sicilia, Linguaglossa, Nicolosi,&lt;br /&gt;Ragalna, Acireale, Milo, Piedimonte Etneo, Santa Venerina, Zafferana&lt;br /&gt;Etnea, Giarre, Sant'Alfio e Acicatena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 14.&lt;br /&gt;1. All'art. 4, comma 1, dell'ordinanza del Presidente del Consiglio&lt;br /&gt;dei Ministri 29 aprile 2005, n. 3427, dopo la lettera d) aggiungere:&lt;br /&gt;«e) un contributo, fino ad un massimo di 10.000 euro, a favore dei&lt;br /&gt;proprietari delle unita' abitative andate distrutte a causa degli&lt;br /&gt;eventi franosi e che non abbiano usufruito del contributo di cui alla&lt;br /&gt;precedente lettera c) per i beni mobili di carattere indispensabile&lt;br /&gt;definitivamente danneggiati o distrutti al netto delle eventuali&lt;br /&gt;polizze assicurative, sulla base delle spese documentate o comunque&lt;br /&gt;di autocertificazione ai sensi degli articoli 47 e 76 del decreto del&lt;br /&gt;Presidente della Repubblica 28 novembre 2000, n. 445.».&lt;br /&gt;2. Il contributo di cui all'art. 4, comma 1, lettera c)&lt;br /&gt;dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri 29 aprile&lt;br /&gt;2005, n. 3427 deve intendersi cumulabile, fino ad un massimo di&lt;br /&gt;10.000 euro, per i corrispettivi fatturati in relazione a traslochi o&lt;br /&gt;depositi divenuti necessari in conseguenza dello sgombero&lt;br /&gt;dell'immobile adibito ad unita' abitativa o presso il quale veniva&lt;br /&gt;esercitata l'attivita' lavorativa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 15.&lt;br /&gt;1. Al fine di proseguire nella definizione di un percorso condiviso&lt;br /&gt;tra il comune di Acerra e la struttura del Commissario delegato per&lt;br /&gt;l'emergenza rifiuti nella regione Campania, e' istituito un Comitato&lt;br /&gt;paritetico con il compito di:&lt;br /&gt;acquisire le informazioni necessarie allo sviluppo del progetto&lt;br /&gt;dell'impianto, con particolare riguardo all'applicazione delle&lt;br /&gt;prescrizioni formulate nel parere VIA del 30 dicembre 1999, e&lt;br /&gt;successivo aggiornamento del 9 dicembre 2005;&lt;br /&gt;effettuare sopralluoghi in ordine alla realizzazione e alla&lt;br /&gt;gestione dell'impianto in conformita' alla normativa vigente;&lt;br /&gt;assicurare la sorveglianza sull'impatto sanitario ed ambientale&lt;br /&gt;connesso alla gestione dell'impianto, in particolare per quanto&lt;br /&gt;concerne la qualita' dell'aria e gli aspetti sanitari correlati.&lt;br /&gt;2. Con successivo provvedimento del Commissario delegato e'&lt;br /&gt;definita la composizione del predetto Comitato paritetico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 16.&lt;br /&gt;1. In relazione alle maggiori esigenze connesse all'attuazione&lt;br /&gt;dello svolgimento delle attivita' previste dal decreto-legge&lt;br /&gt;9 ottobre 2006, n. 263, recante misure straordinarie per fronteggiare&lt;br /&gt;l'emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania, il&lt;br /&gt;Commissario delegato e' autorizzato ad avvalersi di due unita' di&lt;br /&gt;personale appartenenti rispettivamente al personale dirigenziale del&lt;br /&gt;Corpo nazionale dei vigili del fuoco e alla carriera prefettizia a&lt;br /&gt;cui verra' attribuito il trattamento economico previsto per gli&lt;br /&gt;incarichi di funzione dirigenziale di livello generale della&lt;br /&gt;Presidenza del Consiglio dei Ministri, ai sensi dell'art. 19,&lt;br /&gt;comma 5-bis, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, in deroga&lt;br /&gt;ai limiti percentuali ivi previsti, da destinare alla struttura del&lt;br /&gt;Commissario delegato medesimo.&lt;br /&gt;2. Ai relativi oneri si provvede a carico del Fondo della&lt;br /&gt;protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri del&lt;br /&gt;quale e' stata accertata la disponibilita'.&lt;br /&gt;La presente ordinanza sara' pubblicata nella Gazzetta Ufficiale&lt;br /&gt;della Repubblica italiana.&lt;br /&gt;Roma, 5 dicembre 2006&lt;br /&gt;Il Presidente: Prodi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;28.12.2006&lt;br /&gt;Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato&lt;br /&gt;18:58:03&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19799005-116732932342648949?l=documentii.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://documentii.blogspot.com/feeds/116732932342648949/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19799005&amp;postID=116732932342648949' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/116732932342648949'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/116732932342648949'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://documentii.blogspot.com/2006/12/ordinanza-del-presidente-del-consiglio.html' title='ORDINANZA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 5 dicembre 2006'/><author><name>valbormidaviva</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02972272074723678648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19799005.post-116539758925823135</id><published>2006-12-06T01:28:00.000-08:00</published><updated>2006-12-06T01:35:00.956-08:00</updated><title type='text'>interessante, attuale, bel lavoro di Alessia Giangreco: è anche riportato il punto di vista della nostra associazione; la guerra con i liguri è finita</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#009900;"&gt;&lt;em&gt;Le Bormide di Alessia Giangreco (GE)&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;È una favola amara, come i veleni respirati per più di 100 anni in una valle schiacciata dall’inquinamento. Al confine fra Liguria e Piemonte, a metà strada fra le bellezze della riviera e l’enogastronomia e la natura protetta delle Langhe si trova una valle che ha funto per anni da fogna industriale. In mezzo corre un fiume malato che dall’alto Appennino savonese scende verso il Po bagnando le province di Cuneo, Asti e Alessandria. Un’industria che ha seriamente compromesso il settore agricolo e pastorizio, che ha inflitto una forte crisi demografica e scoraggiato l’imprenditorialità locale. Un territorio che ha dovuto pian piano rinunciare all’acqua del suo fiume, ai pascoli per gli animali e al vino delle sue vigne.&lt;br /&gt;La Val Bormida è in forte arretramento da ogni punto di vista, sia sotto il profilo socio-economico, sia per quello ambientale. Nei decenni passati ha sofferto di un forte inquinamento idrico, atmosferico e del suolo circostante, di natura chimico industriale che ancora oggi fa sentire i suoi effetti anche sotto l’aspetto sanitario ed epidemiologico. Per capire la gravità della situazione basta elencare ciò che esiste nel raggio di 20 km. Nel comune di Cengio c’è il sito dell’ex Acna in via di bonifica, a Cairo Montenotte due stoccaggi di rifiuti pericolosi, una discarica di rifiuti inerti funzionante in conto proprio (non riceve rifiuti dall’esterno), una piattaforma di recupero rifiuti; la Funiviaria Alto Tirreno e le dimesse Agrimont, Italiana coke, già oggetto di indagine della procura di Savona per un deposito incontrollato di rifiuti, e la ex Camilog da cui si sono riversati l’anno scorso 50 mila litri di olii esausti a causa di atti vandalici.&lt;br /&gt;A Cengio dei camion passano avanti e indietro trasportando il terreno contaminato della discarica di Pian Rocchetta dentro ai lagunaggi svuotati dai sali sodici caricati per anni sui treni verso Teutschenthal, la miniera di salgemma tedesca vicino a Lipsia. Gli ultimi big bags, sacchi da 1500kg ciascuno, dovrebbero essere spediti entro inizio dicembre. Ogni mese partono 4 convogli ferroviari di 16 vagoni l’uno. I rifiuti che non sono finiti in Germania sono seppelliti in modo permanente e sicuro (in gergo tecnico: tombati). C’è un muro di contenimento per proteggere il letto del Bormida da nuove infiltrazioni e gru e ruspe che demoliscono gli ultimi edifici. Più in alto ci sono delle case abitate con tanto di tavolini e altalene con vista sulla fabbrica, molte sono in vendita, altre in ristrutturazione. Vicino al fiume crescono orticelli e piante. Per tutta Cengio i cartelli sono quasi un monito: emergenza salute 118.&lt;br /&gt;L’Acna è stata liquidata dopo 100 anni di inquinamento tra cassa integrazioni, pensionamenti, mobilità e licenziamenti (solo un centinaio di persone sono state parzialmente reimpiegate in opere di bonifica), nel 1999 è stato dichiarato dal Presidente del Consiglio dei Ministri lo stato di emergenza derivante dalla crisi socio-ambientale dell’area e allo stesso tempo è stato nominato un Commissario straordinario di Governo per il controllo e la gestione delle attività di bonifica. L’accordo di programma sancito nel 2000 fra ministro della Sanità, ministro dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato, le regioni Liguria e Piemonte, il commissario straordinario, l’Acna in liquidazione ed Enichem spa, prevede che la zona venga riutilizzata per attività eco-compatibili, che vengano reimpiegati i lavoratori dell’Acna e che si svolgano attività di ricerca e di sperimentazione per individuare le migliori tecnologie disponibili per la bonifica e la messa insicurezza. L’accordo definisce la tempistica per il progetto di recupero ambientale del sito e di deindustrializzazione e rilancio della Val Bormida stabilendo le priorità di interventi di messa in sicurezza di emergenza e fissando le linee di intervento fondamentali per ognuna delle aree in cui il sito è stato diviso in funzione della sua destinazione d’uso.&lt;br /&gt;Tutti gli interventi di bonifica sono a cura di Syndial spa (già Enichem) che, da quando nel 1990 è subentrata nella proprietà del sito, ha speso oltre 700 miliardi di Euro, 150 solo per interventi a fronte dell’accordo di programma che ha previsto un contributo pubblico di circa 25 miliardi di Euro, di cui l’azienda non ha ancora beneficiato.&lt;br /&gt;Nel 2002 il Parco Scientifico e Tecnologico della Liguria, Cengio Sviluppo (Società per la reindustrializzazione dell’area in rappresentanza della Regione Liguria) e il Consorzio interuniversitario nazionale la chimica per l’ambiente (Inca) fondano la società consortile Centro per lo sviluppo delle tecnologie ambientali (Cesta), il primo centro di eccellenza in Italia per la ricerca nel settore della bonifica e la messa in sicurezza dei siti industriali dimessi.&lt;br /&gt;Il Centro è stato costituito con il contributo di diversi soggetti: gli impianti sono stati forniti dall’Ufficio del Commissario delegato per 392 mila Euro, la progettazione del laboratorio è stata finanziata dalla Provincia di Savona per circa 487 mila Euro, la strumentazione è stata fornita dall’Inca per circa 206 mila Euro. Nel primo lotto bonificato di circa 4 ettari, Syndial ha concesso in comodato gratuito un edificio a 2 piani che ospitava i laboratori dell’Acna: la ristrutturazione è durata 2 anni ed è costata 250 mila euro. Al piano rialzato dell’edificio il Cesta ha installato gli impianti pilota mentre al primo paino sono stati installati i laboratori chimici e biologici.&lt;br /&gt;L’anima del Cesta è Pietro Canepa, membro della giunta del Consorzio Inca. «Il sistema ambientale si è ripreso bene. A luglio scorso sono stati presentati i dati in un tavolo tecnico e a 30 km di fiume la situazione ambientale è in buono stato, sono pochi i segnali negativi – dichiara Canepa – La bonifica è proceduta velocemente: è l’unico caso in Italia in cui si intravede la fine».&lt;br /&gt;Perché 117 anni di veleno? Il prefetto di Genova Giuseppe Romano, 65 anni, commissario delegato alla bonifica dal 14 gennaio 2005, parla di ricatto occupazionale. In una campagna schiacciata dall’industria, l’unica speranza di portare un salario a casa era lavorare nell’Acna e gli operai si facevano raccomandare pure dal parroco per entrare nella via della morte, com’era chiamata la strada che conduceva dentro ai reparti. Il ricatto è crudele: vuoi un posto di lavoro? Goditi il veleno. L’Acna a Cengio gestiva tutto: cinema, teatro, asilo, dopolavoro, biblioteca, bar, sala giochi, campi sportivi. Offriva condizioni particolarmente vantaggiose ai dipendenti per indurli a non partecipare agli scioperi e intanto si occupava della loro salute: tè o latte per far fare tanta pipì e disintossicare chi lavorava nei reparti. La fabbrica godeva dell’appoggio di sindacati, operai, popolazione. «Dal ’92 in poi il sindacato ha preso consapevolezza a non cedere al ricatto occupazionale – precisa il commissario – Eni è incolpevole, ha acquistato da Montedison un sito inquinato e sapeva di dover solo sanare una ferita. Ma stiamo facendo delle indagini e abbiamo pronta la pratica per l’azione risarcitoria».&lt;br /&gt;Quello che gli ex lavoratori dell’Acna vogliono è un risarcimento alle persone. Come Syndial ha pagato oltre 11 milioni di euro a 101 famiglie della provincia di Siracusa per risarcire le malformazioni neonatali, riscontrate tra il 1991 e il 1993, per i fenomeni di inquinamento delle acque marine da mercurio, causate dagli scarichi industriali, i lavoratori vogliono essere risarciti per aver lavorato, ingerito e respirato miliardi di molecole di benzolo, mercurio, amianto, parafenilenediamina, amine aromatiche e quant’altro ed essersi procurati un papilloma o carcinoma vescicale. «Quando, come me, sei su un lettino a fare la chemio e a maledire quella fabbrica – dichiara Marina Garbarino, 48 anni, di Cortemilia, presidente dell’associazione Val Bormida pulita – te lo chiedi perché devi stare lì, mentre qualcun altro si intasca i soldi».&lt;br /&gt;Dalle indagini geologiche, idrogeologiche, e chimiche delle acque superficiali e sotterranee, dei sedimenti e del suolo, è stata evidenziata la presenza di sostanze altamente cancerogene, come diossina e fenoli, arsenico, mercurio, cromo 3 e 6. Sono stati stimati 2.500 mila mq fra rifiuti e materiale contaminato su un’area totale di 550 mila mq.&lt;br /&gt;«La bonifica sarà terminata nel 2007, ci vorrà un semestre del 2008 per completare l’assetto –dichiara il prefetto Romano – Lo stato di crisi ambientale durerà fino a dicembre 2006, ma è necessaria la proroga di un anno».&lt;br /&gt;«Due regioni, Piemonte, Liguria chiedono di non procedere con lo stato di emergenza, perché in quell’area non sussiste più – è il durissimo dissenso nei confronti del prefetto di Stefano Leoni, ex commissario straordinario per i lavori di bonifica dell’Acna – Se viene prorogato è solo per mantenere degli stipendi, basti pensare che da quando il prefetto è entrato in servizio la prima cosa che ha fatto è stato raddoppiarsi lo stipendio rispetto al mio! I costi per la bonifica sono duplicati dal 2004».&lt;br /&gt;«Non sono soddisfatta dei lavori fatti – si trova d’accordo Marina Garbarino – fino al 2004 il commissario relazionava sui fondi spesi ora si sono interrotte le forme di dialogo con le parti sociali. Sono state richieste analisi del fiume sopra valle, prima dell’ex Acna e sotto valle, dopo la fabbrica: valori omogenei avrebbero indicato la bontà dell’acqua del fiume. Magari le analisi sono state fatte, ma nessun mortale potrà mai saperlo».&lt;br /&gt;La nomina del prefetto Romano è stata voluta dal governo Berlusconi ed è stata caldamente proposta dal direttore del dipartimento della protezione civile Guido Bertolaso.&lt;br /&gt;Al wwf, di cui Stefano Leoni è vice-presidente, la sua rimozione è parsa incomprensibile e immotivata, se non a livello politico. Stessa opinione hanno avuto l’amministrazione comunale di Cengio e altre istituzioni e associazioni liguri e piemontesi.&lt;br /&gt;C’è stato anche un ricorso al Tar della Liguria, con relativa sospensione della sua rimozione e poi annullamento della nomina. In sede di Consiglio di stato è stata annullata la sentenza di primo grado per difetto di competenza, radicando il giudizio presso il Tar Lazio.&lt;br /&gt;«C’è un ritardo di circa un anno da quando sono andato via io – dichiara Leoni – Non è cambiato nulla rispetto ad allora: lo svincolo della zona su cui stanno lavorando adesso era previsto a settembre dello scorso anno». «Si sperava che fossero più avanti con i lavori – concorda la Garbarino - I muri di contenimento dovrebbero essere finiti, ma del lato monte ancora non se ne parla. Anche a Pian Rocchetta i lavori dovevano essere molto più avanti».&lt;br /&gt;«Non importa il tempo impiegato a bonificare l’Acna – taglia corto Ilvo Barbiero, presidente dell’associazione culturale Val Bormida Viva – quello che conta è la qualità del lavoro visto che l’attività chimica è durata 117 anni, se ci si mette una ventina d’anni a completare questa bonifica mi pare pure normale, tanto poi il sarcofago con i rifiuti starà lì per dei secoli. Piuttosto mi preoccupa la bonifica delle zone A e B a valle dell’acna, a Saliceto in particolare: si continuano solo a fare analisi. Inoltre temiamo non verranno fatti i setti di isolamento a lato monte del sarcofago per non fare entrare acqua dentro i rifiuti e formare così altro percolato. E poi l' Acna non deve prelevare più l'acqua dal fiume. Cosa se ne fa di prenderne se non produce più? Il Bormida non deve entrare più lì dentro». «Non sono interessato alle polemiche – risponde il modo lapidario il commissario - La qualità della vita in Val Bormida ora è buona anche se ci sono alcuni sedimenti caratterizzati che denotano inquinamento di massa a suo tempo. Si è fatto un buon lavoro e si incomincia a intravedere la luce in fondo al tunnel: il fiume da nero è diventato verde . Il prossimo futuro? La fine del divieto di utilizzare il fiume a fine irriguo».&lt;br /&gt;Su questo punto anche l’ex commissario Leoni è d’accordo, ma precisa che il termine bonifica significa anche restituzione a uso di un’area e per questo occorre assicurare che il sistema fiume sia davvero funzionale a quest’attività. «Il fiume non è più inquinato come una volta – dichiara anche la Garbarono - la flora e la fauna hanno rincominciato a ricostituirsi. Per il momento c’è il divieto di balneazione irrigazione e pesca. Nessun comune ha deliberato in modo diverso, da Saliceto ad Acqui Terme». E pensare che un tempo l’unico modo per ripopolare il fiume per farlo apparire in salute era riversare ogni notte i pesci acquistati negli allevamenti che immancabilmente morivano il giorno dopo.&lt;br /&gt;«Val Bormida valle dei veleni? C’è una ripresa, non certo dal punto di vista economico – sostiene l’assessore all’ambiente del comune di Cengio Manuela Benzi, 43 anni, avvocato – Certo, è migliorata molto la qualità della vita, c’è più positività per il futuro. Cengio punta molto su attività culturali, sportive, ambientali con esito positivo e ampia partecipazione». Qual è allora il futuro della valle?&lt;br /&gt;Il futuro della Val Bormida è stato scritto l’anno scorso sul piano territoriale di coordinamento della provincia di Savona. Gli obiettivi del Ptc sono: rilanciare Savona come capoluogo del sub-ambito definendo relazioni tra le prospettive di sviluppo del porto ed esigenze urbane. Si tratta di costruire nell’area dimessa Acna, ceduta da Syndial alla società Cengio Sviluppo, con un accordo firmato il 26 luglio 2006 con la Regione Liguria, la provincia di Savona e il comune di Cengio, e in quella Agrimont, un distripark in stretta connessione con la piattaforma Savona–Vado. Per distripark si intende un’area vicina al porto dove si parcheggiano le merci in arrivo per la successiva distribuzione. I moderni distripark si configurano più come piattaforme logistiche avanzate, aree collocate a monte dei terminal portuali e integrate con un sistema di trasporto intermodale, dove è possibile dare valore aggiunto alle semplici operazioni di carico-scarico dei container. All’interno ci possono essere anche servizi gestionali, informativi e telematici ma anche capannoni dove possono essere svolte attività manifatturiere per trasformare semilavorati in prodotti finiti.&lt;br /&gt;Scopo del piano è implementare per il porto di Savona-Vado l’offerta di aree e infrastrutture logistiche che possano essere localizzate nell’immediato retroterra portuale e nella vicina Val Bormida. Estendere così le relazioni con l’area geografica più interna e integrare la propria funzione con quella del porto di Genova per la creazione di un sistema portuale e della logistica in grado di collaborare per lo sviluppo di traffici con i porti di Barcellona e Marsiglia. Eppure su questo tema sono stati evidenziati, da Agostino Cappelli, Ordinario di ingegneria dei trasporti nell'Università Iuav di Venezia e da Bruno Dalla Chiara, docente del corso di Progettazione di sistemi di trasporto al Politecnico di Torino, i limiti di credibilità delle possibilità di sviluppo commerciale del sistema portuale di Savona, sia per ragioni di strategia generale (difficoltà di inserimento nei flussi internazionali delle merci), sia per ragioni logistiche (insufficienza delle infrastrutture di comunicazione).&lt;br /&gt;Altra parte di punta del Piano è La città delle Bormide, un progetto per dare una nuova immagine alla valle, unendo le periferie e organizzando i centri abitati in una città reticolare. Migliorare la qualità urbana in termini di riqualificazione del sistema degli spazi pubblici e dei servizi, in un parco territoriale-fluviale delle Bormida, con pesca sportiva, agriturismi, piste ciclabili. «Il sistema portuale dovrebbe partire in contemporanea con il terminal di Vado, fra due o tre anni – sostiene Antonio Schizzi, il responsabile del servizio di pianificazione territoriale della Provincia di Savona – mentre il progetto della Città delle Bormide partirà nel 2007 e coinvolge tutti i comuni».&lt;br /&gt;«L’associazione culturale Val Bormida Viva 11 anni fa – racconta Ilvo Barbiero – aveva proposto d’installare sui terreni bonificati una produzione di coloranti a base naturale (prodotti in scarto dalle coltivazioni agricole, bucce d’uva ecc) per entrare in sinergia con l’agricoltura locale e dimostrare che le tecnologie da disastro produttivo e ambientale non devono essere esportate in paesi dove si può ancora inquinare. Avevamo anche proposto un parco a tema culturale, un museo dell’orrore ma nello stesso tempo un festival dell’ecologia con trenini che passano nel sarcofago di rifiuti: avrebbe offerto tanti posti di lavoro rilanciando l’attività turistica della valle con alberghi, ristoranti, prodotti agricoli. La fama tragica assunta sarebbe almeno servita a qualcosa. La val Bormida deve diventare globalmente pulita, ha già pagato tanto, quindi basta industria chimica, basta centrali, basta discariche!».&lt;br /&gt;Ed è a questo motto che molti privati, il Comune di Cairo Montenotte, le associazioni per la difesa della salute e dell’ambiente di Cairo, la Provincia di Savona, Legambiente si stanno scagliando contro la discarica Filippa. La vicenda è partita 4 anni fa, quando la giunta provinciale ha negato l’autorizzazione per la discarica, decisione confermata dal giudice amministrativo in primo grado e poi ribaltata dal Consiglio di Stato per incompetenza della giunta. La Provincia aveva inizialmente negato l’autorizzazione alla realizzazione della discarica per l’eccessiva vicinanza delle case e delle scuole e per il rischio di alluvioni che negli ultimi anni hanno colpito la zona adiacente al sito, provocando numerosi danni. Senza considerare che in una città profondamente incisa da crisi industriale, la realizzazione di una discarica destinata a ricevere rifiuti da 5 regioni del nord Italia avrebbe ostacolato il rilancio economico e occupazionale. La palla è poi passata alla dirigenza che ha autorizzato la costruzione affermando l’idoneità del sito.&lt;br /&gt;La società Laterizi della famiglia Vaccari ha speso 3 milioni di euro ultimando un impianto di rifiuti speciali non pericolosi che non è ancora in funzione. Con l’ultima sentenza dello scorso 25 settembre, il Consiglio di stato ha confermato l’annullamento del progetto per carenza d’istruttoria: non erano state fatte le analisi necessarie (come lo studio dei venti, la vicinanza di aziende agricole biologiche, lo studio di acque sotterranee e di falde acquifere, etc).&lt;br /&gt;In questa valle degli orrori passati e dal futuro incerto, l’inquinamento ambientale si è sposato con il potere delle forze economiche e politiche e la disoccupazione.&lt;br /&gt;La crisi di Ferrania, attività produttiva fiore all’occhiello di Cairo Montenotte, ne è la prova. Un’azienda nata negli anni ’20, di 760 dipendenti, impegnata nella produzione di pellicole fotografiche e per diagnostica medicale che negli ultimi anni ha subito ingenti perdite di fatturato a causa dei moderni metodi digitali in campo radiologico. Chiusa la fabbrica la proprietà è passata al gruppo Fitra (Giovanni Gambardella, Giorgio Messina e Vittorio Malacalza), una cordata di industriali. Con un accordo preliminare fra Fitra e il Ministero delle attività produttive, la Regione Liguria, la Provincia di Savona, il Comune di Cario Montenotte, il Governo si è impegnato a finanziare 100 milioni di Euro al fronte di un adeguato piano industriale, e ha impegnato gli enti locali nella costruzione di strade e ferrovie valutando la possibilità a far costruire a Fitra una centrale elettrica a carbone capace di salvare l’occupazione grazie al business della produzione elettrica. A Savona il carbone è in continuo movimento: fra i porti, nelle funivie Alto Tirreno, e nella cokeria di Cairo. Le associazioni ambientaliste si sono mosse istantaneamente e dei tecnici hanno esaminato i vincoli contro la costruzione.&lt;br /&gt;Lorenza Simonetti in servizio presso il Settore Sviluppo Economico della Provincia di Savona riferisce che, finora, non è stato presentato nessun progetto di centrale elettrica a carbone. La questione Ferrania, invece, è stata dibattuta recentemente in un vertice a Roma tra il ministro allo sviluppo economico Bersani, la Regione con il presidente Carlo Burlando e l'assessore Renzo Gucinelli. Si chiede l'immediata attivazione dei finanziamenti deliberati dal Cipe nella seduta del 22 marzo scorso per il rilancio di Ferrania e della Val Bormida, per un ammontare di 48 milioni e 200 mila Euro. La società è stata invitata a formalizzare il piano industriale che dovrebbe riguardare produzioni innovative come il silicio di grado solorare, i pannelli fotovoltaici.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19799005-116539758925823135?l=documentii.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://documentii.blogspot.com/feeds/116539758925823135/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19799005&amp;postID=116539758925823135' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/116539758925823135'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/116539758925823135'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://documentii.blogspot.com/2006/12/interessante-attuale-bel-lavoro-di.html' title='interessante, attuale, bel lavoro di Alessia Giangreco: è anche riportato il punto di vista della nostra associazione; la guerra con i liguri è finita'/><author><name>valbormidaviva</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02972272074723678648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19799005.post-116789914767666030</id><published>2006-12-04T00:20:00.000-08:00</published><updated>2007-01-22T09:10:33.543-08:00</updated><title type='text'>beppe fenoglio, l' alta langa, la valle Bormida</title><content type='html'>centro Studi Beppe Fenoglio, Murazzano, telefono 3343359046 (pubblicato su giornali)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19799005-116789914767666030?l=documentii.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://documentii.blogspot.com/feeds/116789914767666030/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19799005&amp;postID=116789914767666030' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/116789914767666030'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/116789914767666030'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://documentii.blogspot.com/2006/12/beppe-fenoglio-l-alta-langa-la-valle.html' title='beppe fenoglio, l&apos; alta langa, la valle Bormida'/><author><name>valbormidaviva</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02972272074723678648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19799005.post-116948569508663469</id><published>2006-11-22T09:00:00.000-08:00</published><updated>2007-01-22T09:11:28.393-08:00</updated><title type='text'>una relazione dell' INAIL di savona, Giampietro Meinero</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.inail.it/medicinaeriabilitazione/manifestazioni/cagliari2004/Patologie_tumorali_lavoro_correlate/vescica_Giacinti.doc"&gt;http://www.inail.it/medicinaeriabilitazione/manifestazioni/cagliari2004/Patologie_tumorali_lavoro_correlate/vescica_Giacinti.doc&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro&lt;br /&gt;Sede di Savona&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Flavio Giacinti - Dirigente Medico di II Livello&lt;br /&gt;Giampietro Meinero - Presidente Co.Co.Pro. INAIL&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Neoplasie vescicali in esposti ad amine aromatiche in una fabbrica chimica della Val Bormida: Mappe di rischio, nuove conoscenze e stima dei casi attesi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'associazione fra esposizione ad amine aromatiche e cancro della vescica è cosa nota anche se parte del mondo scientifico tende a ridimensionare il fenomeno ritenendo la classificazione IARC non esaustiva della reale cancerogenicità dei composti chimici interessati: Gli autori, disponendo di una realtà industriale che ha utilizzato per anni amine aromatiche, hanno effettuato una mappatura dell'azienda cercando un'associazione caso/lavorazione dalla quale si possa accettare o escludere la cancerogenicità per la vescica delle sostanze e degli intermedi di lavorazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella valle che unisce la Provincia di Savona con la Provincia di Cuneo, nel Comune di Cengio, apparve sul finire del 1800 una azienda che produceva esplosivi (Société Continentale Glycerines et Dynamites fino al 1906 e poi Società Italiana Prodotti Esplodenti – SIPE), attiva fino alla fine della Grande guerra, dopodiché entrò in profonda crisi. La scelta della località ove impiantare questo scomodo insediamento fu favorita dalla vicinanza con la sede stradale e con la linea ferroviaria, la presenza di un corso d’acqua (il fiume Bormida) ed il terreno costituito da una conca appartata entro vaste aree boschive. Non furono estranei il basso costo dei terreni, la scarsa entità della popolazione e il modesto valore delle colture agricole presenti. Dopo la guerra quindi, iniziò una riconversione dell’azienda che culminò nella fusione della SIPE con la Società di Coloranti Italica di Rho e di Cesano Maderno a formare le "Aziende Chimiche Nazionali Associate" con acronimo ACNA. La produzione comprendeva acido nitrico, fenolo ed intermedi per coloranti in genere.&lt;br /&gt;Pochi anni dopo, nel 1931, l'azienda fallisce e viene ricostituita con lo stesso acronimo come "Aziende colori nazionali ed affini" sotto la proprietà della Montecatini.&lt;br /&gt;Lo Stabilimento posizionato sul confine fra la Liguria e il Piemonte si estendeva per una superficie di 505335 mq (praticamente poco più di mezzo Kmq.) e nel corso di 15-20 anni viene strutturato in una serie di piccoli impianti situati in più edifici dislocati nella zona Nord dello stabilimento.&lt;br /&gt;Alcuni Reparti erano utilizzati per produzioni specifiche altri erano considerati "polivalenti" e venivano utilizzati a "campagne" per piu di una produzione. Altre produzioni saltuarie o meno importanti venivano realizzate utilizzando gli impianti di più reparti.&lt;br /&gt;Questo dato permette intuitivamente di comprendere come il ciclo di lavoro non prevedesse reparti più o meno a rischio, ma desse luogo ad una commistione di produzioni che rendevano ubiquitario l'eventuale rischio chimico.&lt;br /&gt;A regime, negli anni 50, erano in funzione i seguenti Impianti e reparti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tabella 1: individuazione degli impianti e dei reparti di lavoro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Impianti&lt;br /&gt;Reparti&lt;br /&gt;Attivazione&lt;br /&gt;Chiusura&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cloridrati&lt;br /&gt;Basi&lt;br /&gt;1940&lt;br /&gt;1972&lt;br /&gt;Riduzioni minorii&lt;br /&gt;Betanaftilamina&lt;br /&gt;1938&lt;br /&gt;1962&lt;br /&gt;Naftoli&lt;br /&gt;Anilina&lt;br /&gt;1930&lt;br /&gt;1977&lt;br /&gt;Riduzioni&lt;br /&gt;Nitral toluolo&lt;br /&gt;1937&lt;br /&gt;1972&lt;br /&gt;Amminazioni&lt;br /&gt;Rodamine&lt;br /&gt;1937&lt;br /&gt;1972&lt;br /&gt;Nitrazioni continue&lt;br /&gt;Amminazioni&lt;br /&gt;1938&lt;br /&gt;1970&lt;br /&gt;Clorurazioni&lt;br /&gt;Naftoli&lt;br /&gt;1918&lt;br /&gt;1956 (1990)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Acido formico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1966&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nitrotoluoli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1965&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fenolo&lt;br /&gt;1930&lt;br /&gt;1965&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bleu&lt;br /&gt;1940&lt;br /&gt;1972&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;m-AF&lt;br /&gt;1957&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fenolbetanaftilamina&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1966&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Antarchinone tecnico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1966&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Acido benzolbenzoico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1967&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Benzaldeide&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1970&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Benzantrone&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1971&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5-cloro-2-toluidina&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1976&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una delle maggiori difficoltà nel lavoro di associazione caso/prodotto è consistita nel fatto che solo in pochi casi il nome del reparto richiamava il prodotto finale o intermedio. Questo fatto non permette una intuitiva collocazione del rischio lavorativo. È stato pertanto necessario, ed è la ratio di questo contributo, andare a verificare reparto per reparto quali furono le sostanze impiegate, gli intermedi di lavorazione ed i prodotti finali, al fine di determinare se nello stabilimento vi fossero "isole" di minore o assente rischio.&lt;br /&gt;Al fine di una migliore sintesi abbiamo anche qui cercato di riassumere i dati in una tabella:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tabella 2: individuazione delle sostanze e dei prodotti nei diversi reparti di lavoro (in grassetto le amine aromatiche)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Reparti&lt;br /&gt;Prodotti&lt;br /&gt;Sostanze (in grassetto le amine aromatiche)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Basi&lt;br /&gt;3NT&lt;br /&gt;p-toluidina - acido acetico - acido nitrico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5NT&lt;br /&gt;o-toluidina - benzensolfocloruro - acido nitrico - clorobenzolo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3NA&lt;br /&gt;p-anisidina - anidride acetica - acido nitrico - alcool metilico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5NA&lt;br /&gt;o-anisidina - anidride acetica - acido nitrico - nitrato di sodio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SS&lt;br /&gt;o-nitroanisolo - tricloruro di fosforo - cloridrina solfato - sodio solfuro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scarlatto T&lt;br /&gt;o-toluidina - miscuglio solfonitrico - acido solfonico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fenilbetanaftilamina&lt;br /&gt;betanaftolo - anilina - acido solfanilico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6CT&lt;br /&gt;6-cloro-2-toluidina - acido cloridrico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Base arancio MC&lt;br /&gt;m-cloroanilina - acido cloridrico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Base DS&lt;br /&gt;2-5-dicloroanilina - acido solforico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Base OC&lt;br /&gt;o-cloroanilina - acido cloridrico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4NA&lt;br /&gt;4-nitro-2-anisidina - acido cloridrico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5CT&lt;br /&gt;o-toluidina - cloruro di solforile - anidride acetica - monoclorobenzolo&lt;br /&gt;Naftoli&lt;br /&gt;Naftolo D&lt;br /&gt;Betanaftilamina - acido betaossinaftoico - tricloruro di fosforo - toluolo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Naftolo C&lt;br /&gt;Anilina - acido betaossinaftoico - tricloruro di fosforo - toluolo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Naftolo BG&lt;br /&gt;2-5 dimetilossianilina - acido betaossinaftoico - tricloruro di fosforo - toluolo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Naftolo SS&lt;br /&gt;5-cloro-2-4 dimetilossianilina - acido betaossinaftoico - tricloruro di fosforo - toluolo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NaftoloT&lt;br /&gt;5-cloro-2-toluidina - acido betaossinaftoico - tricloruro di fosforo - toluolo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Naftolo O&lt;br /&gt;o-anisidina - acido betaossinaftoico - tricloruro di fosforo - toluolo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Naftolo R&lt;br /&gt;p-anisidina - acido betaossinaftoico - tricloruro di fosforo - toluolo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Naftolo PT&lt;br /&gt;p-toluidina - acido betaossinaftoico - tricloruro di fosforo - toluolo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Naftolo CA&lt;br /&gt;Alfanaftilamina - acido betaossinaftoico - tricloruro di fosforo - toluolo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Naftolo PC&lt;br /&gt;p-cloroanilina - acido betaossinaftoico - tricloruro di fosforo - toluolo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Naftolo E&lt;br /&gt;6-toluidina - acido betaossinaftoico - tricloruro di fosforo - toluolo&lt;br /&gt;Riduzioni minori&lt;br /&gt;Amonoderivati del benzolo e naftalina&lt;br /&gt;para-nitrofenolo à parafenitidina&lt;br /&gt;4-cloro-2-nitrotoluolo à 4-cloro-2-toluidina&lt;br /&gt;6-cloro-2-nitrotoluolo à 6-cloro-2-toluidina&lt;br /&gt;Anilina&lt;br /&gt;Aminoderivati del benzolo&lt;br /&gt;Anilina - o-toluidina&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;o-cloroanilina&lt;br /&gt;o-cloronitrobenzolo - ghisa - acido cloridrico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;p-cloroanilina&lt;br /&gt;p-cloronitrobenzolo - ghisa - acido cloridrico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3-4-dicloroanilina&lt;br /&gt;3-4-dicloronitrobenzolo - ghisa - acido cloridrico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2-4-5-tricloroanilina&lt;br /&gt;3-4-5-nitrotricloronitrobenzolo - ghisa - acido cloridrico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;o-toluidina&lt;br /&gt;o-nitrotoluolo - ghisa - acido cloridrico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;p-toluidina&lt;br /&gt;p-nitrotoluolo - ghisa - acido cloridrico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2-5-dicloroanilina&lt;br /&gt;2-5-dicloronitrobenzolo - ghisa - acido cloridrico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;p-anisidina&lt;br /&gt;p.niroanisolo - ghisa - acido cloridrico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;o-anisidina&lt;br /&gt;o-nitroanisolo- ghisa - acido cloridrico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli anni '70 salì un'attenzione specifica sul rischio chimico e sulla pericolosità potenziale delle sostanze chimiche trattate e manipolate.&lt;br /&gt;Questa attenzione non risparmiò ovviamente l'ACNA di Cengio dove peraltro erano già cessate alcune produzioni ed erano stati smantellati alcuni reparti.&lt;br /&gt;In questi anni all'Università di Pavia vennero commissionate indagini ambientali in alcuni reparti ed in particolare nel Reparto Riduzioni. Queste indagini vennero eseguite in condizioni climatiche "fredde" e quindi decisamente "favorevoli", in quanto, essendo le sostanze molto volatili, quanto minore è la temperatura tanto minore sono le sostanze "volatili" presenti. Sono pertanto condizioni "ideali" in quanto la presenza di sostanze volatili rende certezza che in condizioni ambientali "normali" le concentrazioni siano assolutamente dimostrate. Ebbene in queste condizioni apparvero superati i valori massimi di concentrazione di o-anisidina, o-anisolo, 1-5-dicloroanilina e 2-5-dicloronitrobenzolo.&lt;br /&gt;Contemporaneamente iniziarono le prime denunce sulla stampa che portarono a conoscenza dell'opinione pubblica le condizioni di lavoro in ACNA e le conseguenze sulla salute dei lavoratori.&lt;br /&gt;Negli stessi anni, sull'onda di questa campagna di ricerca e di stampa, avvengono le prime denunce all'INAIL delle neoplasie vescicali ed i primi riconoscimenti di questa malattia professionale (peraltro tabellata come MP34).&lt;br /&gt;Negli anni '80 si registrò un aumento dei casi denunciati fino a che, nel 1988, il Ministero della Sanità affidarono all'ISPESL un'indagine tecnico ambientale negli ambienti di lavoro dell'ACNA di Cengio.&lt;br /&gt;Nel frattempo l'azienda cambia ragione sociale e ancora la cambierà fino ai giorni nostri, pur rimanendo di proprietà Montedison, e questo vorticoso ma sicuramente legittimo cambio di ragione sociale rende e renderà problematica la raccolta di informazioni riguardanti l’attività lavorativa dei singoli addetti, in quanto ogni nuova ragione sociale porta alla pratica impossibilità di ricostruire gli spostamenti da reparto a reparto dei dipendenti o ex dipendenti interessati al riconoscimento di tecnopatia, lasciata solo alle aspecifiche annotazioni rilevabili dal libretto di lavoro e dall’anamnesi lavorativa degli assicurati..&lt;br /&gt;All'epoca dell'indagine ISPESL erano in funzione dieci reparti, due dei quali (Naftoli e Metaaminofenolo), fermi per manutenzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Reparto&lt;br /&gt;Prodotto 1&lt;br /&gt;Prodotto 2&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Reparto 8 - Acido Tobias&lt;br /&gt;Acido 2-naftalamino-1-solfonico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Reparto 9 - Acido BON&lt;br /&gt;Acido beta ossi naftoico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Reparto 10 - Beta naftolo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Reparto 31 B - Acido BON&lt;br /&gt;Acido beta ossi naftoico&lt;br /&gt;Ac. 2-naftol-6-solfonico (Schaeffer)&lt;br /&gt;Reparto 50 - Ftalocianine&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Reparto 71 - Amminazioni&lt;br /&gt;Alfa amino antrachinone&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Reparto 77 - Acido metanilico&lt;br /&gt;Acido metaaminobenzensolfonico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Reparto 83 - Naftoli&lt;br /&gt;Acido 2-ossi-3-naftoico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Reparto 88 - Nitrazioni continue&lt;br /&gt;Mononitrobenzene&lt;br /&gt;Monocloronitrobenzene&lt;br /&gt;Reparto 142 - Sale alfa&lt;br /&gt;Ac. gamma&lt;br /&gt;Acido antrachinone - solfonico&lt;br /&gt;Ac. 2-amino-8-idrossinaftalin-6- solfonico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le indagini ISPESL (eseguite in due campagne il 13 e 14 giugno 1988 e dal 22 al 24 giugno 1988) rilevarono&lt;br /&gt;§ che il lavoro avveniva prevalentemente a ciclo chiuso con trasporto automatico delle materie prime, degli intermedi e dei prodotti finiti, con confezionamento finale per insaccamento o infustaggio&lt;br /&gt;§ che gli impianti non prevedevano posti di lavoro fissi ma un'attività di controllo e manutenzione ordinaria su tutti i settori dell'impianto ed all'occorrenza anche attività di manutenzione straordinaria nelle stesse condizioni&lt;br /&gt;§ che in queste condizioni la presenza di sostanze inquinanti è provocata in genere da imperfezioni della tenuta dei particolari dell'impianto quali guarnizioni, flange, valvolame a causa di improvvise perdite o normale degrado&lt;br /&gt;§ che le operazioni in cui si può concretizzare un'esposizione continuativa sono quelle di carico manuale delle materie prime e l'insaccamento delle materie finite.&lt;br /&gt;§ che esisteva una tipologia di inquinamento caratterizzato dalla costante presenza in ogni punto non solo degli inquinanti prodotti dalla lavorazione in esame, ma anche da tracce di altri inquinanti provenienti dalle altre lavorazioni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal 1974 ad oggi sono state denunciate e riconosciute 42 neoplasie vescicali di cui 27 negli ultimi dieci anni e 20 negli ultimi 5.&lt;br /&gt;Se compariamo l'andamento delle neoplasie riconosciute con l'andamento produttivo dell'ACNA è possibile notare come l'impennata delle denunce corrisponda alla cessazione dell'andamento produttivo dell'azienda a dimostrazione che, anche in questo caso, considerato il necessario periodo di latenza per poter riconoscere la dipendenza causale dall'esposizione professionale, dovremo attendere un incremento delle denunce di neoplasia vescicale per un tempo stimabile fra i dieci e i quindici anni prossimi venturi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulla base di queste considerazioni sono stati riconosciuti praticamente tutti i casi di neoplasia vescicale denunciati da lavoratori ex ACNA, in base alla comune conoscenza che il cancro della vescica riconosce quale fattore etiologico l'esposizione ad amine aromatiche così come appare dalla declaratoria della tabella delle malattie professionali allegata al Testo Unico D.P.R. 1124/1965 ed al D.P.R. 336/1994 (“Lavorazioni che espongono all’azione delle amine alifatiche e aromatiche – primarie, secondarie, terziarie ed eterocicliche – e delle idrazine aromatiche; loro derivati alogenati, fenolici, nitrosi, nitrati e solfonati”), benché recenti prese di posizione della comunità scientifica italiana tendano a ridurre la cancerogenicità per la vescica alla sola betanaftilamina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo scopo di questo lavoro è stato, ove possibile, quello di tentare una "mappatura" di un insediamento produttivo certamente a rischio per valutare se vi fosse la possibilità di individuare "isole" di maggiore, minore o assente rischio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I risultati per quanto riguarda la distribuzione degli impianti non ha consentito questo riconoscimento in quanto si è visto, in questo confortati anche dall'indagine ISPESL, come&lt;br /&gt;§ non esistesse una netta suddivisione dei reparti nei diversi impianti&lt;br /&gt;§ non esistesse un posto di lavoro fisso&lt;br /&gt;§ vi fosse in ogni prodotto o intermedio almeno una sostanza appartenente o associabile alle amine aromatiche ed ai loro derivati&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E neppure la suddivisione per mansioni può venirci in aiuto in quanto risulta che su cento operai 65 erano addetti alla produzione, 19 alla manutenzione, 9 ai laboratori e 7 alla logistica.&lt;br /&gt;Ebbene se risulta intuitiva l'esposizione per la produzione ed il laboratorio (ove si effettuavano i controlli di qualità e la ricerca di sviluppi futuri) meno intuitivo appare il rischio per la manutenzione e per la logistica.&lt;br /&gt;In proposito in manutenzione si andavano a verificare e riparare disfunzioni sulla linea di produzione che, se non riparabili in loco costringevano allo smontaggio del pezzo da riparare che veniva trasportato in officina, rimesso in efficienza e rimontato sulla linea di produzione, mentre in logistica si trovavano tutti gli operai addetti alla movimentazione delle materie prime, degli intermedi e dei prodotti, che già l'ISPESL aveva definito a rischio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In conclusione ci siamo interessati di un'attività produttiva che ha operato dall'inizio del secolo fino agli albori degli anni '90 in condizioni organizzative e logistiche di grande precarietà igienico-preventiva, ove l'esposizione ad amine aromatiche era ubiquitaria e indipendente dalla mansione espletata, attesoché, dalla lettura dei libretti di lavoro appare che un lavoratore ACNA, di norma, nell'ambito della trentennale permanenza in azienda era solito passare più volte da una mansione all'altra e da un reparto all'altro&lt;br /&gt;In questa azienda si sono verificati diversi casi di neoplasia della vescica, in accordo con la voce 34 della tabella delle malattie professionali. Tali neoplasie sono state riconosciute come meritevoli di tutela INAIL nella quasi totalità dei casi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla luce della ricerca effettuata riteniamo tuttora corretta la metodologia di lavoro applicata, basata&lt;br /&gt;§ sull'anamnesi lavorativa,&lt;br /&gt;§ sulla disamina della documentazione iniziale nei casi in cui è stata messa a disposizione,&lt;br /&gt;§ sull'accertamento della reale patologia&lt;br /&gt;§ sulla concordanza dei dati raccolti con la voce tabellare di riferimento, nel rispetto del criterio medico legale della "presunzione legale" che ne discende.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diverse impostazioni patogenetiche e carcinogenetiche hanno un interesse speculativo di notevole importanza, ma dal punto di vista del riconoscimento medico legale della causalità materiale necessitano di una revisione critica della legislazione, in assenza della quale riteniamo nessuno possa sentirsi autorizzato a derogare dai rigidi criteri esposti ed universalmente riconosciuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine, a margine, dalle numerose anamnesi lavorative eseguite, si è potuto rilevare come i "particolari" degli impianti citati dall'ISPESL fossero componenti in amianto per lo più autocostruiti o adattati dai lavoratori nei reparti logistica (magazzino) e manutenzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma questa è un'altra storia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BIBLIOGRAFIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Amadori F., Bezza B. – Montecatini 1888/1966. Capitoli di storia di una grande impresa – Il Mulino, Bologna, 1966&lt;br /&gt;2. Cerisola N. – Storia dell’industria savonese – Unione Industriali Savona, 1974&lt;br /&gt;3. Dotta A. – La chimica a Cengio: storie di battaglie e conflitti dentro e fuori i cancelli – Cooperativa Tipograf Savona, 1997&lt;br /&gt;4. IARC – Monografie IARC per la valutazione del rischio cancerogeno per l’uomo&lt;br /&gt;5. Poggio P.P. – Una storia ad alto rischio. L’Acna e la Valle Bormida. Edizioni Gruppo Abele, Torino, 1996&lt;br /&gt;6. Tombesi U. – Acna: storia di una fabbrica e del suo territorio. Provincia di Savona, 2001&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19799005-116948569508663469?l=documentii.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://documentii.blogspot.com/feeds/116948569508663469/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19799005&amp;postID=116948569508663469' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/116948569508663469'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/116948569508663469'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://documentii.blogspot.com/2006/11/una-relazione-dell-inail-di-savona.html' title='una relazione dell&apos; INAIL di savona, Giampietro Meinero'/><author><name>valbormidaviva</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02972272074723678648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19799005.post-116099631548032213</id><published>2006-10-16T03:53:00.000-07:00</published><updated>2006-10-16T03:58:38.646-07:00</updated><title type='text'>Seveso:omessa, od insufficiente, bonifica dei siti inquinati, danno morale, termini di prescrizione</title><content type='html'>ecco i link:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.personaedanno.it/site/sez_browse1.php?campo1=34&amp;campo2=307&amp;amp;browse_id=4299&amp;arch_level=2"&gt;http://www.personaedanno.it/site/sez_browse1.php?campo1=34&amp;amp;campo2=307&amp;browse_id=4299&amp;amp;arch_level=2&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.personaedanno.it/site/sez_browse1.php?campo1=34&amp;campo2=307&amp;amp;browse_id=4299"&gt;http://www.personaedanno.it/site/sez_browse1.php?campo1=34&amp;campo2=307&amp;amp;browse_id=4299&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ecco il testo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;04.07.2006&lt;br /&gt;Trib. Monza, sez. distaccata di Desio, 4 luglio 2006 - «DISASTRO DI SEVESO» E PRESCRIZIONE – Adolfo TENCATI&lt;br /&gt;Nonostante Cass., sez. U., 21.2.02, n. 2515, AC, 2002, 547, pronunciata su un ricorso attinente allo stesso «disastro di Severo», abbia stimato risarcibile il «danno morale da disastro colposo», in quanto il delitto previsto e punito dall’art. 449, c. p. offende contemporaneamente la pubblica incolumità ed i singoli abitanti delle zone circostanti lo stabilimento ICMESA, la loro sorte processuale è stata negativa. Il giudice brianzolo, infatti, ha accolto l’eccezione di prescrizione sollevata dall’ICMESA – parte convenuta – perché i danni lamentati dagli attori traggono origine(anche nelle loro componenti esistenziali) dal fatto lesivo avvenuto nel 1976. L’omessa, od insufficiente, bonifica dei siti inquinati ad opera della convenuta non consente, perciò, di accogliere le domande di risarcimento; la loro reiezione si fonda sulla corretta applicazione del principio di causalità. Sotto il profilo causale, invero, i danni si sono prodotti indipendentemente dalla condotta omissiva della società convenuta. Altrettanto corretta è la distinzione fra:  illecito permanente, che continua a sussistere malgrado il passare del tempo. Pertanto il diritto al risarcimento sorge istante per istante e, se non azionato, si prescrive decorsi gli ultimi 5 anni dalla cessazione dell’evento lesivo;  illecito con effetti permanenti, come il «disastro di Seveso», dove il fatto generatore del danno è unico, ma i suoi effetti si estendono nel tempo. In questo caso, stante l’unicità del fatto dannoso, il dies a quo della prescrizione consiste nel verificarsi del fatto stesso. Spiace peraltro, ed il giudice giustamente lo sottolinea, non poter soddisfare le istanze risarcitorie degli abitanti nelle zone circostanti all’ICMESA perché la loro tutela è inibita dalla prescrizione. La via per ribaltare la pronuncia in esame attraverso l’appello, ovviamente non ancora proposto stante la novità della pronuncia medesima, consiste nel far partecipare anche la mancata (od insufficiente) bonifica dei siti inquinati dalla diossina al processo genetico di danni esistenziali diversi ed ulteriori rispetto a quelli cagionati dall’originario evento lesivo. Ma a questo punto il discorso si sposta sul piano probatorio e, sotto tale profilo, certo non brillano i capitoli di prova orale prospettati dagli attori. Essi, come emerge dalla motivazione, chiedevano ai testimoni di deporre su circostanze relative al disastro del 1976, non già sul fatto che la qualità della vita, nei territori contaminati, era peggiorata in relazione immediata e diretta con la mancata, od insufficiente, bonifica dei territori stessi. Stante l’art. 345, 3° co., c. p. c. è difficile rimediare all’impostazione difensiva censurata dalla pronuncia in esame. Si può, tuttavia, superare il divieto di ammettere «nuovi mezzi di prova [in appello, confidando nel fatto] che il Collegio […]ritenga indispensabili ai fini della decisione della causa» i nuovi capitoli di prova orale necessari a dimostrare il rapporto eziologico tra il comportamento omissivo di ICMESA ed il pregiudizio esistenziale subito dagli attori. La vicenda può ritenersi ancora in evoluzione e, perciò, si resta in attesa degli ulteriori sviluppi. &lt;a class="leggi" href="http://www.personaedanno.it/files/personaedanno_browse1_it_4299_resource_orig.doc" target="_blank"&gt;clicca qui per il TESTO INTEGRALE DELLA SENTENZA&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.personaedanno.it/files/personaedanno_browse1_it_4299_resource_orig.doc"&gt;http://www.personaedanno.it/files/personaedanno_browse1_it_4299_resource_orig.doc&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ecco il testo integrale della sentenza:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SVOLGIMENTO DEL PROCESSO&lt;br /&gt;Gli attori in epigrafe hanno convenuto innanzi al Tribunale di Monza Sezione Distaccata di Desio l’ICMESA s. p. a. in liquidazione, onde sentirla condannare al risarcimento dei danni derivanti dalla mancata bonifica della c.d. “Zona B”, colpita dagli effetti inquinanti dell’evento verificatosi in data 10 luglio 1976, quando il reattore chimico della fabbrica della convenuta esplose, diffondendo in tutta la zona una ingente quantità di Diossina o TCDD.&lt;br /&gt;Sostengono gli attori che la ICMESA s. p. a., quale responsabile dell’evento, avrebbe dovuto provvedere alla bonifica della zona contaminata, laddove la condotta omissiva della convenuta, cumulata al carattere permanente del danno conseguente all’originario disastro del 1976, perpetuerebbe una situazione di lesione delle posizioni soggettive degli attori, sottoposti a costanti controlli sanitari.&lt;br /&gt;Ha in particolare argomentato la difesa attorea che, dovendosi considerare il sito come “inquinato” ex art. 4 D.M. 471/99, la sua mancata bonifica verrebbe a costituire illecito penale ex art. 51 bis,d. lgs. 22/97, legittimando conseguentemente gli attori medesimi ad instare per il conseguimento del risarcimento del danno, anche alla luce dei dicta di Cass. S.U. 2515/2002 e 4648/02.&lt;br /&gt;Si è costituita la ICMESA s. p. a. che ha sollevato diverse eccezioni.&lt;br /&gt;• La prima è quella di prescrizione dei diritti azionati dagli attori, argomentata sotto tutti i possibili profili applicativi di cui all’art. 2947 c. c.&lt;br /&gt;• La seconda è relativa alla improponibilità della domanda da parte di 135 degli attori, per avere i medesimi sottoscritto una scrittura privata di transazione.&lt;br /&gt;• La convenuta ha poi eccepito il difetto di procura per 13 attori.&lt;br /&gt;• ICMESA s. p. a. in liquidazione ha poi sostenuto l’infondatezza nel merito della domanda, deducendo l’assenza dei presupposti concreti di un danno risarcibile.&lt;br /&gt;Concludeva come in epigrafe.&lt;br /&gt;Senza espletamento di attività istruttoria, le parti sono state invitate a precisare le conclusioni sui profili preliminari in rito e merito. Avvenuta la precisazione delle conclusioni, il Tribunale, su richiesta del procuratore di parte attrice, ha disposto lo scambio delle sole conclusionali, fissando udienza per la discussione ex art. 281 quinquies, c. p. c., all’esito della quale la causa è stata trattenuta in decisione. MOTIVI DELLA DECISIONE&lt;br /&gt;Procedendo con l’esame delle eccezioni preliminari sollevate dalla convenuta, deve, in primo luogo, essere esaminata l’eccezione relativa all’assenza del conferimento di procura da parte di 13 degli attori, e cioè, per l’esattezza […]. Parte convenuta, dal canto suo, ha sostenuto l’esistenza delle procure ab initio, provvedendo poi, all’udienza del 21 dicembre 2005, a depositare ulteriori fogli di procura speciale, contenenti le firme dei 13 attori già indicati.&lt;br /&gt;Sul punto la Suprema Corte ha, in numerosi precedenti (cfr. da ultimo Cass. 28 febbraio 2006, n. 4507; Cass. 4 gennaio 2000, n. 12), affermato il principio per cui ai fini della regolare instaurazione del rapporto processuale rileva che la procura speciale risulti apposta sull’originale dell’atto introduttivo, giacché è sulla base del contenuto di questo che avviene l’iscrizione a ruolo della causa e la formazione del fascicolo d’ufficio, ai sensi dell’art. 168 c. p. c. Ne consegue che, spettando al cancelliere, in adempimento del suo dovere di controllo, verificare la corrispondenza delle annotazioni contenute nella nota di iscrizione a ruolo con gli atti ed i documenti prodotti e di rilevare l’eventuale mancato deposito della procura e di farne menzione nella nota e nell’indice del fascicolo d’ufficio, qualora nella nota di iscrizione a ruolo sia stato indicato il rilascio della procura. [Qualora] il cancelliere abbia vistato la nota stessa senza alcun’altra indicazione, deve reputarsi che l’originale dell’atto suddetto effettivamente contenesse la procura al momento della costituzione, in mancanza di elementi contrari, emergenti dagli atti processuali.&lt;br /&gt;Ora, tuttavia, ritiene il Tribunale che nella specie gli “elementi contrari” in questione sussistano.&lt;br /&gt;Parte attrice, infatti, ha – invero diligentemente – indicato nell’epigrafe della citazione, per ciascun attore, il foglio e la riga contenente la firma di rilascio della procura. Orbene, il Tribunale deve constatare che, nel caso di tutti gli attori che avrebbero sottoscritto la procura […] sul foglio “M6” (cioè il foglio “M6” di rilascio delle procure semplicemente non esiste, né in allegato all’originale della citazione, né nelle “veline”. Nel caso, invece, degli attori la cui firma viene indicata sul foglio “M5” […], il Tribunale constata che il foglio viene “chiuso” con l’autentica dell’avvocato Borasi dopo la firma n. 59, laddove le firme degli attori in questione vengono indicate come apposte su righi successivi, i quali, quindi, è impossibile siano esistiti.&lt;br /&gt;Né risulta applicabile la presunzione di verifica da parte del Cancelliere, atteso che il numero di attori e di firme (il Tribunale ha contato più di cento fogli protocollo contenenti firme di procura, numero che moltiplicato per una media – per difetto – di novanta firme a foglio, dà un risultato di oltre 9.000 firme: segno che sono state rilasciate assai più procure di quanti fossero gli attori effettivi della presente controversia) induce ad escludere la possibilità di un concreto controllo da parte della cancelleria.&lt;br /&gt;Risulta evidente, quindi, che le procure prodotte all’udienza del 21 dicembre 2005 sono altre e diverse da quelle indicate in citazione e che, per di più, che non vi è prova che esse fossero effettivamente allegate ad alcuno degli atti di cui all’art. 83 c. p. c. Il concorso di tali due elementi, conseguentemente, impedisce di affermare la possibilità che si sia prodotta sanatoria alcuna (Cass. 16 giugno 2004 n. 11326; Cass. 31 gennaio 1986, n. 630), e conduce alla declaratoria della nullità della domanda, limitatamente ai nominativi sopra indicati.&lt;br /&gt;La seconda eccezione proposta dalla convenuta investe il profilo della improponibilità della domanda da parte di 135 attori (indicati nel doc. 15 di parte convenuta), per intervenuta anteriore transazione con la stessa ICMESA s. p. a. in liquidazione. A detta eccezione parte attrice ha replicato sostenendo che gli atti di transazione in questione si riferirebbero ai soli danni arrecati all’attività di allevamento svolta dai firmatari (odierni attori).&lt;br /&gt;Sul punto il Tribunale osserva che gli atti di transazione (prodotti tutti come doc. 16 da parte della ICMESA s. p. a. in liquidazione), pur riferendosi effettivamente all’attività di avicoltura, contengono tuttavia la previsione per cui “mediante tale pagamento, convenuto ed accettato in via di definitiva transazione, il sottoscritto dichiara la propria tacitazione rispetto a tutti i danni patrimoniali e non patrimoniali, patiti e patiendi, prevedibili e non prevedibili. Ivi comprese le spese di qualsiasi ordine e natura” con rinuncia “a qualsiasi azione civile e penale” e rilascio di “ampia e perentoriamente definitiva quietanza di liberazione e di saldo”.&lt;br /&gt;Va subito chiarito che, per il suo tenore letterale, la transazione ben potrebbe essere riferita alla vicenda in esame, per quanto quest’ultima attenga – secondo la prospettazione attorea – a fatti sopravvenuti rispetto all’epoca di conclusione degli accordi. Ciò alla luce del dictum della Suprema Corte per cui le reciproche concessioni alle quali fa riferimento l’art. 1965, comma 1, c. c. possono riguardare anche liti future non ancora instaurate ed eventuali danni non ancora manifestatisi, purché questi ultimi siano ragionevolmente prevedibili, essendo il relativo accertamento riservato all’apprezzamento del giudice del merito (cfr. Cass. 10 giugno 2005, n. 12320; Cass. 17 gennaio 2003, n. 615).&lt;br /&gt;Il problema, allora, si riduce a stabilire se gli atti di transazione in questione potessero e possano ritenersi riferiti anche al diritto azionato nella presente sede.&lt;br /&gt;Orbene, per quanto attiene al problema dell’individuazione dell’oggetto della transazione, la Cassazione ha precisato che questo deve essere determinato non tanto facendo riferimento alle espressioni letterali usate dalle parti, quanto piuttosto all’oggettiva situazione di contrasto che si intende comporre mediante le reciproche concessioni (Cass. 15 marzo 1991 n. 2788), in relazione non solo alle posizioni assunte dalle parti nella lite in atto, ma anche in vista di una controversia che possa sorgere tra loro e che esse intendono prevenire. È, quindi, rimesso al giudice di merito il compito di indagare sulla portata e sul contenuto di una scrittura transattiva, dovendo egli valorizzare, secondo le regole dell’ermeneutica contrattuale, ogni elemento idoneo a precisare e chiarire i termini dell’accordo, ancorché non richiamati nel documento (Cass. 1° giugno 1988, n. 3714).&lt;br /&gt;Ritiene il Tribunale che, in realtà, al di là delle espressioni e clausole di stile contenute nel “prestampato” utilizzato per tutti i firmatari, le transazioni in questione dovessero ritenersi riferite ai soli danni arrecati all’attività agricola. A confermarlo, indirettamente, è il fatto che in allegato alle transazioni siano presenti verbali di stima dei “danni provocati all’agricoltura” a cura della Regione Lombardia; che gli stessi verbali spesso contengano veri e propri elenchi delle piante e degli orti danneggiati; che, infine, le stesse premesse delle transazioni siano riferite integralmente al profilo del danno all’attività ortofrutticola o di allevamenti animali e avi-cunicoli.&lt;br /&gt;Alla luce di tali elementi è da ritenersi che le transazioni de quibus non abbiano investito il danno qui azionato e che pertanto l’eccezione sollevata dalla convenuta debba essere disattesa.&lt;br /&gt;La terza eccezione, fondamentale, della ICMESA s. p. a. in liquidazione attiene invece il profilo della prescrizione delle pretese attoree. L’esame di detta eccezione, tuttavia, deve necessariamente muovere dall’inquadramento della domanda attorea, giacché detto profilo viene ad incidere in modo profondo e decisivo sull’analisi e sulla valutazione stessa dell’eccezione, come ci si appresta a chiarire.&lt;br /&gt;Ben pochi dubbi possono esservi sul fatto che ogni pretesa risarcitoria inerente all’evento disastroso del 1976 dovrebbe ritenersi prescritta. Sul punto, invero, parte convenuta ha svolto una nutritissima serie di argomentazioni (che qui possono essere richiamate per relationem, in applicazione analogica e libera del principio contenuto all’art. 16.5 del d. lgs. 5/2003, che enuncia la facoltà del giudice di motivare i propri provvedimenti, adottando le argomentazioni di una delle parti), confortate, peraltro, dalle due decisioni del Tribunale di Milano 27 marzo 2003 (doc. 12 convenuta) e della Corte d’Appello di Milano 20 marzo 2006 (doc. 6 convenuta in allegato alla comparsa ex 190 c. p. c.).&lt;br /&gt;Parte attrice, invero, non ha neppure concretamente contestato la correttezza di dette eccezioni, sostenendo, tuttavia, che esse si fonderebbero su un falso presupposto, e cioè, appunto, che la domanda risarcitoria sia riferita ai fatti del 1976. Per contro, gli attori, sin dall’atto introduttivo, e nei successivi libelli, hanno costantemente ribadito che – per mutuare letteralmente quanto affermato a pag. 14 della conclusionale – «le doglianze attoree non si fondano […] sul fatto lesivo avvenuto nel tragico 10 luglio 1976, bensì su un fatto successivo e distinto, ovvero sulla mancata bonifica dei luoghi colpiti dal disastro e sulla conseguente persistenza dello stato di inquinamento».&lt;br /&gt;La tesi attorea è, in sostanza, la seguente: sulla convenuta, in virtù dell’evento del 1976 e del disposto di cui all’art. 51 bis, d. lgs. 22/79 (&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn1" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=19799005#_ftn1" name="_ftnref1"&gt;[1]&lt;/a&gt;) sarebbe gravato l’obbligo di procedere alla bonifica dell’area inquinata. Poiché – sulla base dell’Analisi di Rischio che costituisce il perno di tutto l’apparato probatorio attoreo – ancora nell’aprile 2003 l’area interessata dal disastro del 1976 risultava contaminata, la condotta omissiva dell’ICMESA s. p. a. in liquidazione verrebbe ad integrare gli estremi del reato di cui al citato art. 51 bis, d. lgs. 22/97, comportando l’insorgenza (attuale, ed anzi, pro die) di un diritto al risarcimento del danno morale, alla luce del principio stabilito da Cass. S.U. 21 febbraio 2002, n. 2515 («in caso di compromissione dell’ambiente a seguito di disastro colposo (art. 449 c. p.), il danno morale soggettivo lamentato da coloro che, trovandosi in una particolare situazione con tale ambiente (nel senso che ivi abitano e/o svolgono attività lavorativa), provino in concreto di avere subito un turbamento psichico (sofferenze e patemi d’animo) di natura transitoria a causa dell’esposizione a sostanze inquinanti ed alle conseguenti limitazioni del normale svolgimento della loro vita, è risarcibile autonomamente anche in mancanza di una lesione all’integrità psico - fisica (danno biologico) o di altro evento produttivo di danno patrimoniale, trattandosi di reato plurioffensivo che comporta, oltre all’offesa all’ambiente ed alla pubblica incolumità, anche l’offesa ai singoli, pregiudicati nella loro sfera individuale»).&lt;br /&gt;Così ricostruite le tesi delle parti in causa, pare al Tribunale che l’esame dell’eccezione di prescrizione – senza entrare per ora nel merito della fondatezza della pretesa attorea, anch’esso contestato dalla convenuta – ponga un problema fondamentale, relativo alla possibilità, o meno, di affermare l’idoneità, della condotta attribuita alla convenuta, a far insorgere un danno ulteriore e distinto rispetto a quello scaturito nel 1976 e ormai perento.&lt;br /&gt;Non va dimenticata, infatti, l’operatività di un principio, estrapolabile da più di una massima della Suprema Corte, per cui, effettivamente qualora un medesimo fatto determini, dopo un primo evento lesivo, ulteriori conseguenze pregiudizievoli, la prescrizione dell’azione risarcitoria, per il danno inerente a queste ultime, decorre dalla loro verificazione, a condizione che esse non costituiscano un mero sviluppo ed aggravamento del danno già insorto, ma integrino nuove ed autonome lesioni (cfr. Cass. 25 novembre 2003, n. 17940; Cass. 7 novembre 2005, n. 21500; Cass. 2 aprile 2004, n. 6515).&lt;br /&gt;Detti ulteriori e distinti effetti dannosi, infatti, per quanto conseguenza dello stato di fatto determinato dal comportamento illecito di un terzo, costituiscono effetti di un illecito permanente, la cui caratteristica è di dare luogo ad un diritto al risarcimento, che sorge in modo continuo, e che in modo continuo si prescrive, se non esercitato entro cinque anni dal momento in cui si produce (Cass. 2 aprile 2004 n. 6512).&lt;br /&gt;Applicando i principi in questione al caso concreto, si tratta di stabilire se la mancata bonifica ex art. 51 bis, d. lgs. 22/97 – ammesso che la fattispecie penale possa ritenersi sussistente – abbia dato origine ad un danno ulteriore rispetto a quello cagionato nel 1976, o se le conseguenze di tale (ipotetico) illecito siano da ritenersi assorbite nel fatto originario del 1976. Nel primo caso, infatti, sarebbe individuabile una fonte di danno autonoma che, in virtù del suo carattere permanente, sarebbe in grado di originare, in modo continuo, una pretesa risarcitoria, soggetta ad un autonomo, ma altrettanto continuo, meccanismo di prescrizione.&lt;br /&gt;Va invece sgombrato il campo da un’argomentazione spesa da parte attrice anche in conclusionale, e relativa al fatto che solo nel 2003, con la pubblicazione dell’Analisi di Rischio, gli attori avrebbero acquisito conoscenza del fatto lesivo. Al riguardo, invero, è sufficiente osservare che la contaminazione iniziale del 1976 era più che sufficiente a rendere gli attori edotti del fatto che l’area ove abitavano sarebbe stata caratterizzata in futuro da una concentrazione anomala di TCCD, sicché gli esiti dell’Analisi di Rischio del 2003 in nessun modo possono essere configurati come “fatto nuovo” idoneo a rendere gli attori stessi consapevoli di una circostanza altrimenti ignorata.&lt;br /&gt;Parimenti non ritiene il Tribunale che la recente abrogazione dell’art. 51 bis, d. lgs. 22/97 ad opera dell’art. 264 lett. i) del nuovo “Testo Unico dell’Ambiente” (d. lgs. 3 aprile 2006, n. 152, riguardante: “Norme in materia ambientale”) approvato nell’anno in corso possa valere a risolvere in radice la questione.&lt;br /&gt;Va subito detto che della effettiva abrogazione della previsione vi è persino ragione di dubitare, atteso che la stessa previsione di abrogazione stabilisce che i provvedimenti attuativi del d. lgs. 22/97 continuano ad applicarsi sino alla data di entrata in vigore dei corrispondenti provvedimenti attuativi del Testo Unico. Questa circostanza, diversamente da quanto opinato dalla convenuta, sembrerebbe comunque differire l’abrogazione al momento dell’adozione dei provvedimenti attuativi, abrogazione che potrebbe sostenersi non essere ancora avvenuta, alla luce del comunicato pubblicato sulla GU n. 146 del 26 giugno 2006, con cui è stato dato avviso relativo alla segnalazione di inefficacia di diciassette decreti ministeriali ed interministeriali, attuativi del decreto legislativo medesimo.&lt;br /&gt;Al di là di questi profili, tuttavia, la tesi della convenuta va disattesa per altre ragioni. È invero da opinarsi che, una volta consumatosi il reato, la successiva abolitio criminis (ed a maggior ragione la mera introduzione di una previsione penale diversa) non vadano ad elidere – assieme al reato – anche l’illecito civile e la pretesa risarcitoria ad esso connessa. Quest’ultima pretesa, quindi, anche una volta venuta meno la previsione penale su cui si fonda (quantomeno ex artt. 185 c. p. e 2059 c. c.), deve ritenersi persistere, legittimando comunque la parte a chiedere il risarcimento.&lt;br /&gt;Svolte tali premesse, l’individuazione della capacità di autonoma lesività della mancata bonifica deve, necessariamente, fare riferimento alla tipologia di danno dedotto in causa, consistente, nella specie, nel turbamento psichico (danno non patrimoniale ex art. 2059 c. c.) di cui gli attori verrebbero a risentire in virtù della loro permanenza in una zona “contaminata” e delle conseguenti analisi mediche cui si sarebbero sottoposti in passato e dovrebbero sottoporsi anche in futuro. Non è stato, infatti, allo stato, dedotto alcun danno alla salute quale conseguenza dell’esposizione a diossina, né – ovviamente, verrebbe da dire – un danno di tipo patrimoniale.&lt;br /&gt;Orbene, così ricostruito l’ambito del decidere, ritiene il Tribunale di escludere la sussistenza di un danno autonomo e diverso da quello del 1976, e di concludere, pertanto, nel senso dell’accoglimento dell’eccezione preliminare di prescrizione del diritto.&lt;br /&gt;Proprio la tipologia di danno dedotto, infatti, induce a ritenere che l’unico concreto evento lesivo cui ricondurre – quale danno-conseguenza, nella risistemazione operata dalla recente giurisprudenza della Suprema Corte – il patema d’animo o danno morale, di cui gli attori hanno chiesto il ristoro, sia in realtà il disastro del 1976, dovendosi conseguentemente escludere che la mancata bonifica del terreno ad opera della convenuta abbia contribuito ad ingenerare un nuovo e distinto turbamento d’animo in capo agli attori. Va, invero, ribadito che è proprio la tipologia di danno lamentato ad evidenziare l’assenza di un quid novi rispetto all’evento originario. Quest’ultimo, infatti, appare costituire un evento di tale gravità da ingenerare uno sconvolgimento idoneo a protrarsi nel tempo, senza che la mancata (o inidonea) successiva bonifica dell’area possa aver originato un ulteriore perturbamento d’animo, risultando per contro che le limitazioni “esistenziali”, che gli attori denunciano e dalle quali fanno scaturire la propria pretesa risarcitoria, sono in realtà conseguenza dei fatti del 1976 e non della successiva condotta omissiva imputata alla ICMESA S. p. a.&lt;br /&gt;A condurre a tali conclusioni sono, almeno in parte, le stesse allegazioni e produzioni effettuate da parte attrice, sotto un duplice profilo.&lt;br /&gt;Il primo di detti profili è costituito dalle istanze istruttorie formulate da parte attrice in citazione e rinnovate nel foglio di precisazione delle conclusioni. Nulla quæstio, invero, sul fatto che il Tribunale non abbia concesso agli attori termini ex 184 c. p. c., restando, pertanto, spazio per ipotizzare che dette istanze istruttorie sarebbero state diversamente formulate. Sta di fatto, tuttavia, che i capitoli di prova comunque articolati si rivelano di per sé significativi, in quanto finiscono per riconoscere, indirettamente, che il “turbamento psichico a causa dell’esposizione a sostanze inquinanti e limitazioni del normale svolgimento della vita” (così pag. 59 della citazione) si sono resi necessari in virtù della massiccia contaminazione del 1976, e che rispetto ad essi l’attuale insoddisfacente bonifica non assume rilievo eziologico autonomo. Significativi sono, ad esempio, i capp. 1 (“vero che a seguito dell’esplosione del reattore ICMESA, il 10.7.1976, gli attori vennero sottoposti ad esami sanitari da parte delle autorità pubbliche”), 2 (“vero che gli attori risiedevano e risiedono nelle zone B nelle quali furono riscontrate quantità misurabili di diossina”), 3 (“vero che a seguito dell’evento i controlli sanitari per gli abitanti della zona B proseguirono e proseguiranno per anni a venire”), dai quali emerge che la sottoposizione a controlli sanitari è conseguenza del disastro del 1976, ma anche i capp. 7 (“vero che l’evento disastroso provocò grave turbamento negli attori, i quali si recarono presso gli ambulatori medici pubblici al fine di avere delucidazioni sul comportamento da tenere”), 8 (“vero che in assenza di informazioni sulla tossicità della diossina gli attori consumarono i prodotti della zona, inquinati”), 10 (“vero che dalla data del disastro gli attori, unitamente ad altre migliaia di abitanti della zona inquinata, si sono riuniti circa 1 volta l’anno in assemblea avendo all’ordine del giorno i problemi della salute nella zona”), dai risulta che sia il patema d’animo, sia i motivi di preoccupazione per la propria salute derivano dalla contaminazione di trent’anni fa e dalle immediate ricadute dell’inadeguato allarme che venne dato alla popolazione nell’immediatezza del fatto.&lt;br /&gt;Il secondo profilo è costituto dalla sentenza del Tribunale di Milano, 9 giugno 2003, il cui precedente è stato invocato da parte attrice, che anzi ha citato ampi stralci della motivazione in citazione. Orbene, la lettura della sentenza in questione (che non sembra essersi occupata del problema della prescrizione) evidenzia che anche la pronuncia del Tribunale meneghino ha assunto come proprio riferimento l’evento del 1976, e non certo la supposta violazione dell’art. 51 bis, d. lgs. 22/97. La pronuncia fa riferimento reiterato all’angoscia della popolazione successiva all’esplosione del reattore, alle indagini mediche successive, al fatto che “i controlli sulla popolazione sono proseguiti per oltre 10 anni dall’evento inquinante”. Anche questo precedente, quindi, appare assolutamente inconferente rispetto alla tesi sostenuta nella presente sede dagli attori, e non può certo supportare l’idea che gli attori, oltre al pregiudizio originatosi nel 1976, abbiano ricevuto un ulteriore, autonomo, nocumento psicologico dalla pubblicazione dell’Analisi di Rischio del 2003.&lt;br /&gt;Risulta, quindi, in definitiva, che la costante sottoposizione ad esami, le limitazioni esistenziali, il perturbamento psichico, l’allarme diffuso sono frutto dell’evento del 1976 e avrebbero avuto modo di verificarsi anche qualora – si ragiona sempre in via ipotetica – l’ICMESA S. p. a. avesse tenuto una successiva condotta tale da sottrarla alla benché minima imputazione circa il mancato rispetto dell’art. 51 bis, d. lgs. 22/97. La paura, i timori per il futuro, lo stillicidio delle analisi periodiche – tutti fattori che sul piano umano suscitano l’assoluta comprensione – sono stati ineluttabilmente stabiliti dal disastro del 1976 (da classificarsi, quindi, come illecito con effetti permanenti e non come illecito permanente); da allora esistono e non possono certo essere stati accresciuti dall’analisi del 2003, dovendosi anzi ritenere che il progressivo decorso degli anni senza il manifestarsi di patologie scientificamente riconducibili al disastro (sul punto sono disponibili solo dati di tipo epidemiologico) o altri fattori di concreto e non ipotetico allarme (quale è, in parte, quello contenuto nell’Analisi di Rischio, che a tratti indulge nell’esame di ipotesi che essa stessa riconosce come estreme ed improbabili) dovrebbero aver contribuito a ridurre, seppur solo in parte, l’allarme degli attori.&lt;br /&gt;Alla luce delle considerazioni che precedono risulta ultroneo l’ulteriore esame dei profili di merito e delle ulteriori eccezioni sollevate dalla convenuta, sempre in ordine al merito, dovendosi addivenire al rigetto della domanda.&lt;br /&gt;La controversia ha comportato l’esame di profili giuridici di notevole complessità. Questa considerazione, la estrema peculiarità della vicenda, e, infine, la consapevolezza del fatto che la tesi sostenuta dagli attori abbia costituito il tentativo di superare un’eccezione di prescrizione a propria volta indirettamente cagionata da un obsoleto orientamento della Suprema Corte in ordine all’irrisarcibilità del danno morale da disastro (superata, tardivamente, solo nel 2002, quando era troppo tardi per gli attori per agire in giudizio), costituiscono, tutte, ragioni che ben valgono a giustificare la compensazione delle spese di lite.&lt;br /&gt;P. Q. M.&lt;br /&gt;il Tribunale di Monza, sezione di Desio, definitivamente pronunciando, ogni contraria domanda ed eccezione rigettata, così provvede:&lt;br /&gt;1)     dichiara la nullità della domanda proposta in nome di […];&lt;br /&gt;2)     respinge la domanda proposta dagli altri attori in epigrafe contro la ICMESA S. p. a. con citazione notificata in data 8 aprile 2005;&lt;br /&gt;3) compensa integralmente tra le parti le spese di lite.&lt;br /&gt;Sentenza per legge esecutiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn1" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=19799005#_ftnref1" name="_ftn1"&gt;[1]&lt;/a&gt; Chiunque cagiona l'inquinamento o un pericolo concreto ed attuale di inquinamento, previsto dall'articolo 1, comma 2, è punito con la pena dell'arresto da sei mesi a un anno e con l'ammenda da€ 2582 ad € 25822 se non provvede alla bonifica secondo il procedimento di cui all'articolo 17. Si applica la pena dell'arresto da un anno a due anni e la pena dell'ammenda da € 5164 ad € 51645 se l'inquinamento è provocato da rifiuti pericolosi. Con la sentenza di condanna per la contravvenzione di cui al presente comma, o con la decisione emessa ai sensi dell'articolo 444 del codice di procedura penale, il beneficio della sospensione condizionale della pena può essere subordinato alla esecuzione degli interventi di messa in sicurezza, bonifica e ripristino ambientale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19799005-116099631548032213?l=documentii.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://documentii.blogspot.com/feeds/116099631548032213/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19799005&amp;postID=116099631548032213' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/116099631548032213'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/116099631548032213'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://documentii.blogspot.com/2006/10/sevesoomessa-od-insufficiente-bonifica.html' title='Seveso:omessa, od insufficiente, bonifica dei siti inquinati, danno morale, termini di prescrizione'/><author><name>valbormidaviva</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02972272074723678648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19799005.post-115912904235263802</id><published>2006-09-24T09:59:00.000-07:00</published><updated>2006-09-24T13:17:44.800-07:00</updated><title type='text'>ecco il simbolo  dell' associazione per la rinascita della valle bormida e del giornale</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/5879/1259/1600/simbolo%20valle%20bormida%20pulita%20jpg.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5879/1259/320/simbolo%20valle%20bormida%20pulita%20jpg.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#009900;"&gt;questo è il logo del giornale omonimo e dell' associazione per la rinascita della valle bormida, come scelto nel settembre 1987 e disegnato da clemens guattelli&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19799005-115912904235263802?l=documentii.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://documentii.blogspot.com/feeds/115912904235263802/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19799005&amp;postID=115912904235263802' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/115912904235263802'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/115912904235263802'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://documentii.blogspot.com/2006/09/ecco-il-simbolo-dell-associazione-per.html' title='ecco il simbolo  dell&apos; associazione per la rinascita della valle bormida e del giornale'/><author><name>valbormidaviva</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02972272074723678648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19799005.post-114346241793802289</id><published>2006-03-27T04:24:00.000-08:00</published><updated>2006-03-27T04:26:58.386-08:00</updated><title type='text'>due siti per la verità e giustizia su g8 genova 2001</title><content type='html'>supporto legale:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://supportolegale.org"&gt;http://supportolegale.org&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;verità e giustizia:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.veritagiustizia.it"&gt;www.veritagiustizia.it&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19799005-114346241793802289?l=documentii.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://documentii.blogspot.com/feeds/114346241793802289/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19799005&amp;postID=114346241793802289' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/114346241793802289'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/114346241793802289'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://documentii.blogspot.com/2006/03/due-siti-per-la-verit-e-giustizia-su.html' title='due siti per la verità e giustizia su g8 genova 2001'/><author><name>valbormidaviva</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02972272074723678648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19799005.post-113930270639668679</id><published>2006-02-07T00:57:00.000-08:00</published><updated>2006-02-07T00:58:26.823-08:00</updated><title type='text'>il sito del commissario acna con molte informazioni sulla bonifica e sulla struttura</title><content type='html'>ecco il link:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.commissarioacna.it/"&gt;http://www.commissarioacna.it/&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19799005-113930270639668679?l=documentii.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://documentii.blogspot.com/feeds/113930270639668679/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19799005&amp;postID=113930270639668679' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/113930270639668679'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/113930270639668679'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://documentii.blogspot.com/2006/02/il-sito-del-commissario-acna-con-molte.html' title='il sito del commissario acna con molte informazioni sulla bonifica e sulla struttura'/><author><name>valbormidaviva</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02972272074723678648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19799005.post-113923775443027572</id><published>2006-02-06T06:53:00.000-08:00</published><updated>2006-02-06T06:55:55.066-08:00</updated><title type='text'>novità sulla bonifica di siti inquinati e sul danno ambientale dalla finanziaria record con 1 articolo e 600 commi.</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Legge 23 dicembre 2005, n. 266&lt;br /&gt;" Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato ( legge finanziaria 2006 ) "&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; 434. Al fine di consentire nei siti di bonifica di interesse nazionale la realizzazione degli interventi di messa in sicurezza d’emergenza, caratterizzazione, bonifica e ripristino ambientale delle aree inquinate per le quali sono in atto procedure fallimentari, sono sottoscritti accordi di programma tra il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio, la regione, le province, i comuni interessati con i quali sono individuati la destinazione d’uso delle suddette aree, anche in variante allo strumento urbanistico, gli interventi da effettuare, il progetto di valorizzazione dell’area da bonificare, incluso il piano di sviluppo e di riconversione delle aree, e il piano economico e finanziario degli interventi, nonchè le risorse finanziarie necessarie per ogni area, gli impegni di ciascun soggetto sottoscrittore e le modalità per individuare il soggetto incaricato di sviluppare l’iniziativa.    435. Al finanziamento dell’accordo di programma di cui al comma 434 concorre il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio nei limiti delle risorse assegnate in materia di bonifiche, ivi comprese quelle dei programmi nazionali delle bonifiche di cui all’articolo 1 della legge 9 dicembre 1998, n. 426, e successive modificazioni, nonchè con le risorse di cui al decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio 14 ottobre 2003, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 99 del 28 aprile 2004.    436. L’accordo di programma di cui al comma 434 individua il soggetto pubblico al quale deve essere trasferita la proprietà dell’area. Il trasferimento della proprietà avviene trascorsi centottanta giorni dalla dichiarazione di fallimento qualora non sia stato avviato l’intervento di messa in sicurezza d’emergenza, caratterizzazione e bonifica.    437. Ai fini di cui ai commi da 432 a 450, è in ogni caso fatta salva la vigente disciplina normativa in materia di responsabilità del soggetto che ha causato l’inquinamento nelle aree e nei siti di cui al comma 434.    438. Fermo quanto previsto dai commi 46 e 47, le somme versate in favore dello Stato a titolo di risarcimento del danno ambientale a seguito della sottoscrizione di accordi transattivi, contenenti condizioni specifiche relative al loro reimpiego, sono riassegnate ad apposito capitolo dello stato di previsione del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio.    439. Qualora i soggetti e gli organi pubblici preposti alla tutela dell’ambiente accertino un fatto che abbia provocato un danno ambientale come definito e disciplinato dalla direttiva 2004/35/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 aprile 2004, e non siano avviate le procedure di ripristino ai sensi della normativa vigente, il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio con ordinanza immediatamente esecutiva ingiunge al responsabile il ripristino della situazione ambientale come definito dalla citata direttiva 2004/35/CE a titolo di risarcimento in forma specifica entro il termine fissato. Qualora il responsabile del fatto che ha provocato il danno ambientale non provveda al ripristino nel termine ingiunto, o il ripristino risulti in tutto o in parte impossibile, oppure eccessivamente oneroso, ai sensi dell’articolo 2058 del codice civile, il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio con successiva ordinanza ingiunge il pagamento entro il termine di sessanta giorni di una somma pari al valore economico del danno accertato. L’ordinanza è emessa nei confronti del responsabile del danno ambientale come definito e disciplinato dalla citata direttiva 2004/35/CE.    440. La quantificazione del danno è effettuata sulla base del pregiudizio arrecato alla situazione ambientale a seguito del fatto dannoso e del costo necessario per il ripristino nel rispetto delle norme di cui alla citata direttiva 2004/35/CE e degli allegati I e II alla stessa. In caso di riparazione del danno ai sensi del presente comma e del comma 439 è esclusa la possibilità che si verifichi un aggravio dei costi in capo all’operatore come conseguenza di una azione concorrente; resta fermo il diritto dei soggetti proprietari di beni danneggiati dal fatto produttivo di danno ambientale di agire in giudizio nei confronti del responsabile a tutela dell’interesse proprietario leso.    441. Per la riscossione delle somme di cui è ingiunto il pagamento con l’ordinanza ministeriale si applicano le disposizioni di cui al decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112.    442. Le disposizioni previste dai commi da 439 a 441 non si applicano ai danni ambientali presi in considerazione nell’ambito di procedure transattive ancora in corso di perfezionamento alla data di entrata in vigore della presente legge, a condizione che esse trovino conclusione entro il 28 febbraio 2006, nè alle situazioni di inquinamento per le quali sia effettivamente in corso o sia avviata la procedura per la bonifica ai sensi e per gli effetti del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, e del regolamento di cui al decreto del Ministro dell’ambiente 25 ottobre 1999, n. 471.    443. Avverso l’ordinanza di cui ai commi precedenti è ammesso ricorso al tribunale amministrativo regionale competente per territorio entro il termine di sessanta giorni o, alternativamente, al Presidente della Repubblica entro il termine di centoventi giorni, in entrambi i casi decorrente dalla sua notificazione, comunicazione o piena conoscenza.    444. L’articolo 35, comma 6, del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327, deve intendersi nel senso che le indennità di occupazione costituiscono reddito imponibile e concorrono alla formazione dei redditi diversi se riferite a terreni ricadenti nelle zone omogenee di tipo A, B, C e D, come definite dagli strumenti urbanistici.    445. All’articolo 1-bis, comma 5, del decreto-legge 3 agosto 2004, n. 220, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 ottobre 2004, n. 257, la parola: «quindici» è sostituita dalla seguente: «venticinque».    446. Restano fermi i criteri e le modalità applicati per l’articolo 1-bis, comma, 5, del decreto-legge 3 agosto 2004, n. 220, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 ottobre 2004, n. 257.    447. All’attuazione degli interventi previsti dal comma 445 si provvede nei limiti delle risorse disponibili di cui agli articoli 2 e 3 del decreto-legge 19 dicembre 1994, n. 691, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 febbraio 1995, n. 35, e successive modificazioni.    448. Ai fini dell’attuazione del comma 445 eventuali esigenze di trasferimento delle risorse disponibili di cui al comma 447, tra Mediocredito centrale Spa e Artigiancassa Spa, saranno preventivamente autorizzate dal Dipartimento del tesoro, previa adeguata documentazione trasmessa dai predetti istituti di credito e verificata dallo stesso Dipartimento.    449. Le somme derivanti dalla riscossione dei crediti di cui ai commi da 439 a 441, ivi comprese quelle derivanti dall’escussione di fideiussioni a favore dello Stato, assunte a garanzia del risarcimento, sono versate all’entrata del bilancio dello Stato, per essere riassegnate, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, ad un fondo istituito nell’ambito di apposita unità previsionale di base dello stato di previsione del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio, al fine di finanziare, anche in via di anticipazione, interventi urgenti di disinquinamento, bonifica e ripristino ambientale, con particolare riferimento alle aree per le quali abbia avuto luogo il risarcimento del danno ambientale, nonchè altri interventi per la protezione dell’ambiente e la tutela del territorio.&lt;br /&gt;450. Con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio, adottato di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono disciplinate le modalità di funzionamento e di accesso al fondo di cui al comma 449, ivi comprese le procedure per il recupero delle somme concesse a titolo di anticipazione.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19799005-113923775443027572?l=documentii.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://documentii.blogspot.com/feeds/113923775443027572/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19799005&amp;postID=113923775443027572' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/113923775443027572'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/113923775443027572'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://documentii.blogspot.com/2006/02/novit-sulla-bonifica-di-siti-inquinati.html' title='novità sulla bonifica di siti inquinati e sul danno ambientale dalla finanziaria record con 1 articolo e 600 commi.'/><author><name>valbormidaviva</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02972272074723678648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19799005.post-113890282532537941</id><published>2006-02-02T09:52:00.000-08:00</published><updated>2006-02-02T09:53:45.406-08:00</updated><title type='text'>de giorgio rappresentante della regione piemonte nella conferenza dei servizi</title><content type='html'>Bollettino Ufficiale n. 42 del 20 / 10 / 2005&lt;a href="http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2005/42/siste/index.htm"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Deliberazione della Giunta Regionale 26 settembre 2005, n. 75-935&lt;br /&gt;Legge regionale 7/2005. Individuazione del rappresentante regionale alle Conferenze dei Servizi relative all’intervento di bonifica e ripristino ambientale di interesse nazionale di Cengio e Saliceto&lt;br /&gt;(omissis)&lt;br /&gt;LA GIUNTA REGIONALE&lt;br /&gt;a voti unanimi...&lt;br /&gt;delibera&lt;br /&gt;* di individuare nella persona dell’ing. Salvatore De Giorgio, Direttore della Direzione Pianificazione delle risorse idriche, il soggetto legittimato alla partecipazione in modo permanente alle Conferenze dei Servizi relative all’intervento di bonifica e ripristino ambientale di interesse nazionale di Cengio e Saliceto.&lt;br /&gt;La presente deliberazione sarà pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte ai sensi dell’articolo 61 dello Statuto e dell’articolo 14 del D.P.G.R. 8/R/2002.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19799005-113890282532537941?l=documentii.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://documentii.blogspot.com/feeds/113890282532537941/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19799005&amp;postID=113890282532537941' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/113890282532537941'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/113890282532537941'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://documentii.blogspot.com/2006/02/de-giorgio-rappresentante-della.html' title='de giorgio rappresentante della regione piemonte nella conferenza dei servizi'/><author><name>valbormidaviva</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02972272074723678648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19799005.post-113890244224178383</id><published>2006-02-02T09:44:00.000-08:00</published><updated>2006-02-02T09:47:23.066-08:00</updated><title type='text'>fondi per la rinascita non spesi negli anni 90: distribuzione</title><content type='html'>ecco la delibera con la distribuzione dei fondi non spesi per risanamento e rinascita negli anni 90:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2005/40/siste/00000333.htm"&gt;http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2005/40/siste/00000333.htm&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bollettino Ufficiale n. 40 del 6 / 10 / 2005&lt;a href="http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2005/40/siste/index.htm"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Deliberazione della Giunta Regionale 19 settembre 2005, n. 35-860&lt;br /&gt;Programma Triennale per la Tutela Ambientale (P.T.T.A.) 1994-96 e Legge 19.3.1997, n. 137: aree critiche ad elevata concentrazione di attivita’ industriali - Valle Bormida. Destinazione economie e risorse non utilizzate, per un importo di Euro 4.638.803,79 per interventi strutturali di fognatura e depurazione delle acque, finalizzati al risanamento ambientale dell’area&lt;br /&gt;(omissis)&lt;br /&gt;LA GIUNTA REGIONALE&lt;br /&gt;a voti unanimi...&lt;br /&gt;delibera&lt;br /&gt;- di destinare le economie conseguite sugli interventi di bonifica e recupero ambientale nonchè sugli interventi strutturali nell’area critica della Valle Bormida, di cui a P.T.T.A. 1994-96 e legge 137/97 ed ammontanti ad Euro 4.638.803,79, all’attuazione di un programma di interventi per opere strutturali di risanamento idrico nella medesima area come da prospetto unito alla presente come parte integrante, dando atto che detto programma è coerente con il Piano approvato dal Consiglio Regionale con D.C.R. n. 349 CR 19073 dell’11.12.1996 di cui costituisce il completamento;&lt;br /&gt;- di inviare il presente documento al Ministero dell’Ambiente ai fini dell’assenso formale all’utilizzo delle economie come nelle premesse specificate;&lt;br /&gt;- di incaricare la competente struttura regionale Direzione Pianificazione delle risorse idriche di dare attuazione al citato Programma di interventi mediante l’adozione degli opportuni provvedimenti di concessione ed erogazione dei finanziamenti nonchè di adottare le azioni necessarie per ottenere il trasferimento delle risorse dal predetto Ministero.&lt;br /&gt;- di dare atto che la somma di Euro 4.638.803,79, previa reiscrizione sul bilancio regionale, sarà assegnata alla Direzione pianificazione delle risorse idriche incaricata dell’attuazione del Programma.&lt;br /&gt;La presente deliberazione sarà pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte ai sensi dell’art. 61 dello Statuto e dell’art. 14 del D.P.G.R. n. 8/R del 29.7.2002.&lt;br /&gt;(omissis)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19799005-113890244224178383?l=documentii.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://documentii.blogspot.com/feeds/113890244224178383/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=19799005&amp;postID=113890244224178383' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/113890244224178383'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19799005/posts/default/113890244224178383'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://documentii.blogspot.com/2006/02/fondi-per-la-rinascita-non-spesi-negli.html' title='fondi per la rinascita non spesi negli anni 90: distribuzione'/><author><name>valbormidaviva</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02972272074723678648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19799005.post-113838294803114901</id><published>2006-01-27T09:26:00.000-08:00</published><updated>2006-01-27T09:29:08.696-08:00</updated><title type='text'>Associazione per la Rinascita della Valle Bormida: Comunicati Stampa dal settembre al dicembre 2005</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;COMUNICATO STAMPA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;INSUFFICIENTI LE ATTIVITA’ REALIZZATE DAL PREFETTO! TORNERA’ IL RESOL?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con l’incontro svoltosi il 20 settembre a Cengio abbiamo finalmente avuto la possibilità di sapere qualcosa di concreto in merito alla iniziative messe in atto dal Prefetto sul sito dell’ex ACNA.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo partecipato all’incontro anche se riteniamo illegittima la rinonima del Prefetto perché è indispensabile controllare quanto sta avvenendo. Comunque lo stesso Prefetto sembra sapere di avere i giorni contati visto che il 29 settembre è già prevista l’udienza al TAR per la discussione della sospensiva della sua rinonima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se da una parte i lavori già avviati dal Dr. Leoni stanno proseguendo senza interruzioni, dobbiamo invece constatare che non sono stati fatti passi in avanti per quanto attiene ai progetti esecutivi per le ulteriori attività da porre in essere ai fini del completamento delle varie fasi della bonifica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non si capisce ad esempio come mai non sia ancora stato portato in Conferenza dei Servizi il progetto per la messa in sicurezza permanente della zona A1, cioè di quell’area destinata ad accogliere tutti i materiali inquinati del sito. Questo aspetto era infatti uno dei punti all’ordine del giorno della Conferenza dei Servizi che il Dr. Leoni aveva convocato per il 14 marzo scorso e che il capo della Protezione Civile Bertolaso aveva fatto annullare. Allo stesso modo abbiamo potuto constatare che Syndial non ha ancora presentato il Progetto Esecutivo per realizzare la completa cinturazione sotterranea del sito, che rappresenta una questione di importanza fondamentale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un tale contesto la data del 31-12-2006 indicata dal Prefetto per il termine della bonifica del sito non rappresenta altro che una chimera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non abbiamo inoltre capito a cosa servano le ulteriori indagini sui sedimenti della Bormida svolte dall’ICRAM, in quanto riteniamo che le campagne di caratterizzazione svolte in precedenza dal Dr. Leoni con l’ARPA Piemonte abbiano disegnato un quadro più che esaustivo della situazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine dobbiamo evidenziare come proprio l’aspetto delle demolizioni sia per noi fonte di grave preoccupazione in quanto l’inceneritore ReSol non è evidenziato tra gli edifici da abbattere. Se teniamo conto del fatto che gli schemi legislativi sulle bonifiche preparati dal Ministero dell’Ambiente, in attuazione della legge delega sull’ambiente, stravolgeranno completamente l’attuale impostazione legislativa delle bonifiche, ci sono purtroppo altissime probabilità che l’incubo ReSol torni a concretizzarsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dr. Maurizio Manfredi&lt;br /&gt;ASSOCIAZIONE RINASCITA VALLEBORMIDA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;COMUNICATO STAMPA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CONFERENZA DEI SERVIZI DEL 27/9/2005 A CENGIO&lt;br /&gt;CLAMOROSA GAFFE DEL PREFETTO – SCONTRO APERTO TRA LE DUE REGIONI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nostra Associazione, al fine di verificare la situazione, ha partecipato ieri alla Conferenza dei Servizi convocata in Cengio dal Prefetto Romano nonostante che, in accordo con la Regione Piemonte e molte Amministrazioni Locali della Valle Bormida, si ritenga illegittima la sua nomina in qualità di Commissario per l’emergenza ACNA.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anzitutto non è stato possibile visionare la documentazione istruttoria dell’argomento all’ordine del giorno nonostante la presentazione di una richiesta ufficiale in tal senso, contrariamente a quanto avveniva con il precedente commissario Dr. Leoni, che ha sempre garantito un libero accesso ai documenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dobbiamo inoltre costatare, che ormai ci troviamo in una situazione di scontro aperto tra le due regioni, in quanto il rappresentante della Regione Liguria ha chiesto di deliberare anche in assenza della Regione Piemonte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel suo fervore denigratorio contro il Dr. Leoni il prefetto ha quindi commesso un’incredibile gaffe in quanto, nel tentativo di mettere per l’ennesima volta in cattiva luce l’operato del precedente Commissario, ha preteso che fosse messo a verbale che fino ad oggi nulla è stato fatto per la messa in sicurezza della discarica di Pianrocchetta. Infatti, ormai quasi due mesi fa, il Prefetto è stato rinominato, proprio con il pretesto della necessità di urgenti interventi sulla stessa in vista dell’imminente stagione delle piogge ed allora era già pronto un piano per un celere intervento di messa in sicurezza di emergenza, preparato durante la gestione del Dr. Leoni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se non ci fosse di mezzo la questione vitale per la nostra Valle della bonifica la situazione sarebbe quasi comica così come l’irrealistico obiettivo sbandierato dal prefetto di terminare la bonifica di tutto il sito entro la fine del 2006. Infatti non sono ancora stati approvati diversi importanti progetti definitivi, come ad esempio quello per la realizzazione del setto divisorio tra le aree destinate a discarica e quelle da reindustrializzare, nonostante che il Dr. Leoni lo scorso mese di febbraio ne avesse già completato la fase istruttoria. Sarebbe possibile quindi rispettare questa scadenza solo se non si realizzassero alcune opere fondamentali previste dalla precedente gestione commissariale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci spiace purtroppo dover constatare che i sindaci dei comuni dell’alta Valle, da Saliceto a Prunetto, che non hanno mai preso una posizione ufficiale contro l’arbitraria rimozione del Dr. Leoni, sono ormai da tempo schierati apertamente con il prefetto. Siamo convinti del fatto che proprio il loro atteggiamento abbia indotto il Governo a rinominarlo, anziché ricercare una soluzione che fosse condivisa anche dalla Regione Piemonte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proporremo quindi alle altre associazioni della Valle Bormida di organizzare un nuovo ciclo di assemblee per informare in modo dettagliato la popolazione su quanto sta avvenendo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dr. Maurizio Manfredi&lt;br /&gt;ASSOCIAZIONE RINASCITA VALLEBORMIDA&lt;br /&gt;COMUNICATO STAMPA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL TAR LIGURIA ACCOGLIE LA RICHIESTA DI SOSPENSIVA DELLA RINOMINA DI ROMANO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Tribunale Amministrativo Regionale della Liguria ha accolto la richiesta di sospensiva della rinomina del Prefetto Romano come Commissario per l’emergenza ACNA, presentata dalla Regione Piemonte, dal WWF e da altre amministrazioni locali della Valle Bormida.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In attesa della sentenza di merito o dell’esito di eventuali controricorsi da parte del Governo quindi il Prefetto non potrà più operare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se agli inizi di agosto il Governo, prendendo atto della precedente sentenza del TAR Liguria, che aveva dichiarato illegittima la prima nomina del Prefetto, avesse reintegrato Leoni nel suo incarico, ora non ci troveremmo in questo stato di caos.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti era evidente come vi fossero molte possibilità che la rinomina del Prefetto potesse essere nuovamente dichiarata illegittima a causa della mancata intesa con le regioni Piemonte e Liguria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A quanto pare quindi l’interesse primario non è quello del completamento delle attività di bonifica bensì quello di punire chi, opponendosi a dissennate decisioni calate dall’alto, ha compiuto il reato di lesa maestà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci auguriamo che, per il bene della nostra Valle, il Governo si decida finalmente a trovare un accordo con le due Regioni, invece di procedere con la solita arroganza che, a partire dalla scellerata rimozione del Dr. Leoni all’inizio dell’anno, ci ha portati a questa incredibile situazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dr. Maurizio Manfredi&lt;br /&gt;ASSOCIAZIONE RINASCITA VALLEBORMIDA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;COMUNICATO STAMPA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ACNA - TORNA ROMANO MA NON RESTERA’ ANCORA PER MOLTO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Consiglio di Stato ha annullato la sospensiva della rinomina del Prefetto Romano come Commissario per l’Emergenza ACNA, ma non si è ancora espresso nel merito, per cui questa sentenza rappresenta solo un momento interlocutorio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo convinti che la sentenza definitiva darà ragione alle rive
